martedì 30 dicembre 2014

L'UTILIZZAZIONE DELL'ORGASMO NEL TANTRISMO




"Il fuoco è il Cielo.
Il sole è la legna che arde e i suoi raggi sono fumo.
La fiamma è il giorno, le braci sono la luna e le scintille stelle.
E' in questo fuoco che gli dei sacrificano la fede.[.......]

Il fuoco è la Donna.
Il pene è la legna che arde e il desiderio che stordisce è fumo.
La fiamma è la Sua vagina
L'unione è la brace e l'orgasmo la scintilla che ravviva.
E' in questo fuoco che gli dei sacrificano lo sperma.
E' da questa offerta che sorge la vita
."

(chandogya upanishad V, 4 - 8;)








KUNDALINI

Molti autori moderni parlano del risveglio di kundalini come di un evento eccezionale, sperimentabile solo dopo lunghi anni di pratica assidua e/o per intercessione della divinità.
E' falso: nell'essere umano kundalini si risveglia di continuo.
Ogni volta che in seguito ad una forte emozione si verifica un abbassamento del livello di coscienza accompagnato dall'unificazione delle energie del corpo, si assiste al "Risveglio di kundalini". 
Quando la paura, la rabbia, l'odio, la passione, il dolore, il piacere, le droghe limitano o paralizzano l'attività della mente "raziocinante" la "serpentessa" tira fuori la testa dalla sua casa triangolare e trascina i suoi figli (i soffi vitali, i vayu) là dove è richiesto un surplus di energia.
Chi è preda di un'emozione incontrollata è capace di gesti impensabili in condizioni ordinarie: la paura può far correre come lepri, la rabbia ci rende forti e feroci come tigri, l'amore ci rende leggeri ed eleganti come ninfe dei boschi. 
E' un fenomeno sperimentato e sperimentabile da chiunque.
Il fine dello yoga non è risvegliare kundalini, ma "convincerla a cambiar casa", a stabilirsi in un luogo diverso del corpo per poi ripetere, volontariamente, il processo della creazione.




In teoria si può "lavorare"su kundalini partendo da una qualsiasi emozione intensa. Esistono tecniche assai efficaci basate sulla paura (come l'iniziazione della morte, praticata anche dalle SS, che consiste nel chiudere il praticante in una tomba, al buio, senza viveri e con poco ossigeno) o sulla rabbia o sul disgusto ecc..., ma la via maestra è quella dell' Eros, perché il desiderio, potenza creatrice della divinità, pervade l'intera manifestazione.






Per il tantrismo l'esistenza è il frutto dell'unione delle potenze originarie, l'orgasmo divino.. Sul nostro piano di esistenza l'orgasmo, riflesso della beatitudine suprema, può divenire uno strumento di liberazione.



RUOLO DELLA DONNA

Nella vita ordinaria l'essere umano ha almeno tre opportunità di sperimentare il samādhi: la morte, lo svenimento e l'orgasmo, che, tra i tre eventi. è decisamente il più piacevole. 
 Per uno yogin già il solo riuscire ad "osservarsi", a mantenere un minimo livello di attenzione nel momento culminante dell'atto sessuale, si rivela un esercizio assai utile, ma quello che è essenziale è la comprensione dei processi energetici che si innescano nella donna durante l'amplesso.




Il tantra è frutto di una cultura lontana, forse più antica di quanto potremmo immaginare.
 Alcuni maestri indiani come Satyananda Sarasvati, lo fanno risalire ad un epoca "pre-storica" e il Dalai Lama, quando racconta della nascita di Yeshe Dawa, la prima mitica yogini, parla di migliaia e migliaia di anni prima di Buddha Shakyamuni. 
Di certo il tantrismo proviene da un ambito femminile, o comunque, da una visione del corpo, del sesso e del mondo completamente diversa dalla nostra.




Non è assolutamente facile, oggi, comprendere il ruolo femminile nelle pratiche tantriche: le donne animate dal fuoco del post-femminismo, tenderanno a vederla come soggetto di conoscenza, immaginando la Yogini come una collezionista di orgasmi, una virago finalmente affrancata dal dominio del maschio e vagheggiando una specie di superiorità dell'ex sesso debole. 
Noi uomini, immersi da un paio di millenni nel fango del maschilismo, tenderemo invece a considerare la yogini uno strumento di conoscenza, relegandola sempre e comunque al ruolo di oggetto. 
La verità è che nelle pratiche sessuali tantriche "1+1 è uguale a 3".... "il maschio deve farsi femmina per la femmina ed entrambi devono essere femmina per l'assoluto"






LA YOGINI

La parola yogin indica i praticanti di entrambi i sessi, mentre योगिनी yoginī è l'incarnazione, la forma fisica della Dea, la donna che ha raggiunto lo stato dell'illuminazione e può concederla al suo compagno chiamato, a volte, कन्थाधारिन् kanthādhārin, "sposo dell'amata" o "sposo della sacerdotessa".
 Questa differenza di significato tra yogin e yoginī (il termine maschile indica tutti i praticanti di yoga, quello femminile solo le donne realizzate) riflette le diverse caratteristiche e potenzialità dell'uomo e della donna.
Nel corpo femminile, per lo yoga, non solo i canali energetici sono più morbidi e ampi, ma si trovano tre spazi, detti vuoti creativi, in cui dimorano le "Grandi Madri", la triade delle divinità femminili Hindu:

nella vagina ha sede Uma/Parvati, " Madre del Vuoto", nel cuore Lakshmi " Madre della Luce", e nella gola Sarasvati "Madre del Silenzio"( ovvero dell'eloquenza e della musica). In altre parole se il corpo umano è sempre il tempio della divinità, risulterà più agevole arrivare alle stanze segrete del tempio nel corpo femminile che in quello maschile.

La valenza operativa delle pratiche sessuali dipende in gran parte dalla relazione tra questi "vuoti creativi" (vagina, cuore, gola) dal loro entrare in risonanza durante l'orgasmo.

 corde vocali


IL SEDICESIMO ORGASMO

Percorrendo la via del tantrismo sessuale prima o poi ci imbatteremo in insegnamenti che riguardano la pratica dei 16 orgasmi e dell'eiaculazione femminile. 
E' un argomento delicato, di cui, in genere, si parla solo all'interno particolari sette, logge o gruppi ristretti.
 L'esigenza della segretezza è comprensibile: dagli accenni alle orge rituali o all'utilizzazione dei liquidi genitali che troviamo nei testi di Abhinavagupta o Lalleśvarī (Lalla Arifa, la tantrica kashmira riconosciuta maestra illuminata sia dagli Hindu che dagli Islamici) emerge una visione della donna e della sessualità completamente diversa dalla nostra e quindi, potenzialmente destabilizzante.

Lalleśvarī



I "16 orgasmi" sono collegati alle dee dette नित्य nitya , parola che in sanscrito significa "eterno", "innato", a significare che non si tratta di una tecnica o di un'arte che si possa apprendere, ma di una capacità innata della donna. 
Sono chiamati anche कला kalā, come le fasi lunari.
Parola strana kalā, ha così tanti diversi significati da rendere quasi incomprensibili le frasi in cui compare. 
Si può tradurre con: "arte","talento", "destrezza", "barca", "sezione", "purezza", ingenuità", "embrione umano" ecc. ecc. ecc...
Per lo yoga, che ha un proprio linguaggio tecnico, un proprio gergo, indica contemporaneamente il numero sedici, le fasi lunari e le sillabe inscritte nei petali dei cakra.


Per comprendere e valenze operative dei "16 orgasmi" bisogna considerare che lo yoga è strettamente collegato con l'astronomia Hindu, ed in ogni cakra, in ogni canale energetico "risuonano" determinati corpi e fenomeni celesti.








A livello energetico un cakra è diviso in tre parti: कला kalā, नाद nāda ("suono", "scampanellio", "ruggito") e बिन्दु bindu (perla, "goccia", "punto").
Le kalā sono le vibrazioni corrispondenti alle diverse fasi dei corpi celesti e sono indicate dalle sillabe inscritte dei petali.
Le sedici fasi lunari, ad esempio, sono espresse dalle 16 sillabe del cakra della gola (che quindi nell'organismo assume il ruolo della LUNA).

aṃ āṃ iṃ īṃ uṃ ūṃ ṛṃ ṝṃ eṃ aiṃ oṃ auṃ aṁ aḥ





Così come le dodici fasi solari saranno espresse dalle 12 sillabe inscritte nei petali del cakra del cuore (che nell'organismo va ad assumere il ruolo del SOLE):

kaṃ khaṃ gaṃ ghaṃ caṃ chaṃ jaṃ jhaṃ ñaṃ ṭam ṭham

I nāda sono invece invece le "risonanze" della volta celeste, ovvero le vibrazioni corrispondenti ai gradi dell'ECLITTICA, la circonferenza immaginaria sulla quale sono poste le stelle fisse. Nello yoga l'eclittica viene identificata con la dea dell'alba, chiamata uṣā o marīci che significa "luce delle stelle" o "raggi luminosi".




Visto che si tratta di una circonferenza, i raggi che raggiungono e "risuonano" nel corpo umano saranno 360, come i gradi della circonferenza, e in ogni cakra risuonerà un numero diverso di raggi (nāda) corrispondente all'influenza dei corpi celesti compresi in quel particolare tratto dell'eclittica.
Nel cakra della fronte risuonano 64 raggi, alla gola 72, al cuore 54, all'ombelico 52, ai genitali 62 e al perineo 56.




la terza parte del cakra, il bindu, posto al centro del fiore di loto
(rappresentato dai bija mantra haṃ yaṃ raṃ vaṃ laṃ...) rappresenta invece la risonanza di fondo dell'universo, l'eco della creazione, ed è direttamente in contatto con il canale mediano, posto al centro della colonna vertebrale e costituito da tre canali, uno dentro l'altro (o uno a fianco all'altro secondo alcuni autori), chiamati suṣumṇā, vajra e citriṇī
Banalizzando un po' si può dire che il canale più interno, citriṇī, è la via "sottile come il filo del ragno", lungo la quale deve risalire kuṇḍalinī, mentre vajra è il canale "sottile come un capello" che congiungendo il glande ( sia del clitoride che del pene) al punto in mezzo alle sopracciglia fa scorrere l'energia sessuale tra i genitali e la fronte (epifisi).




Per comprendere la "tecnica dei 16 orgasmi " bisogna riconoscere la simmetria tra gola e Vagina, e sviscerare la complessa simbologia di viśuddha cakra.
Lo yoga lavora sulle simmetrie del corpo. come quelle che riguardano l'anatomia delle braccia e delle gambe (Omero-Femore, Gomito-Rotula, Ulna/Radio-Tibia/Perone, Polso-caviglia....) .







La somiglianza tra corde vocali e geniyali femminili  è impressionante,  e  non si tratta solo di un'analogia formale. 
Come possono facilmente verificare ostetriche e ginecologhe, c'è un collegamento diretto tra i suoni emessi dalla donna e la forma assunta dalla vagina nel parto come nel coito. 
Anche se può apparire bizzarro, le sedici kalā del cakra della gola, ovvero aṃ - āṃ - iṃ - īṃ - uṃ- ūṃ - ṛṃ - ṝṃ - eṃ - aiṃ - oṃ - auṃ - aṁ - aḥ, non sono altro che i gemiti di piacere emessi dalla donna durante il rapporto sessuale e corrispondono, per lo yoga, a sedici diverse condizioni della vagina. 
I nomi che gli autori tantrici danno alle kalā del cakra della gola sembrano tratti da un film a luci rosse: 
आं āṃ è detta bhagamālinī, la "vagina inghirlandata", 
इं iṃ è nityaklinna," l'eternamente bagnata", 
उं uṃ è vahnivāsini , "vestita di fuoco" ecc. ecc...




I TRE VUOTI CREATIVI

La vagina e la gola sono due dei tre vuoti creativi esistenti nel corpo della donna.
In pratica  significa che nell'orgasmo la donna (a differenza dell'uomo, che, di solito, è concentrato solo sul pene) è in grado di far vibrare contemporaneamente GOLA, CUORE e VAGINA. 
Il suono emesso dalla donna è contemporaneamente espressione del piacere e del VERO SE', la DEA, Perchèla Donna è la Dea,ma bisogna ricordarglielo ed insegnarlo al suo partner perché niente è così lontano dalla nostra cultura del sesso tantrico. 
Da un lato la colpevolizzazione del piacere, insita nella morale cattolica, crea blocchi fisici e resistenze psicologiche e conduce spesso alla perversione.
Dall'altro l'eccessiva disinvoltura dei costumi porta alla banalizzazione dell'eros, rendendo difficile, se non impossibile l'accesso alla dimensione del sacro.



Ma torniamo all'aspetto "operativo". una delle principali differenze tra orgasmo maschile ed orgasmo femminile è l'assenza nelle donne del cosiddetto periodo refrattario. 
Ogni donna non affetta da particolari patologie o da blocchi di natura psicologica, è, potenzialmente, pluri-orgasmica, può, cioè, avere più orgasmi, anche a breve distanza l'uno dall'altro, durante un rapporto sessuale. 
L'uomo invece, dopo l'eiaculazione, ha quasi sempre un calo di desiderio e di energie fisiche e prova dolore e fastidio se gli stimolano i genitali. 
Ho scritto quasi sempre perché nel caso di un anomalo funzionamento della ghiandola pituitaria (epifisi) il periodo refrattario scompare anche negli uomini.
Dal punto di vista tantrico potremmo dire che vajra nadi, il canale che congiunge il glande del clitoride e del pene alla ghiandola pituitaria, nelle donne è naturalmente aperto e negli uomini no.
Esiste poi un altro canale sottile che collega il punto in mezzo alla fronte alla gola tramite un cakra "segreto" posto nel palato molle, detto talu cakra o lalanā cakra. attraverso il quale l'energia che arriva alla fronte attraverso vajra nadi, può ridiscendere al cakra della gola e al cakra del cuore.
A questo punto possiamo tirare le prime conclusioni.
Abbiamo visto che il cakra della gola ha sedici petali e 72 raggi




e si è detto che per la donna, in assenza di particolari patologie o blocchi psichici, è naturale avere più orgasmi duranti un rapporto sessuale. 
Se fosse una praticante di yoga, in grado di percepire e utilizzare le energie sottili, mantenendo con l'aiuto del partner, un minimo di consapevolezza potrebbe, forse, riuscire a "INDIRIZZARE LA VIBRAZIONE DELL'ORGASMO VERSO I PETALI DAL CAKRA DELLA GOLA", attivando, per così dire, (in senso orario...) un petalo ad ogni orgasmo. 
Una volta attivati tutti e sedici i petali, in teoria, avrebbe la possibilità di accedere al potere creativo dei 72 raggi (marīci) entrando, per così dire, in risonanza con le stelle fisse....

lunedì 29 dicembre 2014

FANTASMI - UN GIOCO PER LA FINE DELL'ANNO




Fine dicembre.
Come ogni anno, per un quarto d’ora mi dedicherò ai fantasmi.
No, per carità, niente lenzuola, catene o grida soffocate.
I fantasmi che rendo vivi, per quindici minuti all’anno, sono le facce, i colori, gli oggetti che ho nascosto nel cuore e nella mente nei mesi passati.
Chiudo gli occhi e visualizzo un calendario, di quelli a strappo, con i giorni trascorsi che volano via, ad uno ad uno.
Come le foglie mosse dal vento.
Scelgo una data e lascio che la faccia o il colore o l’oggetto escano fuori, se vogliono, dal baule dei ricordi.
A volte è un gioco divertente.
Altre ti trovi inzuppato di malinconia.
Ma sempre scopri di te qualcosa che non sai o che non vuoi sapere.
Chiudo gli occhi e scelgo il giorno: 28 dicembre 2013 e poi , ad uno ad uno, senza fretta, strappo i foglietti, bianchi con le date in rosso.
Eccoci…28 dicembre 2014.
Faccio silenzio.
E buio.
Sono tre i fantasmi di quest’anno.
Il primo ha la forma di un sasso, una roccia aguzza che sembra una montagna, lo stringo nel palmo della mano.
È una rivelazione, il sasso. Una iniziazione inaspettata.
Era agosto.
Rakini, la Siddha, e Rup, il Brahmino mi sorridono : il vento mi racconta una storia antica, e dal fuoco esce una dea.
Che storia! Niente sarà più come prima.
Sorrido pensando a quanto ero sicuro di sapere, prima.
Il secondo fantasma è una lametta.
Dicembre 2014.
Il vecchietto che si arrabbia perché non riesce a farsi la barba,
Gli tremano le mani e allora gliela faccio io e porca miseria… quarant’anni fa la stessa scena.
A ruoli invertiti, però – “Deh! C’hai
quattordicianni e un ti sai ancora fa la barba da solo!”-
Rido fino alle lacrime.
Non so perché.
Arriva il terzo fantasma.
Un paio di lacci da scarpe.
All’inizio non capisco.
Ci metto un po’, ma poi mi arrendo.
Fa male, il terzo fantasma.
Mi ricorda la mia stupidità.
Lo scherzo di una donna , la rabbia nascosta insieme a un dono, negato, per negare felicità a chi si diceva di amare.
Un sasso, una lametta e un paio di lacci da scarpa.
Strani fantasmi.
Li ringrazio, e li invito a tornare nel baule dei ricordi.
C’è un bel sole oggi!
Buon anno!

domenica 28 dicembre 2014

TANTRISMO SESSUALE: LA PRATICA (1)



Nella pratica del tantrismo sessuale è essenziale saper percepire e controllare la muscolatura sottile dell'ano, del perineo e dei genitali.
La sensibilizzazione del pavimento pelvico, unita ad esercizi di mobilitazione della colonna e delle articolazioni, condurrà alla scoperta del collegamento tra questi tre punti (ano, perineo, genitali), l'ombelico e  i cakra della testa.
- L'ano è collegato al cervelletto e, di riflesso, alla ghiandola pineale.
- Il perineo è collegato al tronco encefalico e alla fontanella (sincipite).
- Il clitoride e il glande sono collegati al punto tra le sopracciclia e di riflesso, alla ghiandola pituitaria.


- L'ombelico e la zona sottostante, sono invece  da considerarsi il vero centro del corpo
E' da lì dal maṇipūra cakra che, per lo yoga, hanno origine i dieci canali energetici fondamentali del corpo.

Ecco alcuni esercizi per  percepire e attivare separatamente la muscolatura sottile dell'ano, del perineo e dei genitali: 

 ESERCIZIO 1:
La tecnica di base è semplice: inspirando si prova a contrarre (tirar su verso l'alto) i muscoli dell'ano, espirando si rilassa. Se lo sfintere entra in azione senza coinvolgere genitali e perineo, si avverte un riflesso del movimento ai muscoli sacro lombari, ma non ai muscoli addominali. 
Viceversa contraendo in inspirazione la zona genitale si dovrà avvertire un riflesso ai muscoli addominali, ma non ai sacro lombari.
Per ciò che riguarda il perineo, contraendo in inspirazione dovrà avvertire solo un leggero spostamento verso l'interno dell'ombelico, come se ombelico e perineo si avvicinassero, senza nessun coinvolgimento, o quasi, di muscoli addominali e sacro-lombari.
Il lavoro di "isolation" deve essere accompagnato dalla visualizzazione della muscolatura sottile del pavimento pelvico. e per far questo è  indispensabile procurarsi delle tavole anatomiche per studiarle (e se possibile per riprodurle a mano libera) ed acquisire una conoscenza di base dei processi fisiologici. 





Già ad un primo esame delle immagini del pavimento pelvico si può notare, nell'anatomia femminile come  in quella maschile, che gli organi sessuali compaiono al centro di una zona triangolare i cui lati sono formatii dal muscolo "trasverso superficiale del perineo" e dai due muscoli "ischio cavernosi" e il cui vertice, nella donna, coincide con il glande del clitoride. Questo è il triangolo pelvico, che riveste un'importanza fondamentale nella pratica dello yoga.




L'immagine sotto rappresenta il primo plesso energetico, il mūlādhāra cakra:



Come si vede al centro del loto a quattro petali, sotto la sillaba laṃ लं compare un triangolo (in sanscrito trikona) in cui è inscritto un  liṅga (pene) avvolto dalle tre spire di kuṇḍalinī.
Tra la tavola anatomica del pavimento pelvico e l'immagine del loto del perineo ci sono analogie evidenti, ma questo non deve sorprendere. nello yoga il Corpo, la Parola e la Mente rappresentano un'unica realtà: senza il corpo fisico non ci sarebbe possibilità di percepire, senza percezione non ci sarebbe nessuna possibilità di conoscere e solo ciò che è possibile conoscere (godere) raggiunge la dignità dell'esistenza. 
Quando si parla di cakra, nadi, prana si intendono sempre delle realtà fisiche, dei "fenomeni" e questi fenomeni  hanno delle corrispondenze su tutti i piani della realtà. 
Semplificando un po' possiamo parlare di mIcrocosmomacrocosmo e sfera degli dei. Un simbolo "vive" contemporaneamente su tutti e tre i piani,
Il triangolo disegnato al centro del cakra del perineo, ad esempio, sarà contemporanemente:
1) la zona delimitata dal muscolo trasverso superficiale del perineo e dai muscoli ischio cavernosi (mIcrocosmo).
2)L'asterismo definito triangolo di primavera o triangolo della Vergine (macrocosmo)

triangolo di primavera

3) La Dea, sposa di śiva (sfera degli dei).

parvati

"UTILIZZAZIONE DELL'ORGASMO"
Gorakanath  descrive il pavimento pelvico in  āmaraughaśāsana60 
"Tra l'ano e l'organo sessuale cè il trikona circondato da tre cerchi. E qui, nel triangolo ci sono uno, due, tre nodi di [questo sostegno] radicale. In mezzo ai tre nodi si trova un loto i cui quattro petali sono rivolti verso il basso. Là, al centro del pericarpo è situata una conchiglia, estremamente sottile, come uno stelo di loto, in cui riposa l'energia kuṇḍalinī, l'attorcigliata, simile ad un giovane germoglio. Questa assunto l'aspetto di due, tre canali (nāḍī), dopo essere penetrata nella coscienza, è addormentata"
(traduzione di Lilian Silburn)

 il triangolo formato dal muscolo "trasverso superficiale del perineo"(in realtà due muscoli gemelli che si uniscono al centro fibroso tendineo del perineo) e dai due muscoli "ischio cavernosi" è la dimora di kuṇḍalinī, il luogo dal quale comincia il viaggio a ritroso delle energie.
Secondo i testi tantrici il triangolo (trikona)va ruotato e fatto salire verso i cakra superiori.
Per capire cosa significa bisogna considerare il ruolo della base del triangolo, il muscolo trasverso del perineo, nella dinamica dell'orgasmo.



L'orgasmo, sia nell'uomo che nella donna , si manifesta,  con una serie di contrazioni ritmiche involontarie di muscoli e organi interni accompagnate da tremori, scosse e spasmi muscolari di varia intensità.
La base del triangolo perineale (detto anche trigono ischio-cavernoso) ha l'aspetto di una corda elastica ed  è formata, come si è detto, da due muscoli gemelli che si uniscono al centro tendineo del perineo , base del sistema connettivo del corpo.
Quando la "corda" è ben tesa ampilifica le vibrazioni provenienti dalla zona genitale prodotte dal ritmo della penetrazione, dalla masturbazione, o dallo sfregamento e le trasmette agli organi interni (NB. il tessuto connettivo è formato da tre fasce sovrapposte, la più profonda avvolge gli organi interni e la catena dei diaframmi) e contemporanemente, amplifica le vibrazioni provenienti dagli organi interni e le trasmette agli organi genitali.
E' facile immaginare come l'intero triangolo perineale vibrerà (ovvero si sposterà ritmicamente, in alto e in basso rispetto al proprio asse) sempre più rapidamente fino al momento dell'orgasmo.
Prima di cominciare a praticare le tecniche sessuale tantriche   dovremo imparare a far oscillare, volontariamente, il triangolo perineale. 

ESERCIZIO 2:
In piedi, con le gambe larghe quanto le anche e i piedi paralleli (con gli alluci rivolti leggermente verso l'interno) si individua con il dito medio della mano destra, il centro tendineo del perineo.



In espirazione si preme dolcemente, in espirazione si allenta la pressione.
Quando la zona è sensibilizzata, si visualizza il triangolo pelvico e si prova a muovere un muscolo alla volta (parte destra del trasverso periuneale, parte sinistra, ischio cavernoso destro, ischio cavernoso sinistro), dopo di che sempre  visualizzando il triangolo, si tenta di spostarlo verso l'alto in inspirazione e verso il basso in espirazione.
Una volta  padroneggiato il movimento, lo si velocizza fin quando ponendo il palmo della mano tra l'ombelico e l'osso pubico, non si avvertiranno delle  contrazioni ritmiche non prodotte direttamente dal movimento, ed un leggero aumento della temperatura.
A questo punto, mantenedo   il "triangolo" nella posizione  con il vertice in alto, questo punto si distendono  contemporaneamente la nuca verso l'alto e l'osso sacro verso il basso.
Se l'esercizio è stata fatto correttamente si percepirà un notevole aumento dell'energia (calore, formicolio) nella zona lombare e nel zona genitale.

sabato 27 dicembre 2014

NOVE INFAUSTI PRESAGI

"Camminai nella Terra dell'Oltre, oceano senza sponde,
Con arco di sogno lanciai una freccia nello spazio infinito. 
Fu una giornata buona? 
Fu una giornata cattiva? 
E che importa?"






Oggi, 27 dicembre 2014, per il tantrismo tibetano è Ngenpa Gu Dzom, il giorno dei nove infausti presagi.
Inutile fare riti, inutile invocare la Dea o la buona sorte.
Qualsiasi cosa si possa fare o pensare, niente andrà come desideriamo.
Che fanno i tibetani in queste ventiquattro ore (da mezzogiorno di oggi a mezzogiorno di domani 28 dicembre)?
Si disperano? Piangono? Maledicono la sfortuna?
Macchè!
Durante Ngenpa Gu Dzom si gioca, si fanno pic nic, si libera la mente dal rimpianto del passato e dal sogno del futuro.
I Nove Infausti Presagi non dipendono dal karma, né dagli dei.
Arrivano e basta.
E noi ci troviamo nudi, senza sostegni, senza credenze.
Liberi, appunto.
La libertà spaventa.
Per questo si ha bisogno di "CREDERE".
Che cosa buffa! I maestri parlano sempre di Liberazione e noi ci fiondiamo sulle loro parole per trasformarle in catene.
Poverini!
Non noi, ma loro.
Passano la vita (le vite...) a ripeterci la stessa cosa: "l'uomo è nato libero" , "la natura dell'esistenza è Beatitudine" e noi facciamo finta di ascoltarli, ma appena girano l'angolo li trasformiamo in santini, e imbianchiamo i loro sepolcri per trasformarli in templi.
"Ma è il corpo il tempio di Dio!" si lamentano i maestri.
E noi nulla! Continuiamo imperterriti a costruire altarini e a fondere i loro versi aurei per trarne  sempre nuove catene.
Siamo davvero delle capre!
Ngenpa Gu Dzom è una grande opportunità: "Oh!" - dice Buddha - " per ventiquattr'ore ti andrà tutto storto e nessuno è responsabile della sfiga" -
 Inutile cercare dei colpe negli antenati o nelle azioni passate, nei pensieri o nelle emozioni negative.
Inutile cercare conforto nella preghiera o nelle immagini sacre.
Sei solo, uomo, nella Terra dell'Oltre.
Per ventiquattro ore, se sei accorto, puoi sperimentare la Libertà dell'essere, lo stato dell'Essere.
Per ventiquattro ore puoi spezzare le catene.
Un insegnamento meraviglioso.
Certo, che insomma....imparare tramite la sfiga non è proprio il massimo.
Si bello...grazie eh... Buddha..di cuore... ma visto che  quest'anno è stato un po' pesante, te lo potevi risparmiare...
Il giorno dei Nove Infausti Presagi finisce domani, a mezzogiorno.
Poi con il primo quarto di Luna Nuova  inizierà  Zangpo Chu Dzom, il giorno dei Dieci  Segni di buon auspicio.
Inutile fare preghiere, riti o sacrifici: la buona sorte arriverà per chiunque si arrende a se stesso.
L'unica occupazione consigliata nei testi è quella di danzare per la gioia.
Gioia, punto.
I dieci auspici arriveranno a tutti indistintamente, a prescindere dal karma o dagli dei . basterà svuotare la mente e aprire il cuore per goderne i benefici.















venerdì 26 dicembre 2014

TANTRA: IL MANDALA DELLE PERVERSIONI



"L'uomo e la donna sono dotati di caratteristiche opposte e complementari. I canali sottili (nadi) dell'uomo sono stretti e rigidi e la maggior parte dell'energia che vi circola, che possiamo definire OJAS (termine che si può tradurre con vitalità o forza) tende naturalmente verso l'esterno. I canali sottili della donna sono invece morbidi ed ampi e l'energia che vi circola e che possiamo definire genericamente PRANA, tende all'interiorizzazione."




In ragione della diversa direzione e qualità della circolazione energetica, la donna ha più facilmente accesso al cakra del cuore, detto hṛdaya (centro, cuore, mente) cakra.


Hṛdaya non va confuso con il centro detto anāhata cakra!


Si tratta di due cakra diversi, collocati in zone diverse del corpo.


Anāhata cakra è un "loto" a dodici petali rossi posto sull'asse della colonna vertebrale, al centro del quale troviamo il suono seme dell'aria, यं yaṃ, mentre nei petali sono inscritte, in senso orario, le cinque consonanti gutturali dell'alfabeto sanscrito, le cinque palatali e le prime due retroflesse, ovvero:


क ka ख kha ग ga घ gha ङ ṅa च ca छ cha ज ja झ jha ञ ña ट ṭa ठ ṭha

Hṛdaya o hrit cakra è invece un fiore di loto ad 8 petali posto al centro del torace, sopra il diaframma.



Hrit cakra è il centro dell'Essere, ma potrebbe anche essere definito "MANDALA DELLE PERFEZIONI E DELLE PERVERSIONI". I suoi colori sono l'oro (kundalini di sole) il bianco (kundalini di luna) e il rosso (kundalini di fuoco) ad indicare che è il luogo in cui si riuniscono le correnti energetiche, e i suoi petali corrispondono alle 8 direzioni dello spazio, agli 8 poteri psichici, o siddhi maggiori, e alle 8 vṛtti (parola che significa modificazione, specializzazione, ruolo) legate alla sfera sessuale.







Per praticare il tantra occorre pensare come un tantrico. I siddha e i nath non ragionavano (non ragionano...) come noi e avvicinarsi alle tecniche sessuali con le nostre strutture mentali e la nostra "tecnica del pensiero" può essere causa di dolore e sofferenza per noi e per i nostri cari. Innanzitutto il punto di vista tantrico non è duale.


 Non c'è traccia della dicotomia maschile/femminile o luce/ombra o bene/male che caratterizza il pensiero occidentale. L'energia che tutto muove è UNA e si esprime attraverso una triade di potenze rappresentate da FUOCO ( śakti), SOLE ( kāma e la sua sposa) e LUNA (śiva). In secondo luogo il GODIMENTO è uno dei principi fondamentali dell'esistenza: non c'è spazio per i sensi di colpa. Ogni fenomeno, per raggiungere la dignità dell'esistere, deve essere caratterizzato da ESISTENZA (asti che significa "è"), COSCIENZA (bhāti che significa "splendore", "apparenza", "luce interiore") e PIACERE (priya che significa "piaciuto", "goduto", "desiderabile").


Se non c'è possibilità di godere di un oggetto non c'è necessità della sua esistenza.


Tutto nasce dal desiderio, nel Tantra, ovvero dalla tensione verso il godimento, ma se il desiderio divino è puro, libero da attaccamento (al centro del mandala del cakra del cuore c'è vairāgya inteso come divino distacco), nell'essere umano rischia di "sporcarsi" a causa delle inclinazioni individuali e delle consuetudini sociali. 
Queste sporcature (vṛtti) coincidono con le 8 direzioni dello spazio e rappresentano (sono) un allontanamento dal centro, dalla vera essenza, dal CUORE.


Nel mandala del cuore (che si legge da Est in senso orario: in India "DAVANTI" è Est e "DIETRO" è Ovest) avremo:


EST = atteggiamenti virtuosi, come la fedeltà coniugale ecc.


SUD-EST = sonno e pigrizia, mancanza di interesse per il piacere e mancanza di vitalità.


SUD = crudeltà, il provare piacere nell'osservare e nel provocare la sofferenza altrui.


SUD OVEST= degenerazione del desiderio - lussuria-atteggiamenti peccaminosi. Buddha Shakyamuni a questo proposito parla di incesto, pedofilia, stupro, dell'avere rapporti sessuali con persone in stato di schiavitù e prigionia, del sedurre persone in procinto di sposarsi ecc. ecc.


OVEST= cattiveria, ovvero il nutrire nei confronti del partner sessuale sentimenti di odio, invidia, disprezzo ecc. che possono degenerare in perversioni di vario genere.


NORD-OVEST = azione, ovvero il muoversi alla ricerca del piacere sessuale.


NORD = ottenimento del piacere, ovvero il ritenersi soddisfatti dopo il rapporto sessuale (rati)


NORD-EST = possesso, ovvero la volontà di possedere fisicamente la persona amata.



Le vṛtti vanno intese come semi che la forza del desiderio può far germogliare e crescere, fino a renderle elementi fondamentali della personalità dell'individuo, e sono sempre e comunque ostacoli alla realizzazione.




Riflettere sui significati degli 8 petali di hrit cakra è un esercizio interessante. Anzi credo che sia un passo fondamentale verso la comprensione degli insegnamenti tantrici. Non si tratta di un esercizio facile: che le tendenze alla crudeltà, al sadomasochismo o alla pedofilia possano, ad esempio, essere considerate degli ostacoli alla realizzazione è cosa abbastanza comprensibile, ma con la fedeltà coniugale e la soddisfazione sessuale, ad esempio, come la mettiamo? Come si fa a considerare il sadomasochismo alla stregua della monogomia?




La forza del desiderio è pura, innocente e amorale come gli elementi fondamentali della natura. L'acqua che disseta è la stessa che devasta le città e le campagne così come la fiamma che rallegra il focolare è la stessa che distrugge le mura della casa.


Le infinite potenzialità creative del desiderio possono trasformarsi facilmente in energie distruttive e la causa della loro degenerazione è la mente, o meglio, la pretesa di sostituire alle leggi della natura le abitudini, le norme, le credenze create dalla mente umana.


Ai fini della comprensione del tantra può essere utile analizzare con attenzione le vṛtti corrispondenti, nel mandala del cuore, a direzioni contrapposte:


La pigrizia, la mancanza di vitalità sessuale (SUD-EST), ad esempio, è uguale e contraria alla ricerca del piacere sessuale (NORD-OVEST), mentre la fedeltà coniugale (EST) è invece uguale e contraria alla cattiveria/perversione (OVEST).


Se capiamo i motivi di queste contrapposizioni forse possiamo intuire la logica costitutiva del mandala:


1)Abbiamo visto che la scarsa vitalità sessuale è considerata un ostacolo insormontabile nel tantra, e questo è abbastanza logico, ma perché paragonarla alla ricerca della soddisfazione sessuale?


Risponderò con un'altra domanda: perché qualcuno sente il bisogno di dedicare la propria esistenza alla ricerca del piacere?


Il piacere per il Tantra è insito nell'esistenza stessa, è una delle caratteristiche fondamentali dello stato naturale (sahaja) dell'Uomo. Ricercare il piacere in luoghi e persone sempre diversi significa essere incapaci di godere dell' esistenza e credere che la forza del desiderio sia un qualcosa di altro da sé. Ecco perchè lo scarso appetito sessuale e la frenetica ricerca di partner diversi (ad esempio) sono entrambi da considerare sintomi della carenza della qualità fondamentale dello yogin tantrico: la "virilità".(N.B. facciamo attenzione che la parola sanscrita è vīryā che significavigore sessuale, la traduzione virilità, comunemente accettata può far pensare ad una qualità prettamente maschile, mentre nel tantrismo non si fa alcuna differenza di genere.)


2) la fedeltà coniugale intesa come il continuo rinnovarsi del desiderio in un rapporto di coppia non è certo cosa negativa, nè é un'ostacolo alla realizzazione, anzi, i siddha come Goraksha e gli Yogin tibetani, i togdenma, ad esempio, fanno coppia fissa con una yogini e i figli nati dalle loro pratiche tantriche sono considerati degli esseri speciali, degli yoghinibhu. Ma se viene imposta (o autoimposta) dalle leggi, dalle consuetudini, dalle regole religiose può portare alla repressione più o meno volontaria, del desiderio sessuale, e reprimere il desiderio causa disastri. 
Può sembrare strano, ma anche la volontà di mantenere unita una coppia può portare alla perversione. 

Per praticare il tantrismo occorre svincolarsi da ogni genere di pregiudizio, morale ed estetico, alla ricerca dell'innocenza originaria.


Teoricamente ogni pratica che provoca "l'effervescenza dei sensi", può trasformarsi in una "tecnica operativa". 
L'orgia, l'uso di droghe o la visione di un tramonto, per un tantrico sono strumenti con la medesima funzione e la medesima "dignità", ma per essere in grado di utilizzare lo tecnica operativa "orgia" o la tecnica operativa "droga" occorre essere veramente liberi dai condizionamenti, dai vincoli, dai pregiudizi
In caso contrario lo strumento di liberazione si trasformerà automaticamente in strumento di dannazione.


Facciamo adesso l'esempio di una coppia di lunga data, in crisi per il calo del desiderio (calo fisiologico direbbero i sessuologhi...che idiozia!) che per risvegliare il fuoco sopito comincia ad usare dei sex toys, ad assumerei stimolanti chimici, a frequentare locali per scambisti ecc. ecc. e supponiamo ( prima di andare avanti faccio una breve parentesi per eliminare ogni dubbio di eventuali pregiudizi morali ed estetici: a me personalmente, se uno/a prova piacere a farsi legare con delle funi e cospargere di sterco di capra non fa nè caldo né freddo e ritengo che tra adulti consenzienti ogni pratica che non provochi danni fisici a sé e agli altri sia lecita) che la "terapia" abbia successo e che i due si ritrovino felici e soddisfatti. 
Il matrimonio è salvo, ma le pratiche sessuali che hanno permesso di salvarlo non hanno niente a che vedere con lo Yoga e il Tantra.


Le tecniche sessuali tantriche si basano, sull'alternarsi delle fasi di "Assorbimento" (quando, espirando, l'uomo si fa assorbire dalla donna 
e la donna si fa assorbire dall'Universo) 
e di "Emergenza
(quando, inspirando, l'uomo osserva la donna dall'esterno 
e la donna ascolta l'uomo dall'interno)-
Nel rapporto sessuale l'alternarsi di Assorbimento ed Emergenza  porta ad uno stato non ordinario di coscienza in cui tutte le percezioni vengono unificate nel tatto. 

Solo così si è in grado di percepire la CAREZZA DIVINA (kundalini) e di indirizzarla nel canale mediano del corpo.


La ricerca e l'uso di oggetti, sostanze chimiche, situazioni "piccanti" allo scopo di rinnovare il desiderio rischia di mettere in secondo piano il partner rendendo protagonista del rapporto l'oggetto, la sostanza chimica o la situazione piccante e risvegliando il principale nemico della pratica tantrica: la mente immaginativa.




Se la visione della mia partner mascherata da Wonder Woman mi eccita e porta ad un rapporto sessuale soddisfacente per entrambi, sicuramente non faccio niente di male, anzi. però sottomettendo il desiderio ad una fantasia, non solo corro il rischio di aver bisogno, in seguito, di sempre nuovi stimoli per eccitarmi, ma perdo il rapporto con la verità del corpo.


Nella nostra società c'è una specie di mitizzazione della fantasia, vista come positiva capacità creativa. 
Per ciò che riguarda il sesso poi la fantasia erotica è considerata quasi una necessatà vitale.



Nel sesso tantrico non c'è spazio per la fantasia

L'attenzione deve essere rivolta al corpo del partner, al suo respiro, al battito del suo cuore, ai gemiti che insorgono. 
Bisogna utilizzare la visualizzazione, magari, la vista interiore, ma mai la fantasia.




Il Tantra è la forma più alta di devozione.


Non si rende omaggio ad una divinità lontana, che ci guarda dall'alto di un paradiso inaccessibile, ma stringiamo le sue mani, anneghiamo nei suoi occhi, sfioriamo le sue labbra sin quando non diventano le nostre mani, i nostri occhi, le nostre labbra:Sa'Ham, io sono Lei.



Lo yogin tantrico guarda alla yogini con venerazione

Il sesso deve essere un rito sacro e le grida degli amanti una preghiera.
Ogni volta che un elemento esterno, un pensiero, un gesto inutilmente violento, minano la sacralità del rapporto, trasformando uno dei due in un oggetto sessuale, si perde l'opportunità di entrare nella Città di Dio.


giovedì 25 dicembre 2014

UN NATALE DIVERSO


“Per questo vi ammalate e morite, perché voi amate ciò che è ingannevole, ciò che vi ingannerà. Chi può comprendere, comprenda”.
Vangelo di Maria Maddalena – II sec.







Un Natale diverso, quest’anno.
Sono andato a trovare R. Ci sentiamo poco, ma  siamo amici da sempre..
Stessa scuola, stessa università stessa passione per il Teatro e la Danza.
Suo padre si sta spegnendo, piano piano.
Ho accompagnato R.  in ospedale.
Se fosse un film  sarebbe una scena di groppi in gola, preghiere e “parole pesanti come macigni”.
Ma non è un film e le parole pesano come macigni solo nei luoghi comuni.
Il vecchio è disteso sul letto. Non cammina, non mangia, respira a fatica.
Chiede un pezzo di formaggio con gli occhi che gli ridono.
Lo sa benissimo che non riuscirebbe a masticarlo.
R. lo solleva, gli sistema  un po’ i capelli, e gli mette in mano una forchetta bianca di stracchino e lui, il vecchio, si mette in posa, con la bocca aperta .
Pazzesco! Vuole  una foto per la moglie.
La madre di R. , invalida, sta a casa con la badante e il vecchio vuole tranquillizzarla, vuole che lei lo creda affamato e in via di guarigione.
Fanno due o tre scatti, poi il vecchio, stravolto per lo sforzo, si accascia, rantolando, sul cuscino giallastro.
Facciamo silenzio.
Nemmeno il silenzio è pesante.
La vita vera e i luoghi comuni vivono in mondi diversi.
Dopo qualche minuto il vecchio si rianima. Alza lentamente le mani  e le unisce in un gesto  di devozione.
O così sembra. Poi la mano sinistra si alza  di colpo e sbatte due o tre volte sul polso destro.
Ci sta cacciando.
 Forse vuole riposare, di certo vuole che R. vada dalla madre.
Ci avviamo a piedi verso la casa dei “vecchietti”, come R, chiama i suoi genitori.
Mi dice del lavoro che non c’è, del suo desiderio, “insano”, di fare un figlio.
Si… ha conosciuto una, parecchio più giovane, ma  è ancora innamorato della sua ex. 
Ride.
-“Lo sai  Pa’  no?.. che sono monogamo”-
Comincio ad essere preoccupato per la sua salute psichica: ma come?  Suo padre si sta spegnendo e lui ride e parla di donne?
Forse è così disperato da non rendersene conto, ma a guardarlo è difficile da credersi.
Sono confuso.
La morte, tra le esperienze umane, è la  più seria e spaventosa.
Cerchiamo sempre di evitarla, di volgere altrove lo sguardo per timore di venir risucchiati dall'angoscia
Trovo quasi sacrileghi il volto sorridente di R. e il suo scherzare con il padre.
O no?
E se fosse invece  quello il rapporto giusto naturale con la grande mietitrice?
Si dice sempre, nello yoga, che la morte fa parte della vita, che la morte non esiste, che la morte non è altro che una variante del sonno.
E poi quando tocca a qualcuno dei nostri cari mandiamo la filosofia in ferie e ci crogioliamo nel dolore.
Siamo arrivati a casa dei vecchietti.
R. mi abbraccia.

-“Buon Natale Pà!”-
-"Buon Natale"-