mercoledì 26 novembre 2014

LIBERARSI DALL'ILLUSIONE

foto di Antonella Massa


La meditazione è una delle tecniche tramandate dallo yoga.
Si dice spesso che non ha un fine, un obbiettivo, ma non è vero.
Il fine dello yoga è la "LIBERAZIONE" e se la meditazione è una delle tecniche dello yoga a quello dovrà servire, a liberarsi.
Ma a liberarsi da che?
Buddha è assai preciso, nel descrivere gli scopi del suo insegnamento: vuole liberare l'essere umano dalla vecchiaia, dalla malattia e dalla morte.
Gli altri in genere parlano di liberarsi dalla catena delle rinascite e di liberarsi dai veli di Maya, intesa come illusione.
I veli di Maya non sono una roba generica, sono cinque descritti in parecchi manuali di yoga.
vediamoli:
1) SPAZIO.
2)CONOSCENZA.
3)PASSIONE.
4)TEMPO.
5)PRINCIPIO DI CAUSA ED EFFETTO.
Prima domanda che dovrebbe porsi un praticante: ma che genere di esistenza sarebbe senza i principi di spazio, tempo, causalità ecc.?
Siamo sicuri di voler andare fino in fondo ad una disciplina che elimina completamente ciò che serve a definire il nostro mondo?
Se la risposta è si, possiamo intraprendere la via dello yoga, consci del che porterà alla distruzione di tutte le nostre certezze.
Il mondo che vediamo è una costruzione della nostra mente, so che può sembrare idiota, ma basta pensare a quanti uomini, fino a pochi secoli fa, vedevano l'orizzonte piatto solo perché gli avevano detto che la terra non è rotonda.
Ecco il  punto fondamentale: noi vediamo solo ciò che sappiamo.
Ma quello che sappiamo come è che ci viene infilato nella testa?
- Ce lo raccontano genitori e insegnanti;
- lo leggiamo sui libri; 
- lo vediamo al cinema, in televisione, su internet;
- lo sperimentiamo direttamente.
Bisogna dire che sperimentare personalmente un fenomeno non significa assolutamente saperlo.
Da bambini, con la testa ancora vuota e "libera",ok.
Ma da adulti non è proprio così.
Per liberarsi dall'illusione occorre  trasformare la mente.
E per trasformare la mente occorre cominciare a eliminare ciò che si sa per interposta persona e ad osservare la realtà da punti di vista desueti.
Non è facile.
Siamo programmati a reagire agli stimoli esterni nella maniera più consona alla società in cui viviamo, come il cane di Pavlov.
E fondiamo le nostre convinzioni su ciò che crediamo di aver visto e sentito.
Ci facciamo delle opinioni in base a percezioni illusorie, e l'opinione su un evento diventa più importante del fatto in sé.
Faccio un esempio drammatico:




Questo video, secondo gli autori, dimostrerebbe che le riprese dell'attentato del 9/11/2001, mandate in onda  in tutto il mondo, sarebbero dei falsi costruiti al computer.
Nessun aereo si sarebbe schiantato sulle Torri Gemelle, ma a son di vedere ai telegiornali l'immagine del Boeing che si fracassa nella seconda torre, anche chi aveva assistito direttamente all'attentato ha finito per convincersi di aver visto degli aerei.
Il video è molto ben fatto, e dopo un'ora e mezzo mi sono convinto che gli americani abbiano messo in scena la più grande, tragica, burla della storia moderna.
Nella sua drammaticità la cosa sarebbe meravigliosa: avrebbero dimostrato che un falso ripetuto mille volte diventa verità acquisita.
Ma dal mio punto di vista di praticante che sta cercando di trasformare la mente cosa ne ricavo?
Dal punto di visto "oggettivo" (?) il nove settembre  2001 degli assassini hanno ucciso tremila persone.
Una serie di video girati o costruiti 13 anni fa mi hanno convinto che si trattava di arabi che io non conosco.
Una serie di video girati negli ultimi anni mi hanno convinto che si trattava americani che io non conosco.
Porca miseria, non conosco neppure un parente delle vittime.
Per ciò che mi riguarda se uscisse un video che dimostra che nessuno in realtà è morto potrei anche essere disposto a crederci.
E tutto questo è pazzesco!
Io mi trovo a piangere, ad arrabbiarmi, a deprimermi per una serie di nozioni che mi vengono passate dallo schermo della televisione o del Pc.
Provo delle emozioni vere, che portano degli effetti veri, per  qualcosa che nella forma, non differisce affatto da un film o da un cartone animato: Immagini e voci montate in sequenza da qualcuno che non conosco e che ha la volontà di indurmi le emozioni che sperimento.





Paradossalmente un sogno notturno in cui volo verso un delle montagne d'oro abitate da fate dai capelli turchini è più vero dei video sulle Torri Gemelle.
Ma torniamo ai veli di maya.
Supponiamo che gli antichi maestri di yoga abbiano ragione.
Supponiamo che l'uomo sia schiavo di "qualcosa" e che provoca vecchiaia, malattia e morte.
Gli strumenti della schiavitù sarebbero i veli di Maya, cioè:
1) SPAZIO.
2)CONOSCENZA.
3)PASSIONE.
4)TEMPO.
5)PRINCIPIO DI CAUSA ED EFFETTO.
Ok?
Esaminiamo questi cinque veli o principi dal punto di vista dei fatti dell' undici settembre riportati dai media, internet compreso,  negli ultimi 13 anni.

SPAZIO
Se io seduto su un divano a Roma ho vissuto in diretta la distruzione delle torri e la morte di 3000 persone a New York è ovvio che la categoria SPAZIO non ha per me lo stesso significato che poteva avere per mio nonno o per me quando ero bambino.

CONOSCENZA
La mia conoscenza dei fatti dell'11 settembre è data solo dai punti di vista espressi con montaggi video o con parole da persone che io non conosco, né ho mai riconosciuto come maestri o insegnanti.
Niente a che vedere con ciò che gli yogin definivano Conoscenza, intesa come parole di un Maestro riconosciuto,, testi"degni di fede" o esperienza diretta.

PASSIONE
La parola Raga, che ho tradotto con passione, può essere intesa come brama, desiderio di possesso.
In questo caso che posso desiderare? La verità? la Giustizia per le vittime? Pensiamoci un attimo: il nostro interesse per la storia delle torri gemelle nasce dalla compassione delle vittime o dalla volontà di difendere e dimostrare le nostre opinioni sugli arabi, sugli americani o non so chi altro?

TEMPO
Accendo il Pc e vedo un aereo schiantarsi sulle torri. esattamente come 13 anni fa.
Anche la categoria del Tempo come quella dello Spazio è mutata rispetto solo a cinquanta anni fa.

PRINCIPIO DI CAUSA EFFETTO
Chi può dire se le Torri Gemelle sono state l'effetto di una guerra (l'attacco terroristico) o la causa (l'attacco all'Iraq)?
Chi può dire con certezza se siano cadute a causa di un aereo, di un missile, di un cedimento delle strutture?
L'eccesso di informazioni ha fatto sì che non ci sia più nessuna sicurezza. 
Tra qualche anno magari verrà fuori qualcuno a dire che non sono crollate veramente.

La verità è che i veli di maya non sono più definiti come ai tempi dell'autore degli Shiva Sutra.
Ci hanno tolto i riferimenti.
Ciò significa che non siamo più in grado di discriminare tra realtà e illusione.
Ma torniamo alla meditazione.
La meditazione talvolta è definita con "prendere confidenza con la non dualità".
Nel mondo della globalizzazione le informazioni, a miliardi, che ci arrivano sono tutte finalizzate a creare delle opinioni contrastanti.
L'informazione pura e semplice non c'è più.
Anzi è considerato doveroso, per chi ce la porge, interpretare, dare il suo punto di vista.
Crediamo tutti che sia giusto così, ma chi l'ha detto?
L'overdose di opinioni ha lo scopo di farci apprezzare la dualità.
Diventiamo partigiani di questa o quella corrente di pensiero, di questo o quel movimento in contrapposizione a quello o quell'altro.
Cosa succederebbe ad esempio, se uno scrivesse a riguardo delle Torri Gemelle, che non importa sapere se siano stati gli americani o gli arabi a tirarle giù?
Verrebbe attaccato da tutti i fronti.  Eppure il fatto predominante è quello, 3000 esseri viventi che stati eliminati da altri esseri viventi.
Io non sono un giudice, non sono un poliziotto, non sono un politico: perché la ricerca delle responsabilità dovrebbe essere, per me,  più importante della compassione per quei morti e per i loro cari?
Mi si dirà, da una parte, che gli arabi sono una minaccia per la comunità, dall'altra che lo sono gli americani.
Ma se ragionassi in termini non duali mi chiederei, probabilmente, "quale comunità?" la mia famiglia?, La mia città? Gli occidentali? I "buoni"?
Per liberarsi dall'illusione occorre prima fissare i confini di quell'illusione.
Leggerla.
E nella nostra civiltà virtuale è quasi impossibile.
Se non vediamo le catene come facciamo a spezzarle?
Ma qui c'è un problema.
Noi vediamo solo ciò che altri vogliono farci vedere, è vero, ma non siamo noi che accettiamo di vedere quella roba lì?
Alla fin fine, se ci pensiamo, siamo noi a scegliere cosa vedere e cosa non vedere.
Siamo noi a giudicare cosa sia falso e cosa sia vero.
E lo facciamo in base ad esigenze che con la giustizia, l'etica o la compassione per gli altri esseri umani non hanno niente a che fare.
Scegliamo un'opinione perché rafforza le nostre, attenua i nostri dubbi e, in un certo senso, ci sfama.
la meditazione dà un altro genere di cibo.
Occorre cambiare gusti per poter veramente meditare....


  • È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie[2], e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più. (Morpheus[Morpheus porge le due pillole a Neo]




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