sabato 25 aprile 2015

WESAK

"Amami per ciò che vedi ad occhi chiusi.
Amami per ciò che senti quando sono in silenzio.
Io farò lo stesso camminandoti accanto.
Stai con me:
io ti insegnerò a volare, tu mi insegnerai a restare."
Anonimo indiano.



Nel mese di maggio, con la luna piena in Scorpione si festeggia il Vesak.
Proprio con questa luna, nel 483 a.C., Buddha Shakyamuni passò a miglior vita.
Si incamminò verso la Terra Pura, così vuole la leggenda, dove Dei e Semidei, le Gerarchie Celesti della New Age, gli avevano preparato una gran festa.
Un attimo di prima di varcare per sempre la soglia dell'Oltremondo, Shakyamuni si volta.
Prova nostalgia.
Per la Terra, per le donne e gli uomini.
per la Vita.
A pensarci è strano per uno che insegnava il non attaccamento.....
La nostalgia si muta in dolore: come si fa ad abbandonare nell'ignoranza e nella sofferenza coloro che amiamo?
Di nuovo Gautama, infrange la Legge.
Si, è vero, è alla sua ultima vita... Si, è vero Lui è il Buddha e la sua parola rimarrà per sempre nei cuori degli esseri umani, ma decide comunque di tornare, ogni anno, nella notte di Luna piena di Maggio, per insegnare a donne e uomini "L'ASSONANZA DELLE MENTI".
"Assonanza delle menti", la chiamava così Jinpa, il mio istruttore tibetano.
Credo che potremmo semplicemente chiamarla Amore, ma forse assonanza delle menti rende di più l'idea. .
Basta essersi innamorati una volta per sapere di che si tratta.





La natura dell'essere umano è Ananda e per svelarla ci vuole Amore, amore che nulla pretende. La legge naturale, che è assai semplice, si basa su due serie matematiche accessibili anche ai bambini: la serie del Matra Meru (da noi Fibonacci, 1,1,2,3,5,8 ecc...) e quella del Manduka Mandala e della scacchiera (la Morula, 2,4,8,16,32...) 
L'amore si trasmette con la legge della Morula.
L'uno non può niente, due è l'inizio della vita.
Due non è il doppio, è il contrario di uno!
La paura di sciogliersi l'uno nell'altro porta a creare conflitti, ad identificare l'oggetto amato come un nemico.
Nel cristianesimo si dice che il fondamento della società è la famiglia.
Nella società moderna si dice che è l'individuo.
Nella natura è la coppia.
L'unità per l'essere umano è la coppia.
La potenza dell'amore si esprime quando ci si annulla l'uno nell'altro.
Quando si riesce ad annichilire l'ego in un gruppo, poi, la potenza diviene inimmaginabile.
Il raggiungimento dello Stato naturale, la liberazione non è roba difficile, in realtà.
Basta darsi agli altri, con l'amore che nulla pretende, ma come si fa in una società dove ci educano alla realizzazione individuale?
Per non sentirsi schiacciati si schiacciano gli altri.
Per non sentirsi annullati si tenta di annullare gli altri.
Il contrario dell'Amore non è l'odio, ma la Paura.
Paura di donarsi, Paura di perdere quello che perderemo comunque prima o poi. 

Paura di vivere.

LA VIA DELLA SPADA





Ieri ho ripreso la spada che conosco. 
Ne ho sette, di spade.
Dall'ultimo trasloco, il quarto, forse il quinto degli ultimi anni di nomadismo estremo, le tenevo sotto il letto, avvolte in un sacco nero della spazzatura.
Poi, ieri, le ho tirate fuori, le ho riportate alla luce, ad una ad una con l'ipocrita lentezza di chi cerca, in foto ingiallite o nel fondo del suo cuore, il sapore di un bacio antico o di un sorriso perduto.
Ne ho sette di spade, ma una mi piace più delle altre.
No, mi piace non è la parola giusta, diciamo che la conosco, la so.
E' una  spada giapponese, una katana.
Il fodero è di legno, laccato nero.
La vernice qua e là è scrostata, ma non è male, gli dà un'aria vissuta
Una volta durante una dimostrazione Haruiko con un colpo staccò  la parte finale, una specie di tappo metallico.  Allora l'ho sigillato con un nastrino che mi aveva regalato Puntsok Dhosam: ci sono dei disegni con i 5 colori dei tibetani, bianco,giallo, rosso verde e blu.
Col tempo il nastro si è un po' scolorito, ma come un vecchio guerriero fedele al suo signore, protegge ancora il sonno della spada, impedendo alla polvere e al rumore di entrare nel fodero e di attaccarsi sulla lama. 
E' una bella lama, di acciaio giapponese. Ho tolto il filo (sarebbe pericoloso, e potrebbero arrestarmi per porto d'armi abusivo) ma si vede benissimo la sfumatura  della tempra: un' onda morbida e dolce.
Ieri ho ripreso la spada che conosco.,L'ho presa con la mano sinistra, mi sono inginocchiato in seiza e l'ho poggiata sul pavimento davanti a me godendo della sua semplice bellezza..  Lo facevo sempre. 
Lentamente l'ho portata al fianco. Ho afferrato la tsuka, l'impugnatura, con la destra, con indice e pollice e l'ho carezzata con il palmo della mano. L'acciaio della spada giace nel legno, lo si svela e si porta a contatto con l'aria.
L'Arte della Spada è Alchimia: svelando l'acciaio si dà inizio all'Inversione dell'Acqua e del Fuoco.
Il legno è padre del fuoco, il fuoco genera la terra, la terra è madre dell'acciaio, l'acciaio genera l'acqua, il fuoco distrugge il metallo, ma lo trasforma in acqua.
Il segreto della spada è tutto qui. Sfilo l'acciaio dal legno in cui ha dormito per anni.
Il metallo di solito lo distrugge, il legno, ma qui, nella spada, è nel  legno che si riposa.
 La dimora dell'acqua è in basso, la dimora del fuoco è in alto: il legno è padre del fuoco.
Inspiro. esattamente nel momento in cui inizia a uscire l'aria sguaino la spada: fsssss.
 Dal basso il respiro porta la spada in alto. e la spada trascina me. 
Il legno produce il fuoco.
Dall'alto il respiro, ancora lui, fa ridiscendere. il metallo, che produce  l'acqua. Niente può arrestare la corsa dell'acqua verso il basso, verso il mare. L'acqua distrugge le mura più imponenti, trascina alberi e barche, spegne il fuoco.
La lama ruota...no è il il gomito, fa una spirale, il piede che aveva fatto un passo avanti per accompagnare lo scorrere dell'acqua , adesso si ritrae.
L'acqua che sale, torna fuoco, penetra il legno di nuovo, torna legno. 
Sono di nuovo in seiza, adesso. 
E' molto che non la lucido, la spada che conosco.
Preferisco non usare i prodotti che mi hanno consigliato o che ho letto; uso una goccia d'olio, un panno morbido.
La lama ricomincia a brillare immediatamente, la patina del passato era leggera leggera.
Osservo la guardia, la tsuba, è traforata a forma di Gru. una delle ali è leggermente scheggiata (un amico, allievo antico, non aveva capito che la spada è dolcezza).
Musashi ha passato gli ultimi due anni della sua vita a disegnare gru e cormorani ed a pregare la dea Kannon, la dea della misericordia.



Hanno ali enormi le Gru, e quando migrano cantano di gioia, così diceva Omero. ma le loro urla, se combattono, fanno tremare il soldato più valente.  Mi rimetto in piedi ed osservo la spada, la prendo con due mani, la tengo verticale, la Gru sta in basso, la punta emersa dal legno sta in alto. Guardo la zona arrotondata, curva perfetta, vicino alla punta, la vedo verticale ma so che è una curva perfetta, emblema del maestro autentico: un quadrato senza lati.
Penso ad un maestro ma non mi viene in mente nessuno dei miei insegnanti. cerco una donna,invece, maestra senza saperlo.. Che strano.... prima pensavo alla lama verticale come fosse la mia colonna vertebrale, le energie in alto verso il cranio e oltre e contemporaneamente in basso verso il bacino ed oltre.  
Adesso non penso proprio. e la spada sembra più leggera

lunedì 20 aprile 2015

GLI ANNALI DELLA SPADA TAIA - PARTE PRIMA

Qualche anno fa, una decina credo, dopo un periodo assai intenso di pratica, hatha yoga, ma soprattutto lavoro sulla spada, ho cominciato a vivere esperienze psicofisiche particolari.
Sarà stata suggestione, o magari qualche strano movimento planetario, sarà stata qualche turba mentale...chissà, ma pensavo di essere ad un passo dall'illuminazione, dalla dissoluzione del mio piccolo io nell'infinito oceano dell'essere.
Pensavo che da un momento all'altro Paolo sarebbe scomparso, con tutte le sue incertezze, i suoi ricordi, i suoi sogni.
Questo stato di non completa aderenza con la realtà durò parecchi mesi, anni forse e ancora oggi, in qualche modo, ne sto pagando le conseguenze.
Di buono, come direbbe Vasco Rossi, c'è "che sono ancora qua" e che ho conservato delle tracce scritte di quel periodo.
Pensando di scomparire come neve al sole da un momento all'altro, decisi di scrivere per le mie figlie e i miei allievi, un resoconto delle esperienze che mi avevano portato, credevo, a un passo dall'abisso.
Il brano che riporto di seguito era per M. B. all'epoca mio allievo "devoto", oltre che amico fraterno.
Devoto nel vero senso della parola: gli avevo chiesto di procurarsi una spada giapponese, una katana, con il fodero nero e la tsuba a forma di gru e lui aveva mosso mare e monti e se ne era fatta mandare una dal Giappone, pagandola una fortuna.




Il testo riguarda "Gli annali della spada Taia", un libro fondamentale delle arti marziali cinesi. 
Il commento di Takuan Soho a cui mi riferisco è presente in Nihon no zen goroku vol XIII, testo che utilizza i brani pubblicati dal "Takuan osho tenshu kanko kai". 
In italiano è stato tradotto dalla Luni Editrice con il titolo "Sogni".
Ho mantenuto la formattazione originale, con i grassetti e i colori che, secondo me, dovevano aiutare M. a capire i significati "nascosti" per poter poi seguire le mie orme (poverino!) ma ho aggiunto delle note e delle immagini tra virgolette "evocative" per rendere il testo più digeribile.




GLI ANNALI DELLA SPADA TAIA


La comprensione va di pare passo con uno sviluppo della sensibilità...con la percezione di ...certe cose. 
Devi sapere che l'esoterismo non esiste, non ci sono tecniche segrete o formule magiche tenute nascoste. 
Esistono però diversi livelli di comprensione. 
Sviluppando la percezione della circolazione interna*[* la circolazione del Qi nei canali straordinari sulla quale stavamo lavorando con M. B. e con F. C. all'epoca] in qualche maniera cambia il linguaggio. 
Ciò che ti sembrava oscuro o inutile due anni fa oggi ti sembra chiaro come l'acqua e magari quello che ti sembra oscuro o sciocco adesso tra un mese ti sembrerà naturale. 
il testo che cito è stato raccolto qualche secolo fa da un monaco giapponese, Takuan Soho, amico e maestro di Musashi.
 



"Presumibilmente,

poichè sono un artista delle arti marziali, 
non combatto per vincere o perdere.

Non mi preoccupo della forza e della debolezza.
Sono imperturbabile.
Il nemico non si accorge di me, nè io di lui. 

Penetrando in una dimensione in cui cielo e terra non sono ancora distinti, in cui Yin e Yang non sono ancora arrivati, ottengo subito un effetto.

L'uomo che sa usa la spada, ma non uccide. 

Usa la spada e dà la vita agli altri. 
Uccide quando è necessario. 
Dà la vita quando è necessario. 
Quando uccide lo fa con concentrazione assoluta, 

come quando dà la vita. 

Senza pensare al bene o al male è capace di vedere il bene e il male.


Camminare sull'acqua è come camminare sulla terra ferma e camminare sulla terraferma è come camminare sull'acqua. 
Non potrà essere confuso con nessuno al mondo. 

Desideri ottenere questo? 
Mentre cammini, ti fermi, ti siedi e ti sdrai, mentre conversi o rimani in silenzio, mentre prendi il the o mangi il riso, non devi mai smettere di esercitarti. 


Il tuo occhio deve sempre volgersi veloce alla meta e devi continuamente cercare a fondo, sia andando sia venendo. 


Solo così dovresti guardare dritto nelle cose:
passeranno i mesi e gli anni e una luce apparirà all'improvviso.
Riceverai la saggezza senza che alcun maestro te l'abbia rivelata e scoprirai di avere misteriose abilità nel fare ciò che non hai mai tentato prima.
Ciò non si discosta dall'ordinario, ma lo trascende.
 Chiamo questo TAIA.
Tutti gli uomini sono dotati della spada TAIA.
Coloro che comprendono questo sono temuti perfino da Deva Mara, ma coloro a cui questo concetto è oscuro vengono sopraffatti dagli eretici. 


Due uomini che si sfideranno a fil dispada e hanno entrambi la conoscenza di TAIA non finiranno mai il loro incontro. 


Come quando Shakyamuni tiene il fiore 
e Kashyapa sorride enigmaticamente. 

Distinguere differenze di peso a occhio nudo è esempio di intelligenza comune.
Un uomo che ha compreso questo non ti farà mai vedere la punta della spada.
Questa è l'essenza della velocità.
neanche il fulmine gli è pari.
Sparisce prima del vento veloce nella tempesta.
Se non si comprende si sarà impacciati e si rovinerà il filo della spada.




Questo non si scopre nè attraverso semplici impressioni nè per conoscenza teorica.

Non si può comunicare questo con le parole e con i discorsi, non lo si impara da alcuna dottrina.
Questa è la legge della trasmissione speciale che va al di là dell'apprendimento ordinario.

Non vi è nessuna regola prestabilita perchè si manifesti questa grande abilità.
AZIONE ORDINARIA-AZIONE CONTRARIA.
Nemmeno il cielo può determinarlo.
Quale è allora la natura di questa abilità? 


Quando una casa non ha un dipinto di Pai Che*
è come se non avesse fantasmi
[*Pai Che è una specie di chimera: un animale con il corpo di vacca e la testa d'uomo, rappresentazione delle superstizioni. 
I dipinti raffiguranti Pai Che si mettevano all'ingresso di casa perché il suo nutrimento   è costituito dai fantasmi, dai sogni e dalle sventure. Una "Mente Immutabile" che bisogno potrebbe avere di un amuleto portafortuna?]


Se un uomo è messo alla prova ed è giunto a questo principio saprà controllare ogni cosa al mondo con la sola spada.
la spada Taia non sopporta negligenze."

LA BELLEZZA, ETERNA ED EFFIMERA

"- Se le stelle apparissero una volta ogni cento anni
 l'uomo conserverebbe il ricordo della città di Dio - 

Non ricordo chi l'abbia scritto, ma è proprio una bella frase. 
Se il sole ci mostra il mondo senza pudore, è con discrezione che i ricami oro e argento delle stelle ci portano fuori dalle tempeste, e addolciscono il vuoto angosciante della notte. 
Troppo caldo il sole per fartelo amico, neppure puoi guardarlo negli occhi. 
Con le stelle è diverso: godi della loro danza, sempre nuova, le saluti prima dell'alba, come un Romeo sorpreso dal canto dell'allodola, e dopo il tramonto le ritrovi lì, appese al cielo".
Ryu No Kokyu


Lo Yoga è una danza, la danza degli Dei.Non mi stanco mai di ripeterlo.
Eppure ogni volta che un gesto, ripetuto magari mille e mille volte, prende vita, 
mi sorprendo.



La vera bellezza è effimera. Ed è insolita.
La perla di rugiada, al primo sole, emoziona più di un gioiello antico 
e la rosa che sboccia sulla pietra, inattesa e solitaria, 
irride, insieme, la roccia e l'artista più osannato.



All'improvviso, a volte, l'asana, la mudra o la sequenza si fanno danza, 
e il Corpo dello Yogin si scopre palcoscenico per il Nataraja e la sua Sposa. 
A volte, mica sempre. 


Gli Dei sono capricciosi forse, o forse siamo noi che non abbiamo ancora appreso a perfezione l'Arte della Resa.
Arrendersi alla Gravità è l'unico modo per spiccare il volo. 
Arrendersi alla saggezza antica del corpo è la sola via per uscirne, dal corpo, e per "vedersi visti".




In fondo la meditazione non è altro che farsi spettatori di sé, 
guardarsi come si guarda il campo scosso dal vento.
O  l'onda che si spinge fino in cielo per abbracciar la Terra.
Ecco il trucco!


Quando l'Asana, la Mudra, la sequenza si nutrono della nostalgia delle stelle come l'onda si nutre di quella della Terra, il gesto  si fa meditazione e lo Yoga Arte.



La danza degli Dei è, anche, il girotondo, consolatorio, delle stelle.
Consolatorio, perché  è vero che 
"Se le stelle apparissero una volta ogni cento anni 
l'uomo conserverebbe il ricordo della città di Dio" , 
ma che angoscia sarebbe, notte dopo notte, annegare gli occhi  nel vuoto! 
Il sorriso della luna piena parrebbe triste e il disciogliersi delle sue sorelle 
puzzerebbe di morte, come il pesce vecchio.
Lo Yoga si fa Danza quando ci si arrende alle stelle.



 Lavorando in due il gioco dell'abbandono si fa più facile, 
ascolti te stesso e ascolti l'altro, 
il tuo respiro si fonde col suo e la pelle si fa sottile 
per meglio sentire  il gioco dei muscoli.



Ci si arrende all'altro come alla gravità 
e la bellezza, la grazia, sbocciano. 
Inconsapevolmente.
Involontariamente.




Non c'è volontà nella Bellezza. Volontà forse, con la maiuscola, 
ad intendere una Legge che non può  essere scritta né detta, 
ma nell'Arte non c'è spazio per l'IO VOGLIO: l'Onda della Bellezza è anarchica e bizzosa, 
come gli Dei o la donna che ami. 
Tu non puoi decidere quando inarcherà la schiena, come un drago antico, 
per slanciarsi verso il Cielo, verso le stelle, 
né puoi costringerla a rimanere al tuo fianco, 
quando il richiamo della sua casa di cristallo si farà risacca.
Puoi solo aspettare.





La Bellezza è Eterna, proprio perché effimera.
Su di Lei il Signore del tempo non ha  potere alcuno.
Quando arriva la riconosci subito.
 Il gesto, anche il più banale, si muta in poesia, 
si fa rotondo, morbido, dolce 
e sembra che dia luce.



Questo è proprio strano. Però accade.
Sarà suggestione, ma quando ti "arrendi" il corpo pare più luminoso 
e il movimento, anche solo di una mano, disegna l'aria come fosse sabbia.
Forse al richiamo della Bellezza, le stelle nascoste in noi, 
nell'oscura memoria delle cellule, fanno capolino.
O magari è il corpo dello Yogin a rendere l'aria specchio, 
e la luce che si vede non è altro che il riflesso della Vita 
che sgorga dalla pelle, la carne i muscoli.




Quando dagli asana insorge la Danza degli Dei, 
lo spazio si fa denso e il corpo irradia luce. 
Normale per chi prende sul serio i versi antichi, 
straordinario per chi non sa che la Poesia è rivelazione e l'Arte  scienza. 
Gli dei dormono in noi e come i sogni si destano al primo sonno. 
Non il sonno del corpo, intendo, ma l'affievolirsi della presunzione, 
del credere che la volontà possa dominare la Natura.



Basta arrendersi alla saggezza del corpo 
e gli dei aprono gli occhi (i tuoi occhi!) per  mostrarti ciò che è.
Non la realtà fantastica e barocca della mente, ma proprio quello che è.
La mente umana è golosa di sistemi, calcoli e progetti. 
Il corpo, invece, vuole solo danzare.
Chi può biasimarlo? 
In fondo è nato per quello





Foto di Rino Petrosino.