giovedì 28 aprile 2016

VAYU, I CINQUE SOFFI VITALI




"....segue il prana che diviene: pràna, apàna, vyàna, udàna, samàna secondo le molteplici funzioni loro inerenti o secondo le modificazioni che subisce, come avviene per l'oro o per l'acqua."


Samkara, vivekacudamani 95.





Per pranayama (pranasamyama) di solito si intende una serie di esercizi di respirazione, ma non è proprio vero.

Il Pranayama è una pratica alchemica.
Ci sono 5 tipi di "venti" o "soffi vitali" dette pràna o vayu (dieci in verità, cinque minori e cinque maggiori, e ma qui tratteremo solo dei secondi) ognuno con proprie funzioni, ritmo e direzione.


Vayu, il Dio vedico dei Venti

Il "Vento" chiamato Pràna "domina" la zona che va dal naso al cuore ed è in rapporto con la parola ,il cuore ed i polmoni.
E' caratterizzato da un ritmo alternato, una specie di doppia spirale su un piano orizzontale facilmente sintonizzabile con il ritmo respiratorio. Una delle sue funzioni è appunto la respirazione ed è collegato al V° cakra, il Plesso energetico della gola.


Vyàna è l'energia vitale che pervade tutto l'organismo.

E'il "tipo" di prana che circola uniformemente ni canali detti nadi. Segue i ritmi cosmici di giorno e la sonnolenza e il risveglio possono essere considerati sue funzioni. Si espande e si ritrae ritmicamente ed è collegabile al IV° cakra, il Plesso cardiaco.




Samàna domina invece la parte del corpo che va dal cuore al plesso solare e riguarda il nutrimento e l'assorbimento del cibo, la secrezione è una delle sue funzioni.
Si potrebbe visualizzare come un movimento su un piano orizzontale, dall'esterno all'interno e viceversa. E' collegato allo stomaco e al III cakra, il Plesso dell'Ombelico.



Apàna è il prana dell'intestino.
La sua funzione è la escrezione. E' visualizzabile come un movimento verticale discendente , dall'alto verso al basso ed è legato al I cakra





e, sotto forma di kama vayu (o vento del desiderio) al II cakra.






Udàna si trova tra il naso e la fontanella (sesto cakra) ed è in rapporto con il naso, gli occhi e il cervello.




ed è visualizzabile come un movimento verticale verso l'alto. Udana, l'energia che porta l'anima fuori dal corpo durante il samadhi e dopo la morte. è responsabile del movimento degli occhi verso il centro della fronte (Shambavi mudra)


Il movimento ascendente di udàna, con la praticva dello Hatha Yoga, può coinvolgere tutti gli altri soffi vitali trasformando tutte le aree vitali del corpo .

Questo processo in alchimia è definito "RETTIFICAZIONE MERCURIALE"ed è rappresentato dal cambio di direzione dal basso in alto, dei petali del Loto che simboleggia il cakra del cuore.






Tutti i processi psicofisici, dall'addormentarsi, allo starnutire, all'eccitarsi sessualmente possono essere considerati come il prodotto dell'azione dei prana, ed osservandoli è possibile diventare consapevoli della danza delle energie.


martedì 26 aprile 2016

IL VENTO DEL DESIDERIO




Secondo lo Yoga i "GRANTHI", o "NODI DELLA CONOSCENZA", sono i punti di incontro dei principali canali energetici (NADI).

Lo scioglimento o risoluzione di ognuno di questi nodi conduce ad una diversa consapevolezza del corpo e della realtà esterna.

Per consapevolezza si intende l'identificazione dello yogin in una delle "GUAINE" (Kosha) che compongono il corpo umano.

La risoluzione del primo nodo, Brahma Granthi (identificato con il glande/clitoride e riferito alla zona che va dal perineo all'ombelico) fa accedere alla consapevolezza della guaina delle energie o PRANOMAYAKOSHA

La risoluzione del secondo nodo, o Visnù Granthi (identificato con il centro del petto e riferito alla zona che interessa Cuore, Polmoni, Timo) fa accedere alla consapevolezza della guaina della mente o MANOMAYAKOSHA.

La risoluzione del terzo nodo Rudra Granthi (identificato con il punto tra le sopracciglia e riferito alla zona del tronco encefalico) fa accedere alla consapevolezza della guaina della conoscenza o BUDDHIMAYAKOSHA ed è un ponte verso la consapevolezza della guaina della beatitudine(ANANDAMAYAKOSHA)



Può essere utile a questo punto parlare   dei cinque vayu, o venti vitali.

Udhàna color del fuoco, ha sede nel VI cakra ed ha una direzione ascendente.
In qualche modo va reindirizzato, in modo, diciamo così anche se non è proprio esatto, da utilizzarlo coscientemente.
Questa azione di reindirizzamento che porta prima alla armonizzazione di tutte le energie corporee e quindi alla apertura del Cakra della Corona, può essere definita anche"apertura dell'occhio spirituale", o terzo occhio, o occhio di Shiva.

Pràna
color blu zaffiro ha sede nel V° cakra (elemento sottile Etere) e si espande verso cuore e polmoni.

Vyàna color argento, ha sede nel IV° cakra, il cakra del cuore, è onnipervadente ed è
il vento dell'energia originaria, definizione assimilabile a quella taoista di "QI PRENATALE"

Samàna è bianco latte ha sede nel III° cakra erappresenta l'assorbimento e l'utilizzazione delle sostanze nutritive.

Apàna è bruno ed ha sede nel II° cakra ma espande la sua azione espulsiva discendente verso il bacino e le gambe.

Nel Muladhara Cakra Apàna in un certo senso si colora , acquista qualità.
Muladhara Cakra è rappresentato come un fiore con quattro petali rosso scuro (color feci) su cui sono riportate quattro lettere dell'alfabeto sanscrito:

व va
श śa
ष ṣa
स sa



Sul pericarpo, il centro del fiore, è invece inscritto il Bija Mantra (Suono Seme)LAM, la vibrazione originaria dell'elemento TERRA.




Le lettere व va, श śa, ष ṣa, स sa, il Bija Mantra LAM e i diversi colori (il rosso dei petali, il giallo del quadrato centrale....) stanno ad indicare LE DIVERSE FREQUENZE VIBRATORIE DI APANA VAYU.

Questo delle frequenze vibratorie è un fondamentale dello Yoga: lo Hatha Yoga si può infatti intendere come TECNICA PER PERCEPIRE, INDIRIZZARE E ACCELERARE LE VIBRAZIONI.

Nella rappresentazione completa del Muladhara Cakra ci sono altri simboli: come le quattro teste di Brahma, la Dea armata di tridente, Ganesha (Il dio dell'Inizio) un elefante che sostiene il tutto... ma per non confonderci le idee è meglio concentrarci sul significato di lettere e colori legato alle frequenze delle vibrazioni (diciamo tonalità).




Una delle frequenze o tonalità di Apàna Vayu è il "rosso"KANDARPA VAYU, il vento di KAMA, il desiderio creativo.




HLIM KLIM KANDARPA SVAHA  - 
OM KLIM KAMAYA NAMAH

E' grazie a kandarpa vayu che si attuano il risveglio di kundalini e lo scioglimento del "Nodo di Brahma",

L'inizio della risalita di kundalini è visualizzato con l'assorbimento di tutti i simboli del mùlàdhara cakra nel Bija mantra LAM, che a sua volta si scioglie nel corpo della Dea, e con la chiusura dei quattro petali del Muladhara che si dirigono verso il basso.
Questo riunire in un suono tutti i valori simbolici significa unificazione in un unico ritmo-vibrazione di tutte le energie "inferiori".

E' a questo punto che comincia il viaggio della"serpentessa" come viene chiamata Kundalini

Non si creda che si tratti di una metafora.


Kundalini "rotonda" (quando si attiva KANDARPA VAYU si avverte un energia circolare nel perineo che si muove in senso antiorario) è il fuoco stessointeso come energia spirituale.
L'accensione ed il reindirizzamento del "vento di Kama" . legato al Bija Mantra KLIM, si avverte come una specie di vibrazione/scarica elettrica/campo magnetico che mette in movimento Kundali Shakti che viene percepita come una "striscia di energia larga" un palmo che sembra sollevare i lati della colonna vertebrale.





LO HATHA YOGA INIZIA QUANDO SI ATTIVA IL VENTO DEL DESIDERIO.

SENZA DESIDERIO NON C'E' HATHA YOGA



KOSHA, I CINQUE CORPI DELL'ESSERE UMANO - KOSHA




Per lo Yoga i tre cancelli dell'energia, o nodi della conoscenza, o granthi, sono le porte di accesso allo stato definito "Realizzazione".
Si dice che lo scioglimento (risoluzione) del Brahma granthi ( Piano di Mùlàdhàra, i primi tre cakra) rende consapevoli della Guaina (Kosha) delle Energie.
Ma cosa sono le guaine?




Per lo Yoga l'Essere Umano è costituito da cinque Corpi, o "Guaine", detti Kosha.

Il primo è il corpo fatto di carne, ossa muscoli (Corpo Fisico) ed è detto, in sanscrito ANNAMAYAKOSHA, cioè Guaina (Kosha) Fatta di (Maya) Cibo (Anna)

Il secondo è il Corpo delle Energie (Corpo Psichico) ed è detto PRANAMAYAKOSHA, cioè Guaina Fatta di Energia sottile (Prana)

Il terzo è il Corpo della Mente (Corpo mentale, per alcuni Corpo delle Emozioni) ed è detto MANOMAYAKOSHA, Guaina Fatta di Mente (Manas)




Il quarto è il Corpo dell'Intuizione (Corpo di Conoscenza o Corpo Astrale) detto BUDDHIMAYAKOSHA o VIJNANAMAYAKOSHA, Guaina Fatta di Intelletto (Buddhi) o della Conoscenza Sovraconscia(Vijnana).

Il quinto è il Corpo della Beatitudine detto ANANDAMAYAKOSHA, Guaina Fatta di Beatitudine (Ananda).

Può essere utile immaginare il corpo"yogico" come una Matrioska








nella quale ogni bambola/Guaina ( la perla della foto rappresenta la quinta Guaina, il Corpo di Beatitudine) è legata ad una particolare funzione o dimensione psicologica e ad uno o più cakra.

Il Corpo Fisico (Annamayakosha) è legato alla FORMA (Rupa in sanscrito), ALLO STATO DI VEGLIA (corrispondente più o meno alle funzione della parte del cervello detta NEOCORTEX )e ai primi tre cakra (MULADHARA, SVADHISTANA, MANIPURA) che nel loro insieme formano il "PIANO DI MULADHARA".

Il Corpo Psichico (Pranomayakosha)è legato all'energia (Nama in questo caso) che permette le funzioni fisiologiche, le sensazioni e le azioni, ALLO STATO DI VEGLIA, a certe funzioni dello STATO DI SOGNO e al quarto e quinto cakra (ANAHATA e VISHUDDHA) che insieme formano il "PIANO DI ANAHATA".

Il Corpo Mentale (Manomayakosha) è legato al pensiero razionale, alla memoria e all'immaginazione, ALLO STATO DI SOGNO (corrispondente più o meno alla parte del cervello detto "Sistema LIMBICO" o "MAMMALIANO") e al "PIANO DI AJNA" formato dal sesto cakra (Ajna) e da Talu cakra (per alcuni il Piano di Ajna comprende anche i cakra superiori: Manas cakra, Buddhi cakra,Nirvana cakra) un plesso energetico posto alla base del palato ed escluso spesso dall'elenco dei cakra principali.

Il corpo Astrale (Buddhimayakosha), è legato all'intuizione sovraconscia, agli stati di alterazione dovuti alle esperienze mistiche, ai poteri paranormali.
Anche qui si può parlare di STATO DI SOGNO e di sistema limbico, ma, in un certo senso, Buddhimakosha è la chiave d'accesso allo stato di SONNO PROFONDO, la beatitudine, caratteristica dell'ultima guaina o corpo appuno, di beatitudine, Anandamayakosa legata al cakra detto Sahasrara o cakra dei mille petali e allo stato di SONNO PROFONDO che, volendo, si può assimilare alle funzione della parte del cervello detta Rettiliana.


L'Essere Umano,per lo yoga, "sciogliendo" i tre nodi ottiene la progressiva consapevolezza delle varie guaine.

Cosa significa ?

Facciamo un esempio pratico.
Nel corpo umano si dice vi siano in tutto 72.000 nadi ovvero una rete fittissima di canali in cui i cinque venti (Prana o Vayu).
Avere la CONSAPEVOLEZZA del corpo fisico significa che per assumere una posizione (Asana) io sposto il braccio, muovo la gamba, contraggo quel muscolo e distendo l'altro.





Sciogliere il Brahma Granthi (Piano di Muladhara) conduce nel mondo delle energie, ovvero
alla consapevolezza della circolazione dei soffi vitali che conducono il corpo in quella posizione.
Il corpo si muoverà "spontaneamente" per assumere la posizione corretta, giusta per quella particolare condizione psichica.





Assumere una posizione con la coscienza del corpo fisico (a prescindere dagli effetti positivi che può avere sulla salute) è come fotografare un fiore che sta sbocciando.
Assumere una posizione con la coscienza del corpo delle energie è come "ascoltare"un fiore che sboccia.
E quel fiore siamo noi....

LA SERIE RISHIKESH E LA LINGUA PERDUTA DEI VEGGENTI - IL MIO SECONDO LIBRO








Nel mese di maggio uscirà per le Edizioni Aldenia, il mio secondo libro, "Hatha Yoga, la lingua perduta dei Veggenti",con la prefazione di Malcolm Bilotta.
Nelle 200 e rotte pagine tratto vari argomenti: racconto dei miei primi contatti con l'India, negli anni '70, delle esperienze fatte in questi anni con Yoga.it e il Gruppo Yoga Vedanta, dei rapporti,, a volte sorprendenti tra l'astronomia/astrologia vedica e lo Yoga, ma il tema principale è la serie di Rishikesh o serie Shivananda. Si tratta una coreografia, basata su dodici asana (ma esistono versioni anche a dieci asana, credo le citi Van Lisebeth, anche se, secondo gli studi che ho fatto, la serie di Rishikesh "deve" essere una sequenza di dodici posizioni... ), proveniente dagli insegnamenti dello yoga Himalayano, diffusa in Occidente da Sivananda e dai suoi allievi .

La versione più famosa della serie Rishikesh è quella di Swami Vishnudevananda, il discepolo che Shivananda mandò alla fine degli anni '50 negli States per divulgare il suo yoga e gli insegnamenti vedantici (Shivananda è legato allo Shankaramath di Sringeri) ed è quella che propongo nei miei stage:

1 - Sirshasana (verticale sulla testa) 




2 - Sarvangasana (candela)




3 - Halasana (Aratro)




4 - Matsyasana (Pesce)







5 - Paschimottanasana (allungamento della schiena in avanti da seduti)




6 - Bhujangasana (Cobra)




7 - Shalabasana (Locusta) o Ardha Shalabasana (mezza Locusta)





8 - Danurasana (Arco)



9 - Ardha Matsyendrasana (Torsione della colonna)


10 - Kakasana (Corvo)



11 - Trikonasana (Triangolo) con passaggio in Uttanasana (posizione estesa della schiena in piedi)












12 - Savasana (Posizione del cadavere)



[ le foto degli asana sono  di Francesca Proietti ]

Vishnudevananda era amico ed insegnante dei Beatles, di Peter Sellers e fino al 1993 se ne è andato in giro a piedi o in aereo, per spargere il verbo suo e del suo maestro: l'illusorietà delle barriere.

"Non esistono barriere né fisiche né culturali, diceva lo Swami,basta cambiare prospettiva per comprenderlo"

Mi sta simpatico Vishnudevananda.
E' uno che ci ha sempre messo la faccia.



Credeva che le guerre fossero un'idiozia e fino alla morte (1993) se ne è andato in giro a spargere fiori dove si combatteva (dall'Irlanda del Nord alla Palestina).





Negli Stati Uniti era lo Yogi dei Vip ( come Iyengar lo è stato in Europa dopo aver curato la Regina Madre del Belgio), e questo ha portato ad una diffusione eccezionale della serie da lui proposta.

L'insistenza del suo insegnamento sulla verticale sulla testa è una cosa che mi ha sempre colpito.

Bisogna considerare che per lui lo stare molto in sirsasana, la verticale sulla testa, aveva un intento didattico: voleva insegnare, come insegnò a John Lennon negli anni '60, che un semplice cambio di posizione può condurre ad un cambio della mentalità.




Lavoro con il corpo da una quarantina di anni, per undici anni ho curato la preparazione fisicadi attori e danzatori disabili e ho seguito la riabilitazione di alcuni anziani provenienti dalla frattura del femore ed altri malanni, e devo dire che qualche dubbio sulla validità di cominciare una sequenza con la verticale sulla testa devo dire che ce l'ho.

E ho anche dei dubbi sulle sequenze prefissate: gli asana sono lettere dell'alfabeto della lingua degli dei e ogni praticante deve per prima cosa, scrivere il "suo vero nome".

Deve, cioè, trovare quelle posizioni che in lui scatenano effetti positivi e modificazioni sostanziali del corpo e dello stato mentale.

Prima di assumere la posizione di equilibrio sulla testa, poi, sarebbe meglio prendere confidenza con cosiddetta candela, in modo da preparare il delicato equilibrio delle vertebre cervicali necessario alla posizione sulla testa, e curare, nelle posizioni in piedi, l'allineamento e l'integrazione delle varie "cerniere".

Ma, a parte la verticale sulla testa come prima posizione, la serie Rishikesh (o "serie Shivananda") dal punto di vista della preparazione fisica è abbastanza "squilibrata".

Eppure "FUNZIONA" .

Quando, tra gli anni settanta e gli anni ottanta ho praticato assiduamente la serie Rishikesh,
la mia attenzione era rivolta soprattutto alla maniera di legare le posture tra di loro con passaggi fluidi ed eleganti.

Alla fine, aggiungendo varianti sempre più complesse, l'avevo trasformata in una coreografia, con movimenti acrobatici di una certa difficoltà, assai bella da vedersi, ma in un certo senso fine a se stessa.

Da quando, quest'anno ho cominciato ad insegnarla ai miei allievi mi sono reso conto delle potenzialità dei dodici "esercizi" e di quelle implicazioni posturali, energetiche e simboliche, che praticando da solo non avevo apprezzato a pieno.

Dopo le lezioni, basate su una serie di esercizi di avvicinamento ad uno/due asana per volta, gli effetti positivi sono immediati in tuttie riguardano soprattutto la postura e una generale sensazione dibenessere, ma in coloro che hanno esperienze di Kundalini yoga o di Qi Gong è evidente, dopo le lezioni, un aumento delle capacità di percepire le energie sottili.

Credo che questa serie, divenuta routine, e quindi abitudine, in parecchie scuole di Yoga, nasconda dei piccoli grandi segreti e credo anche che possa essere una delle chiavi per comprendere che lo Hatha Yoga non è solo una salubre ginnastica, ma "la lingua perduta dei Veggenti" 


martedì 19 aprile 2016

I 108 PUNTI E LE VIE DELL'ENERGIA


Illustrazione di Laura Nalin



Per il Taoismo(come per l'Ayurveda) vi sono nel corpo umano 108 punti o centri o cavità dai quali transitano dei canali di energia.

I punti principali sono quelli attraverso passano e si intersecano i canali principali detti meridiani.

Questi punti principali formano dei percorsi, come le stelle formano le costellazioni, detti QI JING BA MAI Canali Psichici o Canali Segreti o Canali Straordinari, che vanno attivati/apertiper avere accesso alle Pratiche di Alchimia Interiore.



I canali segreti più importanti sono: il canale dell'energia discendente o vaso della Concezione (REN MAI)








ed il canale dell'energia ascendente o Vaso del Governatore (DU MAI).






Il vaso della concezione ha origine sotto la radice della lingua in un punto che possiamo assimilare al chakra della gola o vishuddha cakra.






E passando per il punto del cuore o TanTien mediano (Anahata cakra) per l'ombelico(nabhi cakra o manipura cakra) e per il punto dell'energie sessuale o Tan Tien inferiore (svadhistana cakra) arriva fino al punto del perineo (muladhara cakra).

Il vaso del Governatore, ha origine nel perineo(Muladhara cakra) e passando lungo la colonna vertebrale, la nuca ed il cranio, passa dal punto detto castello giallo posto tra il sole e la luna, ovvero il punto al centro della fronteo tan tien superiore (ajna cakra) ed arriva fino al punto del palato (Talu cakra)








La tecnica definita Piccolo Circuito Celeste consiste nel far risalire l'energia femminile lungo il Vaso del Governatore e nel farla discendere, purificata, lungo il Vaso della Concezione.

L'energia femminile [che in questo caso prende il nome di Ch'i o (氣) QI o XI che sta per gas, aria, tempo atmosferico,energia vitale, vapore ma anche atto dell'arrabbiarsi ed è formato dai segni:

人 rén​= uomo, persona
弓 gōng​ = arco (l'arco inteso come arma)
火 huǒ​= Fuoco
木 mù​ = albero/legno]

Incontra tre nodi, tre cancelli o strettoie da sciogliere , aprire o allargare che nello Yoga si chiamano Granthi:


il primo è nella zona del sacro, ma alcuni la pongono sul glande/clitoride (Brahma Granthi)

Il secondo è nella zona del cuore (Visnu Granthi).

Il terzo nella zona tra la nuca ed il cervelletto/punto in mezzo alla fronte (Rudra Granthi).

L'energia femminile non sale naturalmente.






Bisogna prima "accendere il fuoco" (nello Yoga delle energie si parla di Kundalini Rotonda risvegliata dal vento del desiderio,Kama Vayu una modificazione di Apana vayu).

Accendere il fuoco significa far affluire energia/luce dal punto in mezzo alla fronte alla zona genitale (svadhistana) attraverso una serie di tecniche di respirazione, sensibilizzazione, visualizzazione analoghe a ciò che si incontra nella tradizione indiana e nella tradizione tibetana.

L'aumento di energia nel tan tien inferiore (Svadhistana) è percepibile come un'aumento di temperatira localizzato sotto l'ombelico , una serie di scosse e formicolii che interessano la zona del bacino, i genitali, il sacro, una sensazione di "pienezza e di dolcezza " come se i pori della pelle fossero sul punto di aprirsi e versare miele all'esterno.

Accumulata abbastanza energia QI nel basso ventre questa non si rovescia spontaneamente nel perineo se non quando i canali sono già "aperti".




Occorre quindi utilizzare la "mente".

Per poter spostare l'energia è necessario dapprima imparare a percepirla, per esempio, nelle mani (spirali dei polpastrelli e centro del palmo) e poi ad indirizzarla consapevolmente verso determinati punti all'interno o all'esterno del corpo.

Il Qi è percepibile tra le mani dapprima come calore, poi come campo magnetico, come una serie ritmica di punture di spillo, come fluido.

Solitamente unendo le mani davanti alla fronte si percepisce una qualche reazione al centro della fronte, come se il callo che divide i due emisferi celebrali fosse in qualche modo collegato a questa percezione/emissione di energia(?).

Una volta che si è imparato ad indirizzare il Qisi può utilizzare ad esempio la espirazione, per "farlo" scendere dal tan tien inferiore (svadhistana) al muladhara ed al sacro.

L'accumulo di energia al sacro può essere doloroso, si ha avolte l'impressione di qualcosa "che non passa".

A volte la sensazione provoca un aumento di calore ed energia nella zona genitale fino ad arrivare ad emissioni di sperma o di fluidi vaginali.

Altre volte si ha un eccessivo aumento di energia nella zona del ventre.

Altre volte ancora il corpo si mette a dondolare avanti ed indietro o in maniera circolare e gli arti si muovono spontaneamente ed in maniera incontrollata.

La discesa, in espirazione del 氣 QI dal punto sotto l'ombelico all'osso sacro, è il primo passo della pratica dellle tecniche psicofisiche taoiste.