lunedì 27 marzo 2017

IL FIGLIO DI YOGANANDA E L'INDIGESTIONE DI BUDDHA



YOGANANDA
Quando nel 1996, pochi giorni prima del suo centesimo compleanno Lorna Erskine, si abbandonò al sonno della morte, Ben, il figlio, decise di rivelare al mondo il suo segreto i: Yogananda, il casto e puro guru, era suo padre.

Ne uscì fuori una terribile, e molto poco yogica, battaglia legale a colpi di foto, rivelazioni pruriginose ed esami del DNA tra la Self Realization Fellowship,la potente associazione fondata dal maestro, e gli eredi di Lorna (che chiedevano un sacco di soldi...).

Ad un certo punto vennero fuori altri tre o quattro figli di discepole americane, tutti bisogna dire assai somiglianti al Guru, .

E venne fuori una storia, confermata da alcuni fuoriusciti dalla Self Realization Fellowship (e quindi... interessati) riguardante un gruppo di "sorelle dell'amore" giovani discepole che avrebbero diviso con Yogananda il terzo piano del primo centro californiano della S:R:F.

Certo, per tornare a Lorna, che se una donna americana bianca e bionda sposata con un uomo americano bianco e biondo da alla luce un figlio moro con i lineamenti asiatici e la pelle scura c'è da pensare male. O bene, a seconda casi.


Che Yogananda abbia o meno intrallazzato con sei o sette yogini americane e abbia avuto anche dei figli da alcune di loro a me, personalmente non fa alzare neppure un sopracciglio.

Sono le sue parole, i suoi insegnamenti ad essere importanti, mica i suoi gusti sessuali o le abitudini alimentari!


Ma non tutti la pensano così, anzi, ,secondo molti praticanti di yoga un Maestro,per essere considerato attendibile deve essere astemio, vegetariano e casto, quasi che l'alcol, la carne e il sesso impedissero l'evoluzione spirituale.

Sarà vero che l'astinenza sessuale e l'alimentazione vegetariana o vegana aprono le porte per il paradiso e il sesso e la carne sono l'anticamera dell'inferno?

A leggere le biografie dei maestri e dei santi del passato parrebbe di no.....ma ovviamente, mi guardo bene dal dar risposto definitive...




















SAI BABA DI SHIRDI
Il 15 ottobre 1918, Sai Baba di Shirdi accese un Chilum d'erba, lo passò ad uno dei suoi discepoli (quello che stava alla sua destra, i Chilum si fanno girare in senso antiorario) e, ridendo, gli poggiò la testa sulla spalla.
Poi più nulla.
Morì così uno degli yogin indiani più amati di tutti i tempi, con un tiro d'erba e una risata.

Era un burlone, Sai Baba, per insegnare l'elasticità mentale, nascondeva il maiale nel cibo che condivideva con vegetariani e musulmani.

Voleva dimostrare loro che Dio è ovunque e che la possibilità della realizzazione non dipende certo dalla qualità e dalla quantità del cibo ingerito.
Che storia!

Quando me l'hanno raccontata non credevo alle mie orecchie. per un periodo non breve della mia vita ho curato l'alimentazione in maniera quasi nevrotica.

Non ero Vegano (mangiavo il parmigiano una volta la settimana e qualche volta inzuppavo la frutta fresca e il miele nello yogurt) ma per, credo almeno quattro cinque anni mi sono rifiutato di avvelenare il mio corpo con cibi industriali, grassi idrogenati e soprattutto "cadaveri",come chiamavo allora le bistecche, il prosciutto di Parma o il coniglio alla cacciatora.


Scoprire che Sai Baba di Shirdi, yogin realizzato, considerato da Islamici e Hindu una incarnazione dell'Amore, fumava erba e costringeva i suoi allievi a cibarsi di carne di porco mi fece l'effetto di un ceffone o di un unghia scheggiata che graffia, insieme, la lavagna e le sinapsi.
Spesso, per ciò che riguarda lo yoga, anziché studiare i testi antichi, confrontando il più possibile varie interpretazioni e traduzioni, tentiamo di adeguare le parole e gli insegnamenti dei maestri alle nostre credenze o, peggio, mettiamo la firma di quei maestri in calce alle nostre riflessioni.

Altre volte, parandosi dietro lo scudo della devozione, si abbraccia una particolare interpretazione senza prendersi la briga di controllare cosa davvero avesse detto quel tal mal maestro o cosa ci sia scritto nel tal testo originale ( cosa che in tempi di internet e vocabolari on line, mi sembra piuttosto agevole).
Non so se questo sia un bene o un male.

Di certo alcune credenze moderne si sono ormai sostituite alle verità storiche e se Yogin e Maestri del passato sentissero quanto oggi si racconta di loro stenterebbero a riconoscersi, o magari si sbellicherebbero dalle risate.


Le credenze più diffuse riguardano, appunto, l'alimentazione e la sessualità dei maestri e degli yogin antichi: per la maggior parte dei praticanti di yoga la dieta vegetariana o vegana e l'astinenza o la continenza sessuale sono condizioni imprescindibili per raggiungere la Realizzazione, la Quiete (con la Q maiuscola) o comunque una superiore consapevolezza. poi vai a leggere le biografie dei maestri, i racconti puranici, o gli inni dei veda e ti scontri con storie di scorpacciate di carne e pesce, ubriacature, amori clandestini e figli illegittimi...



MILAREPA

Qualche tempo fa, dopo una serie di accese discussioni sul buddhismo e sulle abitudini sessuali e alimentari dei monaci buddisti mi sono riletto "Vita di Milarepa". e mi sono segnato alcune "perle" sulle quale, secondo me, un aspirante yogin farebbe bene a riflettere.

L'edizione che ho è quella di Adelphi, a cura di Jacques Bacot.
Pg. 161:


"Così detto [Peta, la sorella di Milarepa] mi diede il cibo e il vino.
Mangiai e bevvi e immediatamente la mia intelligenza si rischiarò.

Quella sera la mia devozione ne trasse molto vantaggio
."

Pgg. 162-163:

"Qualche giorno dopo Dresse venne a trovarmi insieme a Peta, portandomi carne, burro rancido, tsampa e molta birra [...] Se ne andarono e io mangiai i buoni cibi che avevano portato[...] le mie vene [nadi], per via dell'uso dei cibi cattivi, si erano tutte annodate e non potevano sostenersi. Quindi la birra di Peta le rianimò un poco.
Le offerte di Dzesse
[carne, burro, Tsampa, farina] finirono per rianimarmi del tutto.
[...]Conformemente alle prescrizioni del rotolo di carta [ il rotolo sigillato che gli aveva dato il Lama Marpa e che conteneva delle formule e l'indicazione di mangiare cibi nutrienti, ovvero carne, burro, vino, birra....]
mi sforzai di realizzare le condizioni di corpo, respiro, pensiero.


[...] Capii che la via delle inclinazioni sensuali, che è la via dei tantra, non poteva essere una via normale praticata da tutti. [...] Ne ero debitore a Peta e a Dzesse [...]"

Pg. 180:
"Quand'anche io volessi sopprimere la mia virilità non potrei farlo."



Considerando

(1) che Milarepa è considerato il più grande yogin tibetano,
(2)che Milarepa è ineluttabilmente buddista,

(3)che il suo lignaggio è quello di Naropa, ovvero dell'iniziazione sessuale, non è che il testo mi sorprenda molto, ma non si può negare che le parole di Milarepa stridano con l'idea che la maggior parte delle persone ha dello yoga, del buddismo e delle pratiche corporee.


Un'idea che nasce dalle moderne concezioni filosofiche e dai moderni costumi alimentari, per la quale Monaci, Maestri e Yogin siano anzi debbano essere tutti astemi, casti e vegetariani







SHAKYAMUNI

Quando racconto ai miei amici vegani che Shakyamuni, il Buddha storico, Gautama Shakyamuni, (che, tra parentesi, se ne andava in giro ad insegnare in compagnia della legittima moglie) è morto per una indigestione da carne di porco, o non ci credono o fanno finta di non aver sentito.

Ovviamente questo non trascurabile dettaglio (la morte di Shakyamuni per indigestione di maiale) non significa che Buddha consigliasse di uccidere degli animali o mangiare carne, ma altrettanto ovviamente dimostra come per Shakyamuni (e Milarepa e Sai baba di Shirdi) l'alimentazione vegetariana non sia assolutamente legata all'evoluzione spirituale e alla Realizzazione.

Yogananda, Sai Baba di Shirdi, Milarepa e Shakyamuni per me erano, sono, saranno maestri autentici (potrei dire "I" MAESTRI]
E sono stati, sono, saranno dei grandi uomini.

Uomini in ciccia, muscoli ed ossa. che mangiano carne, a volte, bevono alcolici, si fanno le canne e (non so Sai Baba di Shirdi, ma Yogananda forse e Milarepa e Buddha sicuramente si) praticano sesso.

Sono esseri umani con tanto di vizi e difetti degli esseri umani, non figurine dipinte nelle agiografie dei santi!

Questo rende forse i loro insegnamenti meno preziosi?








2 commenti:

  1. Ciao, non avevo mai letto della storia del figljo di Yogananda, sapresti indicarmi delle fonti ?

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  2. Ciao,

    anch'io sarei curioso di conoscere le fonti per la questione del figlio di Yogananda...potresti indicarcele?... tante grazie

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