9.04.2014

AMRITABIJA, IL SEME DELL'IMMORTALITA'

 l'Amṛtabīja  è il terzo Brahman unito con la quattordicesima vocale e con colui che viene alla fine del signore delle vocali".
Parātrīśikāvivāraṇa 9;10

Le sedici sillabe iscritte nei  sedici petali del chakra della gola sono associate a dee dai nomi imbarazzanti ( come "VAGINA INGHIRLANDATA" o " VAGINA DI FUOCO"). 
Gli stessi nomi vengono associati ad alcune delle forme dello Sri Yantra, mostrando così l'esistenza di un rapporto diretto tra i plessi energetici del corpo e la "Mappa dell'Universo).

sri yantra
Approfondendo lo studio dello Sri yantra si scopre che c'è una dea (o un gruppo di Dee) in ogni triangolo, linea, punto dello Sri yantra. Il fiore di loto ad 8 petali ad esempio (il III circolo, essendo il I  le "mura quadrate" e il II il loto a sedici petali) è dedicato ad un gruppo di dee chiamate anaṅga, che letteralmente significa"SENZA MEMBRA" (spirito incorporeo) appellativo del Dio del Desiderio, kāma
I nomi di queste dee sono, se possibile, ancora più imbarazzanti di quelle del cakra della gola, soprattutto se si fa riferimento alla letteratura erotica indiana: anaṅgakusuma, ad esempio, che potremmo anche tradurre con "FIORE DI FUOCO"  rappresenta il sentimento/energia che genera l'erezione, anaṅga mālinī è l'energia che scatena le orge, anaṅga veginī è l'energia che fa emettere, copiosamente e velocemente, i fluidi vaginali (vega indica sia lo sperma che il fiume)...difficile pensare che i riferimenti agli organi genitali e alle più fantasiose pratiche sessuali siano dettati dal caso.
Del resto al vertice dello Sri Yantra fanno mostra di sé un pene ed una vagina!
Basta prendere un immagine tridimensionale del mandala per rendersi conto che la figura centrale che nella pianta (lo Sri Yantra bidimensionale) appare come un punto, o un cerchio iscritti in un triangolo, in realtà è uno Yoni Lingam:


Può essere utile ricordare che  nello Sri Yantra:
(1) i cinque triangoli con il vertice in basso rappresentano la LUNA (l'oggetto del desiderio),
(2) i quattro triangoli con il vertice in alto rappresentano il FUOCO (il soggetto che desidera) e
(3)la figura centrale, lo Yoni Lingam, il SOLE (la conoscenza carnale e la conoscenza in genere, che lega il soggetto e l'oggetto in una unica forma/energia chiamata samadhi).
L' identità dei due simboli  (Sri Yantra e Yoni Lingam) può svelarci il significato di certi dettagli e di rituali che sembravano oscuri o stravaganti, di entrambi. Prendendo come riferimento il Tantrasara di Abhinavagupta possiamo dire, per esempio, che Il Pene del Dio rappresenta la lettera A, la potenza Suprema.
yoni lingam
Le tre linee orizzontali, che gli shaiva riportano sulla fronte, "sono", invece, le tre Potenze "solari" (A, la Suprema, I il Desiderio, U l'Espansione) nel momento della RIPOSO, ovvero dell'EFFLUSSO delle Potenze Lunari. 
La Vagina della Dea, dalla quale emerge il Lingam,  rappresenta invece le tre potenze nell'atto di generare le sillabe dell'alfabeto (vedi "I SUONI SEGRETI DELLO SRI YANTRA").
L'aspersione con latte, acqua o olii essenziali, praticata duranta la SHIVA PUJA, ci racconta, infine, l'azione del VISARGA, l'emissione del seme che dalla vetta del Meru "porta a valle" le lettere dell'alfabeto sanscrito.

I rivoli di sillabe che immaginiamo discendere dallo Sri Yantra sono il Logos Spermatikos  della filosofia occidentale.
Nella discesa verso la manifestazione grossolana lo "sperma del Dio" non perde mai la propria  natura di VIBRAZIONE, ma indossa, progressivamente, i panni  dei cinque elementi sottili (SUONO, TANGIBILITA', COLORE/FORMA, SAPORE, ODORE) dei cinque elementi grossolani (SPAZIO, ARIA, FUOCO, ACQUA, TERRA), delle cinque percezioni (ASCOLTARE, TOCCARE, VEDERE, GUSTARE, ODORARE), delle cinque azioni (PARLARE, AFFERRARE, MUOVERSI, GENERARE, EVACUARE) ecc. ecc. fino a disegnare, nello Spazio e nel Tempo da lui stesso generati, l'Universo Conosciuto.
L'emissione del Logos Spermatikos è rappresentata dal suono dalla sillaba अःaḥ, sedicesima sillaba del cerchio delle matrika, il chakra della gola:
vishuddha
La अःaḥ è detta VELENO DELLA MORTALITA' e non è difficile comprenderne il motivo: l'emissione che dà inizio alla manifestazione segna contemporaneamente la fine dello stato di eccitazione. 
Il desiderio genera, assieme, nascita e morte: dall'atto d'amore di Shiva e Shakti  nasce il ciclo del samsara, la catena delle rinascite che procura dolore e angoscia.
E' questo l'insegnamento, terribile e meraviglioso, della sillaba अःaḥ: 
la Creazione porta in sè il germe della Dissoluzione.
Una volta nati non si ha nessuna speranza di sfuggire alla morte.
Vero è che il Dio dell'Isola delle Gemme potrebbe continuare all'infinito il suo sonno senza sogni, immerso nella Beatitudine Eterna ma la sua Sposa dai mille nomi (anche se è sempre lei, Sri Bhagavatī, "DURGA") è dannatamente bella, non le si può resistere e  così ogni ciclo cosmico si apre  alla stessa maniera, con le stesse danze, luci, suoni e con la dolce malinconia di chi ha l'oblio come unico ricordo.
manidvipa
Ad ogni alba dell'universo, quando il sipario si apre, comincia il rito sacro della seduzione, sempre uguale a se stesso. I gemiti, gli sguardi, le carezze che si donano i due DANZATORI DIVINI sono gli stessi che sgorgano dal nostro cuore quando amiamo, e questo è un punto da fissar bene nella mente se si vogliono comprendere gli insegnamenti dello Sri Yantra:      ciò che ci rende simili agli Dei è il desiderio.
Il principio vitale dell'Universo, il Mozzo della Ruota dell'Esistenza, è lui, il Dio Kāma.


E se lo Sri Yantra è la mappa dell'Universo il Geometra, ovviamente, sarà ancora lui, il Dio del Desiderio.
EVVIVA! Finalmente abbiamo svelato il segreto dello Sri Yantra e dello Yoga! ( è dallo Sri Yantra che lo yoga trae i percorsi energetici, gli stadi meditativi, le basi filosofiche senza le quali si ridurrebbe ad una salubre ginnastica, una chiacchiera da salotto o un surrogato della religione): Kāma, il desiderio...
 Ma è un segreto di Pulcinella:
- il mantra dello Sri Yantra è detto Kāmarāj mantra;
- Il punto centrale è la sede di kāmala-amba-jayati, la "TRIONFANTE MADRE LIBIDINOSA";
- le linee del triangolo centrale, che rappresentano le "Potenze" A, I, U nell'atto di generare le sillabe dell'alfabeto, sono chiamate mahā kāma īśvarī," GRANDE SIGNORA DEL DESIDERIO", raudrī, "COLEI CHE ACCENDE I FUOCHI" (detta anche mahābhagamalinī o "GRANDE VAGINA INGHIRLANDATA") e  mahā vajrā īśvarī, dove vajrā non significa diamante, ma indica una particolare abilità di DURGA: quella di rendere il pene di SHIVA duro e resistente come un pilastro.....
Ogni angolo, punto, linea del "Mandala dell'Universo" è "un canto dedicato alle abilità amatorie di questa o quella  Dea  e le rappresentazioni scultoree delle "Signore dello Sri Yantra" sono così esplicite da non lasciare alcun  dubbo sul significato dei loro nomi.
kamakala
Ammesso e non concesso  che brahmini, monaci e yogin non  fossero degli inguaribili erotomani non resta che una possibilità:
E' nel desiderio, nell'ardore degli amanti  che si nasconde il segreto  per rompere la catena del samsara, Il DESIDERIO è amṛtabīja ("SEME DELL'IMMORTALITA''), come lo chiamano i tantrici.
L'amṛtabīja non è  una tecnica che si possa apprendere, e non è  neppure un concetto filosofico, è una vibrazione.
Viene chiamato anche parābīja (SEME SUPREMO) e hṛdayabīja (SEME DEL CUORE o seme della CONOSCENZA DIVINA) e sarebbe il suono che viene prodotto naturalmente dal corpo umano  un'istante prima dell'orgasmo.
Nel Parātrīśikāvivāraṇa,un testo din cui Shiva e Parvati discettano dell'iniziazione alla "VIA DIRETTA" o nirvāṇa dīkṣā, l'amṛtabīja viene descritto in questo modo (sutra 9; 10):
"E' il terzo Brahman unito con la quattordicesima vocale e con colui che viene alla fine del signore delle vocali".
Il "terzo Brahman" è  SAT (l'Esistente, l'Eterno), terza sillaba del mantra vedico OM TAT SAT.
La quattordicesima vocale è la औ au.
Il "Signore delle vocali" è la lettera अ a, la Potenza Suprema, e colui che viene dopo è il Visarga, l'emissione.
sat + au + visarga danno il bijamantra "segreto" सौः sauḥ.
Il termine segreto  (rahasya) così usato nei testi tantrici, non deve trarre in inganno:
nessuno ha interesse a tenerlo nascosto (tanto è vero che si trova citato ovunque, sia in cartaceo che sul web), è semplicemente un suono INTERNO, prodotto dal corpo senza nessun intervento della volontà. Non è neppure un mantra come lo intendiamo di solito, lo si può cantare e recitare per migliaia di volta senza che sortisca alcun effetto.Credo sia il suono prodotto dalla vibrazione involontaria del muscolo pubococcigeo nel momento dell'orgasmo, ma questo non ci dice niente sulla sua "valenza operativa". Che ce ne facciamo di un suono che non possiamo riprodurre volontariamente e che possiamo percepire a fatica?
Tra le varie descrizioni del "bija supremo" ce ne è una  (credo di Abhinavagupta) che ci può utile:
AU è il Dio in unione con la SHAKTI. 
Il VISARGA è l'emissione che svela la sua  capacità creativa. 
La "S" è lo sguardo dell'amata che rinnova il desiderio.... questo è  il segreto della NON MORTE, un segreto "facile facile", lo sguardo dell'amata.
SGUARDO DELL'AMATA

9.01.2014

LE 8 "PICCOLE MADRI" DELLO SRI YANTRA

I quattro Veda sono una descrizione in versi dello Sri Yantra, che è. insieme, la rappresentazione dell'Universo e delle leggi che lo regolano, e un manuale d'istruzione per raggiungere l'identità con il Brahman.
Lo Sri Yantra o Sri Cakra, è il monte Meru.



In Tibet viene chiamato "Chorten" o "Stupa":



Si dice che i primi sri yantra risalgano all'era preistorica e se ne trovano di varie fogge e colori.
Spesso sono usati come amuleti o oggetti di culto, ma io credo che lo Sri Yantra abbia poco a che fare con la devozione e la fede: lo Sri yantra è uno strumento, tre virgolette, scientifico.
Se osserviamo la sua immagine bidimensionale (è facile trovarla nei libri di filosofia orientale e appesa alle pareti di scuole e centri di yoga) per prima cosa rimaniamo colpiti dalla sua complessità:
sri yantra
L'incrocio dei triangoli, nella parte centrale della figura, è apparentemente inestricabile e pare difficile rintracciare la logica con cui è stato costruito, ma se si osserva con attenzione si vedrà che la strana figura è formata da 9 triangoli, quattro con il vertice in alto ( nella figura sotto ho colorato i lati in giallo)
sri yantra
e cinque con il vertice in basso (quelli con i lati neri, nella figura sotto)


sri yantra
Gli altri triangoli sono prodotti dalle intersezioni dei 9 triangoli principali.
Il primo riferimento dello sri yantra è astronomico: ogni angolo delle quattro figure con il vertice in alto rappresenta una delle dodici fasi solari (mesi), e le dodici costellazioni principali, mentre ogni angolo delle cinque figure con il vertice in basso rappresenta una delle 15 fasi lunari.
Le altre figure (i triangoli che si formano dall'intersecarsi delle linee, i petali dei due fior di loto, le "mura esterne") vanno poi a rappresentare tutta una serie di divinità ed eventi cosmici che meriterebbero di essere descritti nei dettagli, ma la cosa fondamentale, per chi si occupa di yoga, secondo me è la relazione tra la geometria dello sri yantra e le sillabe iscritto nei petali dei cakra.
Lo sri yantra è diviso in 9 "cakra" o mandala.
Il primo "mandala" è il punto centrale, o bindu, e simboleggia l'ISOLA DELLE GEMME 

bindu
é lì, nell'Isola delle Gemme" che le tre Potenze solari originarie
अ a - अनुत्तर anuttara 
इ i - इच्छा icchā 
उ u - उन्मेष unmeṣa 
si sposano con  le "Potenze lunari
आ ā   आनन्द ānanda
ई ī   ईषणा īṣaṇā  
ऊ ū ऊर्मि ūrmi 
per dare origine allelettere dell'alfabeto sanscrito.

Il secondo mandala è il triangolo centrale, detto "KAMAKALA"

kamakala
Ogni lato del triangolo rappresenta una Dea chiamata con il nome di una delle delle Nitya, ma non esattamente corrispondente ad essa:
 kāmeśvari, 
la "Signora del Desiderio", detta anche रौद्री raudrī - sposa di SHIVA/RUDRA (UMA, la "GRANDE MADRE VUOTO)

 bhagamālinī,
la "Vagina Fiorita", detta anche वाम vāma - sposa di BRAHMA (SARASVATI, la "GRANDE MADRE SILENZIO")

mahavajreśvarī,
la "Signora del Vajra", detta anche जयेष्ट jayeṣṭa - sposa di VISNU (LAKSHMI, la "GRANDE MADRE LUCE")
I tre lati del triangolo sono i TRE FIUMI SACRI CHE SCENDONO DAL MONTE MERU e "trascinano a valle" la conoscenza, rappresentata dalla lettere dell'alfabeto sanscrito.
vāma, il lato di sinistra (o di destra se consideriamo il punto di vista dell'osservatore), è il fiume SARASVATI e le sue acque sono composte dalle 16  sillabe vocaliche:
vamadeva
अं aṃ - आं āṃ - इं iṃ - ईं īṃ - उं uṃ - ऊं ūṃ - ऋं ṛṃ - ॠं ṝṃ - ऌं ḷṃ - ॡं ḹṃ - एं eṃ - ऐं aiṃ - ओं oṃ - औं auṃ - अ°aṁ - अः aḥ 

 jayeṣṭa, il lato orizzontale (la base del triangolo), è il fiume YAMUNA e le sue acque sono composte dalle prime sedici sillabe consonantiche:


क ka - ख kha - ग ga - घ gha - ङ ṅa -
च ca - छ cha -ज ja - झ jha  ञ ña -
ट ṭa - ठ ṭha - ड ḍa - ढ ḍha - ण ṇa-
त ta


raudrī, iinfine, è il fiume GANGA e le sue acque sono composte dalle ultime 9 sillabe consonantiche, dalle quattro "semivocali" e dalle tre "sibilanti"
ganga 
थ tha - द da - ध dha - न na - 
प pa - फ pha - ब ba - भ bha - म ma -
य ya - र ra - ल la -  व va -
श śa - ष ṣa - स sa.

Il terzo "mandala" è composto da otto triangoli che circondano il "Kamakala":
sri yantra  
Gli otto triangoli (cfr. Adi Shankara - Saundaryalaharī) sono la sede delle otto "Piccole Madri delle Parola", le वशिनी vaśinī.
Le tre "GRANDI MADRI", rappresentate dai tre lati del KAMAKALA portano " a valle" le lettere dell'alfabeto.
Ma i suoni sono ancora allo stato potenziale e, di fatto, inespressi.
Le otto "PICCOLE MADRI DELLA PAROLA" dette anche "YOGHINI SEGRETE" li rendono esprimibili ed udibili:
vashini

vaśinī (letteralmente " Padrona" o  "Maestra") è la "SIGNORA DELLA a ", Dea delle vocali.
kāmeśvari ( "Signora del desiderio") è la "SIGNORA DELLA  ka", Dea delle consonanti gutturali.
modini ("Colei che delizia") è la "SIGNORA DELLA च ca", Dea delle consonanti palatali.
vimala ("Colei che è pura") è la "SIGNORA DELLA ट ṭa", Dea delle consonanti linguali.
aruṇa (la "Rossa") è la "SIGNORA DELLA LETTERA त ta", Dea delle consonanti dentali.
jayini (la "Vittoriosa") è  la "SIGNORA DELLA LETTERA प pa" Dea delle consonanti labiali.
sarveśvari ("Signora di tutto") è la "SIGNORA DELLA LETTERA य ya" Dea delle semivocali.
kaulIni (" Colei che si unisce a śiva") è la "SIGNORA DELLA LETTERA श śa" Dea delle sibilanti.

sri yantra

A questo punto, dopo aver sviscerato il significato del punto, del triangolo centrale e degli otto triangoli che li circondano, ci rimane da spiegare il significato dei  degli altri "TRE CAKRA INTERNI" formati rispettivamente da dieci, dieci e quattordici triangoli, trentaquattro triangoli in tutto collegati in vario modo ai petali dei  quattro cakra inferiori e a quelli dell'Ajna cakra.
sri yantra con lettere





VI CAKRA
ajna chakra
FRONTE:
BIJA MANTRA ॐ auṁ 
PETALI 
हं haṃ - क्षं kṣaṃ



V CAKRA
vishuddha
GOLA:
BIJA MANTRA हं haṃ
PETALI 
अं aṃ - आं āṃ - इं iṃ - ईं īṃ - उं uṃ - ऊं ūṃ - ऋं ṛṃ - ॠं ṝṃ  
ऌं ḷṃ - ॡं ḹṃ - एं eṃ - ऐं aiṃ - ओं oṃ - औं auṃ - अ°aṁ - अः aḥ 



IV CAKRA
ANAHATHA
CUORE:
BIJA MANTRA यं yaṃ
PETALI
 क ka - ख kha - ग ga - घ gha - ङ ṅa
च ca - छ cha -ज ja - झ jha  ञ ña 
ट ṭa - ठ ṭha




III CAKRA
MANIPURA
OMBELICO:
BIJA MANTRA रं raṃ
PETALI  
ड ḍa - ढ ḍha - ण ṇa
त ta - थ tha - द da - ध dha - न na  
प pa - फ pha 

II CAKRA
SVADHISTANA
GENITALI:
BIJA MANTRA वं vaṃ
PETALI

ब ba - भ bha - म ma 
य ya - र ra - ल la - 




I CAKRA
MULADHARA
PERINEO:
BIJA MANTRA ळं ḻaṃ
PETALI
व va 
श śa - ष ṣa - स sa

8.07.2014

LA DANZA DELLE DAKINI


OM JŅANA DAKINI BAM HA RI NI SA SIDDHI HUM
dakini

Se guardiamo con attenzione delle statue o dei dipinti di divinità indiane e tibetane noteremo che si assomigliano tutte, stesse facce, stessi simboli, stesse posizioni.
Le possibilità sono due: 
1)gli orientali non hanno molta fantasia.
2)Simboli e posizioni vogliono dire qualcosa.

Ad occhio preferisco la seconda ipotesi.
La statua o il dipinto, quando si parla di yoga, sono sia oggetti sacri (e/o alchemici, come nel caso dei tangka) dei manuali di istruzione.
In altre parole ci invitano ad una pratica che non è solo contemplativa ma è anche fisica. 
Osserviamo alcune immagini di Dakini (Le danzatrici del Cielo dello Yoga tibetano): 

red dakini

dakini

dakini

red yogini


A prescindere dal nome e dalle qualità hanno tutte le medesima posizione con la gamba sinistra piegata e la destra distesa.
Questo Asana è detto ālīḍhāsana, dove आलीढālīḍha significa sia "LECCATO, LAMBITO CON LA LINGUA", sia "POSIZIONE DI TIRO CON L'ARCO O CON LA LANCIA". 
Il legame tra l'atto del LECCARE (legato ai piaceri della gola e del sesso) e quello del tirare una freccia è abbastanza difficile da comprendere. 
A meno che non ci si ricordi dell'iconografia di Kālī, la Dea Nera:
ālīḍhāsana è uno dei passi della sua danza selvaggia 

kali 
e la sua lingua, golosa di sangue, è sempre pronta ad uscire dalle labbra 
Ora se esistono migliaia di rappresentazioni di dei e dee nella stessa posizione qualcosa vorrà pur dire. 

Oltre a Kali:

ramakrishna
Troviamo nella stessa posizione Tara
tara

Chinnamasta
chinnamasta


Anche nella variante "in torsione":
chittamasta


Virabhadra
virabhadra 

La posizione detta ālīḍhāsana che implica insieme l'atto del leccare e quello del lanciare, se è vero che il tantra è un sistema molto pratico e diretto per ottenere delle modificazioni psicofisiche, ha delle valenze operative.

Prendiamo l'immagine della Vajra Yoghini tibetana: 

red dakini
Qui il peso è sulla gamba sinistra, la mano sinistra è sollevata e rogge una coppa dalla quale si APPRESTA a bere 

red dakini
la mano destra regge un coltello sacrificale, il Kartika

kartika

E l'immagine comincia a svelare il suo significato: il kartika è uno strumento usato un tempo, pare, per separare il grano dal loglio.
Nella cerimonia tantrica detta Chöd, portata in Tibet da Padmasambhava, serve a separare la visione soggettiva del mondo, creata dai semi della memoria, i grumi delle esperienze passate e delle credenze nostre e della società in cui viviamo dal FLUSSO ININTERROTTO DELLA VITA, detto ālaya(dimora) in sanscrito, e Kun Ji Namparshespa in tibetano.
La danza delle Dakini è la DANZA DELL'ESSERE..
Il fluire ininterrotto che Patanjali chiama NIRODHA.

ED E'UNA DANZA VERA!
Se prendiamo le posizioni in cui sono rappresentate le Dakini vedremo che disegnano una precisa sequenza coreografica:

tangka

white dakini

dakini

dakini

dakini




red yogini
red yogini

red yogini

red yogini

red yogini

red yogini

vajrayogini

Qualcuno potrebbe pensare che le ultime immagine della "danza della creazione" potrebbero essere eccessive, delle esagerazioni, ma Dakini significa danzatrici del cielo e in fondo non si tratta di movenze troppo distanti da quelle delle danzatrici e delle ginnaste odierne:

danza

ritmica
Si tratta di una coreografia vera e propria nella quale ogni passo (Asana) agisce sulla psiche come simbolo e sul corpo a livello endocrino e nell'insieme rappresenta (é) la danza creazione e nell'altro la danza della "reintegrazione" nel flusso dell'Essere

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