mercoledì 9 dicembre 2015

IL VIRUS DELL'IGNORANZA



-"Cosa sono il Kamasutra, l'Ayurveda e la Metafisica?"-
Sono tre libri, ma se provate a chiederlo in giro vedrete che non lo sa quasi nessuno.
Ciò nonostante il numero di coloro che ritengono, in buona fede, di sapere cosa siano il Kamasutra, l'Ayurveda e la Metafisica. è altissimo.
Non sono casi isolati, la maggior parte di noi nelle discussioni da salotto come sui campi di battaglia, difende a spada tratta delle verità inoppugnabili che non hanno origine dall'esperienza diretta, ma dal sentito dire.
Siamo forse degli idioti?
Un po' si e un po' no.
La verità è che siamo vittime di un particolare virus chiamato filtro cognitivo. 
I filtri cognitivi sono le nozioni con cui persone che noi riteniamo autorevoli condizionano la nostra mente e, di conseguenza, la nostra percezione della realtà.
Nell'epoca dell'iper.specializzazione e della parcellizzazione del sapere, siamo così abituati ad accettare come oro colato le parole dei vari "esperti del settore" che  l'idea di verificare le loro affermazioni non ci passa nemmeno per la testa.
Se Piero Angela ci spiega la relatività di Einstein per quale motivo dovremmo far la fatica di studiarcela da soli?
E perché dovremmo andarci a leggere i versi di Dante se Benigni ci racconta la Divina Commedia, in televisione, in modo tanto coinvolgente?
Alla fine le parole degli esperti del settore  si trasformano da opinioni in verità inoppugnabili e, ne sono sicuro, se Einstein venisse in televisione a spiegare  la legge della Relatività criticando le interpretazioni angeliane o Dante prendesse le distanze da Benigni sulle pagine del Venerdì di Repubblica sarebbero presi per cialtroni.
Un esempio eclatante di filtri cognitivi è la Bibbia cristiana, ovvero l'insieme di Antico Testamento, Nuovo Testamento, Atti degli Apostoli e Lettere di san Paolo
La Bibbia è quasi in ogni casa, ma quanti di noi l'hanno letta?
Se chiedete in giro scoprirete che molti hanno letto qualche brano dei Vangeli, pochi la Genesi e praticamente nessuno gli Atti degli Apostoli, l'insieme, degli scritti in cui è raccontata la nascita di Santa Romana Chiesa, ma tutti diranno che sanno perfettamente di che parla la Bibbia.
Affermazione  assolutamente falsa.
Non ci credete?
Incollo di seguito un capitolo, il quinto, degli Atti degli Apostoli (versione CEI - Conferenza Episcopale Italiana 2008) 

5
La frode di Anania e Saffìra
1 Un uomo di nome Anania, con sua moglie Saffìra, vendette un terreno 2e, tenuta per sé, d'accordo con la moglie, una parte del ricavato, consegnò l'altra parte deponendola ai piedi degli apostoli.3Ma Pietro disse: «Anania, perché Satana ti ha riempito il cuore, cosicché hai mentito allo Spirito Santo e hai trattenuto una parte del ricavato del campo? 4Prima di venderlo, non era forse tua proprietà e l'importo della vendita non era forse a tua disposizione? Perché hai pensato in cuor tuo a quest'azione? Non hai mentito agli uomini, ma a Dio». 5All'udire queste parole, Anania cadde a terra e spirò. Un grande timore si diffuse in tutti quelli che ascoltavano. 6Si alzarono allora i giovani, lo avvolsero, lo portarono fuori e lo seppellirono.
7Avvenne poi che, circa tre ore più tardi, entrò sua moglie, ignara dell'accaduto. 8Pietro le chiese: «Dimmi: è a questo prezzo che avete venduto il campo?». Ed ella rispose: «Sì, a questo prezzo». 9Allora Pietro le disse: «Perché vi siete accordati per mettere alla prova lo Spirito del Signore? Ecco qui alla porta quelli che hanno seppellito tuo marito: porteranno via anche te». 10Ella all'istante cadde ai piedi di Pietro e spirò. Quando i giovani entrarono, la trovarono morta, la portarono fuori e la seppellirono accanto a suo marito. 11Un grande timore si diffuse in tutta la Chiesa e in tutti quelli che venivano a sapere queste cose.



Non so se avete capito: in questo capitolo, il quinto dei 28 che compongono gli Atti degli Apostoli si racconta di due coniugi che, per dare del denaro a Pietro, vendono un terreno di loro proprietà.
Nascondono la metà del ricavato, e metà la mettono "ai piedi degli apostoli", ma a Pietro non basta, vuole anche il resto e quando Anania e Saffira (i due sposi) negano di avere altri soldi a disposizione, si indispettisce per la menzogna, li accusa di avere Satana nel cuore e in qualche  maniera ne provoca la morte.
L'episodio è così grave da diffondere timore "in tutta la Chiesa e in tutti quelli che venivano a sapere queste cose".

Ora, sarò pure scemo, ma mi pare proprio che si stia parlando di come il martire Pietro, fondatore della Santa Romana Chiesa, estorcesse del denaro ai fedeli spargendo paura in nome del Signore.
Ma come? E la misericordia? E il Perdono? E l'ama il prossimo tuo come te stesso? 
Diciamoci la verità: sembra un racconto dell'orrore, con stregoni, maledizioni ed incantesimi. Un racconto che non suscita né gioia né speranza per il Paradiso, ma terrenissima  paura di forze per noi oscure.
Strano vero?
 Questo episodio è  scritto a chiare lettere nel libro più venduto al mondo, la Sacra Bibbia, Come è possibile che nessuno si sia mai fatto delle domande sul suo significato? Semplice: il quinto capitolo degli Atti degli Apostoli è invisibile.
E lo rimarrà sin quando qualche autorevole esperto del settore non si prenderà la briga di spiegarcelo con il bonario paternalismo di Pietro Angela o l'irresistibile simpatia di Benigni.


martedì 1 dicembre 2015

LE CINQUE REALIZZAZIONI E LA FUGA DAL FEMMINILE

"Nel cristianesimo si dice che il fondamento della società è la famiglia.
Nella società moderna si dice che è l'individuo.
Nella natura è la coppia.
L'unità per l'essere umano è la coppia.
La potenza dell'amore si esprime quando ci si annulla l'uno nell'altro."


Ryu no Kokyu


Il balcone di mia nonna; è estate, una cinquantina di anni fa.
Uno scarabeo, si è posato sul vaso di "miseria", quella pianta con le foglie lunghe che cresce anche sui sassi.
Nel ricordo è d'oro, lo scarabeo, e sembra che mi guardi.
Mi perdo.
Dimenticarsi di sé rende invisibili, così almeno la pensavo a quei tempi.
In cucina mia mamma e mia nonna parlano di cose di donne.
Sono preoccupate per una coppia di parenti, sposati da anni: -"Lei è una calda"- dice mia nonna -"lui un pole mi'a continuà a chiacchierà..." -
Che strano.
La mia generazione è cresciuta con "Comizi d'amore" di Pasolini, con l'immagine di una donna da liberare, sfruttata da un maschio ottuso e da una società che la vuole o mamma o santa o puttana.
Al riparo da orecchie maschili, dimentiche di me, mia mamma e mia nonna parlavano tranquillamente e pure con un certo orgoglio, di sessualità femminile.
Dare della frigida ad una delle donne di casa era un'offesa da lavare col sangue.
Non sto scherzando: mia nonna, mia mamma e mia zia menavano come carrettieri.
Boh...forse erano strane loro.
Non erano molto cattoliche è vero.
Andavano a messa, e non tutti gli anni, solo per Natale e Pasqua.
Ma, a ripensarci c'è qualcosa che non mi torna.
Mi sembra che fossero donne orgogliose della propria femminilità e assai coscienti del loro corpo.
Forse ricordo male.
Famiglia di umili origini, la mia, come scriverebbe un appuntato dei carabinieri con ambizioni di scrittore.
Le donne lavoravano tutte.
Badavano anche ai figli, alla casa e cucinavano.
Nessuna di loro pensava di essere una schiava.
O almeno non l'ho mai sentito dire.
Oggi la donna ha l'ansia di liberarsi dal giogo della coppia, della famiglia e di auto-affermarsi.
E ne ha ben ragione.
Il femminicidio, la violenza psicologica o lo sfruttamento del lavoro femminile non sono certo invenzioni letterarie, ma pure mi ronza qualcosa nelle orecchie, una qualche nota stonata.
Cinquant'anni fa, nella Livorno della mia infanzia, se mio padre avesse preso a schiaffi mamma, le donne di casa lo avrebbero massacrato a calci e pugni.
Non andavano mica per il sottile.




Ho assistito negli ultimi tempi ad una marea di discussioni tra coppie di amici, tutte simili a quelle che avevo con la mia ex moglie.
Addirittura le stesse parole: "Ho bisogno di respirare, mi soffochi" , "Non ho spazio vitale", "Non sono un buco...."
Il problema principale è la sensazione di oppressione che avvolge la donna, all'interno della coppia, il suo doversi occupare di tutto e di più, il suo non aver spazio per se stessa, il suo non sentirsi realizzata.
La coppia è diventata la tomba dell'individualità, e se una donna, già stanca per il superlavoro si sente sottostimata, se non si sente rispettata come persona come può condividere amore, affetto e sesso con il suo uomo?
Soprattutto il sesso, di cui si parla sin troppo, è divenuto un problema:
come fa una "donna moderna" dopo aver accompagnato i figli a scuola, aver passato sei-otto ore in ufficio, essersi messa a cucinare diventare improvvisamente amante appassionata?
"Non sono un Buco!"
Da un lato l'uomo, dipinto spesso come una specie di bestiolina acefala che vuole solo mettere il pisello da qualche parte, dall'altro la donna che "come fa?"
Corre di qui, corre di là.... e poi vuoi che diventi di colpo Messalina?
Ma dai.
Mia Nonna è morta da parecchi anni.
Credo che se avesse sentito una giovane moglie dire al marito -"Non sono mica un buco"- l'avrebbe guardata strana e poi avrebbe ribattuto, ridendo: 

-"Deh! grazie ar Cielo no! Ce n'hai due di bu'i, e pure du belle puppe!"
Sicuramente era una donna all'antica, direbbe ancora il carabiniere letterato, vissuta in un ambiente particolare.
Ma a volte mi viene il sospetto che ci sia qualcosa di innaturale, tra di noi, nella maniera di vivere il rapporto di coppia, la famiglia, il rapporto con i figli.




In natura , anche se pare un paradosso, l'unità fondamentale è la coppia.
La vita comincia dal due.
Due cellule si fondono e comincia un processo di sviluppo esponenziale: 2 alle seconda, alla terza, alla quarta..
Quando si è creato gruppo di 32 cellule si può cominciare a parlare di un essere vivente come lo pensiamo noi, un individuo in nuce.
La base della vita è la fusione tra due enti.
Una fusione che avviene per Amore e genera Amore.
Per noi che ci occupiamo di yoga e che ce la meniamo continuamente con Shiva e Shakti, Yin e Yang e compagnia bella dovrebbe essere un dato di fatto. 



Parliamo di realizzazione.
Nel Sanathana Dharma (la filosofia eterna che sta alla base dello yoga) se ne distinguono cinque tipi o livelli che rappresentano cinque diversi gradi di amore tra due esseri:


sālokya mukti ad esempio significa, condividere lo stesso piano di esistenza , lo stesso mondo, con la divinità, ed è la realizzazione dell'Amore tra gli amici, per dare un'idea Krishna ed Arjuna.


sāmīpya significa vicinanza con Dio ed è la realizzazione dell'Amore del Servitore per il Signore, Hanuman e Rama.

sārūpya o meglio īśvara-sārūpya, significa invece avere "le stesse caratteristiche fisiche del Dio, compresi i lineamenti, il numero di braccia, il vestito, ed è la realizzazione dell'Amore tra genitore e Figlio.

sārsti avere le stesse ricchezze, poteri, potenza del Signore è invece la realizzazione dell'Amore tra coniugi.


sāyujya o ekatva, la fusione con il divino, è infine la realizzazione dell'Amore tra gli amanti, l'Amore senza vincoli, al di là di ogni limite. L'Amore di Radha e Krishna.

Ogni livello di realizzazione implica la fusione e l'abbandono in un altro essere.
Mi pare evidente.
Per scoprirsi Uno con l'Universo occorre prima imparare a fondersi con altri esseri umani.
E qui casca l'asino.
Negli ultimi cinquanta, cento anni le nostre idee sulla coppia, la famiglia, il lavoro, il rapporto genitori figli, si sono completamente trasformate.
La banalizzazione del lavoro di Freud ha creato dei mostri.
L'individuo ha diritto alla felicità, ovvio, e questa felicità coinciderebbe con lo sviluppo dell'autostima ed il pieno sviluppo delle proprie possibilità creative.
Bello e sacrosanto.
Ma perché la maggior parte delle persone lamenta insicurezza, incapacità di gestire le relazioni, insoddisfazione?
Secondo le nuove teorie (dall'onto-psicologia, alle costellazioni familiari ecc. ecc.) la colpa è, generalmente, dei genitori, soprattutto della madre.
Se a cinquant'anni uno si reputa un fallito la colpa non è sua o della sfiga, ma dei suoi vecchi, e deve elaborare un metodo per liberarsi della, sempre devastante, educazione che ha ricevuto.
Non so se vi rendete conto: i genitori, coloro che ci hanno dato la vita, sono stati trasformati nei nemici primi della nostra realizzazione individuale.
Sarà anche vero, ma a me pare un pochino innaturale. 



La chiave per la realizzazione individuale di solito è il lavoro.
Soprattutto per la donna, che dopo millenni di sfruttamento e di scarsa considerazione, ha il pieno diritto di realizzarsi nel lavoro.
Cosa sacrosanta, ribadisco.
Ma aspetta un attimo....
Se non sbaglio, un tempo il lavoro era uno strumento.
Cioè si lavorava per garantire a se stessi, al proprio compagno/compagna ai propri figli (e alla propria comunità) la sopravvivenza in un ambiente sicuro e gradevole.
Si lavorava per assicurarsi una casa e il cibo in maniera da potersi fondere con chi si amava.
Adesso il lavoro, quando lo si ha...., è la misura della propria capacità di affermarsi, di distinguersi dagli altri e QUINDI (?) di essere felici.



Lo so che quanto dico apparirà reazionario, cinque anni fa non avrei mai fatto un discorso simile.
Ma visto che lo sto pensando lo scrivo.
Facciamo un esempio: una donna si innamora, il suo corpo vuole un figlio dal corpo dell'uomo di cui si è innamorata.
L'universo intero complotta per farli unire, ma lei rifiuta perché è un ostacolo alla sua carriera (l'esempio vale anche al contrario).
Vi rendete conto che ci appare normale?
Nel nostro tempo appare normale che una donna rinunci ad essere madre o un uomo rinunci ad essere padre, per rincorrere il successo professionale.
Si parla, in questi casi, di scelte sofferte od obbligate (e spesso è vero, la mia ex moglie, danzatrice, dopo la prima figlia restò disoccupata per un anno)
Ai tempi di mia nonna, nell'ambiente proletario in cui mia nonna viveva, l'amore anche fisico, tra coniugi, e l'amore tra genitori e figli, erano la cosa più importante e lo scopo del lavoro era quello di proteggere questo amore.
Al giorno d'oggi, a parte i casi in cui è in gioco la sopravvivenza, la realizzazione personale nel lavoro e il prestigio sociale sembrano invece più importanti di tutto, anche dell'amore.
L'individuo viene prima della coppia.
E se fosse questo il motivo principe dell'infelicità?

giovedì 29 ottobre 2015

I SUONI DELLE DODICI DIMENSIONI

"Kamalo, da dove e per quale potere si poté creare un canto così bello?
Né lo Yoga né il Tapas avrebbero potuto creare un canto di così buon auspicio [...];
è per la grazia di Samba Sada Shiva che si vede una luce dove neppure il sole può arrivare[...].
Si può andare facilmente ovunque, ma è molto difficile raggiungere questo luogo, dove Mahakaal è il Guardiano della Porta".
Babaji di Haidhakhan - "Gorakhvani".




L'universo del Sanathana Dharma (la "Filosofia perenne" che sta alla base dello Yoga) è un universo pluridimensionale, 
C'è una dimensione fisica, grossolana [che corrisponde al nostro stato di veglia, e sul piano sottile ai sei chakra principali (perineo, genitali, ombelico, cuore, gola, punto tra le sopracciglia)] e una serie di dimensioni più sottili (8, in genere) sperimentabili dallo yogin dopo la "apertura del chakra dei mille petali", cporta d'accesso alla seconda dimensione, o prima dimensione spirituale.
Le dimensioni sono viste come luoghi diversi( लोक loka, che vuol dire "stanza", "paese" o खण्ड् khaṇḍ, porzione, frazione, continente) in cui regna una diversa forma della divinità, o पुरुष puruṣa,
Per giungere prima a  disciogliersi  e poi a riconoscersi in identità con il divino, l'anima dello yogin deve passare da una dimensione all'altra, sperimentando i diversi suoni e le diverse Luci/colori che caratterizzano i vari luoghi.

Haidakhandeshwari Mataji




La manifestazione nasce da un suono originario da cui, a cascata, discenderebbero le note (svara) e le lettere dell'alfabeto sanscrito.
Le singole note e/o sillabe unendosi in frasi costituirebbero i vari mondi e i vari esseri viventi, sia quelli percettibili che quelli non percettibili a livello ordinario.
Nel viaggio a ritroso verso l'Assoluto, lo yogin, tramite una serie di modificazioni della mente (Mente/Parola/Corpo per essere precisi) chiamate समाधि samādhi, sale di piano in piano, di gradino in gradino, seguendo una particolare "corrente vibrazionale" che, a seconda delle proprie tendenze e delle tecniche che utilizza, percepirà come una serie di diversi "flussi".
I flussi principali sono rappresentati dai bija mantra aiṃ -  śrīṃ . hrīṃ:

1) corrente sonora (la Grande madre "Silenzio" corrispondente a Sarasvati, dea del Desiderio e della Musica,  bija mantra aiṃ).

2) Corrente luminosa (la Grande Madre "Luce", Lakhsmi dea della Gioia e della Prosperità,  bija mantra śrīṃ).

3) Corrente del vuoto (la Grande "Madre Vuoto", Durga/Uma, la Dea "difficile da Conoscere, bija mantra hrīṃ)



Shri Mahalakshmi yantra


Il viaggio a ritroso parte dalla dimensione terrena detta Pinda e arriva sino al regno senza nome, Anami, passando per 7 tappe intermedie, ognuna delle quali è caratterizzata da suoni e luci/colori particolari.
Il praticante si accorge del momento di passaggio dal mutare del suono interiore, un suono non collegato al respiro né al battito cardiaco, che sembra provenire dall'interno e che si percepisce, allo stato ordinario, semplicemente tappando le orecchie.

Cominciamo dal corpo fisico:
nella yoga si parla di cinque guaine, o कोश kośa, legate a diversi livelli coscienziali.
La prima è la guaina del corpo di carne ed ossa., 
Il raggiungimento della piena consapevolezza di questa "guaina" dovrebbe corrispondere ad un suono simile al rombo del tuono.
Il secondo suono (guaina  delle energie) dovrebbe ricordare il rumore delle onde del mare
Il terzo suono (guaina  mentale) è (dovrebbe essere) simile al tintinnio delle campane.
Il quarto suono (guaina dell'intuito sovraconscio) è simile allo scorrere dell'acqua di un ruscello.
il quinto suono, simile al suono del flauto,  avverte il praticante dell'entrata nella prima dimensione spirituale, legata alla cosiddetta "guaina della beatitudine" e a quella che alcuni definiscono "apertura del chakra dei mille petali".
Il sesto suono (seconda dimensione spirituale, detta Trikuti o Brahmanda, dovrebbe ricordare un vento potente.
Il settimo suono ( che ci avverte dell'entrata nella terza dimensione spirituale, detta Daswan Swar) è simile al ronzio delle api, o al frinire di grilli e cicale..
A questo punto l'anima, nel suo viaggio a ritroso verso la "Sorgente Divina, si ritrova al cospetto di Mahakaal, il Guardiano della Porta".
Il Regno di Mahakaal  è il Deserto Silenzioso,  o il Paese del Vuoto Nero". 
Non c'è nessun suono, nel Regno di Mahakaal, nè alcun stimolo visivo. Bisogna solo aspettare, tentando di sopravvivere all'angoscia ed al terrore.
I pochi riescono a superare il Regno del Silenzio,sentono un suono paradisiaco (è il caso di dirlo....) di mille e mille strumenti a corda: è il segnale dell'accesso a Bhanwar Gupha, la "caverna roteante".



Quindi a grandi linee, per il Sanathana Dharma, il nostro è Universo Musicale, (vedi anche PHURO!) formato da diversi piani, o sfere come direbbe Pitagorica, corrispondenti a diversi livelli vibrazionali.
C'è un centro, una sorgente da cui le vibrazioni hanno origine.
Più ci si allontana dal centro e meno alta è la frequenza delle vibrazioni.
Lo yogin attraverso la pratica del Samadhi può seguire compiere un viaggio a ritroso verso la sorgente, passando di piano in piano.
Ogni piano è caratterizzato da suoni e da luci/colori particolari percepiti, se si può dire così,  all'esterno.
Inoltre, in ogni "passaggio di stato", il praticante percepisce suoni interiori (ed effetti luminosi) particolari) che lo informano del livello coscienziale raggiunto. 

1) Piano fisico, sei chakra - PINDA -  suoni interiori: TUONO, ONDE DEL MARE, CAMPANELLI, ACQUA CHE SCORRE.
2) primo livello spirituale, chakra dei Mille Petali - ANDA - suono interiore:  FLAUTO; suono "esterno": CAMPANE E CONCHIGLIE.
3) Secondo livello spirituale - TRIKUTI (le tre montagne dorate) - suono interiore: VENTO; suono "esterno": TUONI E TAMBURI.
4) Terzo livello spirituale -  DASWAN SWAR (Il lago di nettare) - suono interiore: ronzio di api e frinire di grilli e cicale; suono "esterno": Sarangi (violino) e Sitar (Liuto).
5) MAHA SUNNA - Deserto Silenzioso.
6)Quarto livello spirituale -  BHANWAR GUPHA - suono interiore:  melodie di strumenti a corda; suono "esterno": melodie di Bansuri (Flauti).
7)Quinto livello spirituale - SACH KHAND - musica del Vīṇā (liuto) e del Titti (cornamusa).

Ci sono poi ( PHURO!) altre tre dimensioni, chiamate Alakh o regno del Primo Suono (Adi Shabda), Agam, il regno del "Suono senza Suono" e  Anami, letteralmente Il Senza Nome, il "REGNO DELLA MERAVIGLIA cui corrisponderebbero il Suono originario (HU secondo alcuni, HUM od OM secondo altri) e il "vero nome di Dio".

Mandala di Mahakala


Mi rendo conto che  se non si sono mai sperimentati i suoni interiori, ciò che ho scritto apparirà come una bizzarra teoria o come un divertente, fino a un certo punto, gioco della mente.
Ma sono sicuro che andando a rileggere le parole di maestri indiani come Babaji, Sai Baba o Ramana Maharishi alla luce dell'insegnamento del Sant Mat (Surat Shabda yoga) potremmo, forse, fare delle scoperte interessanti.






Riprendo il testo del Gorakhvani, J.Amba edizioni, pag. 49 e seguenti dell'edizione italiana senza aggiungere commenti, limitandomi a ricordare che: 
1)Mahakal è il Guardiano di Maha Sunna, regno del vuoto, del silenzio e dell'oscurità,
2) Maha Sunna è l'ostacolo da superare per giungere a  Bhanwar Gupha, dove lo yogin vede cinque universi dai colori diversi,
3) Oltre Bhanwar Gupha, c'è Sach khand, la vera dimora di Shiva in cui si ascolta il suono della vina

"[...]Guarda attentamente la ruota di Mahakal e le sue strane vie.
Al Signore della Morte non importa della bellezza, della vecchiaia, né della giovinezza o dell'infanzia.
Lui gira la sua ruota e distrugge tutti.[...] Ma quello vicino al centro viene risparmiato.
[...]Chiunque conquista il sonno conquista Mahakal.
[...] Shri Narad è venuto sul palco con la sua vina a cantare per Gorakh.
[...]Guarda Kamalo[...]  Per la mia grazia Kamalo.Ora guarda i colori di tutti.
[...]Kamalo, da dove e per quale potere si poté creare un canto così bello?
Né lo Yoga né il Tapas avrebbero potuto creare un canto di così buon auspicio [...]
[...]E' per la grazia di Samba Sada Shiva che si vede una luce dove neppure il sole può arrivare[...].
Si può andare facilmente ovunque, ma è molto difficile raggiungere questo luogo, dove Mahakaal è il Guardiano della Porta".

lunedì 21 settembre 2015

TANTRA LA VIA DEL SESSO
Aldenia Edizioni



Parte Prima -  Cap. VIII, "LA LUCERNA DELLO YOGA"

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VIII – LA LUCERNA DELLO YOGA
Se vogliamo trovare la descrizione delle vere tecniche sessuali tantriche non dobbiamo cercare nel Kāmasūtra o in compendi sull’Arte Amatoria, ma nei manuali di haṭhayoga 1.
Tra questi il più antico e il più diffuso è lo Haṭhayogapradīpikā che nella terza parte descrive , con una chiarezza devastante, le pratiche erotiche.Niente a che vedere con lo sfogo, divertito e divertente di Indrāṇī o con le evoluzioni acrobatiche degli amanti del Kāmasūtra: lo Haṭhayogapradīpikā (“la Lucerna dello Haṭhayoga”) parla esclusivamente di cosa fare, di come farlo e di quali effetti si debbano sperimentare.Le istruzioni sono così chiare e dirette che non lasciano spazio a nessuna interpretazione simbolica o allegorica.
Per darne un’idea ho scelto alcuni versi particolarmente espliciti (tratti da Haṭhayogapradīpikā III, 87-96):

“[...] Che l’uomo si alleni a risucchiare lo sperma anche dopo che è stato versato all’interno della vagina[...]”
“[...] Il vero yogin risucchia con il pene [...] sia lo sperma che i fluidi sessuali femminili [...]”
Nell’unione tantrica, il maschio deve prendere in sé l’energia femminile, anche attraverso i fluidi vaginali. Li deve assorbire sia tramite bocca e lingua, sia con il glande".




Il glande, anche se la maggior parte degli uomini lo ignora, ha la possibilità, di suggere i liquidi.

Gli yogin si allenano risucchiando, con leggere contrazioni dei muscoli sottili del pene, latte tiepido o acqua e miele
Altri muscoli da scoprire ed allenare sono quelli dell’ano.
Sono divisi in cinque zone (come le narici: il naso e l’ano sono collegati, per lo yoga) corrispondenti ai cinque elementi (Spazio, Aria, Fuoco, Acqua e Terra) e bisogna imparare a muoverli sia tutti insieme (centro) che separatamente (zona inferiore, superiore, lato destro e lato sinistro).
La sensibilizzazione dei muscoli del glande permette l’assorbimento degli umori femminili, quella dei muscoli dell’ano ci consentirà invece di condurre “fisicamente” l’energia in alto, lungo la colonna vertebrale.

“[...] Dopo aver fatto l’amore, i due amanti devono ungere i loro corpi con lo sperma e i fluidi vaginali mescolati insieme e rimanere seduti in pace a godersi la loro gioia [...]”




Gli yogin assorbono gli ormoni e le sostanze nutrienti dei liquidi genitali in tutte le maniere possibili: non uno sola goccia di sperma e di secrezioni vaginali come vedremo in un altro brano deve andare perduta. Non mi pare che ci sia molto spazio per la fantasia: gli yogin (femmina e maschio) dello Haṭhayogapradīpikā non fanno l’amore per procreare, passare il tempo o sperimentare nuovi metodi per godere: il loro fine è l’identificazione con la divinità e con l’Universo.

Per loro l’erotismo è Arte e Scienza insieme.
È un libro pazzesco lo Haṭhayogapradīpikā: le sue parole hanno il potere di disciogliere come neve al sole molti luoghi comuni sul Sesso, sullo Yoga e sulla Filosofia indiana, e leggerlo con attenzione significa entrare in un mondo per noi alieno, privo di tutti riferimenti ideologici e culturali su cui si fonda la società odierna, il Mondo del Tantra.

mercoledì 16 settembre 2015

HATHA YOGA E QI GONG - UNA SOLA VIA

Secondo una leggenda Nath il taoismo sarebbe l'evoluzione degli insegnamenti portati in Cina dal mitico maestro di Babaji NagarajiBoghanathal'Alchimista, conosciuto dai cinesi con il nome di Bo Yang.


Non so se sia vero. 
La mia impressione, nata dall'esperienza, visto che mi sono trovato a praticare sia lo Hatha Yoga che il Qi Gong Nei Dan per vari decenni, è che quando si approfondisce lo studio, le differenze tra le due discipline sfumino fino a svanire, lasciando intravedere un unico impianto di base, una sola filosofia, o scienza dell'essere umano. 
Non sto parlando di sincretismo, ma proprio di un'unica disciplina.
L'identità tra Hatha Yoga e Qi Gong non viene apprezzata perché i fondamentali della pratica del Qi Gong, del Taiji Quan dello Hatha yoga (ovvero la percezione dei canali energetici e dell'energia che vi scorre) sono considerati da molti come punto d'arrivo.

esercizio di qi gong wai dan

Si parla moltissimo, è vero, di Qi, Jing, Pranakundalishakti, ma spesso dietro alle parole c'è solo un vago sentire o un immaginare ciò che invece, nelle Arti orientali è (o dovrebbe essere) il fenomeno "oggettivo" da cui deve iniziare la pratica.
C'è una profonda scissura in occidente, tra quello che chiamiamo spirito  e quello che definiamo invece corpo.
I pensiero ed i sentimenti sono messo in relazione con la sfera spirituale.
Tutto ciò che riguarda il corpo è messo invece in relazione con la sfera materiale.

In oriente sono molti i termini che possono essere tradotti con spirito e materia (Xing-Ming, Purusha-Prakrti ecc...) e questo porta ad alimentare la credenza della dicotomia corpo - spirito.
 Molti praticanti di Yoga o Taijiquan o Qi Gong, anche se parlano di "identità", "unione", "non dualismo" più o meno consciamente, continuano ad associare il corpo fisico e le energie "basse" alla sfera materiale-istintuale e il pensiero e le energie "alte" alla sfera spirituale - intuitiva.
Si divide la realtà in qualcosa che possiamo definire naturale (le energie basse) e qualcosa d'altro che è invece considerato "super-naturale" (le energie alte) e così la percezione del Qi (Ki in giapponese) o di kundalishakti finiscono per essere considerate un fatto extra-ordinario, un evento legato ad una qualche realizzazione spirituale o magica.

tantrik painting - XVIII sec.

La percezione della circolazione delle energie sottili, i canali psichici, i chakra,sono gli strumenti del Qi Gong e dello Yoga.
Considerarli punti d'arrivo è come pensare che il compito dello scultore sia quello di acquistare mazza e scalpello e non quello di trarre forme dal marmo! E
ppure è ciò che accade, non di rado, nei corsi e nelle scuole di Yoga e di tecniche psicofisiche cinesi. 
In alcune scuole di formazione per insegnanti ci sono addirittura due (o più) docenti diversi per la stessa disciplina: 
uno insegna la teoria (la manifestazione dell'essere, i tre stati di coscienza, i cinque corpi, i cakra, le nadi...) ed uno fa fare esercizi fisici e respiratori.
E' assurdo! 
Si rischia di formare due diverse categorie di praticanti: i ginnasti e gli eruditi, e si rischia di smarrire il senso ultimo delle discipline indiane e cinesi.
La cosiddetta teoria  è la cosmologia, i rapporti tra macrocosmo e microcosmo, è l'insegnamento universale o generale, del taoismo e dello yoga.
La pratica, ovvero le posizioni, le sequenze, i mantra, gli esercizi respiratori, la meditazione, è invece l'insegnamento soggettivo o individuale.
La teoria senza pratica è inutile erudizione, buona per le chiacchiere da salotto.
La pratica senza teoria è una nave guidata, senza bussola e sestante, da un capitano cieco.
La funzione dell'insegnamento universale o generale  è quella di preparare il praticante alla trasformazione della percezione della realtà che "deve aver luogo" grazie alle istruzioni pratiche o "operative".
Capita, addirittura, che una o l'altra  delle "due metà della mela vengano definita "esoterismo", o "sapere inizatico".

Per quello che posso dire dopo quarant'anni di pratica, l'esoterismo non esiste, esistono solo l'ignoranza, e la volontà , per  gusto personale o interesse,  di coltivare l'ignoranza.
Ma devo ammettere che  nello yoga e nel taiji quan dei misteri insoluti ci sono, e come!. 
Come si fa, ad esempio, a insegnare la circolazione dell'energia sottile nei dodici meridiani o negli otto canali psichici se non si è mai percepito il Qi?
Come si può insegnare la "penetrazione dei sei cakra" (shatchakrabheda) se non si è mai fatta la conoscenza con kundalini?
Il vero istruttore  è quello che dice:
 -"Secondo quello che dicono i maestri pinco e pallo praticando Yoga (o Tai Ji Quan o Qi Gong)  accade questo , quello e quell'altro. 
Io ho sperimentato questo, quello e quell'altro e ti posso insegnare come si fa"-
Purtroppo accade meno spesso di quanto crediamo. 


domenica 13 settembre 2015

TANTRA LA VIA DEL SESSO - LA YOGHINI -Parte Prima Cap. IX





IX – LA YOGINĪ

La Dea, e la donna che ne è incarnazione vivente, è onnipresente nel Tantra.

Si respira il suo profumo ovunque, e, andando avanti nella lettura dello Haṭhayogapradīpikā si capisce che la protagonista assoluta delle tecniche sessuali è Lei, la yoginī.

III.99

“La donna che raggiunta la maestria nelle Arti del Sesso, contraendo i muscoli sottili della vagina, risucchia lo sperma e trattiene i propri fluidi vaginali, è una yoginī “

La yoginī non è una semplice praticante di yoga. In sanscrito con la parola, neutra, yogin si indicano i praticanti di entrambi i sessi, yoginī, invece, è la Donna realizzata, capace di condividere lo stato di ānanda, beatitudine suprema, col suo compagno, che viene chiamato, a volte, kanthādhārin, che significa “Sposo dell’Amata” o “Sposo della Sacerdotessa”.

La differenza di significato tra yogin e yoginī riflette le diverse caratteristiche e potenzialità dell’uomo e della donna.

Nel corpo femminile, non solo i canali energetici sono più morbidi e ampi, ma si trovano tre luoghi, detti vuoti creativi, in cui dimorano le “Grandi Madri”, le tre forme della Dea che incarnano il Vuoto, la Luce e il Suono.

La vagina è la dimora di Umā/Pārvatī, la” Madre del Vuoto e dell’Azione”, nel cuore risiede Lakṣmī “ Madre della Luce e della Conoscenza” e nella gola troviamo Sarasvati “Madre del Suono e del Desiderio”. La valenza operativa delle pratiche sessuali dipende in gran parte dalla relazione tra vagina, cuore e gola, e dal loro entrare in risonanza durante l’orgasmo femminile.

I tre vuoti creativi sono considerati tre Maṇḍala.

La vagina in particolare è detta “Maṇḍala Segreto”.

Per Maṇḍala si intende una rappresentazione grafica o tridimensionale dell’Universo, nella quale le tre forze primarie (Fuoco, Sole,

si combinano con le direzioni dello spazio, dando vita ai cinque elementi della fisica, alle cinque azioni fondamentali, alle cinque percezioni ecc. ecc. Scoprire le zone della vagina che corrispondono agli Elementi, e stimolarle nell’ordine della dissoluzione (Terra – Acqua – Fuoco – Aria - Spazio) e poi della manifestazione (Spazio – Aria - Fuoco – Acqua – Terra) significa svelare l’identità tra Microcosmo e Macrocosmo, tra il corpo degli amanti e l’Universo, trasformando, di fatto, l’atto sessuale nel Rito della Creazione.

IL SIGNIFICATO DI TAIJIQUAN


La prima fase dell'esercizio detto "Piccolo Circuito Celeste" o "Orbita Microcosmica" (una delle pratiche fondamentali del Qi Gong) consiste nel far "passare"l'energia qi dal dan tien (ovvero "campo rosso" o "campo di cinabro" , dove il cinabro è il mercurio rosso degli alchimisti)  all'osso sacro, passando attraverso i genitali, il perineo e l'ano.



Per far circolare un qualcosa occorrerà prima sapere cosa si fa circolare.

Lo so che sembra ovvio, ma ho visto che in alcne  scuole e  corsi di Taijiquan e di Qi gong si insegnano le "forme" e le sequenze di esercizi senza prima far percepire agli allievi la circolazione delle energie sottili.
Se devo riempire una bottiglia con il latte dovrò sapere cosa è il latte.
Se devo riempire una bottiglia con la benzina dovrò sapere cosa è la benzina.
altrimenti mi troverò a versare del latte nel serbatoio dell'auto ed a mettere la benzina nel Biberon.
Se non si percepisce l'energia qi è completamente inutile passare le ore a fare movimenti della Gru , del "Dragone" o della "tigre"...




Non so perché si parli così spesso di "stili interni" o "meditazione taoista" in ambiti dove non si insegna  a percepire le energie sottili. 

Può darsi che dipenda da esigenze di mercato: per attirare più "clienti" si modificano e semplificano, nomi, pratiche e teorie.
Quello che viene chiamato taijiquan o tai chi chuan, ad esempio, non so se abbia veramente a che fare con le tecniche messe a punto alla fine del XIX° secolo, dalla setta nazionalista che gli ha dato il nome.
In cinese è 太極拳 tài​jí​quán​, dove :
 tài​ significa "estremamente", il più alto, il più grande, il "troppo" e può essere interessante sapere che   tài​tài​ vuol dire "signora"....
極 jí​ non è, come credono alcuni, il qi (o chi o ch'i), ma è un'altra maniera per dire "estremamente, "all'estremità", e significa anche "polo geografico". scomponendolo nei segni originali si arriva alla definizione "un fiume, un albero".
 quán​ significa pugno ed è usato per boxe e lotta.
I due ideogrammi 太極taiji insieme assumono il significato di "estremità polare" ovvero la sorgente di tutte le cose, causa ultima della manifestazione.
se volessimo usare un termine sanscrito corrispondente potremmo dire che 太極  taijiquán​  è il "pugno di isvara" (!), o " pugno del Signore".

Ad occhio si tratta di una cosa un pochino  diversa da una tecnica di lotta o una tecnica per la salute.

venerdì 11 settembre 2015

LA DANZATRICE DEL CIELO (Tantra - la via del Sesso; parte Prima; cap. X)

PARTE PRIMA

Capitolo X - LA DANZATRICE DEL CIELO



Abbiamo visto (Hahayogapradīpikā III, 99),che la donna deve allenare i muscoli sottili della vagina, per risucchiare nel suo corpo lo sperma e i liquidi vaginali. La prima cosa che viene in mente è il pericolo di gravIānze indesiderate, ma pare che il rischio sia pressoché inesistente.
La praticante di yoga tantrico ha una sensibilità, una conoscenza dell’apparato riproduttivo e delle fasi legate alle lunazioni tali da poter decidere quando e se rimanere in cinta. La gravidanza a seguito di un rapporto sessuale tantrico è cosa estremamente rara, e il bambino (bambina) nato in quel frangente è considerato un individuo eccezionale, uno yoginībhū, generato da una yoginī.
A seconda delle fasi lunari vengono riconosciute 16 diverse condizioni della vagina, associate ai 16 suoni vocalici dell’alfabeto sanscrito, e ai 16 petali del cakra della gola. Come vedremo nel sūtra seguente il  legame tra suono, gola e organi genitali femminili è la chiave delle pratiche sessuali tantriche. 

III,100
"Nel suo corpo non andrà perduta una solo goccia di fluido femminile.
Nel suo corpo il suono assumerà la forma del seme".

Trovo che  il verso “Il suono assumerà la forma del seme” sia bellissimo.  Per lo Yoga tutto è musica. Un fiore, un gabbiano, una montagna, non sono altro che melodie cristallizzate e la creazione del Mondo  non è altro che la capacità di trasmutare il suono in materia.
Per il Tantra è il corpo della donna a custodire il segreto della trasmutazione.
Guardate l’ immagine sotto, tratta dalle tavole di Gray’s Anatomy: la somiglianza tra forma dell’ugola e quella della vagina è evidente.




Fig. 10 – Ugola , immagine tratta da Gray’s Anatomy

E non si tratta solo di una somiglianza formale: i suoni emessi dalla gola influenzano i movimenti della vagina e viceversa.
Per un’ostetrica è facile ad esempio verificare che l’emissione del suono “A” in una partoriente coincide con l’allargamento della vagina, l’emissione del suono “U con il restringimento e l’emissione del suono “M” con il passaggio intermedio tra le due fasi.
Per lo Yoga tantrico la A e la U  sono due delle sedici sillabe vocaliche (kalāinscritte nei petali del fiore di loto che rappresenta il plesso della gola, o viśuddha cakra.:  

      A - Ā - I - Ī - U- Ū - ṚṂ - ṜṂ - E - AI - O - AU - A - A
  







Fig. 11 - Cakra della Gola



Le sedici sillabe rimandano ai gemiti di piacere della donna, durante l’unione sessuale disegnando un percorso che va dall’eccitazione (A ) all’orgasmo (A).
Nel Tantra sono così importanti da essere considerate delle divinità chiamate Nitya[1] o  Mātka[2].
I nomi delle sedici Dee delle vocali sono assai evocativi:
la prima, A è KāmeśvarīSignora del Desiderio, la secondaĀ, si chiama Bhagamālinī  che si potrebbe tradurre con “Colei che fa Ghirlande con la Vagina”, la terza, I è  Nityaklinna  “l’Eternamente Bagnata” o “l’Eterna Umida” e così via, fino alla sedicesima, A, TripurasundarI.
Le sedici sillabe vocaliche sono chiamate Mātka perché hanno il potere, con il loro suono di dar vita alle consonanti e quindi alle parole e alle frasi, rendendole comprensibili. Il potere di generazione delle vocali è evidente in qualsiasi lingua del mondo: la coppia di consonanti “LT” per esempio in italiano non vuol dire niente, ma aggiungendo le vocali può assumere almeno una decina di significati diversi:  LATO – LATI – ALTO – ALTI – LOTO – LOTI – ALATO – ALATI – ALITO…. 
Per i tantrici il potere di generazione della parola e il potere di generazione della materia dimorano entrambi nel corpo femminile e sono espressione della medesima energia chiamata Śakti o Kuṇḍalinī[3].

III,101
"Lo sperma e i fluidi vaginali mescolati all'interno del suo corpo, attraverso la pratica di 
vajrolī portano alla realizzazione finale".

Vajrolī mudrā (vedi “SECONDA PARTE”) è una pratica relativa ad un particolare canale energetico, Vajra ī che  dagli organi genitali risalendo lungo la colonna vertebrale, arriva alla ghiandola pituitaria (l’epifisi, posta nelle immediate vicinanze de chiasma ottico). Il legame tra la ghiandola pituitaria,  gli ormoni sessuali e i fluidi genitali, noto agli yogin da millenni, è stato scoperto dai nostri scienziati solo negli anni ’50 del XX secolo. Il sūtra pare suggerire un qualche collegamento tra ciò che chiamiamo Realizzazione o Illuminazione e la capacità di produrre neuro ormoni.

III,102
"E' una yoginī colei che risucchia il proprio fluido vaginale verso l'alto.
Conosce il passato e il futuro e danza nel cielo" 

“Colei che Danza nel Cielo” è una Dakini, una creatura divina che incarna le forze primarie della creazione. Letteralmente Dakini significa “mangiatrice di carne umana”, ma questo non vuol dire che praticando tantra si diventa antropofagi: la “carne umana di cui si cibano” le Dakini è la materia grossolana di cui è composto il loro corpo. Il sūtra parla di alcuni dei poteri psichici che emergono nella pratica, come la chiaroveggenza e la possibilità del viaggio astrale.


III.103
"La perfezione del corpo si ottiene con l'aspirazione dei fluidi vaginali e dello sperma.
Questo yoga porta alla realizzazione [anche] godendo dell'orgasmo".


Per “perfezione del corpo” si intendono la bellezza, la salute e la longevità.
Questo è un concetto importante. Nella nostra cultura basata sul dualismo platonico tra materia – spirito, si tende spesso a considerare il corpo, se non la prigione dell’anima, qualcosa di poco nobile, di impuro.
Per il tantrismo non c’è assolutamente differenza tra corpo e anima.
L’essere umano è Corpo, Parola e Mente, con  Parola che sta ad indicare  le energie vitali, e la Realizzazione consiste nell’integrare armoniosamente queste tre componenti, fino a scoprire l’identità tra Energia e Materia.
La Mente è sacra perché ogni pensiero nasce dalla Dea
La Parola è sacra perché ogni suono è un canto in Suo onore
Il Corpo è sacro perché in ogni organo, muscolo, cellula danza Lei, Kuṇḍalinī.che come ci dice il testo nel sūtra successivo non è altro che uno dei nomi della Dea:

III.104
"La tortuosa (Kutilangi), colei che si eleva (Ku
ṇḍalinī), il serpente femmina (Bhujangi), la Śakti, Isvari, Kundali, Arundhati non sono altro che sinonimi".

































[1] Nitya  può essere tradotto sia con “eterno” che con “necessario”, ”indispensabile”:sono le potenze che rendono possibile la manifestazione.
[2] mātṛka è la “madre” e in genere tutto ciò che ha il potere di generare.
[3] Le sedici Mātṛka, visto che sono legate ai gemiti di piacere della donna, sono anche chiamate Kāmakalā, come le 64 arti dell’amore del Kāmasūtra (Danza, Arte della Spada, Arte di far parlare i pappagalli ecc.). I numeri 16 (4 x 4) e 64 (4 x 4 x 4) sono di vitale importanza nell’Arte e nella Scienza  dell’India antica.

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