lunedì 19 settembre 2016

LA MISTERIOSA SCOMPARSA DEL DIO CREATORE


Chi si  occupa di Yoga e filosofia orientale, sa che nella tradizione indiana Il principio divino è rappresentato da tre Dei (Brahma, Vishnu e Shiva) e dalle loro consorti (Sarasvati, Lakshmi e Parvati).
il primo (la "A" dell'AUM) è Brahma, il creatore, il secondo è Vishnu (la "U" dell'AUM), il conservatore dell' ordine Cosmico.
Il terzo è Shiva, il distruttore (la "M" dell'AUM).
Sono tre diverse forme della divinità, tre aspetti complementari della manifestazione.
La cosa strana è che Brahma è citato solo solo nei libri.
In India si fanno un sacco di feste per Shiva e Vishnu, per le loro spose, figli e incarnazioni.
Esistono migliaia di templi a loro dedicati, ma Brahma, il Creatore, non se lo fila nessuno.
Addirittura il Brahman, il supremo, viene raffigurato da Shiva e Vishnu in simbiosi, un'immagine detta Harihara o Shiva Narayana.



Che fine ha fatto Brahma, il primo dio?
I sacerdoti Hindu si chiamano Brahmani, l'assoluto si chiama Brahman (e non mi vengano a raccontare che non ha niente a che fare con Brahma....), ma lui, il dio dalle quattro teste che crea il mondo recitando i Veda (i quattro libroni della tradizione indiana: uno per ogni testa) è svanito nel nulla, e nessuno sembra preoccuparsene.
Se lo chiedi a qualche colto studioso o a qualche maestro orientale le risposte saranno abbastanza vaghe o comunque insoddisfacenti.
Alcuni parleranno di trasformazioni culturali, altri di ribellione degli esseri umani  verso il creatore, ma la verità secondo me, è che Brahma non è affatto scomparso, solo che è conosciuto con un altro nome.
So già che i puristi e i devoti si arrabbieranno parecchio per ciò sto per dire, e so che molti diranno che la domanda "Che fine ha fatto il Brahman?" è una domanda cretina, ma  a volte facendosi le domande cretine per alcuni e scomode per altre, si acchiappano dei frammenti  di verità e delle schegge di conoscenza.

Cominciamo dalla moglie di Brahma, Sarasvati:





Sarasvati significa "colei che scorre" (Sarasvatī सरस्वती), e infatti  non il nome di  una persona, ma un fiume, il fiume Sarasvati, lungo le cui  rive sarebbero nate  la musica e la scrittura.
I suoi "vero nome" è Vama (colei che "vomita" l'universo), ma viene chiamata anche Kamakhya ( colei che canta l'Amore) e Kamaisvari (La Signora di Kama)....

Insomma Sarasvati è senza ombra di dubbio la Sposa di Kama.

A questo punto i casi sono due: o Sarasvati è bigama o Kama e Brahma sono la stessa persona.

Kama è detto anche Ananga, senza membra, perchè è senza forma - il desiderio pervade l'universo - e questo spiegherebbe la "scomparsa" di Brahma.

Kama nel rig Veda (il libro degli inni) è chiamato "Il primo Dio"  e questo andrebbe d'accordo con l'appellativo di Creatore, affibbiato a Brahma.

Lo so che l'ipotesi può apparire bizzarra, e questo scritto un inutile provocazione, ma a ben guardare potrebbe aprire le porte alla comprensione di alcuni misteri  dell'Hinduismo.






Uno dei luoghi più sacri dell'India è il tempio di Lingaraja a Bhubaneswar.

Lingaraja significa letteralmente "Pene Reale" o "Re dei Peni"ed è dedicato a Harihara, Shiva e Vishnu uniti in un solo corpo.


Vishnu rappresenta, qui, lo "stelo del pene", il cordone ombelicale che unisce "l'ESSENZA alla SOSTANZA", Shiva rappresenta invece lo Sperma del Brahman, il fiotto di vita che "morendo a se stesso", anima la materia.

Ma come potrebbe l'Assoluto dare inizio alla manifestazione se non lo desiderasse?

Il primo atto della creazione non può che essere il desiderio: ecco perché Kama è il Primo Dio, l'Antico dei tempi, ed ecco perché Brahma "è" Kama.





 IL CIGNO , IL CINGHIALE E IL PENE D'ORO

(Per offrire un altro spunto credo interessante... trascrivo un mio scritto  del 2008 su Shiva Hara, simbolo dell'unione delle tre forze primordiali. Forse tenendo conto del fatto che Brahma "è" Kama, il racconto può assumere significati inaspettati.....)
Il bambino dorato vishnu sta dormendo sull'oceano di prima dell'inizio.
improvvisamente si sveglia per il fracasso provocato da un gigante con quattro teste:
-"chi sei tu che osi disturbare il sonno del Signore?"- 

tuona Vishnu.
Brahma gli risponde che ci deve essere un equivoco, essendo lui e solo lui il Signore dell'Universo.
I due cominciano a litigare ed a darsele di santa ragione.
improvvisamente un enorme pene d'oro  appare all'orizzonte.
i due si fermano, stupiti.




Il pene d'oro che sembra espandersi ogni secondo che passa
non riescono a vedere né da dove ha inizio né dove ha fine.
Dice Brahmà: 
-" Senti, Vishnu, trasformati in cinghiale bianco, gettati nelle profondità dell'oceano e guarda dove è l'inizio , io mi trasformerò in oca cosmica e volerò nell'alto del cielo per vedere dove ha fine"-

Strano, vero?

Come al solito, quando ci si trova ad interpretare dei testi scritti in sanscrito, bisogna fare attenzione alle parole ed al loro suono:

1)erezione in sanscrito si dice  Harsa, gioia illimitata invece è हर्षगर्भ harsagarbha ovvero garbha= germe, seme, feto, Sa = lui, quello, e Hara = Siva.

2)L'alzarsi in volo dell'oca in sanscrito si dice हंसवाह haṃsavāha

3)Cinghiale si dice वराह varāha


Non mi dilungherò in spiegazioni e interpretazioni complicate, ma credo si dovrebbe riflettere sul fatto che वराह varāha,हंस haṃsa, हंसवाह haṃsavāha,हर्ष harṣa, हार hāra tutte parole con qualcosa in comune dal punto di vista del significato e del suono.
Ma torniamo al nostro mito.I tentativi di Vishnu e Brahma sono infruttuosi.
Si ritrovano di nuovo a guardare, assieme, l'enorme pene aureo.
Improvvisamente sotto l'immenso glande si apre una fessura, una vagina d'oro, al centro della quale appare Shiva: 

-"Io sono Shiva Hara, l'assoluto"-
Il bambino d'oro ed il gigante a quattro teste "comprendono" e raggiungono Shiva hara all'interno della vagina cosmica.

L'espansione del pene d'oro era tale solo per Brahma e Vishnu.
e lo era fin tanto che lo consideravano "oggetto di conoscenza".
la comprensione dell' identità fa scomparire la sensazione dell'espansione.
Ciò che è assoluto è infinito, e l'infinito non può espandersi.

mercoledì 14 settembre 2016

YESHE - LA MAESTRA DELL' OCEANO DELLA SAGGEZZA



Mi sono sempre sorpreso del fatto che la maggior parte dei testi tecnici di Yoga e Tantra siano scritti da uomini o da donne che riportano tecniche adatte al corpo maschile.

Se anatomia maschile e femminile sono diverse, logica vuole che i percorsi delle energie sottili, in ciò che si chiama alchimia interiore, siano anch'essi diversi.

Eppure sembra quasi che non vi siano, nello Hatha yoga, nel Tantra, tecniche specifiche per le donne.


Sembra  quasi che non esistano lignaggi femminili, ovvero  catene di insegnamento da maestra ad allieva.

Naturalmente è falso.


Il buddismo tibetano, che a ben guardare non è dissimile dall'insegnamento tantrico indiano (i nomi delle divinità, le tecniche, le fonti di ispirazione sono le medesime), si basa su una serie di lignaggi femminili.

Uno dei più importanti maestri  tantrici tibetani, "quello" che ha unificato i culti del tibet, detto all'epoca MahaChina, mostrando la sostanziale identità di Yoga buddista, taoismo, sciamanesimo autoctono, è la "danzatrice del Cielo", Yeshe Tsogyal (Ye shes mts'o rGyal).



Yeshe significa "saggezza primordiale".

Tsogyal invece sta per "oceano" ma alcuni traducono Yeshe Tsogyal con  "Regina dell'oceano della Saggezza Primordiale".

L'oceano probabilmente  è la mente e saggezza primordiale sta ad indicare che la mente si trova nel suo stato naturale, lo stato in cui riposa in se stessa.

Il Sahaja.





Il fondamento del tantrismo tibetano, il cuore dello Dzogchen, è il lignaggio detto  go-kar-chang lo'i-de. I praticanti hanno capelli lunghi e scompigliati e gonne bianche (a ricordare forse la schiuma dell'oceano?) e tra di loro si trova la maggior parte dei gTerton, i maestri del Tantra interno, I detentori del sapere tradizionale tantrico.
detti Ngakma e Ngakpa.
Credo che MA stia per Madre e PA per Padre: é questo  il lignaggio NGAK' PHANG, il lignaggio di Yeshe Tsogyal.






Gli insegnamenti tradizionali NGAK'PHANG sono di tre tipi o classi:

SUTRA, mDo;

TANTRA, rGyud;

MAHASANDHI, rDzogs-chen.

Ed indicano tre diversi tipi di  rapporto tra maestro e discepolo.

Nella prima classe, mDo, gli allievi maschi devono avere insegnanti maschi, le donne insegnanti donna.

Nella seconda classe le donne insegnano agli uomini e gli uomini alle donne.

Nella terza non si fa nessuna differenza.


Yeshe e il suo maestro, l'indiano Padmasambhava sono gli sposi mistici.



Secondo la leggenda, Buddha Shakyamuni aveva previsto la loro nascita e li avrebbe indicati come incarnazione del Vuoto Supremo e della compassione Suprema.
Un solo essere, Shiva ardhanari nel tantrismo indiano, scisso apparentemente in due corpi diversi, a rappresentare il VUOTO e la FORMA.

Padmasambhava è la forma attiva della compassione.

Yeshe il vuoto della Saggezza primordiale.
La loro danza, il loro fare l'amore, è, come per Shiva e Shakti, la manifestazione stessa, il Divenire.
Secondo gli insegnamenti di Yeshe un autentico maestro tantrico deve avere una compagna spirituale.
Anzi, il vero Maestro, secondo il lignaggio Niygma, è la coppia, Yeshe e Padmasambhava. 


L'esperienza non duale in Tibet è collegata alla visione della Madre, di Yeshe, e le donne hanno più possibilità di realizzarsi degli uomini, anche se pare strano agli occidentali, perchè sono considerate più qualificate ad apprendere l'arte del Vuoto creativo.




Il lignaggio di Yeshe è ininterrotto, e si dice che la Regina dell'Oceano della Saggezza, ridiscenda periodicamente sulla terra.
Incarnazioni di Yeshe sono considerate Ma-GCIG Labdron , Jomo Menmo, Jomo Chhi'mèd Pema, e, Aro Lingma.





sabato 27 agosto 2016

L'UNIONE PERFETTA E LA RICERCA DEL GRAAL






"[...] Egli riesce a raggiungere una fusione armoniosa della sua personalità cosciente e di quella inconscia, la prima consapevole dei problemi e dei fili conduttori del mondo visibile fenomenico, la seconda capace d'intuire le sorgenti più profonde dell'essere dalle quali sgorgano perennemente sia il mondo fenomenico sia il suo testimone cosciente. Uno stile di vita così armoniosamente integrato è il dono che la natura elargisce a ogni neonato, in modo preliminare e non decisivo, e che poi, crescendo, il bambino perde con lo sviluppo della sua individualità autocosciente."

(H.Zimmer - "IL RE E IL CADAVERE" - Il cavaliere del Leone-)


Nella nostra società vige l'abitudine di parlare di ciò che non si conosce, e di prender come verità assodata, storie narrate da altri.
Provate ad esempio ad intavolare una discussione sul sacro Graal: ci sarà qualcuno pronto a  giurare che si tratta del calice dell'Ultima Cena, altri si burleranno di lui, vantandosi di avere la prova provata che il Graal è il ventre della Maddalena, venuta a partorire in Provenza il frutto del suo amore per Cristo, altri ancora parleranno dei calderoni degli antichi Druidi,, di una pietra caduta dalla fronte di Lucifero, della Pietra Filosofale o del simbolo dell'eterna ricerca di Dio.
Tutte potesi affascinanti, per carità, che provengono in buona parte dai libri di Don Brown o dai film di Indiana Jones che si crede siano ispirati da fatti storici o leggende che si perdono nella notte dei tempi.
In realtà il Graal, come nome e come simbolo, compare per la prima volta in un romanzo scritto nel XII secolo da Chrétien de Troyes Perceval ou le conte du Graal.
Leggere il testo originario è sorprendente: il Graal non viene mai definito "Sacro", non ha niente a che vedere con il sangue di Cristo e non si sa nemmeno se sia  una coppa, un piatto, un vaso o una scatola, è semplicemente "un" graal d'oro, e pietre preziose, tenuto  in mano da una ragazza.



Chrétienne de Troyes era teologo e poeta e scrisse  cinque romanzi ispirati alle leggende Bretoni  sui Cavalieri della Tavola Rotonda:   Le Roman de Perceval ou le conte du Graal, Erec et EnideCligèsLancelot ou le chevalier de la charrette e Yvain ou le chevalier au lion.
Se gli appassionati del sacro Graal li leggessero rimarrebbero delusi: i cavalieri di Re Artù sembrano più interessati alle avventure galanti che alla ricerca della  Sacra Coppa, anzi, il vero tema dei Romanzi sembrano essere la Donna e l'Amore. 
La Donna è la "Signora", l'amante il suo fedele Vassallo e la loro unione è l'unica maniera, o forse la più rapida, per elevarsi spiritualmente.
 Una delle più belle  storie d'amore del  Ciclo del Graal (come chissà perché vengono chiamati soesso i romanzi di Chrétienne) è quella tra   Ivano (Ivain o Iwain), il Cavaliere del Leone Nero, e la Dama della Fontana (Laudine o Vivianne).



Ivano , spinto dai racconti di un compagno d'arme, trova nella Foresta di Brocelandia (in Bretagna, vicino alla città di Rennes)  una sorgente miracolosa (la "Fonte dell'eterna giovinezza") e l'Albero della Vita, ricco all'inverosimile di foglie, fiori e uccelli dai mille colori.
Prende dell'acqua, la getta su una lastra di marmo e, immediatamente, si scatena una tempesta. L'albero della vita perde le sue foglie, i fiori appassiscono e gli uccelli cadono a terra senza vita.
Dopo poco tempo foglie ancora più verdi e adornate di gemme piumate nascono miracolosamente sui rami spogli. fiori ancora più profumati e uccelli dal canto meraviglioso si palesano improvvisamente.
Sulla scena appare  un Cavaliere nero: il guardiano della fonte. miracolosa;
Comincia un duello terrificante alla fine del quale Ivano  disarciona il Cavaliere nero e lo uccide, poi aiutato da una fata di nome Lunette giunge quindi all'Hotié de Vivianne, il castello della Dama della Fontana, riesce a conquistare il cuore della bellissima Laudine. la sposa e diviene il nuovo "Guardiano della Fonte Miracolosa".





Passano i mesi.
I compagni di Ivano, Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda, preoccupati della lunga assenza, si mettono alla sua ricerca  e, ovviamente, dopo la consueta serie di mirabolanti duelli e magici intermezzi, lo ritrovano nella foresta di Brocelandia.

Laudine, da perfetta padrona di casa, invita gli amici del marito nel castello incantato e organizza una festa memorabile.




Dopo giorni di danze, bevute e amorosi intrighi ("un Cavaliere degno di questo nome" - è detto spesso nei racconti del Ciclo del Graal - "deve mostrare la propria valenza tanto sul campo di battaglia che tra le braccia di una donzella"), Ivano chiede alla Signora del Castello il permesso di accompagnare Re Artù fino a Camelot, promettendo di far ritorno  in due tre giorni al massimo.
Ma appena uscito dalla Foresta di Brocelandia il nostro eroe dimentica completamente l'amore della sua vita ed il suo ruolo di sovrano del "mondo di sogno"e si  tuffa, come niente fosse, nella sua vita di prima, tra Giostre, feste e poetiche disfide sull'amor cortese.




Storia interessante, per uno yogin.

La tempesta e la caduta delle foglie dall'albero della vita potrebbero rappresentare la rottura dei livelli  dell'Io, quella trasformazione della mente e della percezione della realtà, (fine dichiarato delle protiche yogiche) chiamata samadhi.

(Dov'è finito l'universo? si è forse dissolto.... ? Diceva Samkara, uno dei più grandi yogin/poeti dell'India antica).

Ivano viene iniziato al "Mondo di Sogno", la dimensione delle fate e delle energie sottili una condizione che si può assimilare allo stato coscenziale  detto, nello Yoga, "samadhi savichara".
 Il Mondo delle Energie, delle fate e degli elfi, è la condizione in cui il mondo "grossolano", materiale, sembra sul punto di dissolversi.
Da un lato c'è la paura, la voglia di aderire alla realtà conosciuta, al già noto.
Dall'altro la sensazione di poter far tutto: il Mondo di Sogno è lo stato dell'infinita possibilità.



Entra nella dimensione della magia,  Ivano realizza lo stato di coscienza detto, nello yoga, Taijasa   (da tejas che significa "fuoco", "radianza" ad indicare la maggiore  vividezza dei colori, e, in genere, la maggiore intensità delle percezioni), e sposando la "Signora della Fontana della Vita" si integra con l'energia femminile, assumendo  il ruolo di  "Signore del Mondo di Sogno.
Ivano è sul piano di sogno,  quello che viene  definito un realizzato.
Ma le potenze del mondo empirico ( detto nello yoga visva) lo ri-attraggono e lui dimentica.
Non riesce, cioè a RE- INTEGRARE  la coscienza del piano di sogno nel mondo fenomenico.
Quando si vivono certe esperienze sembra impossibile dimenticarsene. Siamo certi che rimarranno per sempre nel nostro cuore, nella carne e le viscere.
Ma la resistenza ai cambiamenti è uno dei bastioni con cui la mente razionale tenta di difendersi dalla dissoluzione di quella realtà che lei stessa ha creato, e l'Oblio è la sua arma migliore.
Basta distrarsi un attimo e il flusso di energia che ci ha condotto nel Mondo di Sogno rivelando a noi stessi e al mondo la nostra natura di Amanti Divini, si dirige nuovamente verso il basso, verso il mondo delle cose e dell'angoscia.



Ma vediamo come continua la storia di Ivano e della Dama della Fontana nel racconto di Chrétien de Troyes

"  Ecco che dopo qualche tempo una damigella vestita di raso giallo, in sella ad un cavallo baio con sella e finimenti d'oro, giunge al castello di Re Artù.
Si avvicina ad Ivano e gli strappa dalla mano l'anello, pegno d'amore, che gli aveva donato la "SIGNORA DELLA FONTANA" - Così si tratta l'ingannatore, il traditore, l'infedele e l'infame - disse la damigella - vergogna sulla tua barba -"

Ivano si ricorda improvvisamente di Laudine, del castello incantato e del suo ruolo di Guardiano della Fonte dell'eterna Giovinezza.
Nel dolore dell'assenza la sua mente si ritrova improvvisamente divisa in due: da un lato il mondo di veglia con la sua etica, la sua estetica, gli usi, i costumi.
Dall'altro il ricordo dell'esperienza di sogno.vivito quando la percezione della realtà empirica, ma adesso, irraggiungibile.
L'oblio dell'esperienza non aveva cancellato lo stato di quiete e di serenità che nasceva dal legame con il mondo di sogno.
L'anello era simbolo di quel legame
Lo shock dell'abbandono provoca una doppia consapevolezza, come vivere contemporaneamente due realtà diverse, uno stato schizofrenico, un Io diviso.
Ivano, come i samurai giapponesi, deve imparare a "stabilirsi sul ponte di prima dell'inizio" deve cioè ritrovare la via per il Castello della Signora , riunirsi alla sua Sposa, ristabilire l'UNIONE e reintegrarla nella vita di veglia. Ma gli mancano gli strumenti.
La spada della razionalità che permette di districarsi al meglio nel "mondo di veglia",  non ha nessun potere contro le creature del sogno, e lo stato di semi coscienza (o coscienza dello stato di sogno) che lo aveva condotto nel castello della Foresta  di Brocelandia   non c'è più.
Ivano soffre.  Vuole, anzi deve tornare dall'amata, ma non si può andare nel mondo di sogno con gli strumenti di veglia: sarebbe come andare in montagna con le pinne e la maschera da sub.
Non ce la può fare da solo.
Si mette in cammino ma si perde nella foresta. impazzisce, quasi.
Vive tra le bestie e come le bestie.
Un giorno, richiamato da un disperato ruggito, vede , in una caverna, un Leone Nero minacciato da un serpente gigantesco.
Affronta il serpente, gli mozza la testa e si assicura, così. la fedeltà e l'amicizia eterne della Bestia..
Sarà il Leone a sostenerlo e proteggerlo nelle avventure che lo condurranno di nuovo dalla Signora della Fontana: i nemici che  gli sbarreranno il passo non seguono le leggi della cavalleria, non rispettano le regole del "mondo di veglia", senza il leone Nero Ivano non riuscirebbe mai a ricongiungersi con la sua Sposa.





Il Leone trovato nella Caverna, rappresenta il nostro "Bambino Interiore", il Daimon con il quale Ivano deve riunirsi prima di  ritrovare e stabilizzare quello stato di coscienza superiore ora perduto, grazie al quale aveva assunto il ruolo di Signore dello stato di Sogno.
.Grazie a questo rinnovato rapporto con gli aspetti più nascosti, oscuri di sè ( il Leone Nero viene trovato in una grotta) Ivano riuscirà a riconquistare l'Amore della Signora della Fontana,
A simboleggiare l'avvenuta RE-INTEGRAZIONE i due lasceranno il castello incantato per vivere , assieme, alla corte di Re Artù.

Ivano e la Signora della Fontana rappresentano l'Unione perfetta, l'integrazione della coscienza di sogno con la coscienza di veglia, ma, a parte le perifrasi ad effetto, mi sembra che Chrétienne de Troyes voglia dirci  qualcosa di più semplice e sconvolgente insieme: il Graal, inteso come strumento dell'elevazione spirituale non è un oggetto nascosto tra le statue di una chiesetta dei Pirenei o nei sotterranei del Tempio di Salomone, ma è l'energia che scaturisce dall'unione, anche fisica, dell'Amata con l'Amante. Non  sono i simboli alchemici, le formule magiche da imparare a memoria, le pozioni miracolose, o le pratiche ascetiche  a donare all'Uomo la conoscenza allontanandolo dall'ansia di incompiutezza che lo affligge,
Il segreto della felicità è uno solo: l'Amore.


giovedì 11 agosto 2016

LA TIGRE ED IL DRAGONE - IL SEGRETO DELLO YANTRA DEL SOLE




Nella cultura vedica ad ogni pianeta e ad ogni divinità corrispondono delle figure geometriche e degli "yantra numerici".
Usati spesso come talismani gli yantra numerici sono  chiamati in occidente !quadrati magici".
uno dei quadrati magici più famosi è lo yantra del Sole:



Sommando i numeri che compongono i lati, gli assi o le diagonali, si ha sempre il risultato di 15.
In Cina  ha molto importanza un altro quadrato magico, il "Diagramma dei dodici soli" legato alla cosiddetta "Circumambulazione del Ming Tang", un rito  col quale  l'imperatore, ad ogni autunno, dava inizio al "ciclo annuale".


 Come si vede si tratta dell'immagine speculare (in orizzontale e in verticale) del simbolo indiano.

Sono convinto da anni che  le tecniche e la simbolica dello yoga e del taoismo. abbiano la medesima origine, come fossero  tessere diverse dello stesso mosaico.

Come se ci fosse una conoscenza perduta, ereditata magari da una antichissima civiltà terrestre molto evoluta, che  riemerge, in luoghi diversi con forme e nomi  (apparentemente) diversi.

Ovviamente non ho le prove di  quanto dico, ma mi sono reso conto che il  considerare l'idea di una sorgente originaria del sapere  una  semplice ipotesi di lavoro,  può portare dei risultati interessanti. 

Alcune tessere mancanti dal mosaico dello Yoga si potrebbero recuperare nel taoismo e viceversa.

I quadrati magici ne sonoun esempio.
nella maggior parte dei testi indiani  gli yantra numerici sono considerati dei talismani e/o degli strumenti di meditazione.

Il diagramma dei dodici soli per i taoisti nasconde anche   le istruzioni  di una tecnica di alchimia interiore



C'è un metodo , descritto in un testo del 1.600( lo " XINGMING GUIZHI") per accumulare e reindirizzare l'energia (ch'i...Prana...) a partire dal tan Tien inferiore (II° cakra). 
Una tecnica che può portare , se si riesce a penetrare il linguaggio fiorito dei filosofi cinesi, forse ad una migliore comprensione della circolazione dei Vayu. 
si chiama : "La Tigre ed il Dragone". 






All'inizio guidare il soffio (CH'I) mediante il pensiero e farlo ruotare a spirale dal centro all'esterno, dal piccolo al grande, recitando mentalmente la formula dei 12 caratteri: "La Tigre Bianca è nascosta ad Est, il Dragone Verde dorme ad Ovest" .
Recitare un verso per ogni giro, il tutto 36 volte.

Fare quindi il percorso opposto, dall'esterno al centro, recitando La Tigre Bianca è nascosta verso Est, il Dragone Verde dorme verso Ovest" . Il tutto 36 volte.

Dopo un po' non sarà più necessario far uso del pensiero:
"la Ruota del Dharma (Dharmakaya) gira da sola". 


La Ruota della legge nell'alchimia interiore è la circolazione dell'energia attraverso i due canali di controllo e di funzione che per i cinesi percorrono il primo la colonna vertebrale (susumna ) dal I°fino al VI° cakra, ed il secondo il busto, dal VI° al II° cakra. 

il percorso, che porta all'armonizzazione dei vari "soffi" è definito "Piccolo Circuito Celeste" o " Orbita Microcosmica" e si realizza portando la inspirazione dalla radice del naso al tan Tien inferiore. 
espirando si conduce l'attenzione fino al sacro passando per gli organi genitali ed il perineo. 
inspirando si conduce l'attenzione dall'osso sacro al punto in mezzo alle scapole, ed espirando si procede dalle scapole fino al tan tien superiore (Ajna cakra) passando per la nuca e la fontanella. 

Il Dragone verde indica il mercurio, ma anche l'energia che tende verso l'alto (udhàna vayu). La Tigre bianca il Piombo ma anche l'energia che tende verso il basso (Apana Vayu). 

Il percorso a spirale dell'energia si effettuata a partire dal Tan tien inferiore ( 2° Chakra) e visualizzando sull'addome "Il Diagramma del Cielo Posteriore" 
Il Diagramma del Cielo posteriore e' un Mandala, una rappresentazione dell'universo realizzata con gli "8 TRIGRAMMI": 

n. 1 KAN, l'acqua, il nord, il pericolo 
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n. 2 KUN la Terra, il Sud-ovest, La Madre 
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n.3 Zhen Il Tuono, l'Est, il Dragone 
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n.4 XUN , Il Vento, il Sud- Est, Il Bosco 
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n.6 QIAN , Il Cielo, il Nord-Ovest, Il Padre 
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n. 7 DUI, Il Lago, L'Ovest, la Ragazza ( la Tigre) 
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n. 8 GEN, La Montagna, il Nord Est, il ragazzo 
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n.9 LI, Il Fuoco, il Sud,la Luce 
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Il 5 rappresenta il perno del movimento o la "Terra di mezzo"...il "Motore immobile" 

il Diagramma del cielo posteriore viene visualizzato in forma di cerchio con il 5 al centro e i trigrammi disposti sulla circonferenza 
secondo il percorso( dall'alto verso destra, movimento orario) 9,2,7,6,1, 8, 3, 4,9. 
Ma esiste anche una versione in forma di quadrato: 

4 - 9 - 2 
3 - 5 - 7 
8 - 1 - 6 


mercoledì 10 agosto 2016

HATHA YOGA E QI GONG - GLI OTTO CANALI STRAORDINARI



Pratico Hatha Yoga dal 1973 e sono stato iniziato al Qi Gong Nei dan (interno) e al Taiji quan negli anni '80 da Haruiko Yamanouchi, mio grande amico e maestro.
Devo dire che non ho mai trovato differenze sostanziali tra la pratica dello Yoga  e quella delle tecniche psicofisiche cinesi.
Sarà una mia impressione, ma credo che si tratti della stessa roba chiamata in maniera diversa.
Gli esercizi di Qi Gong nei dan secondo me non sono altro che particolari Kriya della tradizione tantrica e l'impostazione filosofica del Qi gong, se si va a tradurre i termini esotici, non differisce affatto da quella dello shivaismo.
vediamo:
Secondo il Taoismo il pincipo divino , nell'atto del concepimento, si polarizza in XING (HSING) e MING che possiamo tradurre con ESSERE e DIVENIRE (in sanscrito le polarità Purusha-Prakrti , Shiva-Shakti, Atman-Maya hanno la medesima valenza 

性 XING.Essere, è formato dai segni: 

心 Xìn che significa mente/cuore-mente percettiva. 

竹 Zhù che significa bambù 

手 shòu che significa mano- artefice (nel senso di persona scelta per un determinato lavoro) 

一 Yì che vuol dire UNO, intero, un. 


命 MING, Divenire,ma anche destino, ordine, determinazione, è formato dai segni: 

人 Rén che sta per uomo, persona, gente 

一口 Yikòu che sta per "categoricamente", decisamente ecc. 

中 Zhòng che significa mentre, dentro, nel mezzo , Centro e Cina. 


Xing e Ming corrispondono nell'individuo a due forze o spiriti detti Hun e P'o . 

魂 hún​ significa spirito ed è formato dai segni: 

一 yī​ ovvero 1, intero 
戈 gē​ che significa sia lancia che trafiggere 
竹 zhú​ che vuol dire bambù 
e ancora 戈 gē​ 


魄 pò​ significa anima ed è formato da: 

竹 zhú​= bambù 
日 rì​ = sole e giorno 
ancora 竹 zhú​ 
戈 gē​ che significa sia lancia che trafiggere. 

魄 pò​ femminile , acqua e 魂 hún​ maschile , fuoco, sono le energie nascoste del corpo, tanto da essere denominate entrambe 鬼 guǐ​ tradotto spesso con fantasma, ma che significa nascosto, nascostamente, astuto, scaltro. 

Queste due forze (Spirito e Anima, principio spirituale e principio materiale) al momento della morte tendono a tornare alle loro dimore naturali:
魂 hún​ esce dalla fontanella e torna al cielo ("la dimora del fuoco è in alto"魄 pò​ esce dal plesso solare e torna alla terra (la dimora dell'acqua è in basso

L'unione di 魂 hún​ e di 魄 pò​ trova espressione nel corpo umano, in un certo numero di plessi energetici (punti o cavità) da cui si diramano dei nervi o canali energetici lungo i quali circola l'energia Ch'i. 
Dai 108 punti principali (come nell'ayurveda) si sviluppano dei canali che, intersecandosi danno origine ai 12 meridiani della medicina cinese. 

A loro volta i punti di intersezioni dei dodici meridiani creano degli altri percorsi che, secondo il taoismo, al contrario degli altri devono essere "attivati": i cosiddetti 8 canali psichici. 

I due canali psichici principali sono oggetto della "meditazione" detta del Piccolo Circuito Celeste o dell'Orbita Micocosmica. 
Il primo è il canale dell'energia femminile, discendente, ed è detto REN MAI o vaso/strada del concepimento 
Ha inizio sotto il labbro inferiore e termine al punto del perineo (muladhara) detto punto del Fondo del mare 

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Il secondo è il canale dell'energia maschile, ascendente; è detto DU MAI o vaso/strada del Governatore, ed ha origine nel punto del Fondo del mare (HUIYIN o o HAI DI o Muladhara cakra)per terminare in un punto del palato detto "stagno del Cielo" (Tien Tzie) o "spirale del drago" (Lung Chuan) 

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Il piccolo circuito celeste(SHAO CHOU TIEN) inizia con il collegare questi due canali tramite la lingua. 

Questa operazione di connessione è detta DA CHIAO o Costruzione del Ponte. 

Un'altra operazione essenziale è il sedersi in Padmasana (o ardha padmasana o siddhasana). 

Senza incrociare le gambe non è possibile realizzare il piccolo circuito celeste (ovvero la spontanea circolazione dell'energia lungo la schiena e lungo il la parte anteriore del corpo) perchè i canali delle gambe sono i più "grandi" e in altre posizioni, qualche modo assorbirebbero l'energia. 

In piedi o in posizioni che non prevedono l'iperflessione e la sovrapposizione delle gambe , secondo i Cinesi, l'energia troverebbe facile sbocco nelle cosce, nei polpacci nei piedi e non si accumulerebbe in "quantità sufficiente" per innescare la piccola circolazione celeste. 

Lo scopo primario della meditazione del piccolo circuito celeste è quello di sciogliere tre NODI (SAN GUAN o tre cancelli) situati sulla colonna vertebrale, negli stessi punti in cui i praticanti di kundalini yoga pongono i tre nodi della conoscenza (Brahma granthi, Visnu granthi e Rudra granthi). 

Il Primo è detto WEI LU ed è situato nella zona del sacro. 

Il Secondo è detto JUR Gi o MING MEN (porta della Vita) ed è situato all'altezza del cuore . 

Il terzo è detto YUGEN (cuscino di Giada) o NAOHU (porta del Cervello) ed è situato sulla nuca in corrispondenza con Ajna Cakra. 

Quando l'energia comincia a fluire spesso i muscoli ai lati della colonna si muovono e sollevano, come se un serpente si fosse infilato nella schiena. 

Quando l'energia riesce a salire alla testa, il movimento esteriore si placa e si avverte un formicolio o una specie di intorpidimento che dalla nuca si trasferisce al punto in mezzo alla fronte. 

Un altro sintomo della salita dell'energia è , a volte,un dondolio ritmico del corpo.


POSIZIONE DI BASE E   DESCRIZIONE DEI CANALI PSICHICI O STRAORDINARI

Postura di base: 
1) spalle rilassate, gomiti bassi. scapole che si adagiano sulla schiena (significa che non devono mai sporgere e devi sentirle basse all'altezza delle ultime costole).
2)I glutei bassi ( significa che le lombari e l'osso sacro devono essere rilassati verso il basso).




3)Sospendi il sincipite ( sincipite è il punto più alto della testa, sospendere il sincipite significa che i muscoli del collo devono essere allungati e rilassati, la testa in delicato equilibrio sull'asse cervicale 
prova ad allenarti tenendo un libro o un bastone in equilibrio sulla testa)

4) L'addome deve essere sempre rilassato e il Dan tien inferiore (2° Chakra) va pensato in relazione con il punto in mezzo alle scapole. 

5)) Gambe rilassate (l'idea è di di tenere qualcosa di morbido tra le cosce), con 
le ginocchia morbide (ma non troppo) e la linea della rotula che non deve mai andare oltre la linea delle dita del piede. 
Il centro del ginocchio deve avere come riferimento il punto tra il secondo e il terzo dito del piede. 
Il corpo deve poggiare sul plesso venoso del metatarso, nel punto che i cinesi chiamano "fonte gorgogliante" ( guarda la pianta del piede: il plesso venoso del metatarso forma una specie di mezzaluna, pensa di poggiare il peso sul punto centrale della mezzaluna). 




Nella pratica del qi gong in movimento si comincia con movimenti semplici senza portare l'attenzione sulla  respirazione, almeno all'inizio.
Per quanto riguarda il movimento nello spazio un esercizio interessante è quello di provare a "disegnare" il corpo in mezzo ad un cubo.
Pensa tre piani orizzontali: uno è la faccia superiore del cubo uno la faccia inferiore e uno è il piano centrale che passa per il dan tien inferiore.
Dividi ogni faccia del cubo in otto parti e scrivi i punti cardinali su ogni faccia tenendo presente che il sud è in avanti e/o in alto.
Cerca la maniera più logica per collegare ogni articolazione con tutti i punti che hai disegnato.

Tieni conto che il movimento del corpo segue sempre la legge del tre.
Corpo, Braccia, gambe.
Anca, ginocchio, caviglia.
Scapola, gomito, polso.
Il punto centrale funge sempre da timone nel senso che la direzione del movimento del braccio, ad esempio è data dal gomito,la direzione del movimento della gamba è data dal ginocchio.
Tieni conto del "diagramma della creazione e della distruzione dei 5 elementi": 




Diagramma di generazione dei 5 elementi
Il Fuoco( Rosso,in alto, rappresenta il Sud) genera la Terra. 
La Terra( Giallo) genera il Metallo ( Ovest). 
Il Metallo(Bianco) genera l'Acqua (Nord). 
L'Acqua (nero)genera il Legno(Est). 
Il Legno (Verde)genera Il Fuoco. 

Diagramma della distruzione dei 5 elementi
Il Fuoco Fonde il Metallo.Il Metallo taglia il Legno. 
Il Legno penetra nella Terra. 
La Terra blocca l'Acqua. 
L'Acqua spegne il Fuoco. 

La terra è il centro e rappresenta uno dei 5 spostamenti. 
Rifletti per trovare gli altri 4. 





Una cosa essenziale è quella che si chiama  zheng li.
Si può tradurre con "percezione delle tensioni contrapposte".
in pratica se muovi una mano, rilassata, verso l'alto devi avvertire il peso dell'aria con la parte superiore e la tensione verso il basso con la parte inferiore.
La sensazione delle mani (che si può sviluppare con appositi esercizi di visualizzazione) all'inizio è quella di pesantezza e calore, poi diventa come una puntura di spilli o una specie di debole corrente elettrica, infine ti sembrerà di muoverti in una specie di fluido vischioso.
La sensazione dello Zheng li col tempo deve passare a tutto il corpo. 
Ogni esercizio di qi gong o di taijiquan è inutile se non c'è il passaggio di energia negli "otto canali psichici" in cui scorrono con determinate direzioni ed intensità quelli che nello yoga vengono definiti 5 vayu. 




I canali psichici sono otto:

1) canale dell'energia femminile, ascendente: dal 2° Chakra al 6° Chakra passando dall'osso sacro e dalla spina dorsale.

2) canale dell'energia maschile, discendente: dal 6° Chakra al secondo passando lungo la parte anteriore del corpo.

3) canale della cintura: dall'undicesima dorsale all'all'undicesima dorsale passando sotto le costole e sullo stomaco.. come una cintura legata sotto il torace.

4) canale interno: dal perineo al plesso solare passando dall'interno del corpo in verticale.

5) canali destro e sinistro positivi delle gambe:
da sotto l'ombelico sino alla pianta del piede passando dall'anca e dall'esterno della gamba.

6) canali destro e sinistro negativi delle gambe:
Dalla pianta del piede fino a sotto l'ombelico passando per l'interno delle gambe e dall'inguine.

7) canale positivo destro e sinistro delle braccia:
dal cuore al palmo delle mani passando per l'esterno delle braccia e il dorso delle mani.

8 ) canale negativo destro e sinistro delle braccia:
dal palmo delle mani fino al cuore passando per l'interno delle braccia e le ascelle.

Piccolo esercizio per i canali delle braccia: 
inspirando visualizza l'energia che dal centro del petto passa alla spalla , all'esterno del braccio alla punta del gomito all'esterno dell'avambraccio, al dorso delle mani, alle dita e infine al centro del palmo della mano.
Espirando immagina l'energia che dal palmo della mano passa all'interno del polso, all'interno del gomito all, all'interno del braccio, all'ascella fino ad arrivare al centro del petto.
Dopo un pò dovresti sentire una specie di leggerissima vibrazione.
per acuire la sensazione concentrati sulla pesantezza delle mani .
Inspirando immagina che le ossa delle mani vengano contratte (come una spugna che si strizza).
Espirando immagina che le ossa si " espandano". 





Nel libro "I Classici del t'ai Chi" di Waysun Liao,Ubaldini editore c'è una sequenza posizioni che descrive in appendice al libro è molto simile, non identica, alla forma che pratico quotidianamente.
L'ho imparata ad Hong kong nel 1990.
Tieni presente che  ogni maestro adatta le forme e le posizioni alla propria anatomia e al proprio temperamento.
Il tai Chi chuan come arte marziale si comincia a studiare in Cina , pare, dopo un minimo di sei anni di studio di un'altra arte marziale  (H'sing I o Pa Kua).
Quando avrai imparato a perfezione le posizioni potrai cominciare a seguire il percorso dell'energia in ogni posizione, inizialmente facendo coincidere il ritmo dell'energia con quello della respirazione.
Quando sarai più esperto non dovrai più controllare il respiro.
Quando avrai messo insieme tutte le posizioni e le indicazioni su come assumerle ed avrai la padronanza della forma, incontrerai probabilmente qualche buon insegnante che ti dirà che la forma è solo uno specchietto per le allodole.... ma questo potrai capirlo solo dopo averla imparata alla perfezione.

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