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I CINQUE TIBETANI E LO YOGA DEI NATH

La Fonte dell'Eterna Giovinezza Negli anni'30, ad Hollywood, Peter Kelder, dopo aver letto " Orizzonte perduto " di James Hilton (il romanzo in cui si parla della ricerca di Shangri-la ) scrisse un soggetto cinematografico sul tema della  Fonte dell'Eterna Giovinezza. La storia era banale: un colonnello dell'esercito britannico, vecchio curvo e malato, si ritrova in un misterioso monastero tibetano, dove alcuni misteriosi monaci gli svelano il misterioso segreto dell'eterna giovinezza.  Il colonnello torna in occidente, ma non lo riconosce nessuno, dimostra 30 anni di meno, è dritto come un fuso e gli sono pure ricresciuti i capelli. La storia, per  quegli anni, era, appunto, banale e gli Studios la rifiutano. Nel 1939 Kelder ci scrive un libro e lo chiama " The Eye of Revelation ". Nel 1946, aggiunge dei capitoli, mette in evidenza l'aspetto salutistico e aggiunge un sottotitolo: " Ancient anti-aging secrets of the f

LA ZATTERA DI BUDDHA E LE ILLUSIONI DELLA MENTE

"Gorakhanath ha sconfitto il sonno. La dea del sonno per paura di Gorakhanath, si è nascosta nell'Oceano di Latte"   (Babaji di Hairakhan - " Le parole segrete di Gorakh ")    Un po' di tempo  fa ho avuto una lunga conversazione con una "collega".  Conversazione interessante: oltre ad essere un'insegnante di Yoga è una scienziata (cioè ha una preparazione scientifica, a livello universitario, soprattutto per ciò che riguarda la biochimica).  Si è parlato di rapporto tra asana e produzione di neuro-ormoni, di "pinealina" ecc. ecc.  Correggo: conversazione  molto  interessante.  Tornato a casa mi è venuta in mente la " zattera di Buddha  che mi hanno raccontato i tibetani (o forse l'ho letta in un testo tibetano)".  Non so perché, e a dir la verità non me lo chiedo neppure.  E' da parecchio tempo che evito di cercare i legami tra azioni, parole dette, eventi esterni e le immagini o i suoni che insorgono ne

LA MISTERIOSA SCOMPARSA DEL DIO CREATORE

Chi si   occupa di Yoga e filosofia orientale, sa che nella tradizione indiana Il principio divino è rappresentato da tre Dei (Brahma, Vishnu e Shiva) e dalle loro consorti (Sarasvati, Lakshmi e Parvati). il primo (la "A" dell'AUM) è Brahma, il creatore, il secondo è Vishnu (la "U" dell'AUM), il conservatore dell' ordine Cosmico. Il terzo è Shiva, il distruttore (la "M" dell'AUM). Sono tre diverse forme della divinità, tre aspetti complementari della manifestazione. La cosa strana è che Brahma è citato solo solo nei libri. In India si fanno un sacco di feste per Shiva e Vishnu, per le loro spose, figli e incarnazioni. Esistono migliaia di templi a loro dedicati, ma Brahma, il Creatore, non se lo fila nessuno. Addirittura il Brahman, il supremo, viene raffigurato da Shiva e Vishnu in simbiosi, un'immagine detta Harihara o Shiva Narayana. Che fine ha fatto Brahma, il primo dio? I sacerdoti Hindu si chiamano Brahmani, l&#

YESHE - LA MAESTRA DELL' OCEANO DELLA SAGGEZZA

Mi sono sempre sorpreso del fatto che la maggior parte dei testi tecnici di Yoga e Tantra siano scritti da uomini o da donne che riportano tecniche adatte al corpo maschile. Se anatomia maschile e femminile sono diverse, logica vuole che i percorsi delle energie sottili, in ciò che si chiama alchimia interiore, siano anch'essi diversi. Eppure sembra quasi che non vi siano, nello Hatha yoga, nel Tantra, tecniche specifiche per le donne. Sembra  quasi che non esistano lignaggi femminili, ovvero  catene di insegnamento da maestra ad allieva. Naturalmente è falso. Il buddismo tibetano, che a ben guardare non è dissimile dall'insegnamento tantrico indiano (i nomi delle divinità, le tecniche, le fonti di ispirazione sono le medesime), si basa su una serie di lignaggi femminili. Uno dei più importanti maestri  tantrici tibetani, "quello" che ha unificato i culti del tibet, detto all'epoca MahaChina, mostrando la sostanziale identità di Yoga buddista, taoismo, sciamanes

L'UNIONE PERFETTA E LA RICERCA DEL GRAAL

"[...] Egli riesce a raggiungere una fusione armoniosa della sua personalità cosciente e di quella inconscia, la prima consapevole dei problemi e dei fili conduttori del mondo visibile fenomenico, la seconda capace d'intuire le sorgenti più profonde dell'essere dalle quali sgorgano perennemente sia il mondo fenomenico sia il suo testimone cosciente. Uno stile di vita così armoniosamente integrato è il dono che la natura elargisce a ogni neonato, in modo preliminare e non decisivo, e che poi, crescendo, il bambino perde con lo sviluppo della sua individualità autocosciente." (H.Zimmer - "IL RE E IL CADAVERE" - Il cavaliere del Leone-) Nella nostra società vige l'abitudine di parlare di ciò che non si conosce, e di prender come verità assodata, storie narrate da altri. Provate ad esempio ad intavolare una discussione sul sacro Graal: ci sarà qualcuno pronto a  giurare che si tratta del calice dell'Ultima Cena, altri si burleranno di lui,