martedì 16 maggio 2017

YOGA VERO O YOGA TAROCCO? MANUALE ON LINE PER ORIENTARSI NELLA GIUNGLA DELLE DISCIPLINE OLISTICHE


-"Voglio cominciare a fare Yoga ma non so quale stile scegliere. Tu cosa mi consigli?"-
Vi hanno mai fatto domande del genere?
A me si, e di solito non so  cosa rispondere. 
Per me lo Yoga è YOGA.(punto), l'Arte dell'essere umano nata nel Sud dell'India, I cui principi fondamentali sono tramandati attraverso un numero, non elevatissimo, di testi scritti dal 1.500 a.C e il 1.800 d.C., ma risalenti secondo alcuni a tempi molto ma molto più antichi:Veda, Vedanga, Upaveda, Tantra, Purana e poemi epici.
Che cosa potrei rispondere all'aspirante Yogin?

Oddio, in realtà nei testi antichi si parla di varie qualificazioni e di quattro tipi diversi di praticanti, ma ci si riferisce a chi è già "sul cammino", insomma a chi è già imparato.

Che potrei rispondere ad uno che vuole cominciare a praticare Yoga da zero e si trova a dover scegliere tra decine di etichette, stili e scuole diverse per finalità e tecniche operative?
Quella delle discipline Olistiche ormai è una giungla e, a leggere i depliants illustrativi, tutte ti promettono la felicità, la salute  e in alcuni casi, l'Illuminazione.

L'unica possibilità che rimane all'aspirante yogin è quella di provare questo o quel metodo e di giudicare se fa per lui in base ai propri gusti e aspettative.

L'esperienza personale e i risultati raggiunti credo siano l'unico criterio cui affidarsi per giudicare la qualità di un insegnamento, e questa è la ragione per cui, quando mi domandano 
-"Voglio cominciare a fare Yoga ma non so quale stile scegliere. Tu cosa mi consigli?"- 
di solito rispondo 
-"Boh.."-

Per poter dare consigli dovrei aver sperimentato tutti i metodi e tutte le discipline psicofisiche presenti sul mercato e, anche quel caso potrei solo dire cosa è bene per me e cosa è male o meno bene. Ma anche se riuscissi in questa improba impresa non è detto che una tecnica che ha effetti positivi sul mio corpo e sulla mia psiche debba per forza avere gli stessi effetti su una persona diversa di me.

Però a pensarci bene la possibilità di discriminare, almeno, tra le discipline nate nell'india antica e quelle inventate di sana pianta nell'occidente moderno ci sarebbe.

- Fermo restando che una tecnica moderna con un nome antico o anticheggiante può giovare assai e una tecnica "tradizionale" può avere anche effetti nefasti -




 Per discriminare tra Yoga "vero" e Yoga "tarocco" ( come nel titolo ho scherzosamente definito le tecniche psicofisiche inventate in occidente nel XX° secolo) basta verificare se le teorie e le pratiche insegnate sono o meno Sanātanī.

Sanātanī è una parola sanscrita che indica l'aderenza alla Legge Eterna o Sanātana Dharma.

Nel '900 si usava Sanātanī  per indicare le discipline considerate "ortodosse" o "tradizionali", in contrapposizione alle commistioni tra credenze orientali e credenze occidentali che all'epoca andavano di moda.

Noi, per gioco, possiamo usare il termine per riconoscere, nelle giungla delle discipline olistiche, quali fanno riferimento agli insegnamenti degli antichi Rishi e Siddha e quali no.

Il requisito per ottenere l'etichetta di Sanātanī.è ovviamente, la sintonia con il Sanātana Dharma, che non è quel generico e fumoso assemblaggio di culti, credenze e intuizioni poetiche, che alcuni credono, ma un elenco di 108 leggi che rappresentano il nucleo di ciò che, sbagliando, definiamo Induismo e di ciò che,definiamo Yoga.

Leggere tutte le 108 leggi è  divertente assai, ci sono delle regole sorprendenti, ma trascriverle e commentarle tutte sarebbe troppo lungo, ci vorrebbe un libro (e non è detto che prima o poi non lo scriverò...) però ho pensato di proporvi un gioco:

Io trascrivo alcune delle regole del Sanātana Dharma, le prime cinque leggi, e voi verificate se fanno parte o meno  delle teorie e delle pratiche che proponete come insegnanti o che vi propongono come allievi.

facile no?
Se le leggi sono presenti nell'insegnamento che state impartendo o seguendo è Sanātanī, se non sono presenti è decisamente yoga Tarocco...




Legge dell'UNO

Esiste un solo Dio o Essere senza forma senza tempo costante (अचल acala ) e senza forma (nirākāra ) chiamato  Brahman Nirguna o Paramasiva o Prabrahman o Adi Shkati

Esiste una sola conoscenza grossolana  o possibilità di comprensione/identità : Vidya

Esiste una sola vibrazione originaria dalla quale procedono gli altri suoni e l'intera manifestazione: 


Esiste un solo Gotra (lignaggio , discendenza ) ovvero una discendenza diretta dei maestri dai  Rshi, coloro che scrissero i libri sacri.. 
in altre parole coloro che spiegano le scritture tradizionali sono gli stessi che li composero. in ogni epoca gli stessi esseri...



Legge del DUE


Nella manifestazione niente è permanente e tutto  passa dalla Luce all'Oscurità e viceversa, per cui esistono un  giorno e una notte della terra (anno solare),dal solstizio d'inverno al solstizio d'estate è giorno ed il sole è Uttarayana( si muove verso il nord) , dal solstizio d'estate a quello d'inverno il sole è Dakhsinayana (si muove verso sud). 


Ed esistono un giorno e una notte della luna (mese lunare): luna crescente  detta Sukla pakca e luna calante detta Krisna Pakca .....



Legge del TRE

La manifestazione ha tre fasi: Creazione-Conservazione.Distruzione/assorbimento rappresentati dai tre  Ishvara o Dio Persona: 
Brahma (alba,mattino)-Vishnu(giorno)- Shiva (tramonto-sera).


Ai tre Ishvara corrispondono tre grandi gruppi di praticanti:ovvero brahmovaisva e saiva .


Le "energie effettive" (shakti) dei tre Isvara sono le tre ishvari : Sarasvati ( Dea del Desiderio, colei che dona la sapienza e la musica), Laksmi (Dea della Conoscenza, colei che dona la prosperità), Uma (dea dell'Azione, colei che dona la potenza) 

Esistono tre  Rama ovvero tre  brahma-kshatrya o santi guerrieri Paraśurāma (sesto avatar di Visnu), Balarāma  e ,Rāma o Ramacandra

Esistono tre  gunasatva - rajastamas, che  corrispondono a tre kriti o stili di vita o linee di comportamento : 

Sanskriti , ovvero l'azione in accordo con la cultura, l'educazione e, in altreparole, le regole della società. 
Prakrti ovvero lla "giusta azione", in accordo con la natura e l'istinto, 

vikriti ovvero l'errata azione, l'agire  incontrollato, folle o malato. 

I tre guna e i tre  stili di vita vengono espressi attraverso  le tre fasi delle composizioni musicali della musica classica indiana:

Pallavi
Anupallavi,
Caranam 


Le tre tecniche principali di adorazione o culto sono: 

Sravan (ascolto della parola), , 
Kirtan (canto e preghiera),
Arcan (partecipazione ai riti, puja, funzioni epratiche varie) 

Esistono tre dolori o sofferenze primarie che possono essere alleviate dalle tre tecniche di adorazione:

Adhyatmika, causata dalla  nostalgia o ricerca dell'Atma
Adhibhautika causata dai Bhuta (gli elementi del corpo fisico)
Adhidevika causata dagli dei.

Esistono tre tipi di qualità, o brezze, causate dall''insegnamento autentico : 

śītala samira (fresco e calmo), 
manda samira (leggero e sottile), 
sughanda samira (profumata) 

Esistono tre strumenti operativi:

Mantra (per la mente); 
Tantra (per il corpo); 
Yantra (per la psiche tramite simboli intesi come "meccanismi di estrazione)...
 


Legge del  Quattro 

Esistono quattro  fini dell'esistenza: 

Artha (ricchezza e prosperità),
kama (desiderio e piacere),
Dharma (Onore e coerenza con la Legge).
Moksa (Liberazione)
[NB:per il tantra KAMA precede Moksha e segue Dharma] 


Esistono quattro fasi dell'esistenza o  asrama

Brahmacharya - studente.
Grihastha - padre di famiglia
Vanaprastha - anacoreta
Sannyasa - rinunciatario


Esistono  quattro tipi di praticanti: 

Arta - colui che pratica perchè sta male fisicamente o moralmente e aspira alla guarigione.
Artharta - colui che colui che desidera dei beni materiali e aspira alla ricchezza o all'ottenimento di poteri psichici
Mumuksa - colui che aspira alla realizzazione
Jnana - colui che "conosce".
Esistono quattro yoga, intesi come vie per la liberazione:
bhakti yoga -  Yoga della devozione
karma Yoga - Yoga dell'azione
Hatha Yoga, - Yoga della Potenza o dell'Alchimia
Raja Yoga. - Yoga della pratica del samadhi

I quattro Yoga rifanno a quattro testi sacri originari: 

Rigveda - libro degli Inni
Samaveda - libro del Canto
Yajurveda - libro dei Riti
Atharvaveda  -  libro della Magia o delle formule magiche

Esistono quattro manuali di applicazione  dei Veda: 

 Āyurveda - o medicina,  descrizione e spiegazione delle tecniche operative contenute nel Rigveda .
Dhanurveda - letteralmente "Libro del Tiro con l'Arco", tecniche marziali, descrizione e spiegazione delle tecniche operative dello Yajurveda 
Gāndharvaveda (poi sviluppato nel Nātyaśāstra),libro della musica e della Danza, descrizione delle tecniche operative del Samaveda 
Shastrashastra o śastravidyā,- libro dell' Arte della Spada e della metallurgia, descrizione delle tecniche operative dello Atharvaveda 

Ogni Veda corrisponde ad una delle quattro ere cosmiche o Yuga:

Satya yuga -  Yuga della verità o età dell'oro o prima era
Treta yuga, -  Yuga dei tre fuochi sacrificali, o età dell'argento o seconda era
Dvapara yuga - Yuga del dubbio, o età del bronzo o terza era.
Kali yuga - Yuga della discordia o età del bronzo o quarta era.



Ad ogni era corrisponde uno stato di coscienza:

Turiya - quarto stato (satya yuga)
Prajna - stato della conoscenza perfetta, sonno profondo (treta yuga).
Taijasa - stato luminoso o stato del sogno.stati della mente (dvapara yuga)
Visva - stato di veglia (kali yuga)...


Legge del CINQUE

La legge del Cinque è basata sul mantra delle cinque sillabe:
Om Namah Shivaya  
Ogni sillaba rappresenta:

i  cinque poteri della divinità (creazione, mantenimento, dissoluzione, grazia e velamento),, 
i cinque  elementi  sottili (suono, tangibilità, luce, sapore, odore),

le cinque percezioni (udito, tatto, vista, gusto, olfatto),
le cinque azioni (esprimere, afferrare, muovere, generare, evacuare..i cinque elementi grossolani (Spazio, Aria, Fuoco, Acqua, Terra).ecc ecc.... 


L'elenco continua così fino alla legge del 108, ma penso che queste siano sufficienti.

Avete letto? 
Ciò che insegnate e imparate fa parte degli argomenti dei corsi che state tenendo o ai quali state partecipando come allievi?
Se si il "vostro yoga" è tradizionale, se no.... è tarocco.






Ovviamente sto scherzando, ma pure credo che riflettere sull'elenco delle leggi del Sanātana Dharma possa avere una certa utilità.
Ci può dare un'idea, per esempio, di cosa dovremmo sapere e praticare per poterci definire davvero Yogin.

Per essere più chiaro cito una parte della Legge dell'OTTO:



la legge dell'Otto è basata sul mantra delle otto sillabe.

Om Namah Narayana. al quale corrispondono le otto siddhi o poteri psichici




Anima -  diventare piccoli come un atomo.

Mahima -  diventare estremamente grandi.
Laghima -  levitare.
Garima - essere onnipresenti (bilocazione ecc.)
Prakamya - realizzare tutti i desideri.
Kamavasayitya - ottenere la totale soddisfazione nel sesso e nella vita
Isitva -  essere il "Signore della natura")

Vasitva - avere il controllo delle forze della Natura 



Si, avete capito bene: tra le leggi naturali c'è anche l'acquisizione dei poteri magici o extrasensoriali.
Si tratti di stati o eventi che insorgono durante la pratica del Samadhi.
e, facciamo attenzione, queste otto sono solo le otto Siddhi principali.
Patanjali negli yoga sutra (il libro più citato e meno letto della storia dello yoga) ne cita ben 68 e insegna a "governarle" mediante la tecnica del Samyama.

Dite la verità: ne avevate mai sentito parlare?

lunedì 15 maggio 2017

DICK PRICE, LO PSICOLOGO CHE REINVENTÒ LO YOGA





Nel 1956 a San Francisco, Richard "Dick" Price, un militare americano laureato in psicologia alla Standford University, ebbe una crisi psicotica dovuta forse all'assunzione di LSD.
Fu ricoverato in varie cliniche, in California e poi nel Connecticut dove, in seguito ad una diagnosi di schizofrenia fu sottoposto ad una serie di trattamenti assai invasivi, dall' elettrochock, alle flebo di insulina (?).


-"Poveretto!"- verrà da pensare a chi sta leggendo -"Ma che cosa c'azzecca con lo Yoga e la meditazione?".

Io invece credo  Dick Price c'azzecchi parecchio con tutto ciò che oggi chiamiamo Yoga, meditazione: è stato lui, insieme a Michael Murphy (anche lui laureato in Psicologia all'Università di Standford), a creare la "Religione non Religione" e lo "Yoga non Yoga"  che stanno alla base di molte, se non tutte, le discipline chiamate oggi Olistiche (credo sia stato proprio  lui a inventare il neologismo "Olistic").

Secondo gli estimatori (moltissimi) Price è stato un ricercatore geniale, sperimentatore accanito di tutte le tecniche e discipline finalizzate a migliorare la condizione dell'uomo, ad aumentare la sua consapevolezza ed a condurlo verso l'illuminazione.

Secondo i detrattori (pochissimi) era una delle punte di diamante dell' MK Ultra, il famigerato progetto della CIA teso a sviluppare un metodo di controllo, globale, delle coscienze, che mosse i primi passi proprio alla Stanford University, dove avevano studiato Price e molti dei suoi collaboratori.

Comunque sia a lui, a Murphy e ai terapeuti di Esalen, va il merito di aver introdotto nella vita degli americani prima e di tutti gli occidentali poi, lo Yoga, lo Zen e le discipline Olistiche , riservate fino allora ad una ristretta élite.

Che poi la Religione non Religione sia cosa diversa dal Buddhismo, la Meditazione non Meditazione sia cosa diversa dal Nidhidhyanasana indiano (o lo Za Zen giapponese) e che lo Yoga non Yoga sia  diverso dalle pratiche proposte da Patanjali o Gorakhnath è un altro discorso. 



Partendo dal presupposto  che la validità di una tecnica si debba  giudicare dai risultati e non dal nome che gli è stato attribuito o dal luogo in cui è stata ideata, credo, tuttavia che possa essere interessante, per i praticanti, sapere che, oggi, dietro a nomi identici o simili si nascondono spesso tecniche  e discipline affatto diverse.

E credo possa essere interessante anche il sapere dove e quando  sono nate le moderne "Discipline Olistiche".

Ma torniamo a Dick Price. 
Sconvolto dall'esperienza, come paziente, nelle cliniche psichiatriche, nel 1962  insieme a Murphy, fondò in California, a Big Sur, l'Istituto Esalen.
Lo scopo iniziale dell'Istituto era quello di ideare e sperimentare delle cure alternative  per le malattie mentali, ma col tempo gli interessi dei due psicologi si spostarono (in sintonia con l'evoluzione del progetto MK Ultra) verso le possibilità di sviluppo delle potenzialità della mente umana.
Nacque così il discusso HPM, Human Potential Movement, il cui fine era quello di ideare delle tecniche terapeutiche che permettessero all'Essere umano di sviluppare appieno tutti i suoi talenti e le sue potenzialità, in modo da creare degli individui "Completi" o "Integrati" e, quindi, una società migliore.

Lo HPM ha origine dagli studi di tre psicologi americani:
Carl Ramson Rogers, il fondatore della Terapia Non Direttiva (in pratica tutto ciò che oggi chiamiamo "Counceling",Rollo May, l'autore di "L'Arte del Counceling" e Abraham Maslow, quello della "Piramide dei Bisogni", ben nota a tutti coloro che si occupano di corsi per manager, corsi motivazionali e "Riprogrammazione esistenziale".




I tre, appassionati Studiosi di Freud e di Nietzsche, crearono il concetto di Self-Actualization, che per la psicologia sta per "Realizzazione delle proprie doti e potenzialità", che divenne il Verbo dei terapeuti dello H.P.M. e dei ricercatori di Esalen.

-"E lo Yoga che c'entra?"- 
C'entra, c'entra....
Con il tempo Self-Actualization divenne sinonimo di Self-Realization, termini che in inglese sono più o meno sinonimi, solo che con il termine Self-realization si traducono pure la parola sanscrita  Mukhti, che sta per realizzazione, illuminazione e che si può, infatti intendere come Realizzazione del Sé.
Ma il Sè dei testi indiani è l'Atman (Anima Universale) o il Brahman (l'Assoluto), mentre il Sè di Roger, May e Maslow è invece la Persona Individuale.
In pratica si dette vita ad una , non so quanto involontaria, confusione tra due "Enti" collegati tra loro ma diversi, chiamati nella teologia occidentale "Persona Umana" e "Persona Divina".

Per dirla in parole povere:
- lo Yoga indiano è finalizzato al superamento della innata ansia di irrisolutezza dell'essere umano tramite lo scioglimento dell'individuo nell'Anima universale, nella "Dea" o nell'Assoluto; 
- le terapie dello H.P.M sono invece finalizzate al potenziamento dell'Individuo.

Nello Yoga si insegna che tutte le facoltà umane appartengono alla Dea e/o al Brahman, tanto che il saluto dei Nath, i maestri tantrici che hanno creato lo Hathayoga è Om Adesh che si può tradurre con "Sia fatta la SUA Volontà".
Nelle pratiche dello H.P.M si insegna invece che le facoltà divine appartengono all'individuo, concetto che si potrebbe rendere con "Sia fatta la MIA Volontà".

Uno dei concetti fondamentali della Self-Actualization e della Scuola di Esalen è quello del successo sociale ed economico come riprova dell'evoluzione spirituale dell'individuo.

Cioè: "Se lavori sul Sé prima o poi raggiungerai un ruolo di rilievo e farai tanti soldi".
Questa premessa ovviamente, attirò gli interessi del mondo del Business e della politica e sul Centro di Esalen cominciarono a cadere a pioggia i finanziamenti delle Multinazionali e delle lobby Politiche.

Price e Murphy cominciarono una serie di ricerche sperimentali a tutto campo, sostenuti, sin dagli inizi, dal fior fiore dell'intelligentzia statunitense ( come Spiegelberg,  Watts, Aldous e Laura Huxley, Gerald Heard...tutti provenienti dalla Standford University).
Agli inizi i loro interessi si polarizzarono sull'utilizzazione delle droghe psicotrope, come lo LSD (acido Lisergico) e la MDMA (Ecstasy), poi cominciarono a lavorare sugli stati trascendentali delle discipline orientali e crearono propri metodi di meditazione e di rilassamento psicosomatico coniugando lo Yoga e il Buddismo con l'ipnosi di Erickson e il Training Autogeno di Shultz.

Ripresero anche la Gestalt, la scuola psicologica tedesca nata agli inizi del XX secolo (il primo studio ufficiale, che ha fondato questa nuova scuola, apparve nel 1912 con la firma di M.Wertheimer, K.Koffka, W.Kohler), la mescalorono con tecniche derivate dalle avanguardie teatrali di quegli anni e crearono una nuova disciplina, la Gestalt Practice.

La storia della Gestalt Practice è emblematica e può chiarirci i motivi della leggera confusione di stili e metodi che oggi regna nel mondo dello Yoga.


Price e Murphy, ripeto, sperimentavano a tutto campo e ideavano di continuo nuovi metodi e tecniche, ma poi,  probabilmente per un forma di rispetto per i padri delle discipline cui si riferivano o per una forma di umiltà, non firmavano le loro "creazioni", nè inventavano nuove etichette.

La Gestalt Practice funzionavava e si sparse nel mondo in un batter d'occhio finendo con il sostituire, nel linguaggio comune la metodologia originaria cosicchè, oggi, viene chiamata semplicemente Gestalt e quasi nessuno si ricorda di Wertheimer, Koffka,Kohle e della loro influenza sulle avanguardie artistiche del '900.

Allo stesso modo le tecniche di meditazione di Esalen, nate dalla commistione  di pratiche buddhiste, taoiste e hindu con le tecniche di rilassamento e di ipnosi della psicologia americana, si diffusero così rapidamente da soppiantare nella cultura occidentale (e non solo...) le tecniche originarie.




Nella seconda metà degli anni '70 Price e altri esponenti dello H.P.M. si trasferirono in India, nel centro di Bagawan Rajneesh.
Furono loro a lanciare l'idea delle terapie di gruppo a pagamento che, ben presto divennero la principale fonte di reddito dell'Ashram.
Ne approfittarono per sperimentare tecniche assai "Hard", difficilmente proponibili in occidente, finalizzate all'espressione dell'aggressività e alla disinibizione sessuale che vennero abbandonate nel 1979 probabilmente per gli effetti negativi che ebbero sui partecipanti (lo stesso Price fu vittima di un pestaggio violentissimo) e sulla reputazione di Rajneesh.
Al giorno d'oggi tra le tecniche insegnate nei centri dedicati ad Osho l'unica sicuramente attribuibile a lui è la meditazione dinamica, le altre derivano tutte, più o meno direttamente, dagli esperimenti dello H.P.M.




Dick Price è morto nel 1985. fu trovato in mare, a pochi metri dal luogo in cui era solito meditare, con la testa spaccata e ferite da taglio alle braccia.
La polizia archiviò il caso come "incidente stradale".

 L'istituto Esalen continua ad essere ancora oggi un luogo d'incontro di maestri e terapeuti di tutte quelle discipline che chiamiamo Olistiche finalizzate alla Self-Actualization e alla Self-Awareness, chiamate da noi Auto-Realizzazione e Consapevolezza. Discipline che si stanno sostituendo, nelle tecniche e nelle finalità, gli antichi insegnamenti vedici e tantrici,

Non so se sia un bene o un male.













venerdì 12 maggio 2017

CHI HA PAURA DELL'OSHO CATTIVO?


Non ho mai avuto troppo amore per Osho.
Lui, a dire il vero non l'ho mai conosciuto di persona, ma alcuni dei suoi insegnamenti mi sono arrivati tramite dei samnyasin che ho frequentato tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80.

Mi intrigava e mi divertiva, questo si, ma i suoi discepoli parevano, ai miei occhi di ventenne, un tantino arroganti e, a parer mio, un po' egotici: sembrava che il mondo dovesse girare intorno a loro e che i loro interessi personali  fossero, in fin dei conti l'unica cosa veramente importante.

Quando venne fuori la storia della sua Comune, in Oregon,  un'orgia di tentati omicidi, truffe, violenze  scatenata dalla sua segretaria, Ma Sheela, e da un gruppo di discepoli infedeli, il mio non enorme interesse per Bhagwan Shree Rajneesh, come si chiamava all'epoca, svanì come neve al sole.

Gli Orange di Ma Sheela, a quanto si dice, tentarono di impossessarsi quasi militarmente della cittadina di Antelope nella contea di Wasco. terrorizzandone gli abitanti  con violenze, di ogni genere, attacchi batteriologici (scatenarono una epidemia di salmonella), e un controllo capillare della vita privata dei cittadini con telecamere nascoste e intercettazioni telefoniche da far invidia all' FBI. Progettarono addirittura un attentato terroristico con un aereo imbottito di esplosivo.  
Quando furono condannati e Osho venne esplulso dagli Stati Uniti gli abitanti posero una placca commemorativa su cui c'è scritto: 

"Dedicata a quelli di questa comunità che durante l'invasione e l'occupazione di Rajneesh del 1981-1985 rimasero, resistettero e ricordarono
"La solo cosa necessaria affinché il male trionfi è che gli uomini buoni non facciano nulla " (Edmunde Burke)


Che roba...
All'inizio le provocazioni di Osho, il suo inneggiare alla libertà e all'amore che nulla pretende, me lo avevano reso simpatico, e, a dir la verità, pensavo fosse un autentico maestro.
Mi ero sentito in sintonia con il suo prendersi gioco dei luoghi comuni eletti dalla società a regole morali o insegnamenti divini.

Ma poi i fatti americani, le voci sulle sue dipendenze dalle droghe e sulla sua ipocondria, e, soprattutto,  le mie  frequentazioni con alcuni suoi devoti che mi parvero tutto fuorché illuminati, lo fecero scadere, nella mia personale  classifica dei Guru, al rango di simpatico e a volte geniale cialtrone.
Che Osho fosse un criminale invece non l'ho mai creduto.
Neppure un istante.
Non so perché, ma ero intimamente convinto che qualcuno lo avesse messo di mezzo




.
Qualche tempo fa, per caso, ho trovato un vecchio articolo di Stefano Maria Chiari molto ben scritto, che interpreta alcune affermazioni di Rajneesh dal punto di vista cattolico e ne evidenzia la pericolosità.

"Senza entrare nel merito della falsità pericolosissima di pratiche tantriche, utilizzate da Osho" - scrive l'autore -" che pretendono di sacralizzare il peccato orgiastico ingannando se stessi e gli altri, altre considerazioni si possono fare prendendo spunto da alcune affermazioni presenti sul sito ufficiale"-

Segue poi una citazione attribuita ad Osho  che viene presa come esempio della pericolosità dei suoi insegnamenti:  

"L'uomo che sa come innamorarsi sa anche quando è il momento di tirarsene fuori. Lo farà con grazia. Dirà arrivederci con gratitudine, ma prima dovrà imparare ad amare"

-" Chi Ama"- dice Stefano Maria Chiari -"non può tirarsi fuori da nulla perché ha donato tutto se stesso" -

Mi pare ovvio che per un cattolico la libertà sessuale e sentimentale propagandata da Osho e dai suoi seguaci sia un pericolo per la società e per il vincolo matrimoniale che, per i cattolici, è, della società,uno dei pilastri fondanti.

L'articolo insomma, esprime, con misura e competenza, il punto di vista di un cristiano su
Osho e la conclusione non può che essere una: si tratta di un pericoloso sovversivo o, addirittura, di Satana in persona. Del resto lo sappiamo tutti che il maestro indiano, definito da molti i il Guru del Sesso, aveva orrore del matrimonio,  istigava i suoi discepoli a fare sesso in tutti i modi possibili immaginabili dopo essersi sfondati di canne e insegnava a fregarsene delle più elementari regole della convivenza civile... O no?



Già...siamo proprio sicuri che Rajneesh la pensasse così sull'amore, sul sesso e sul matrimonio?
Se riusciamo a vincere la tentazione di estrapolare delle singole frasi dai suoi lunghi discorsi o dalle pagine di uno dei suoi, credo, 600 libri, pare proprio di no.

Ecco ad esempio cosa dice ad una coppia che, a parer suo, non è abbastanza "appassionata" (http://www.amadeux.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=10620):

"[...]Ballate insieme, per esempio, cantate insieme, fate molte cose
insieme. Massaggialo e lui può massaggiare te, mm? Lasciate che le
vostre energie si incontrino e si mescolino, non solo sessualmente,
anche in altri modi! Il massaggio va benissimo, la danza è ottima,
andate a nuotare insieme, tenetevi per mano nell’acqua, prendete il
sole insieme. Fate in modo che le vostre energie si incontrino in
molti altri modi [...].Il solo sesso non sarà sufficiente. Dovrete incontrarvi in altri modi, non sessuali, e allora accadrà anche con il sesso, altrimenti il
sesso da solo non funzionerà. Ma una cosa va bene: può essere una
relazione stabile… e penso che tu abbia bisogno di qualcosa di
stabile. Vero? Hai avuto tante storie, ora hai anche bisogno di
qualcosa di stabile [...]"


Non so se è chiaro: il Guru del sesso sta suggerendo ai due di cercare di RENDERE STABILE LA RELAZIONE facendo in modo che le loro energie si incontrino ballando insieme, tenendosi per mano ecc. IN ALTRI MODI NON SESSUALI perché il solo sesso non è sufficiente.

Se poi andiamo a vedere cosa dice, in un'altra occasione, a proposito del matrimonio le nostre idee si fanno ancora più confuse:

-"Io non sono contrario al matrimonio, sono favorevole all'amore. Se
l’amore diventa matrimonio, bene, ma non sperare che il matrimonio
porti amore. È impossibile. L’amore può diventare un matrimonio. Devi
lavorare con grande consapevolezza per trasformare l’amore in
matrimonio.[...] Se il matrimonio è un’istituzione, tu ne diverrai schiavo. Solo gli schiavi desiderano vivere in un’istituzione.

Il matrimonio[vero]è un fenomeno totalmente diverso: è il picco supremo dell’amore. Allora va bene. Non sono contrario al matrimonio, sono a 
favore del matrimonio vero.-"






In realtà il  pensiero di Osho è molto più complesso e articolato di quanto vogliano farci credere.
Il "Guru del Sesso" può piacere o meno, ovvio, ma sicuramente era  intelligente, colto e soprattutto era uomo libero, che ha sempre detto ciò che pensava.
E un uomo libero dà fastidio a molti.
Nel 1969 venne invitato a parlare alla Seconda Conferenza Mondiale sulla religione Hindu e in un discorso rimasto celebre, si scagliò senza riserve contro l'ipocrisia e la brama di potere di molti preti :

-"Qualsiasi religione che consideri questa vita come una valle di lacrime priva di significato incentivando pertanto l'odio verso questa esistenza, non potrà mai essere una vera religione. La religione è invece un'Arte che deve insegnare come godere della vita" -

Lo Shankacharya di Puri, tentò di interromperlo più volte, ma lui lo zittì grazie alla sua abilità oratoria e alla grande conoscenza dei testi sacri.

Certo che  Inimicarsi una delle più alte autorità religiose  dell'epoca, il Ponteficie degli Shankaracharya, non fu una mossa molto astuta e, anche per questo, mi viene da pensare che, alla fin fine Osho fosse un ingenuo.

Il suo discorso alla Conferenza Mondiale sull'Induismo mi ricorda un altro indiano, forse anche lui ingenuo, di duemila e cinquecento anni fa: Śuddhodhana Il padre di Buddha Shakyamuni.



Śuddhodana, era a capo di una Lega di città-stato governate da un'aristocrazia guerriera, tipo la Dodecapoli Etrusca o la Lega del Peloponneso di Sparta e Corinto.

I nobili si riunivano in assemblee chiamate Saṃgha, una specie di parlamento federale, dove le decisioni si prendevano a maggioranza.

La leggenda vuole che a Śuddhodana il sistema delle caste non andasse a genio.

Ce l'aveva soprattutto coi brahmini, più sensibili alla luce dell'oro che al bagliore dei fuochi sacrificali, e si dette da fare per limitarne il potere.

Il clero non la prese mica tanto bene: nel giro di qualche decennio il piccolo regno degli Śākya (la famiglia di Buddha) venne distrutto.

Fu per questo che Siddhartha, il figlio di Śuddhodana fondò un ordine di monaci che avrebbe lottato contro la corruzione dei Brahmini con le armi dell'amore, della compassione e del Dharma, la legge universale, una “Confraternita di guerrieri dello spirito”  che prese il nome di Saṃgha, come veniva chiamato il parlamento delle città stato...

In un certo senso è lui, Śuddhodana il vero creatore del buddhismo, ma è stato quasi cancellato dalla storia.

Oggi, in occidente si ricorda quasi esclusivamente come il re cretino del Piccolo Buddha di Bertolucci, quello che si tinge la barba per far finta di essere giovane e passa il tempo a bighellonare nella sua reggia, ma pare fosse un grand'uomo.
I potenti non perdonano chi mette in discussione i loro privilegi.




Osho, che dopo aver scandalizzato e criticato i preti Hindu fece di tutto per farsi nemici i rappresentanti di tutte le altre religioni, sicuramente non cadrà nell'oblio, ma ai nostri giorni, dalla maggior parte delle persone, è ricordato o come un cretino che fa battute sciocche e scontate ("Le frasi celebri di Osho") o un criminale che spinge i giovani alla depravazione se non Satana in persona.
Secondo me non era né l'uno né l'altro. 
E ad esser sincero più passa il tempo e più mi viene il sospetto che la banalizzazione e la demonizzazione del suo pensiero siano entrambe causate dalla  paura.

Paura che fosse un maestro autentico, forse.

Paura che le sue parole, mai banali ti entrino dentro e ti costringano a guardarti in faccia, svelando le piccole meschinità e furbizie che ti garantiscono la sopravvivenza.

Ma chissà.magari, invece  era davvero criminale, o forse uno sciocco con lampi di genialità...

Quello che posso dire io, senza tema di smentite, è che ha scritto cose meravigliose e per questo, meriterebbe, almeno, la gratitudine dei molti.

C'è un brano, in particolare, sull'amore e sulla meditazione, che metterei come testo obbligatorio in tutte le scuole di Yoga.
Spero lo leggiate con attenzione.
Un sorriso, 
P.

IN CERCA DELLA LUNA

"L'amore ti offre bagliori fuggevoli sulla meditazione: sono i riflessi
della Luna sul lago, sebbene siano solo riflessi e non siano veri.
Perciò l'amore non riesce mai ad appagarti. Di fatto, l'amore ti
renderà sempre più insoddisfatto, scontento. L'amore ti renderà sempre
più consapevole di ciò che è possibile, ma non te lo elargirà. Solo
coloro che amano conoscono le gioie della meditazione. Coloro che non
hanno mai amato e non si sono mai sentiti frustrati per amore, coloro
che non si sono mai immersi nel lago dell'amore in cerca della Luna e
non si sono mai sentiti frustrati, costoro non cercheranno mai la Luna
vera lassù nel cielo, non diventeranno mai consapevoli della sua
esistenza."

(Osho, Il Cuore Celeste, NSC ed.)

















giovedì 4 maggio 2017

KRISHNAMURTI, IL MESSIA INVENTATO, E LO YOGA-NON YOGA


Domenica scorsa, durante un residenziale, ho scoperto che molti yogin meditano, e insegnano a meditare, con gli occhi chiusi.
La cosa mi ha sorpreso assai.
Fermo restando che ognuno debba praticare come meglio gli aggrada, esistono, nello yoga come in ogni altra attività umana, dei "fondamentali", delle istruzioni di base che vengono impartite al primo incontro o alla prima lezione.
Per ciò che riguarda la meditazione ho avuto degli istruttori  tibetani, giapponesi, cinesi e indiani e tutti, ma proprio tutti, mi hanno, insegnato che per meditare,bisogna sedersi in una posizione comoda, ma con la schiena ben allineata, il sincipite (la parte più alta del cranio) "sospeso", il mento dolcemente rivolto verso il torace e gli occhi, socchiusi, rivolti verso la punta del naso.

Gli occhi  "devono" essere socchiusi sia per una serie di motivi fisici (che qui non mi sembra il caso di approfondire) che per evitare che la mente venga distratta dagli oggetti esterni (se si tengono  aperti) o dagli oggetti interni (i frutti dell'immaginazione che insorgono ad occhi chiusi).
Esistono poi altre posizioni, o meglio, mudra, come Shambavi Mudra, ad esempio, (quando le pupille si spostano verso il punto in mezzo alla fronte), ma sono in genere dei processi spontanei che insorgono in certi momenti della pratica.
Di fatto ad un allievo che vuole iniziare   a meditare, nelle tecniche taoiste, nello zen, nel buddhismo tibetano, nello Yoga, si suggerisce "sempre" di tenere gli occhi socchiusi e di rivolgere lo sguardo verso la punta del naso.




Lo so che sembra una cosa da poco, ma non è la prima volta che trovo delle discrepanze tra ciò che mi hanno insegnato i miei istruttori orientali ( ed ho in seguito verificato sui testi tradizionali di yoga,) e ciò che molti maestri moderni insegnano nei loro corsi e scrivono nei loro libri.
In molte scuole e in molti testi, anche assai famosi, la forma, il colore e la natura dei chakra, ad esempio, o la descrizione degli stati di coscienza dell'essere umano, sono così diversi da quanto ho imparato da farmi pensare a due tradizioni indipendenti che usano le stesse parole ma hanno origini, tecniche e fini, forse, completamente diversi.



Secondo me, semplificando ovviamente,, esistono uno, chiamiamolo così, Yoga orientale - che proviene dagli insegnamenti di Patanjali, Shankara,i Siddha del Tamil, Gorakhnath... ed è molto simile, teoricamente e tecnicamente, alle discipline psicofisiche cinesi e giapponesi- ed uno Yoga occidentale che proviene degli insegnamenti della Teosofia.

Il primo si basa su una serie di dottrine facilmente tracciabili  e su una vasta letteratura (Veda, Vedanga, Vedanta, Poemi Epici indiani, tantra), il secondo, pur con riferimenti alla tradizione neoplatonica, è frutto delle visioni e dei sogni di una serie di medium e chiaroveggenti, che sarebbero entrati in contatto telepatico con dei maestri di altre dimensioni spazio temporali, per cui non esistono testi di riferimento che non siano i resoconti di viaggi astrali o altri eventi paranormali redatti negli ultimi 100/150 anni.

Questo secondo yoga, nato con la Teosofia di Helena Petrovna Blavatsky, tramite una serie di illustri filosofi e pensatori, spesso legati alla massoneria, è entrato a far parte di quell'insieme di culti, credenze e tecniche psicofisiche che oggi chiamiamo New Age ed ha finito per sovrapporsi, spesso anche in Oriente, allo Yoga di Patanjali e Shankara. 

Non so se questo sia un bene o un male, mi limito a notare che ci sono delle differenze, a volte rilevanti, tra le teorie e le tecniche di derivazione new age/teosofica (oggi spesso definite Olistiche) e gli insegnamenti per esempio, di Gorakhnath.

I teosofi, che oggi fanno riferimento ad una potente associazione, chiamata Lucis Trust (dove Lucis sta per Lucifero), hanno grandi mezzi finanziari e possono esercitare una enorme influenza sui mezzi di comunicazione.
Non è un caso, ad esempio, che  Gorakhnath considerato in oriente uno dei più grandi guru illuminati della storia, sia conosciuto, in occidente, solo da pochi praticanti di yoga mentre Jiddu krishnamurti, un maestro scelto, istruito e in un certo senso creato dai teosofi, sia noto universalmente come un  Grande Maestro incarnazione, dicono, del Buddha del futuro, Matreya.

Provate ad andare in qualsiasi libreria e chiedete  un libro di Gorakhnath (ne ha scritti cento).
Sicuramente  vi chiederanno dieci volte come si scrive prima di fare una ricerca, spesso infruttuosa, sui cataloghi on line.

Se invece chiedete un libro di Jiddu Krishnamurti vi sorrideranno e, dopo aver parlato con competenza della sua vita e del suo pensiero, tireranno fuori almeno una decina di titoli in varie edizioni.



Krishnamurti, è stata la prima Pop Star del '900.
Negli anni '20 era più famoso di Rodolfo Valentino. Le sue conferenze attiravano folle oceaniche e attori, scrittori, banchieri e uomini politici sborsavano cifre impressionanti pur di apparire al suo fianco. 
Sempre elegantissimo, arrivava a bordo di auto di grossa cilindrata e mandava in visibilio gli spettatori  presentandosi come il tramite terreno tra esseri umani e non meglio definite "gerarchie celesti":
Il motivo del clamoroso successo del giovane indiano era dovuto,oltre che alla sua bellezza e al suo carisma al fatto che era stato "costruito" per piacere agli occidentali.

La storia di Jiddu Krishnamurti comincia nel 1909  Adyar, una cittadina del Tamil Nadu dove i teosofi avevano costruito un Ashram.
Mentre passeggiava sulla spiaggia insieme al fratello, Nitya, fu notato da Charles Webster Leadbeater, vescovo cattolico e personaggio di spicco della "Società Teosofica" .




La pedofilia di Leadbeater non era un mistero per nessuno, lui stesso ammetteva tranquillamente di masturbare e di far masturbare su sua indicazione, i giovani che venivano affidati alle sue cure, anche se, a suo dire, lo faceva per fini alti: -"la forte energia sessuale degli adolescenti prima o poi potrebbe condurli nelle braccia di qualche donna di malaffare con terribili ripercussioni karmiche"- diceva il vescovo -"meglio che li faccia sfogare io piuttosto che vadano a prostitute"-
Più volte Annie Besant, presidentessa della società teosofica e prima donna massone ad essere affiliata alla Gran Loggia Unita d'Inghilterra , era dovuta intervenire con le autorità e i giornali per evitare che il vescovo finisse in galera, ma oltre che pedofilo, Leadbeater si dice che fosse anche un chiaroveggente e così quando segnalò Jiddu alla Besant c'è da credere che avesse visto in lui qualcosa d'altro oltre ai lineamenti nobili e al fisico da indossatore.



Per qualche anno Leadbeater si dedicò completamente al giovane Krishnamurti. 
Lo istruì ai principi della Teosofia, gli insegnò l'inglese, la maniera di vestirsi all'occidentale e le buone maniere.
Quando il ragazzino fu pronto venne strappato al padre dopo un penoso processo giudiziario e  affidato, insieme al fratello, alla tutela di Annie Besant per essere presentato all'occidente come "il Maestro del Mondo", rappresentante in terra delle "gerarchie spirituali" dei "maestri invisibili" che gli avrebbero affidato il compito di creare una nuova religione universale.



Nel 1922 I fratelli Jiddu (Krishnamurti e Nitya)  si stabilirono in California, ad Ojai, dove vennero "affidati" alle cure di Rosalind Williams, una diciannovenne di grande bellezza, con il ruolo ufficiale di balia (una diciannovenne che fa la balia ad un ventisettenne?) che li seguì nei loro viaggi in India e in Australia.

Nel 1925 mentre erano a Sidney le condizioni di salute di Nitya (che si occupava dell'organizzazione delle conferenze e dei rapporti con la stampa)già  affetto da tubercolosi, peggiorarono improvvisamente.
Il trio fu riportato a Ojai e nel novembre dello stesso anno, in seguito ai postumi di un influenza, Nitya morì mentre, si dice, faceva l'amore con Rosalind.

Il tragico evento colpì profondamente il "Nuovo Messia": i  "Maestri invisibili", tramite i medium teosofi, lo avevano rassicurato sulla malattia di Nitya e jiddù cominciò ad avere seri dubbi sul suo ruolo e sulla effettiva veridicità degli insegnamenti ricevuti.

Nel 1927 la Besant organizzò il matrimonio di Rosalind con Desikachar Rajagopal, un amico di Jiddu che aveva sostituito Nitya nell'organizzazione del "Business Nuovo Messia".
Cominciò uno stravagante menage a trois con Rosalind che ebbe una figlia, Radha, da Rajagopal (da cui avrebbe divorziato nel 1960), ma di fatto fu la compagna di Krishnamurti per almeno venticinque anni.
Il silenzio che circondava la loro storia era dovuto al presunto celibato del "Maestro", portato spesso come prova del suo essere un realizzato, distaccato completamente dai desideri carnali.
Secondo Radha, la figlia di Rosalind, Jiddu  per non turbare l'immagine che si era creato, costrinse addirittura  l'amante ad abortire.






Intanto il rapporto tra Krishnamurti e la Società teosofica si era logorato.
Nel 1929 Krishnamurti sciolse l'Ordine della stella d'Oriente , la "Loggia" che i teosofi avevano creato per lui, e fondò una propria  associazione, la Krishnamurti Organization, affidandone la direzione al marito della sua amante

Quando ebbe fine la sua relazione con Rosalind, nel 1960 ne fondò un'altra, la Krishnamurti Foundation ed intraprese una lunga battaglia legale contro Rajagopal per il controllo delle proprietà immobiliari e dei diritti delle pubblicazioni.

Intanto dopo la rottura con i Teosofi, Jiddu elaborò una propria filosofia, sintetizzabile nel motto "No Guru, No Method, No Teacher", e basata sul rifiuto delle chiese, delle liturgie e delle religioni in genere.
Il suo pensiero ebbe una vasta eco negli ambienti scientifici e negli ambiti New Age, dando vita a ciò che oggi viene chiamato "Misticismo Quantico".
Ecco, iIl Misticismo Quantico, insieme alle credenze della Teosofia sta alla base di quello che possiamo definire Yoga Non Yoga o Yoga occidentale.

Sia ben chiaro che con queste definizioni non ho nessuna intenzione di esprimere giudizi negativi.
Volevo solo mettere in evidenza il fatto che oggi, molti di coloro che dicono di praticare Yoga non fanno riferimento allo Yoga di Patanjali, Shankara e Gorakhnath, ma a una serie di teorie e tecniche nate in tempi relativamente moderni in Europa e negli Stati Uniti.
Tecniche e teorie  nelle quali i principi fondamentali e  modalità operative dello yoga indiano  sono assenti o vengono presentati in forma affatto diversa.

Questo non significa che  la Teosofia e gli insegnamenti di Krishnamurti  non possano avere effetti positivi sull'individuo e sulla società (anzi, chi li segue mi assicura del contrario)
Significa solo che, nonostante l'apparenza, hanno poco a che vedere con lo Yoga di Gorakhnath, Patanjali o Shankara, uno Yoga che è fatto di Asana, Mudra, Mantra, yantra, Dhyana e Samadhi




Provate a pensarci la prossima volta che vedete qualcuno meditare ad occhi chiusi o sentite uno Yogin parlare della legge dell'attrazione o dei maestri Invisibili ...




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