giovedì 28 settembre 2017

LA PRATICA DELLA MEDITAZIONE - IL TEATRO DELLA MEMORIA

 Laura Nalin"MANDALA"



Tra qualche giorno sarà disponibile, sia in formato cartaceo, sia in formato Kindle, "Il Teatro della Memoria", la mia ultima"fatica Letteraria".
Si tratta del resoconto dei "dialoghi di istruzione" avvenuti tra il 2006 e il 2007 in  tre diversi "sodalizi" di ricercatori della Verità", in realtà yogin, marzialisti e filosofi che condividevano lel oro esperienze e disquisivano della "realizzazione del Sè".
Alcuni bran, secondo me sono di grande interesse, sia per i praticanti espertisia per coloro che da poco si sono avvicinati allo Yoga, alla meditazione e alla filosofia realizzativa.
Il brano che segue è tratto dalla terza parte del libro, "Tecniche Operative" e credo che sintetizzi abbastanza bene le caratteristiche del  libro.
Aspetto commenti, critiche e suggerimenti...
Un sorriso,
Paolo






Ryu no Kokyu
Succede talvolta che il praticante, durante o dopo la seduta di meditazione, provi paura, panico, angoscia.
Vi può essere una paura generalizzata, una sensazione di inquietudine che nasce dalla sensazione di estraneità o alterità, nei confronti del corpo o dell'ambiente.


Seitai
A me è accaduto dopo forse un anno dopo avere iniziato a meditare
Ormai quasi 10 anni fa ...
Per un periodo abbastanza lungo, ogni volta che iniziavo a meditare entravo in un reame dominato dalla paura.
Una paura ancestrale mi assaliva.
Anche se pienamente cosciente durante alcune meditazioni, della non-esistenza di alcuna presenza maligna, intorno a me, anzi, solo presenze positive, purtroppo, come chiudevo gli occhi, entravo nella dimensione della paura.
Alcune volte appena chiudevo gli occhi, così li riaprivo. Istantaneamente entravo in meditazione e…non ce la facevo a reggere quello stato di paura e riaprivo gli occhi per riuscire…
Poi come mettevo piede fuori dalla cava di meditazione, tutto spariva come un sogno.


Ryu no Kokyu
La paura può prendere la forma di demoni o mostri.
Talvolta li si percepisce o si percepiscono i suoni che emettono.
 Altre volte ne avvertiamo la "presenza".
Siamo sicuri che dietro una porta o un albero ci sia quella particolare creatura misteriosa di cui immaginiamo le fattezze.
Altre volte ancora "sentiamo" che in quell'oggetto o in quella determinata persona alloggia qualche "entità" malefica.


Seitai
Durante quel periodo ho letto in alcuni libri di come altri cercatori avevano passato periodi simili.
E di come molti abbandonavano la meditazione, perché' non riuscivano a superare quel gradino.
Così ho continuato, anche se a volte entravo ed uscivo dalla cava di meditazione dopo qualche minuto...cercando di non giudicare me stessa ed i miei vani sforzi di non avere paura.
Mi sedevo in meditazione, ricordavo la voce del mio guru che ripeteva il mantra, una voce che non si può' scordare...ma che veniva completamente cancellata dalla mia mente quando entravo nel reame della paura.
A volte ero la paura stessa...a volte anche se ero cosciente perdevo completamente cognizione di chi ero, dov'ero e del perché… provavo solo paura...a volte vedevo un occhio che mi guardava dentro, un occhio che avevo visto in una città deserta e bianca in altre meditazioni.


Ryu no Kokyu
Naturalmente ciò esiste solo nella nostra immaginazione, ma quando si comincia ad esperire e/o a comprendere la non esistenza sostanziale dei fenomeni avviene che il sistema di nozioni e conoscenze che regola il nostro rapporto con la realtà empirica cominci a vacillare.
Nella mente si fa strada la sensazione della infinita possibilità della manifestazione.
Frasi come "tutto è illusorio" o "tutto è apparenza fenomenica " vengono interpretate dalla mente come “tutto ha la medesima possibilità di esistere” ed il demone con tre gambe e le ali, o la lepre con le corna, assumono la medesima consistenza degli oggetti quotidiani.
Solitamente si tratta di eventi passeggeri ma non per questo sono meno angoscianti e scioccanti.


Seitai
Per quello che mi riguarda da un giorno all'altro, tutto e' sparito.
Il reame si è chiuso nello stesso modo in cui si era per qualche motivo dischiuso mesi prima.
Come se non dovessi passare più per la palude per arrivare al prossimo paese come se qualcuno avesse costruito una strada per arrivarci.
Non è quello che forse facciamo ogni giorno con la meditazione?
Giorno dopo giorno, mattone dopo mattone, costruiamo la strada per la via di casa ....


Ryu no Kokyu
Credo potrebbe essere utile, a questo proposito cercare di descrivere le esperienze soggettive dei meditanti.


Malcolm
Perché non cominci a parlare della "tua" esperienza personale?


Ryu no Kokyu
Mah…Credo di poter individuare, in quella che chiamo meditazione, due fasi diverse...
Non sempre sono presenti entrambe.
La prima la possiamo definire di assorbimento, la seconda forse, di consapevolezza, ma consapevolezza non è proprio giusto, si tratta di una consapevolezza in cui non vi è la consueta tecnica del pensare, ma una specie di ritmo consapevole…o di consapevolezza del ritmo...rta.


Claire
Chiedo scusa se mi intrometto.
Io seguo gli insegnamenti di Aurobindo.
Ci sono sempre, nei suoi insegnamenti, questi tre aspetti o tappe della sadhana: un primo passo verso l'immobilità, un secondo passo verso la passività al movimento, un terzo passo verso l'attività.
Questo si riscontra nella meditazione, nella vita, nello studio, nella bhakti, nell'azione...
Qualunque di queste situazioni prendi in esame, l'indicazione di Aurobindo è sempre quella di ricercare prima di tutto l'immobilità, poi la passività nel movimento, poi l'attività nel movimento.
Perfino nella realizzazione del Brahman: all'inizio si realizza il Brahman immobile, poi quello attivo, e si passa per un momento di totale passività nei riguardi del suo movimento.
Riflettevo in questi giorni che fino alle prime due tappe posso arrivarcise non altro a comprenderle, se non proprio a starci dentro, mentre la terza la sento difficilissima…


Ryu no Kokyu
Vediamo...
Claire parla, mi pare, di:
Riposo nell'immobilità, riposo nel seguire passivamente il movimento e riposo nel seguire attivamente il movimento
...giusto?
Questo mi ricorda le fasi che io definisco di riflessione, precedenti alla meditazione vera e propria.
Proviamo a ricostruire le sensazioni soggettive della, chiamiamola così, seduta tipo, ed a dividerle in fasi anche se in realtà si tratta di una ricostruzione fittizia, mentre medito non mi creo mai il problema di riconoscere le diverse fasi...
Mi siedo e aggiusto la posizione.
Solitamente ciò consiste nel distendere la schiena in diagonale avanti, tirando su, verso l’alto, i muscoli dell'ano per allungare l'osso sacro in basso e distendendo la nuca, per poi sedersi e allineare la schiena lentamente.
Ascolto poi le tensioni del corpo rilassando mentalmente i muscoli prossimi alle articolazioni.
Solitamente cominciando dall'alto ...anche le ossa del cranio le considero articolazioni…rilassando i muscoli della testa e del volto si allargano scrocchiando leggermente...
Se la posizione è corretta si percepiscono le energie che corrono senza impedimenti lungo le nadi della schiena e quelli che chiamo canali del braccio, canali della gamba, canale della cintura, canale del perineo.
Se non percepisco le energie le visualizzo, per esempio come correnti di liquido di vari colori e intensità, e le indirizzo mentalmente nei vari canali
Comincio a rallentare o a velocizzare mentalmente, a seconda delle situazioni, il flusso delle energie, fino a quando non sopraggiunge uno stato di leggerezza rilassata, diffusa uniformemente nel corpo.
Questo stato mi è familiare e non so bene come spiegarlo.
Diciamo che non si percepiscono più le correnti energetiche ma c'è un unico insieme palpitante.
Ascolto il corpo ed attendo che vi sia una sensazione luminosa e di pressione sopra le orecchie e al centro della testa, sulla fontanella, a quel punto " stacco" l'attenzione dagli occhi che vengono attirati verso l'alto e mi fermo…
La fase di assorbimento è quella che io definisco di inizio "della meditazione", e che spesso avviene automaticamente appena mi siedo, senza tutta la fase preliminare, o appena faccio degli esercizi con la spada o delle sequenze di asana….
Non c'è assolutamente nessun pensiero cosciente.
I pensieri sorgono nelle fasi precedenti, ma sono come scoloriti e messi in secondo piano dalla percezione delle energie.
È come sbattere dalla finestra un panno sul quale è rimasta un po’ di farina ed osservare la nuvola bianca che si deposita a terra, all'esterno.

Questa fase di assorbimento è quella che cerco consapevolmente quando sono malato o in debito di energie.
È una fase piena.
Solitamente, quando mi dedico solo a questa, la meditazione si interrompe da sola o, a volte, per un motivo esterno, una luce od un rumore che diventano improvvisamente percepibili.
Il risultato evidente della fine di questa fase di assorbimento, quando non vado oltre, è per me, di solito, una forte erezione, con caratteristiche particolari…una sensazione di pienezza al sacro, ai reni, alla nuca al centro delle mano che sembrano collegati fisicamente, non metaforicamente al pene in erezione.
La successiva fase di meditazione è quella che chiamo di consapevolezza, che non ha niente a che vedere con il processo "pensativo" ordinario.
L'idea è di una piacevole penombra interrotta da qualcosa di luminoso…ma luminoso non è esatto perché dà l'idea della percezione visiva.
L'impressione è di una luce percepita contemporaneamente da tutti i sensi.
Qualcosa di non definito che sembra assumere talvolta la forma di una serie di cristalli ordinati e…sonori...di luce e suoni insieme che vanno a riempire la penombra.
Altre volte è un unico grosso cristallo; o un piccolo cristallo luminosissimo.
Un cristallo che può dar vita a forme geometriche o antropomorfe. Spesso ci sono suoni…inconfondibili...
La fine di questa fase è....come un video che ritrae un album fotografico dal quale il vento strappa le fotografie, proiettato alla rovescia.
Tempo fa la sensazione era, qualche volta, assai violenta.
Le immagini, alcune di scene mitiche, altre di paesaggi, altre di persone e vita quotidiana, arrivavano quasi dolorosamente, insieme a frasi, parole, senza senso, brani musicali, mantra o pezzi di mantra.
Ultimamente capita che si combinino in ununica figura o immagine e/o suono e la sensazione è di grande calma e dolcezza.
In tutto questo c'è un momento, un istante di niente assoluto…non so come altro definirlo...
Poi c’è una fase di reintegrazione caratterizzata dalla piena coscienza del corpo e delle energie.
Posso attenzionare con facilità i cakra, gli organi interni e le correnti energetiche.
La tranquillità porta ad una maggiore capacità di concentrazione…
Adesso lo faccio raramente, ma tempo fa, se ricostruivo mentalmente, per esempio, l'appartamento dei miei genitori mi sembrava di poter girare per casa non visto, oppure se mi concentravo su un oggetto, o un fiore mi pareva di entrarci completamente o se visualizzavo una persona mi pareva che fosse davanti a me in carne ed ossa.

Questa fase di reintegrazione si accompagna ad uno stato fisico di grande benessere, e ad una specie di piacevole vuoto alla fronte e/o al cuore.
In passato, soprattutto quando le fasi di assorbimento e meditazione avvenivano da sole, subentrava la paura, un senso di inquietudine, a volte il panico.
Oppure mi pareva, dopo la fine della meditazione, che mi fosse rimasto un qualcosa addosso, che mi impediva di essere tra virgolette" normale".
Un qualcosa dal quale avevo l'impressione di "dover uscire" per riprendere la vita quotidiana. Il conflitto tra la volontà di abbandonare questo particolare stato e la sensazione che fosse permanente, creava degli stati di ansia e di angoscia.
Soprattutto c'era una fastidiosa sensazione di non fisicità accompagnata alla paura di sciogliersi o di sprofondare all'interno del mio stesso corpo.
Per uscire da queste sensazioni, da piccolo, avevo trovato un metodo che, almeno per me, è efficace: portavo l'attenzione su qualcosa di molto...pratico... per esempio un frutto da mangiare, e a voce alta mi raccontavo le caratteristiche organolettiche del cibo che stavo assaporando o le funzioni dell'oggetto che stavo utilizzando.

Piano piano rinasceva una spirale ordinata di pensieri.

giovedì 14 settembre 2017

SEPTEMBER 11 2001: FALSE VERITÀ E VEROSIMILI BUGIE


Sedici anni fa, quando i giornali e le tv cominciarono a raccontare la storia dell'attentato terroristico più surreale della storia dell'umanità, non credetti neppure un istante alla versione ufficiale.
Un gruppo di arabi armati di temperini che dirottano quattro aerei di linea, si siedono ai comandi e, con un'abilità degna di Ian Solo, ma senza Millennium Falcon, colpiscono al cuore (Twin Towers e Pentagono) la nazione più potente del mondo.
Ma dai!!!!
Quando, dopo pochi mesi, lessi il libro inchiesta di Icke (Alice nel Paese delle Meraviglie e il Disastro delle Torri gemelle), le mie certezze vacillarono.

Il libro di Icke era ben documentato, la versione ufficiale ne usciva a brandelli, ma qual'era il movente?
Icke affermava che i responsabili erano Bush, suo padre, i reali d'Inghilterra e i Rotschild, che non sarebbero esseri umani, ma rettiliani, creature aliene a sangue freddo che, avrebbero deciso di far fuori tremila esseri umani per convincere l'opinione pubblica della necessità di muovere guerra all'Iraq di Saddam Hussein e ai talebani afgani.

Non è tanto la storia dei rettiliani a rendermi perplesso, quanto l'effettiva necessità, da parte dei potenti del mondo occidentale, di fingere un attentato terroristico di quella portata per giustificare una guerra.

Per organizzare un'operazione come quella del "9/11" Bush e Co., tra l'altro, avrebbero dovuto coinvolgere e mettere a tacere, oltre ai servizi segreti di mezzo mondo, migliaia di persone, tra militari, tecnici civili, giornalisti.
Migliaia di cittadini americani che si sarebbero resi complici di uno dei più grandi omicidi di massa della storia recente e avrebbero taciuto, per sedici anni, la Verità.

Erano tutti rettiliani? Furono tutti sottoposti a terribili ricatti? Furono tutti drogati dagli esperti chimici dell'MKultra?
Con tutto l'affetto che nutro per i miei, molti, amici complottisti non riesco a trovare nessuna plausibile spiegazione al presunto "assordante silenzio" dei presunti complici e presunti testimoni del presunto omicidio di massa.

Nessun essere raziocinante può veramente credere che le Torri gemelle siano state abbattute da due aerei di linea al comando di piloti improvvisati.

Nessun essere raziocinante può veramente credere che l'intera amministrazione Bush con la collaborazione di qualche migliaio di militari e di civili abbia sacrificato tremila cittadini americani per scatenare una guerra che sarebbe scoppiata ugualmente.

E allora che è successo l'11 settembre 2001?





Di certo sappiamo:

1) che sono morte tremila persone.
2) Che le due torri,più un terzo edificio ad esse connesso, sono crollate.
3) Che i video e le foto che ci hanno fatto vedere sono frutto di manipolazioni più o meno evidenti. 


Il documentario "September Clues" (https://www.youtube.com/watch?v=NhmOc7YBplg) svela una serie di trucchi, a volte grossolani, con cui gli esperti di computer graphic dei più importanti network americani avrebbero taroccato le immagini dell'attentato.



Le immagini, rallentate, dei filmati proposti dalle televisioni di tutto il mondo mostrano aerei che si sciolgono nell'impatto come i personaggi dei cartoni animati o che passano indenni attraverso metri di acciaio e cemento, il ponte di Verrazzano che danza intorno a Manhattan come una ballerina ubriaca e il cielo di New York che a seconda delle inquadrature, vira inspiegabilmente dal viola "mitra vescovile" al giallo pallido.
Dulcis in fundo, nessuno dei testimoni oculari intervistati pochi minuti dopo il disastro parla di "Aerei di linea" che si sarebbero abbattuti sulle due torri.
Alcuni dicono di non aver visto niente ma di aver sentito sibili e boati, altri parlano di piccoli aerei, di forma inconsueta, o addirittura di missili.
Insomma qualcuno ha manipolato le immagini televisive e i video amatoriali per nascondere qualcosa, ma cosa?






Un'idea ce l'ho.
E secondo me è un'ipotesi  più attendibile sia della verità ufficiale che dell'ipotesi rettiliana.  Nel 1986 mi hanno richiamato per il servizio di leva.
Avevo già 26 anni.
Dopo il Car a Salerno mi hanno mandato a san Giorgio a Cremano, alla Scuola Trasmissioni e  da lì a Roma, all'ufficio informazioni del Comiliter, il "Comando Militare della Regione Centrale",in pratica il centro di coordinamento delle forze Armate del Centro Italia e del mar Tirreno.
Da settembre 1986 a marzo 1987 ho partecipato ad una serie di esercitazioni NATO in qualità di telescriventista e di addetto ai fonogrammi.
Ricordo ad esempio l'esercitazione Wintex Cimex, nella quale il Comiliter di Roma coordinava unità aereo-navali britanniche, francesi, italiane e statunitensi.
L'esercitazione consisteva in una specie di partita a Risiko giocata da un gruppo di alti ufficiali di tutte le nazionalità, in cui venivano simulati attacchi terroristici in vari porti del mar Tirreno.
Ad un certo punto, nella partita che generali e colonnelli stavano giocando al piano sopra al nostro, nella Caserma dei Parioli, i "terroristi" si impossessarono del porto di Civitavecchia.
Un sottufficiale mi portò un bigliettino scritto a macchina con la "terribile" notizia ed io la comunicai via fonogramma (in pratica si facevo lo spelling delle singole parole al telefono: alfa, bravo charlie...) alle caserme dei carabinieri di Lazio e Toscana e via telescrivente alle unità navali che scorrazzavano tra la Maremma e le coste sarde.
I terroristi si erano impossessati di sette automezzi militari, con rimorchio, carichi di armi, per cui le navi ricevettero l'ordine di bombardare il porto di Civitavecchia per evitare danni maggiori.
Ovviamente i terroristi erano virtuali, così come virtuale era il convoglio di cui si erano impossessati, ma le navi erano autentiche ed autentici erano i missili che vennero puntati contro la città laziale.
mi è venuto un dubbio: e se l'11 settembre fosse stato il frutto di una esercitazione finita male?
Ho fatto una ricerca su Google con le parole chiave 9/11/2001 USA esercitazioni militari ed ho scoperto che  quel giorno ebbero luogo ben cinque esercitazioni almeno una delle quali riguardava la simulazione di un attacco al World  Trade Center di New York e al Pentagono con aerei civili!!! 

(i siti americani che ne parlano sono moltissimi, in italiano potete verificare su http://xoomer.virgilio.it/911_subito/esercitazioni_militari.htm)

Le esercitazione prevedevano sia l'utilizzazione di veri aerei governativi che l'uso di falsi segnali radar.
In una registrazione, resa pubblica dalla commissione d'inchiesta governativa sull'11 settembre, risulta che ad un certo punto sarebbero comparsi sul radar di un controllore di volo 22 oggetti non identificati, falsi segnali che gettarono nel panico il poveraccio, evidentemente, non al corrente dell'esercitazione in corso.

E se per un errore umano o,più probabilmente, per un malfunzionamento dei sistemi computerizzati, i falsi segnali e i falsi dirottamenti avessero innescato una reazione autentica?

E se dei missili autentici fossero stati lanciati, per sbaglio, contro degli aerei virtuali che, virtualmente, si stavano schiantando sulle torri gemelle e sul Pentagono?

Lo so che i complottisti preferiscono pensare che Dick Cheney, George Bush e i loro compagni di merende siano degli efferati criminali o dei rettiliani assetati di sangue umano, ma immaginatevi per un momento che siano stati lanciati degli ordigni per errore e che questi ordigni avessero delle caratteristiche tenute, fino a quel momento, segrete sia agli alleati che ai nemici.
Che altro avrebbero potuto fare il presidente degli Stati Uniti e i responsabili dell'imponente apparato militare americano (una volta appurata la'impossibilità di fermare i lanci) se non cercare di nascondere le modalità dell'accaduto e di proteggere la loro tecnologia militare.

La mattina dell'11 settembre, per una serie di circostanze sfortunate (una sfiga micidiale), un computer in tilt e un ufficiale in preda al panico lanciarono nei cieli di New York  (e Washington) una serie di missili autentici contro degli aerei virtuali.

Se la cosa fosse divenuta di pubblico dominio il danno d'immagine per gli Usa, la cui supremazia mondiale si basa sull'immagine di straordinaria efficienza della sua macchina militare, sarebbe stato immenso, per cui l'amministrazione americana, in procinto di scatenare la guerra contro Saddam Hussein e i talebani, chiese la collaborazione dei principali Network televisivi per cercare  di coprire l'accaduto.


Io credo che l'11 settembre le cose siano andate esattamente così...
Ovviamente non posso provarlo, ma sono pronto a giocarmi 100 euro contro un centesimo che nessuno riuscirà mai a dimostrare, al di là di ogni ragionevole dubbio, che le torri gemelle sono state distrutte da un manipolo di terroristi arabi, o che il disastro sia stato frutto di un complotto rettiliano.

Qualcuno vuole scommettere?












mercoledì 13 settembre 2017

STORIA DI UNA RELIGIONE INVENTATA


“Per duemila anni la Chiesa ha riversato oppressione e atrocità sul genere umano, ha distrutto sia passioni che idee, tutto in nome del loro Dio incarnato, la prova della mortalità di Gesù può porre fine a tutte queste sofferenze e costringere finalmente la Chiesa in ginocchio. L'erede vivente deve essere svelato, Gesù deve essere mostrato per quello che era, non miracoloso, un semplice... Uomo! L'oscuro inganno sarà svelato! L'umanità può finalmente essere liberata!”
(Leigh Teabing – Il Codice Da Vinci)






Tra pochi giorni uscirà "VESTITA DI SOLE" il mio ultimo libro ( il settimo, dopo "TANTRA LA VIA DEL SESSO" , "LA LINGUA PERDUTA DEI VEGGENTI" , "ESTASI E CONOSCENZA" che ho scritto insieme a Laura Nalin,,.),, "IL SENTIERO DELL'ILLUSIONE",, "LA DIMORA DELL'ACQUA",  "IL SEGRETO DELLA SPADA".

"VESTITA DI SOLE" nasce da una domanda semplice semplice: chi era Maddalena?
Ho esaminato i documenti su cui si è basato Don Brown per "Il Codice da Vinci", il Materiale sul mistero di Rennes-le-Château, le Storie del Graal di Chrétien de Troyes  le pubblicazioni della Chiesa cattolica di Armenia e della comunità ebraica  francese. le ho confrontate con i vangeli (quelli tradizionali, secondo la CEI) e soprattutto le opere dei maestri della pittura italiana (a partire da Leonardo, ovviamente).

L'immagine di Maddalena che emerge dalle mie ricerche è affascinante assai, ma più affascinante ancora è l'idea che mi sono fatto del "Grande Inganno", il complotto che secondo il Codice da Vinci sarebbe stato ordito da duemila anni per nascondere l'umanità di Gesù e la sua storia carnale con Maddalena.

Credo che si tratti di un "doppio inganno", degno dei romanzi di John le Carré, una storia in cui non si sa bene chi sia in buona fede, dove buoni e cattivi si invertono i ruoli di continuo.

Ho fatto delle scoperte, durante le ricerche.
Alcune divertenti. 
Ricordate,ad esempio,  la storia del Giovanni dell'Ultima Cena che sarebbe Maddalena mascherata?
Una balla cosmica!, il Giovanni rappresentato da Leonardo è proprio Giovanni, dipinto sempre come un giovane efebico..

San Giovanni Evangelista -Piero di Cosimo


Leonardo usò lo stesso modello  del Giovanni Battista conservato al Louvre, Gian Giacomo Caprotti, detto “il Salai", suo amante per decenni.



Leonardo, ritratto del Salai


Il Salai fu anche il modello per Monnalisa, tanto che esiste una versione "scherzosa" della Gioconda, dipinta a quattro mani da Leonardo e dal suo pupillo, dove il Salai è raffigurato con un seno prosperoso:



Insomma non esiste nessun "Codice da Vinci", e lo sa chiunque abbia studiato un po' di Storia dell'Arte.
Ma è proprio questo uno dei punti più stravaganti: perché il libro di Don Brown  e il film che ne è stato tratto, hanno suscitato tanto scalpore? E perché i moltissimi che "sanno", hanno taciuto, lasciando intendere che la tesi del romanzo di Don Brown  fosse in qualche modo attendibile?

Particolare dell'Ultima Cena - Leonardo da Vinci


Mi sono fatto un po' di domande e credo di aver trovato delle risposte plausibili.
La storia del Graal e tutte le tesi dei complottisti sono insieme una cortina fumogena, e una serie di segnali indicatori.
Una gigantesca balla con alcuni, pochi, elementi di verità, costruita per nascondere una verità  ben conosciuta da papi e artisti del medioevo e del rinascimento, ma tenuta nascosta per evitare che si mettessero a repentaglio le radici stesse della nostra civiltà..

Maddalena è un personaggio meraviglioso, più grande di quanto ci hanno fatto credere fino ad ora.

La ricerca delle sue tracce e di quello che alcuni chiamano il Graal (i supposti discendenti di Cristo) ha fatto nascere una serie di credenze  che  alla luce dei documenti storici sono delle colossali idiozie.
In realtà per conoscere la verità basterebbe aprire gli occhi, andare per esempio a San Pietro ed osservare con attenzione le statue degli apostoli che, minacciosi, torreggiano sulla basilica.
O leggere le scritte in latino incise sull'obelisco al centro della piazza.

Basterebbe  leggere con attenzione i quattro vangeli sinottici.o osservare con attenzioni le immagini mariane che ci sorridono dalle pareti delle chiese dei paesini di montagna.


Quello di Maddalena e del suo presunto matrimonio con Gesù è un segreto di Pulcinella.
facile da svelare.

Troppo facile.

La realtà è sempre diversa da ciò che ci si aspetta....



Ringrazio Francesca Pagano, per il suo preziosissimo aiuto nella ricerche delle fonti iconografiche.

E ringrazio, naturalmente Laura, la mia yogini,, continua fonte di ispirazione, e modella per la foto di copertina.




sabato 22 luglio 2017

MADDALENA VESTITA DI SOLE



“Per duemila anni la Chiesa ha riversato oppressione e atrocità sul genere umano, ha distrutto sia passioni che idee, tutto in nome del loro Dio incarnato, la prova della mortalità di Gesù può porre fine a tutte queste sofferenze e costringere finalmente la Chiesa in ginocchio. L'erede vivente deve essere svelato, Gesù deve essere mostrato per quello che era, non miracoloso, un semplice... Uomo! L'oscuro inganno sarà svelato! L'umanità può finalmente essere liberata!”
(Leigh Teabing – Il Codice Da Vinci)






Tra pochi giorni uscirà "VESTITA DI SOLE" il mio ultimo libro ( il settimo, dopo "TANTRA LA VIA DEL SESSO" , "LA LINGUA PERDUTA DEI VEGGENTI" , "ESTASI E CONOSCENZA" che ho scritto insieme a Laura Nalin,,.),, "IL SENTIERO DELL'ILLUSIONE",, "LA DIMORA DELL'ACQUA",  "IL SEGRETO DELLA SPADA".

"VESTITA DI SOLE" nasce da una domanda semplice semplice: chi era Maddalena?
Ho esaminato i documenti su cui si è basato Don Brown per "Il Codice da Vinci", il Materiale sul mistero di Rennes-le-Château, le Storie del Graal di Chrétien de Troyes  le pubblicazioni della Chiesa cattolica di Armenia e della comunità ebraica  francese. le ho confrontate con i vangeli (quelli tradizionali, secondo la CEI) e soprattutto le opere dei maestri della pittura italiana (a partire da Leonardo, ovviamente).

L'immagine di Maddalena che emerge dalle mie ricerche è affascinante assai, ma più affascinante ancora è l'idea che mi sono fatto del "Grande Inganno", il complotto che secondo il Codice da Vinci sarebbe stato ordito da duemila anni per nascondere l'umanità di Gesù e la sua storia carnale con Maddalena.

Credo che si tratti di un "doppio inganno", degno dei romanzi di John le Carré, una storia in cui non si sa bene chi sia in buona fede, dove buoni e cattivi si invertono i ruoli di continuo.

Ho fatto delle scoperte, durante le ricerche.
Alcune divertenti. 
Ricordate,ad esempio,  la storia del Giovanni dell'Ultima Cena che sarebbe Maddalena mascherata?
Una balla cosmica!, il Giovanni rappresentato da Leonardo è proprio Giovanni, dipinto sempre come un giovane efebico..


San Giovanni Evangelista -Piero di Cosimo


Leonardo usò lo stesso modello  del Giovanni Battista conservato al Louvre, Gian Giacomo Caprotti, detto “il Salai", suo amante per decenni.



Leonardo, ritratto del Salai


Il Salai fu anche il modello per Monnalisa, tanto che esiste una versione "scherzosa" della Gioconda, dipinta a quattro mani da Leonardo e dal suo pupillo, dove il Salai è raffigurato con un seno prosperoso:




Insomma non esiste nessun "Codice da Vinci", e lo sa chiunque abbia studiato un po' di Storia dell'Arte.
Ma è proprio questo uno dei punti più stravaganti: perché il libro di Don Brown  e il film che ne è stato tratto, hanno suscitato tanto scalpore? E perché i moltissimi che "sanno", hanno taciuto, lasciando intendere che la tesi del romanzo di Don Brown  fosse in qualche modo attendibile?


Particolare dell'Ultima Cena - Leonardo da Vinci


Mi sono fatto un po' di domande e credo di aver trovato delle risposte plausibili.
La storia del Graal e tutte le tesi dei complottisti sono insieme una cortina fumogena, e una serie di segnali indicatori.
Una gigantesca balla con alcuni, pochi, elementi di verità, costruita per nascondere una verità  ben conosciuta da papi e artisti del medioevo e del rinascimento, ma tenuta nascosta per evitare che si mettessero a repentaglio le radici stesse della nostra civiltà..

Maddalena è un personaggio meraviglioso, più grande di quanto ci hanno fatto credere fino ad ora.

La ricerca delle sue tracce e di quello che alcuni chiamano il Graal (i supposti discendenti di Cristo) ha fatto nascere una serie di credenze  che  alla luce dei documenti storici sono delle colossali idiozie.
In realtà per conoscere la verità basterebbe aprire gli occhi, andare per esempio a San Pietro ed osservare con attenzione le statue degli apostoli che, minacciosi, torreggiano sulla basilica.
O leggere le scritte in latino incise sull'obelisco al centro della piazza.

Basterebbe  leggere con attenzione i quattro vangeli sinottici.o osservare con attenzioni le immagini mariane che ci sorridono dalle pareti delle chiese dei paesini di montagna.


Quello di Maddalena e del suo presunto matrimonio con Gesù è un segreto di Pulcinella.
facile da svelare.

Troppo facile.

La realtà è sempre diversa da ciò che ci si aspetta....



Ringrazio Francesca Pagano, per il suo preziosissimo aiuto nella ricerche delle fonti iconografiche.

E ringrazio, naturalmente Laura, la mia yogini,, continua fonte di ispirazione, e modella per la foto di copertina.







venerdì 14 luglio 2017

ESTASI E CONOSCENZA




Oggi é iniziata la promozione di Estasi e Conoscenza, il primo volume della serie "Tantra, la Via dell'Essere che Laura Nalin e io pubblicheremo per Aldenia Edizioni.
Per festeggiare abbiamo deciso di pubblicare una breve anteprima, con la prefazione e il piano dell'Opera.

Si tratta di un libro che abbiamo scritto a quattro mani, Laura ed io, e riguarda eriguarda quella che noi chiamiamo "Bolla", ovvero quella dimensione "al di làdel Tempo e dello Spazio" che secono i Testi tantrici (e secondo la nostra esperienza) è possibile sperimentare nel rapporto di coppia.

Il libro, che parte dalle nostre storie personali e arriva alle "Tecniche di Integrazione del Femminile" che abbiamo sperimentato e proponiamo nei nostri stage, è illustrato con i disegni di Laura.









Ringraziamo tutti color0o che che ci hanno sostenuto e ci hanno aiutato con i loro consigli e suggerimenti: Luca Cecchi, Marzio Vincent Vaglio Bigi, Chiara Mancini, Onofrio Amendola, fabio Cozzi, Gianni Bencista e il Gruppo Vedanta, Alan Favuzzi, Selene Favuzzi, Roberta Matteini, Amelia Taboni, Marisa Marzola, Francesca Novella Susin,, Roberta Matteini,Sara Spolaore, Amelia Taboni. e gli amici  e fratelli di Yoga.it.
Il libro uscirà in autunno ma è già prenotabile su Amazon e nelle librerie.
Autori: Paolo Proietti e Laura Nalin
Titolo: Estasi e Conoscenza
Sottotitolo: Il ruolo della donna nel Tantra
Serie: Secondo volume della serie Tantra. La via dell’Essere
ISBN: 9788894842135


Paolo Proietti e Laura Nalin


ESTASI E CONOSCENZA
Il ruolo della donna nel Tantra

PREFAZIONE
“Coloro che sanno realizzano Amore, 
Solo così la Vita è degna d'esser vissuta […]
Non rifiutare mai l'offerta d'Amore, dice la Legge.”
(Chandogya Upanishad, XIII khanda) 

- “Si passa più tempo a pensare a cosa accadrà dopo la vita che a viverla, la vita”- diceva la coreografa Martha Graham.
Triste, ma vero.
L’Uomo tanto è ossessionato dalla paura della morte e di ciò che dopo la morte l’aspetta, da dimenticarsi di essere nato per danzare la vita.
Prigionieri dell’angoscia cerchiamo, disperatamente, nei preti, nelle chiese e nelle fantasie letterarie, quella risposta facile, facile, che, da sempre, risuona nel nostro cuore, nel sangue, nelle viscere: una volta nato chi può evitare di sparire per sempre?
Se nasci muori.
Lo sappiamo dall’inizio dei tempi, da quando il primo uomo ha aperto la bocca per dire “Io”, eppure la morte continua a terrorizzarci.
E se fosse una scusa? Se ciò che ci spaventa davvero fosse la Vita?


Bhuvanesvari - disegno di Laura Nalin


Non ho provato dolore quando sono morti i miei.  Vuoto, questo sì, ma anche tenerezza, tanta tenerezza.
Quando arriva, la morte, è sempre diversa da come te l’aspetti. L’Amore no, l’Amore tra una donna e un uomo intendo. Quando arriva lo riconosci subito, ha il sapore dei sogni di bambino, della favole a lieto fine, dei brividi che ti vengono d’estate, al tramonto, non sai se per il salmastro che ti graffia la pelle o per lo spettacolo del mare in fiamme.
La vita, dice la Chandogya Upanishad (uno dei libri più antichi del mondo), è degna di essere vissuta solo se si realizza Amore, e rifiutare Amore significa andar contro alla Legge, come se l’Universo stesso si nutrisse della Bellezza che nasce nel cuore degli Amanti.
Il problema è che l’Amore finisce, e il ricordo della gioia perduta rende il passo pesante e il sorriso tirato. Si sa: “le cose belle durano poco”, “niente è eterno”, “l’unica realtà è l’impermanenza”, “l’amore eterno non esiste” ecc. ecc. ecc…
E se così non fosse? Nel tantrismo si parla spesso di una terra misteriosa chiamata Uttarakuru, i cui abitanti vivono, l’uno per l’altra, nella Beatitudine Suprema per diecimila anni. Passano la vita a far l’amore, a cantare e a danzare per ringraziare gli dei della gioia loro concessa.
Poi Garuda, la grande aquila, annunciata dal rombo di mille tuoni, scende dal Cielo più alto, li invita a salire sulla sua schiena poderosa, e li accompagna sulla vetta del Monte Meru.
Una leggenda, come quelle di Shambala o del Paradiso Perduto ma secondo noi dietro ogni mito, ogni leggenda si nasconde un fondamento di verità.
La favola di Uttarakuru, tanto viva nello yoga indo-tibetano, ci suggerisce, forse, che l’Amore degli amanti è una via per la realizzazione, uno dei sentieri che possono portare l’essere umano lontano dall’ansia di incompiutezza che lo affligge.
Quella della Infinita Beatitudine è una terra, irraggiungibile in treno e in aereo, e questo forse vuol mostrarci che la via degli Amanti è difficile da intraprendere. Ma, un momento! Se è così perché ci sentiamo tanto a nostro agio nell’Amore? Perché ci sentiamo a casa?
Non sarà che è la nostra dimora originaria? Non sarà che lo stesso della beatitudine è la nostra condizione naturale?
Se così fosse, non dovremmo andare a cercare luoghi sconosciuti, ma dovremmo capire cosa ci impedisce di sperimentare, qui ed ora, la Gioia infinita di cui narrano i testi tantrici.
 Lo scopo, ambizioso, che Laura ed io ci siamo prefissi quando abbiamo cominciato a scrivere questo libro, il primo di una trilogia sul Tantra e sulla coppia, è proprio questo: trovare e sperimentare un metodo per sciogliere i vincoli che ci impediscono di sperimentare la Felicità senza limiti.
Nella prima parte, LA TERRA DELLA BEATITUDINE, descriveremo le nostre vicende personali, e le coincidenze che ci hanno fatto sperimentare ciò che Laura definisce “la Bolla”, uno stato di grazia che somiglia assai, secondo noi, alla beatitudine di cui si parla nei testi tantrici.

Nella seconda, LA VIA DELLA FELICITÀ - ISTRUZIONI PER L’USO, parleremo invece della teoria della “corda coscienziale”, e delle tecniche Tantriche dell’Ascolto e dell’Accelerazione delle Vibrazioni.

La terza parte, IL SESSO AI TEMPI DELLA BOLLA, sarà invece dedicata alle tecniche sessuali e all’utilizzazione del Piacere, al fine di nutrire e proteggere la Bolla della Beatitudine.

Nella quarta parte, ŚIVA, ŚAKTI E IL MATRIMONIO “VERO”, introdurremo il nostro lavoro sulle “polarità pure”, Śiva e Śakti come archetipi dei principi maschili e femminili.

Nella quinta parte, LA DONNA INTERA, sveleremo, con l’aiuto dei miti tantrici, qual è secondo noi il problema principale, la causa prima del fallimento delle relazioni uomo-donna: l’ignoranza, soprattutto, dell’Uomo, della natura del principio Femminile.

Infine, nella sesta parte, ESERCIZI PER INTEGRAZIONE DEL FEMMINILE, proporremo una serie di pratiche psico–fisiche e di “giochini per la mente” (come li chiama Laura) per prendere confidenza con le Daśa Mahāvidyā, le dieci diverse forme di energia femminile del tantrismo e Laura racconterà le esperienze personali, dieci diverse tappe lungo il cammino per la Consapevolezza.








Un sorriso,
Paolo

Lettori fissi

privacy