lunedì 7 settembre 2020

SEX, DRUG AND YOGA

 


“Una certa leggenda orientale narra di un mago ricchissimo che possedeva numerosi greggi. Quel mago era molto avaro. Egli non voleva servirsi di pastori, e neppure voleva recingere i luoghi dove le sue pecore pascolavano. Naturalmente esse si smarrivano nella foresta, cadevano nei burroni, si perdevano, ma soprattutto fuggivano, perché sapevano che il mago voleva la loro carne e la loro pelle. E a loro questo non piaceva. Infine il mago trovò un rimedio: ipnotizzò le sue pecore e cominciò a suggerire loro che erano immortali e che l’essere scuoiate non poteva fare loro alcun male, che tale trattamento, al contrario, era per esse buono e persino piacevole; poi aggiunse che egli era un buon pastore, che amava talmente il suo gregge da essere disposto a qualsiasi sacrificio nei loro riguardi; infine suggerì loro che se doveva capitare qualcosa, non poteva in ogni caso capitare in quel momento e nemmeno in quel giorno, e per conseguenza non avevano di che preoccuparsi. Dopo di che il mago introdusse nella testa delle pecore l’idea che esse non erano affatto pecore; ad alcune disse che erano leoni, ad altre che erano aquile, ad altre ancora che erano uomini o che erano maghi. Ciò fatto, le pecore non gli procurarono più né noie né fastidi. Esse non lo fuggivano più, ma attendevano serenamente l’istante il cui il mago avrebbe preso la loro carne e la loro pelle.”

(G.I. Gurdjieff)[1]

James Bond, l’archetipo del maschio/guerriero occidentale, nuota come un delfino, scia come un olimpionico norvegese, ha la mira di Guglielmo Tell, fa a botte come Bruce Lee e, a letto, è meglio di Rocco Siffredi. Già, 007 è sempre pronto a far l’amore con donne bellissime e caldissime, magari subito dopo aver messo al tappeto, a calci e pugni, torme di nemici, essere stato torturato da Adolfo Celi e aver salvato il mondo dal disastro nucleare.

 



Timothy Dalton e Sophie marceau in THE WORLD IS NOT ENOUGH (1999). Fonte: http://news.autosghana.com/james-bond-the-world-is-not-enough-sophie-marceaus-sexiest-scenes-and-pics/

 In altre parole James Bond ha poteri sovrumani, e li ha ottenuti grazie alla natura (ha un fisico eccezionale), l’addestramento, la droga e lo Yoga… Sembra strano ma soprattutto agli inizi della saga cinematografica, l’agente 007 viene collegato alle discipline orientali. Questa fotografia scattata durante le riprese di Dr. No (1962), primo capitolo della saga cinematografica tratta dai romanzi di Fleming, fa parte di un servizio lanciato dall’ufficio stampa come “James Bond, Yoga Teacher…”

 

Sean Connery e Ursula Andress sul set di "Licenza di Uccidere". Fonte: https://www.pinterest.co.uk/pin/467881848758266426/

Lo stravagante collegamento tra Yoga, Sesso e Droga non è certo una novità nel Cinema Post guerra mondiale. Ecco Marilyn Monroe “Yogi Bombshell” in un poster del 1948.

 


fonte: https://yogawillsavetheworld.wordpress.com/tag/marilyn-monroe/

 

Questa invece è Gloria Swanson nel 1950:

 

 

Fonte: https://it.pinterest.com/pin/271623421254064546/

 

 

Jane Fonda si fa immortalare mentre pratica nel salotto di casa:

                     

 

Fonte: https://www.pinterest.com/afrugiada/yoga-vintage/


Audrey Hepburn pratica sulla spiaggia:

 

 

 

Fonte: https://www.pinterest.com/pin/81627811975958692/ (n.b. La ragazza nella foto sembra in realtà Marilyn Monroe, ma la didascalia originale parla di Audrey Hepburn)

Ava Gardner e Burt Lancaster si dilettano nell’Acro Yoga:

 

 

 

Fonte: https://it.pinterest.com/pin/322077810822337011/

La pratica dello Yoga, unita all’uso di droghe stimolanti, sembra essere la caratteristica comune dei divi cinematografici degli anni ’50 e ‘60.

 

 

Singing in the rain, con gene kelly e Debbie Reynold. Fonte: Movie Poster Image Art/Getty Images

 

Debbie Reynolds, la protagonista femminile di “Singing in the rain”, ricorda nelle sue memorie, pubblicate nel 2013, il periodo delle prove accanto a Gene Kelly. Aveva 19 anni allora. Il carico di lavoro era pesantissimo, e Debbie arrivò al limite dell’esaurimento psicofisico. I medici della M.G.M le prescrissero allora delle pillole di vitamine. “Probabilmente erano le stesse vitamine che avevano rovinato Judy Garland”, scrive la Reynolds. Negli Studios, a partire dalla fine degli anni ’30, viene consumata più Benzedrina che Coca Cola.

Judy Garland e Mickey Rooney, coppia assai più celebre, negli stati Uniti, di quella formata da Fred Astaire e Ginger Rogers, venivano drogati dalla mattina alla sera dai medici della M.G.M. Racconta la Garland al suo biografo Paul Donnerly:

 

“They’d give (me and Mickey Rooney) pills to keep us on our feet long after we were exhausted. Then they’d take us to the studio hospital and knock us out with sleeping pills…then after four hours they’d wake us up and give us the pep pills again so we could work 72 hours in a row. Half of the time we were hanging from the ceiling but it was a way of life for us.”

 

 

Judy Garland con la madre, anche lei convinta consumatrice di Benzedrina. Fonte: Bettmann Archive/Getty Images

 

Anfetamine per lavorare, barbiturici per dormire quattro ore e di nuovo anfetamine. E tutto questo, dice la Garland “per noi era uno stile di vita. Judy Garland muore di over dose a 47 anni, uno “spiacevole” incidente per il mondo del cinema. Per le Star di celluloide l’uso, e l’abuso, della Benzedrina era “a way of life”. A vederli sul grande schermo attori e attrici di quell’epoca sembrano Dei. Sono bellissimi, sexy, affascinanti, e cantano, danzano, combattono proprio come ci immaginiamo facessero gli Dei della mitologia greca, o indiana. Le loro incredibili capacità psico-fisiche provenienti, in buona parte, dalla natura, venivano coltivate con le droghe e lo Yoga. Esattamente come quelle dei super yogin di cui parla Patañjali  nel versetto che abbiamo citato all’inizio [ N.B. Questo articolo è tratta da "Liberamente Schiavi", edizioni Writeup Site,Roma 2019] :

"i poteri sovrannaturali insorgono () grazie alla nascita (janma), alle droghe (oadhim), ai mantra, alle "austerità" (tapas) e ai samadhi".

Non sarà che anche nell’industria cinematografica si nascondessero degli idioti che credevano ai poteri psichici?

Nello Yoga si parla in genere di otto poteri (siddhi) maggiori, e di un numero variabile di poteri “minori” chiamati talvolta “riddhi”.

Oltre a quelli che abbiamo citato all’inizio nei testi come il Bhagavad Purana sono menzionati, tra gli altri:

-          Il potere di resistere al sonno, alla fame e alla fatica;

-          Il potere di raggiungere e far raggiungere ai propri amanti il più alto livello di piacere sessuale;

-          Il potere di raggiungere il successo, la fama e la ricchezza…

Possibile che gli attori, i registi, i produttori cinematografici degli anni ’50 e ’60 prendessero spunto dagli Yoga Sūtra per creare dei super-uomini? No…si tratta di un’ipotesi troppo bizzarra, ma non potrebbe essere che qualcuno li manovrava segretamente a chissà quali scopi?

Anche questa è una strada che mi rifiuto di percorrere: prima o poi dovrei tirare in ballo gli illuminati, i rettiliani, la terra piatta e tutte le teorie complottiste, teorie che, a prescindere dal loro apparire verosimili, interessanti o completamente idiote hanno come comun denominatore il loro non essere sostenute da nessuna prova tangibile.

Rimaniamo ai fatti. Quel che possiamo dar per certo, al di là di ogni ragionevole dubbio, è che:

1 I militari della seconda guerra mondiale e le star del cinema degli anni’50, ’60 e ’70 assumevano le stesse droghe;

2)    Le star del cinema si facevano ritrarre spesso in pose Yoga.

sabato 29 agosto 2020

LA FILOSOFIA DELL'ONDA

 




L'eleganza dello stato naturale, il Sahaja, è la lenta spirale, verso terra, di una foglia stanca del ramo. I danzatori parlano di “presenza”. Quando c'è “presenza”, ogni gesto diventa facile. Quando “non c'è”, quando la mente non si discioglie nel corpo, si sente un che di artefatto, di meccanico, come se mancasse l'impulso vitale.
Il “vero danzare” è arrendersi alla legge naturale, lo sanno bene, in Oriente.
Sorridono i pescatori di Hokusai, trascinati dalla grande onda, più alta del monte Fuji. Se remassero contro corrente, l'oceano spezzerebbe insieme la barca e l'illusione dell'agire. Se, per la fretta del coraggio o l'esitazione della paura, si lasciassero andare alla forza dell'onda nel momento sbagliato, si schianterebbero, di certo, sulla scogliera. Il loro gesto è perfetto. Danzano insieme al mare: giusta intensità, giusto ritmo, giusta direzione. L'onda esce dalle acque come un drago innamorato dell'alba. Si ferma, un istante, a godere della luce bambina e poi corre verso riva a salutare la terra, sua sorella. Si struscia sulla battigia, con il ventre, e le zampe.
Sembra che sorrida. 
E poi torna, piano, nella sua tana di cristallo disciolto.

mercoledì 5 agosto 2020

EVANESCENZA




Una mattina, nel 1560, Oda Nobunaga era in mezzo alle sue truppe, duemila guerrieri, esausti dopo anni di battaglie.
L'esercito di Yoshimoto, il suo rivale, contava 25.000 uomini, truppe fresche e meglio armate
C’era un forte temporale.
Doveva decidere che fare, Nobunaga: ritirarsi o farsi uccidere in battaglia dal suo avversario, Imagawa Yoshimoto che attende la fine del temporale per sferrare l’attacco finale.
Che fa Oda?
Indossa un costume antico e comincia a danzare e recitare un brano di Teatro Noh:"Atsumori"
-         "La vita dell'uomo non dura che cinquant’anni.
E' un sogno effimero paragonata all'eternità.
Una volta nato chi può evitare di sparire per sempre?"-
Finita la rappresentazione, Oda prende una tazza di riso. È felice come un bambino.
Salta a cavallo e corre incontro al nemico
A metà strada lo raggiungono cento cavalieri, poi cinquecento, alla fine sono duemila
Galoppano, in silenzio.
Penetrano nel campo nemico come l’onda del fiume in piena,
Sembrano invincibili…
I soldati nemici fuggono in preda al terrore.
Oda decapita Yoshimoto.
Non c'è apparentemente nessuna logica in questo evento:
Duemila uomini che ne sconfiggono 25.000.
Un chihuahua che si getta contro un doberman.
Nella storia del Giappone nessuno usa le parole fortuna sfacciata o follia e nemmeno di geniale strategia
Si parla di magia.

Che genere di magia si nascondeva nel brano di Noh recitato dal generale Nobunaga?
Oda è destinato alla sconfitta.
Sta piovendo.
Recita un testo di Noh dedicato ad un adolescente morto in una battaglia di cinque secoli prima.
Poi, dopo aver mangiato una ciotola di riso salta da solo a cavallo e si dirige verso un nemico che dispone di forze dodici volte superiori. I suoi soldati, apparentemente colti da pazzia, lo raggiungono a metà strada.
Entrano nel campo avverso, e distruggono l'esercito nemico in un lampo.
La cosa più strana è che nessuno li ha sentiti arrivare.

Nel Giappone dei samurai era molto importante la nozione di Ki.
La sensazione, l'intuizione erano parte fondamentale della vita del guerriero.
Gran parte dell'addestramento del samurai era basato sull'affinamento dell'intuizione.
Eppure duemila cavalieri arrivano indisturbati al campo nemico, nessuno li sente arrivare.
E poi Oda che si metta a danzare e recitare la storia di un guerriero sconfitto in battaglia sotto la pioggia…ma dai!
Non sembra certo il metodo migliore per alzare il morale delle truppe!
Forse la spiegazione della incredibile vittoria di Oda Nobunaga è in un un libro del 1400.
Si chiama il segreto del teatro Noh, di Zeami.
È un bel libro.
Zeami racconta la storia di Ame no Uzume no Miko (la dea del sesso) e dice che il Noh proviene dalla sua danza.
Poi dice che la rigidità è morte e dice anche che il segreto del Noh è in un fiore che sboccia.
Un segreto così semplice che l'uomo normale non lo capisce.
Per comprendere il fiore, dice Zeami bisogna conoscere il seme.
Una volta conosciuto il seme, il fiore è solo una "disposizione della mente", ma, al tempo stesso, il fiore è la conoscenza suprema, primordiale, essenziale.

"Il cuore dell'uomo contiene tutti i semi.
Sotto la pioggia universale tutti germogliano.
Non appena si afferra la natura del fiore,
Il frutto dell'illuminazione si forma.
Spontaneamente."

Zeami parla anche dell'evanescenza.
L'evanescenza è diversa dall'inconsistenza ed è interessante solo se èl’evanescenza di un fiore”.
Zeami dice che l'evanescenza non si può insegnare e propone di meditare su due poesie.

"Nella nebbia leggera
Sui fiori di una siepe viva la brina del mattino.
In autunno...ah le serate chi ha potuto dirlo? "

E ancora:

"Quello che appassisce
Senza che le apparenze lo tradiscano
È il fiore che sta nel cuore
Degli uomini di questo mondo."
Un’altra cosa dice Zeami, dice che un attore abile non soddisfa l'occhio non esercitato:
Lo spettatore non illuminato non si accorge dell'attore illuminato perché il fiore è invisibile a chi non sa vederlo.
Il Noh è un arte sacra.
Oda il guerriero danza sotto la pioggia, simbolo forse della pioggia universale che fa sbocciare tutti i semi.
È il momento giusto, il momento in cui il fiore può sbocciare anche sopra uno scoglio.
Acquisisce l'evanescenza
I suoi soldati lo sentono e lo raggiungono, ma solo a metà strada e con fatica.
I nemici non lo sentono e non lo vedono arrivare...

"Nella nebbia leggera sui fiori di una siepe viva
La brina del mattino "

Quando la pioggia ha fine, un attimo dopo l'alba, Oda appare come la brina del mattino sui fiori di una siepe.
La danza del Noh ha fatto sbocciare il fiore.
Oda è come la pioggia.
È la pioggia.
Il nemico non può sentirlo arrivare.
Danzando respira con i talloni Oda, e diviene acqua e come l'acqua travolge tutto ciò che incontra sul suo cammino.
Nella battaglia di Oda c'è tutto il segreto della spada.
Il fiore che sboccia è la spada che viene sguainata nasce dalla terra e tornando alla terra taglia di netto la testa del nemico.
Il resto è solo silenzio.

"In autunno...ah le serate" chi ha potuto dirlo? "

Il Noh è arte sacra.
Il Noh e la Via del Samurai sono la stessa via.
Il segreto del fiore che sboccia è lo stesso della spada Taia.
Oda svela in un istante, grazie all'arte sacra, il mistero della vita e della morte, il segreto della spada…

I miti raccontano sempre le stesse cose.
Parlano dei semi nascosti nel nostro cuore.
Svelano un tesoro che solo la consuetudine ha reso segreto.

Lo Yoga nel mondo moderno sta diventando consuetudine.
Stiamo smarrendo tra cakra, cristalli, “maestri del qui ed ora”, guaritori e vecchi-nuovi guru, la chiave che ci può condurre alla verità.
Una verità semplice come la pioggia che cade sulla danza di Nobunaga.
Semplice come la brina, al mattino sulla siepe viva.
Semplice come il fiore che sboccia.

Follow by Email

Lettori fissi

privacy