lunedì 19 settembre 2016

LA MISTERIOSA SCOMPARSA DEL DIO CREATORE


Chi si  occupa di Yoga e filosofia orientale, sa che nella tradizione indiana Il principio divino è rappresentato da tre Dei (Brahma, Vishnu e Shiva) e dalle loro consorti (Sarasvati, Lakshmi e Parvati).
il primo (la "A" dell'AUM) è Brahma, il creatore, il secondo è Vishnu (la "U" dell'AUM), il conservatore dell' ordine Cosmico.
Il terzo è Shiva, il distruttore (la "M" dell'AUM).
Sono tre diverse forme della divinità, tre aspetti complementari della manifestazione.
La cosa strana è che Brahma è citato solo solo nei libri.
In India si fanno un sacco di feste per Shiva e Vishnu, per le loro spose, figli e incarnazioni.
Esistono migliaia di templi a loro dedicati, ma Brahma, il Creatore, non se lo fila nessuno.
Addirittura il Brahman, il supremo, viene raffigurato da Shiva e Vishnu in simbiosi, un'immagine detta Harihara o Shiva Narayana.



Che fine ha fatto Brahma, il primo dio?
I sacerdoti Hindu si chiamano Brahmani, l'assoluto si chiama Brahman (e non mi vengano a raccontare che non ha niente a che fare con Brahma....), ma lui, il dio dalle quattro teste che crea il mondo recitando i Veda (i quattro libroni della tradizione indiana: uno per ogni testa) è svanito nel nulla, e nessuno sembra preoccuparsene.
Se lo chiedi a qualche colto studioso o a qualche maestro orientale le risposte saranno abbastanza vaghe o comunque insoddisfacenti.
Alcuni parleranno di trasformazioni culturali, altri di ribellione degli esseri umani  verso il creatore, ma la verità secondo me, è che Brahma non è affatto scomparso, solo che è conosciuto con un altro nome.
So già che i puristi e i devoti si arrabbieranno parecchio per ciò sto per dire, e so che molti diranno che la domanda "Che fine ha fatto il Brahman?" è una domanda cretina, ma  a volte facendosi le domande cretine per alcuni e scomode per altre, si acchiappano dei frammenti  di verità e delle schegge di conoscenza.

Cominciamo dalla moglie di Brahma, Sarasvati:





Sarasvati significa "colei che scorre" (Sarasvatī सरस्वती), e infatti  non il nome di  una persona, ma un fiume, il fiume Sarasvati, lungo le cui  rive sarebbero nate  la musica e la scrittura.
I suoi "vero nome" è Vama (colei che "vomita" l'universo), ma viene chiamata anche Kamakhya ( colei che canta l'Amore) e Kamaisvari (La Signora di Kama)....

Insomma Sarasvati è senza ombra di dubbio la Sposa di Kama.

A questo punto i casi sono due: o Sarasvati è bigama o Kama e Brahma sono la stessa persona.

Kama è detto anche Ananga, senza membra, perchè è senza forma - il desiderio pervade l'universo - e questo spiegherebbe la "scomparsa" di Brahma.

Kama nel rig Veda (il libro degli inni) è chiamato "Il primo Dio"  e questo andrebbe d'accordo con l'appellativo di Creatore, affibbiato a Brahma.

Lo so che l'ipotesi può apparire bizzarra, e questo scritto un inutile provocazione, ma a ben guardare potrebbe aprire le porte alla comprensione di alcuni misteri  dell'Hinduismo.






Uno dei luoghi più sacri dell'India è il tempio di Lingaraja a Bhubaneswar.

Lingaraja significa letteralmente "Pene Reale" o "Re dei Peni"ed è dedicato a Harihara, Shiva e Vishnu uniti in un solo corpo.


Vishnu rappresenta, qui, lo "stelo del pene", il cordone ombelicale che unisce "l'ESSENZA alla SOSTANZA", Shiva rappresenta invece lo Sperma del Brahman, il fiotto di vita che "morendo a se stesso", anima la materia.

Ma come potrebbe l'Assoluto dare inizio alla manifestazione se non lo desiderasse?

Il primo atto della creazione non può che essere il desiderio: ecco perché Kama è il Primo Dio, l'Antico dei tempi, ed ecco perché Brahma "è" Kama.





 IL CIGNO , IL CINGHIALE E IL PENE D'ORO

(Per offrire un altro spunto credo interessante... trascrivo un mio scritto  del 2008 su Shiva Hara, simbolo dell'unione delle tre forze primordiali. Forse tenendo conto del fatto che Brahma "è" Kama, il racconto può assumere significati inaspettati.....)
Il bambino dorato vishnu sta dormendo sull'oceano di prima dell'inizio.
improvvisamente si sveglia per il fracasso provocato da un gigante con quattro teste:
-"chi sei tu che osi disturbare il sonno del Signore?"- 

tuona Vishnu.
Brahma gli risponde che ci deve essere un equivoco, essendo lui e solo lui il Signore dell'Universo.
I due cominciano a litigare ed a darsele di santa ragione.
improvvisamente un enorme pene d'oro  appare all'orizzonte.
i due si fermano, stupiti.




Il pene d'oro che sembra espandersi ogni secondo che passa
non riescono a vedere né da dove ha inizio né dove ha fine.
Dice Brahmà: 
-" Senti, Vishnu, trasformati in cinghiale bianco, gettati nelle profondità dell'oceano e guarda dove è l'inizio , io mi trasformerò in oca cosmica e volerò nell'alto del cielo per vedere dove ha fine"-

Strano, vero?

Come al solito, quando ci si trova ad interpretare dei testi scritti in sanscrito, bisogna fare attenzione alle parole ed al loro suono:

1)erezione in sanscrito si dice  Harsa, gioia illimitata invece è हर्षगर्भ harsagarbha ovvero garbha= germe, seme, feto, Sa = lui, quello, e Hara = Siva.

2)L'alzarsi in volo dell'oca in sanscrito si dice हंसवाह haṃsavāha

3)Cinghiale si dice वराह varāha


Non mi dilungherò in spiegazioni e interpretazioni complicate, ma credo si dovrebbe riflettere sul fatto che वराह varāha,हंस haṃsa, हंसवाह haṃsavāha,हर्ष harṣa, हार hāra tutte parole con qualcosa in comune dal punto di vista del significato e del suono.
Ma torniamo al nostro mito.I tentativi di Vishnu e Brahma sono infruttuosi.
Si ritrovano di nuovo a guardare, assieme, l'enorme pene aureo.
Improvvisamente sotto l'immenso glande si apre una fessura, una vagina d'oro, al centro della quale appare Shiva: 

-"Io sono Shiva Hara, l'assoluto"-
Il bambino d'oro ed il gigante a quattro teste "comprendono" e raggiungono Shiva hara all'interno della vagina cosmica.

L'espansione del pene d'oro era tale solo per Brahma e Vishnu.
e lo era fin tanto che lo consideravano "oggetto di conoscenza".
la comprensione dell' identità fa scomparire la sensazione dell'espansione.
Ciò che è assoluto è infinito, e l'infinito non può espandersi.

mercoledì 14 settembre 2016

YESHE - LA MAESTRA DELL' OCEANO DELLA SAGGEZZA



Mi sono sempre sorpreso del fatto che la maggior parte dei testi tecnici di Yoga e Tantra siano scritti da uomini o da donne che riportano tecniche adatte al corpo maschile.

Se anatomia maschile e femminile sono diverse, logica vuole che i percorsi delle energie sottili, in ciò che si chiama alchimia interiore, siano anch'essi diversi.

Eppure sembra quasi che non vi siano, nello Hatha yoga, nel Tantra, tecniche specifiche per le donne.


Sembra  quasi che non esistano lignaggi femminili, ovvero  catene di insegnamento da maestra ad allieva.

Naturalmente è falso.


Il buddismo tibetano, che a ben guardare non è dissimile dall'insegnamento tantrico indiano (i nomi delle divinità, le tecniche, le fonti di ispirazione sono le medesime), si basa su una serie di lignaggi femminili.

Uno dei più importanti maestri  tantrici tibetani, "quello" che ha unificato i culti del tibet, detto all'epoca MahaChina, mostrando la sostanziale identità di Yoga buddista, taoismo, sciamanesimo autoctono, è la "danzatrice del Cielo", Yeshe Tsogyal (Ye shes mts'o rGyal).



Yeshe significa "saggezza primordiale".

Tsogyal invece sta per "oceano" ma alcuni traducono Yeshe Tsogyal con  "Regina dell'oceano della Saggezza Primordiale".

L'oceano probabilmente  è la mente e saggezza primordiale sta ad indicare che la mente si trova nel suo stato naturale, lo stato in cui riposa in se stessa.

Il Sahaja.





Il fondamento del tantrismo tibetano, il cuore dello Dzogchen, è il lignaggio detto  go-kar-chang lo'i-de. I praticanti hanno capelli lunghi e scompigliati e gonne bianche (a ricordare forse la schiuma dell'oceano?) e tra di loro si trova la maggior parte dei gTerton, i maestri del Tantra interno, I detentori del sapere tradizionale tantrico.
detti Ngakma e Ngakpa.
Credo che MA stia per Madre e PA per Padre: é questo  il lignaggio NGAK' PHANG, il lignaggio di Yeshe Tsogyal.






Gli insegnamenti tradizionali NGAK'PHANG sono di tre tipi o classi:

SUTRA, mDo;

TANTRA, rGyud;

MAHASANDHI, rDzogs-chen.

Ed indicano tre diversi tipi di  rapporto tra maestro e discepolo.

Nella prima classe, mDo, gli allievi maschi devono avere insegnanti maschi, le donne insegnanti donna.

Nella seconda classe le donne insegnano agli uomini e gli uomini alle donne.

Nella terza non si fa nessuna differenza.


Yeshe e il suo maestro, l'indiano Padmasambhava sono gli sposi mistici.



Secondo la leggenda, Buddha Shakyamuni aveva previsto la loro nascita e li avrebbe indicati come incarnazione del Vuoto Supremo e della compassione Suprema.
Un solo essere, Shiva ardhanari nel tantrismo indiano, scisso apparentemente in due corpi diversi, a rappresentare il VUOTO e la FORMA.

Padmasambhava è la forma attiva della compassione.

Yeshe il vuoto della Saggezza primordiale.
La loro danza, il loro fare l'amore, è, come per Shiva e Shakti, la manifestazione stessa, il Divenire.
Secondo gli insegnamenti di Yeshe un autentico maestro tantrico deve avere una compagna spirituale.
Anzi, il vero Maestro, secondo il lignaggio Niygma, è la coppia, Yeshe e Padmasambhava. 


L'esperienza non duale in Tibet è collegata alla visione della Madre, di Yeshe, e le donne hanno più possibilità di realizzarsi degli uomini, anche se pare strano agli occidentali, perchè sono considerate più qualificate ad apprendere l'arte del Vuoto creativo.




Il lignaggio di Yeshe è ininterrotto, e si dice che la Regina dell'Oceano della Saggezza, ridiscenda periodicamente sulla terra.
Incarnazioni di Yeshe sono considerate Ma-GCIG Labdron , Jomo Menmo, Jomo Chhi'mèd Pema, e, Aro Lingma.