sabato 16 ottobre 2021

IL PENSIERO DI BUDDHA SULLA MORTE E SUL KARMA (NON CREDETE)

 


Che ne pensava davvero Buddha del Karma e della vita oltre la morte?

Ecco un brano del Kalama Sutta, di cui spesso viene citato solo un breve passo, il cosiddetto "Non Credete".

Ai Kālāmas
Kālāma Sutta (AN 3:66)

(Traduzione/interpretazione in italiano dall'originale https://www.dhammatalks.org/suttas/AN/AN3_66.html)

Si racconta che una volta il Beato, in un giro errante tra i Kosalani in compagnia di un grande Saṅgha di monaci, arrivò a Kesaputta, una città dei Kālāma. 

[...] I Kalama di Kesaputta udirono dire: “Gotama il meditante, il figlio dei Sakya, uscito dal "È bello incontrare un maestro così degno." dissero i Kalama di Kesaputta e così andarono ad incontrarlo.

Tra di loro alcuni  si inchinarono  e si sedettero da un lato. Altri lo salutarono cordialmente, come si saluta un amico e si sedettero [da un lato], altri ancora unirono le mani, palmo a palmo, sul cuore [e si sedettero a lato]. Ce ne furono altri che prima di sedersi annunciarono il loro nome e il loro lignaggio, e alcuni che, semplicemente, si sedettero, in silenzio.


Dissero  i Kālāma di Kesaputta : “Signore, ci sono alcuni yogi e brahmani che vengono a Kesaputta. Espongono  le proprie dottrine, ma quanto alle dottrine di tutti gli altri, le disprezzano, le criticano e le fanno a pezzi.  Ciò ci rende  incerti e dubbiosi: chi dice la verità? chi mente?"

Quando ci sono motivi per dubitare, nasce l'incertezza" rispose il Buddha "Kālāma, non credete ai racconti degli altri, non date credito a leggende, tradizioni, scritture, congetture logiche, deduzioni o analogie. Decidete in base al vostro pensiero [e all'esperienza] e abbandonate tutto ciò che, se messo in atto, porterebbe al danno e alla sofferenza." 

“Cosa ne pensi, tu ?" chiesa il Buddha ad uno dei Kalama " Quando l'avidità sorge in una persona, sorge per il bene o per il male?"

"Per il male, signore." rispose quello

“E  se questa persona avida, sopraffatta dall'avidità, con la  mente posseduta dall'avidità, uccidesse degli esseri viventi, prendesse ciò che non gli è dovuto, cercasse di sedurre  la moglie di un altro, dicesse bugie e inducesse gli altri a fare altrettanto, produrrebbe  danno e sofferenza”.

"Sì, signore."

“Ora, cosa ne pensate, Kālāma? Quando in una persona sorgono rabbia e avversione , esse sorgono per il bene o per il male?”

"Per il male, signore."

“E questa persona rabbiosa sopraffatta dalla rabbia, con la  mente posseduta dalla rabbia, .

"Sì, signore."

“Ora, cosa ne pensate Kālāma? Quando in una persona sorge l'illusione, essa sorge per il bene o per il male?"

"Per il male, signore."

“E questa persona illusa, sopraffatta dall'illusione, con la mente  posseduta dall'illusione, uccidesse gli esseri viventi, prendesse ciò che non gli è dovuto, cercasse di sedurre  la moglie di un altro, dicesse bugie e inducesse gli altri a fare altrettanto, produrrebbe danno e sofferenza”

"Sì, signore."

"Allora cosa ne pensate Kālāma: queste qualità [avidità, rabbia, illusione] sono bene o male?"

"male, signore."

“Condannabili o degne di lode?”

"Condannabili, signore."

"E se queste qualità vengono adottate e producono azioni causano sofferenza o no ?"

“Quando adottati e messi in atto, portano al male e alla sofferenza. Così mi pare.

“Quindi, come ho detto, Kālāma: non credete ai racconti degli altri, non date credito a leggende, tradizioni, scritture, congetture logiche, deduzioni o analogie. Decidete in base al vostro pensiero [e all'esperienza] e abbandonate tutto ciò che, se messo in atto, porterebbe al danno e alla sofferenza." 

“Se invece certe qualità portano, in base al vostro pensiero [e all'esperienza] al benessere e alla felicità, allora dovreste adottarle e rimanere in esse. Cosa ne pensate, Kala ma? Quando la mancanza di avidità sorge in una persona, sorge per il male o per il male?"

"Per il bene, signore."

"Quando in una persona sorge la mancanza di avversione, sorge per il bene o per il male?”

"Per il bene, signore."

“Cosa ne pensate, Kalama? Quando in una persona sorge la capacità di andare oltre l'illusione, sorge per il bene o per il male?”

"Per il bene, signore."

"Allora cosa ne pensate, Kālāma: queste qualità sono positive o meno?"

"Positive, signore."

“Quando queste qualità sono adottate e realizzate, portano al benessere e alla felicità, oppure no?”

“Portano al benessere e alla felicità. Così pare.

Quindi, come ho detto, Kālāma: non credete ai racconti degli altri, non date credito a leggende, tradizioni, scritture, congetture logiche, deduzioni o analogie. Decidete in base al vostro pensiero [e all'esperienza]  Quando sapete da voi stessi che Queste qualità sono positive e che queste qualità, quando vengono adottate e realizzate, portano al benessere e alla felicità, allora dovreste entrare e rimanere in esse."  

[...]

“'Se c'è un mondo dopo la morte, se esiste il karma e c'è il frutto e il risultato di azioni fatte bene e male, allora questo discernimento è la base per cui, con la disgregazione del corpo, dopo la morte, si potrà rinascere in un mondo paradisiaco o si otterrà una buona rinascita. Questa è la prima certezza che acquisisce.

“'Ma se non c'è mondo dopo la morte, se non esiste il karma, se non c'è frutto e risultato di azioni fatte nel modo giusto e sbagliato, allora qui nella vita presente mi potrò prendere  cura di me stesso con facilità, libero da ostilità, libero da cattiva volontà, libero da guai .' Questa è la seconda certezza che acquisisce.

“'Se il male si fa agendo, e io non ho voluto il male per nessuno. Non avendo compiuto alcuna azione malvagia, come potrebbe toccarmi la sofferenza?' Questa è la terza certezza che acquisisce.

“'Ma se non viene fatto alcun male neppure tramite il pensiero , allora posso ritenermi puro sotto entrambi gli aspetti.' Questa è la quarta certezza che acquisisce.

"Chi è un discepolo della nobile via acquisisce queste quattro assicurazioni nel qui e ora".

[...]

lunedì 4 ottobre 2021

HAṬHAYOGA TRADIZIONALE: 84 ĀSANA, NON UNO DI PIÙ NON UNO DI MENO


Pashimmotanasana - affresco del 18esimo secolo a Mahamandir, Jodhpur. 
Foto di J. Hargreaves, 


Nelle moderne scuole di Yoga si parla di centinaia di posture diverse, con varianti più o meno acrobatiche, e, addirittura, se ne inventano di nuove dando loro spesso nomi in sanscrito. Quasi ogni stile - solo in Italia sono riconosciuti almeno 65 stili e scuole diverse - ha proprie posizioni di cui vengono elencati benefici e controindicazioni, e alcune sequenze, definite sempre o quasi "tradizionali", vengono insegnate ed eseguite come se si trattasse di riti, danze sacre o metodi per assicurare, in modo misterioso, la salute, il ringiovanimento o addirittura l'illuminazione.

A volte si parla di  5 āsana , come nei "tarocchissimi" Cinque Riti Tibetani,  altre di 11, 12 o 32 o, nel caso di Iyengar, di almeno 200  āsana diversi, ma l'impressione, a volte, è che ogni caposcuola, maestro o semplice istruttore, scelga le posizioni e le sequenze che meglio gli riescono e le insegni come "fondamentali" o "tradizionali". Ogni scuola che si apre, ogni stile che si inventa nascono nuove posture e sequenze e , facendo una ricerca sul web, riusciremmo senza dubbio a catalogarne 1.000 o più.

Gli  āsana  tradizionali  dello haṭhayoga  sono 84, non uno di più e non uno di meno.
Ogni postura  è dedicata ad uno degli 84  mahāsiddha - tibetano   grub thob chen po  - gli haṭhayogin realizzati considerati maestri illuminati sia dagli Hindu, sia dai buddhisti, sia dagli islamici.
Un numero, 84, assolutamente non casuale: la pratica alchemica medioevale che non definiamo haṭhayoga è strettamente legata all'astrologia e alla numerologia per cui, per fare solo un esempio,  si parla di sette posture principali che rappresentano i sette pianeti principali - per gli indiani Sole, Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno - e le loro varianti che rappresentano gli asterismi che si formano nei dodici segni zodiacali al passaggio di ciascuno dei pianeti.


Indian Adept (siddha) - (multiple figures),18th century, Boston MFA

I nomi degli 84 mahāsiddha  variano a seconda delle epoche e deiluoghi; secondo "Caturasiti-siddha-pravrtti" di Sri Abhayadatta - https://www.amazon.it/Buddhas-Lions-Abhayadattas-Eighty-Four-Siddhas/dp/0913546615,- il gruppo  è formato da quattro donne , Manibhadra, Lakshmincara, Mekhala e Kanakhala e 80 uomini, trai quali troviamo Gorakṣa e il suo maestro Matsyendranāth.

Per ciò che riguarda le posizioni esistono vari elenchi pubblicati in testi come Joga Pradīpikā  o più correttamente Jogapradīpyakādi Ramanandi Jayatarāma (1737) - vedi: "University of Wisconsin - Madison Libraries, https://search.library.wisc.edu/catalog/9910037186502121 - o lo Haṭha Ratnāvalī  di  Srinivasa (XVII secolo).
Jogapradīpyakā - o Joga Pradīpikā, è particolarmente interessante per noi per tre diversi motivi:
1)  Perché contiene  le illustrazioni delle posture, sepur aggiunte decenni dopo la stesura del testo;
2)  Perché nomina posture sconosciute ai nostri giorni;
3) Perché descrive la maniera di assumere posture note in maniera affatto diversa, facendo comprendere che si tratta non di esercizi fisici, ma di tecniche di alchimi interiore.
Si tratta di un testo  scritto in Braj o Braj Bhāshā - un antico  dialetto Rajastan parlato ancora oggi nei distretti agricoli dell'Uttar Pradesh e del Rajastan - una lingua sensibilmente diversa sia dal Sanscrito sia dall'Hindi Moderno ed elenca le posizioni in questo ordine [N.B. non si tratta di Sanscrito, per cui le parole non vengono unite secondo le regole del sandhi e suonano in maniera diversa dal consueto: svastika ad esempio, sarà "svastaka"; yoga sarà "joga", paścimottānāsana sarà "pachimatāṇa  āsana"]:

1. Svastaka  āsana;





2. Padmā āsana;





3. Netī āsana;





4. Udara āsana;





5. Saptariṣi āsana;






6. Pūrva  āsana;





7. Pachimatāṇa  āsana;





8. Vajrasaṃghāra āsana;





9. Sūrya  āsana;





10. Gorakhājātī āsana;





11. Anasuyā āsana;





12.Machendra āsana;





13. Bhairū āsana (con variante identica alla postura n.84, Sidhi āsana);





14. Mahāmudrā āsana;




15. Jonimudrā āsana;





16. Mayūrya  āsana;





17. Kapālī āsana;





18. Siva āsana;





19. Phodyā āsana;





20. Mākaḍa āsana;





21. Para āsana;





22. Bhadragorakha āsana;





23. Rḍa āsana;





24. Jogapada āsana;





25. Cakrī āsana;





26. Ātamārāma āsana;





27. Mṛtyubhañjīka āsana;





28. Vśaka āsana;




29. Viparītikarana āsana;





30. Deva āsana;





31. Gohī  āsana;









32. Kocaka  āsana;





33. Tapakāra āsana;





34. Bhiḍoka āsana;





35. Brahmajurākusa āsana;





36. Anda āsana;





37. Bhiśraka āsana;





38. Aghora āsana;





39. Vijoga āsana;




40. Joni āsana;





41. Bhodasoka āsana;





42. Bhaga āsana;





43. Rudra āsana;





44. Padma āsana (2);





45. Sivaliṅga āsana;





46. Machandra āsana (2);





47. Vālamīka āsana;





48. Vyāsa āsana;





49. Dattadigambara āsana;





50. Sidhasamādhi  āsana;





51. Carapaṭacoka āsana;





52. Gvālipavā āsana;





53. Kanerīpāva āsana;





54. Hālīpāva āsana;





55. Mākīpāva āsana;





56. Jalandhrīpāva āsana;





57. Gopīcanda āsana;





58. Bharatarī  āsana;




59. Vasiṭa āsana;





60. Citra  āsana;





61. Añjanī āsana;





62. Sāvatrī  āsana;





63. Garuḍa āsana;





64. Sukadeva āsana;





65. Nārada āsana;





66. Narasiṃgha āsana;





67. Varāha āsana;





68. Kapila āsana;





69. Jatī āsana;





70. Vṛsapati āsana;





71. Pārvatī āsana;





72. Kurkaṭa āsana;





73. Kkabhusaī āsana;





74. Sidhaharatālī āsana;





75. Sumati āsana;





76. Kalyṇa āsana;





77. Urdhapavana āsana; 




78. Masaka āsana; 




79. Brahma āsana;


80. Anlīla āsana;



81. Kūrma āsana;


82. Nagra āsana;


83. Parsarama āsana;


84. Sidhi āsana; 









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