mercoledì 18 ottobre 2017

LO YOGA POST NEW AGE OVVERO L’INSOSTENIBILE PESANTEZZA DELL’APPROSSIMAZIONE





Non bisogna mai innescare polemiche, utili solo ad esacerbare gli animi.
Non bisogna mai parlar male dei colleghi insegnanti di Yoga.
Non bisogna mai innescare polemiche. Non bisogna mai parlar male dei colleghi. Non bisogna mai innescare polemiche. Non bisogna mai parlar male dei colleghi. Non bisogna mai innescare polemiche. Non bisogna mai parlar male dei colleghi......
Sì...sì...sì...no...no...non je la faccio.
C'è così tanta approssimazione in giro che i miei buoni propositi mi hanno mollato da solo in casa per andare in una clinica di Varazze a disintossicarsi.
Vedo insegnanti di hatha yoga che hanno l'artrosi alle ginocchia e dicono che praticare padmasana non è essenziale perché non ce la fanno ad assumerla. 
Vedo persone che insegnano i mantra senza saperne il significato. 
Vedo che si tirano per la giacchetta dei contenuti e delle credenze religiose per giustificare in qualche modo la voglia di parlare di yoga e di insegnare yoga.
 Ma, signori miei, mi dite Cosa è lo Yoga?
Già, perché mi pare che ognuno faccia quel che più gli piace e lo definisca yoga. 
In buona fede per lo più. 
E va pure bene così. 
Ma io mi perdo un pò. 
Come fa un'insegnante di yoga che non sa stare seduto a gambe incrociate a insegnare a meditare a gambe incrociate con la schiena diritta? Si...è
roba che ho visto qualche giorno fa. 
Poi,in rapida sequenza, ho assistito ad una lezione aperta di una mia collega, ho letto un articolo scritto da un altro mio esimio collega e ho guardato su You Tube il video intervista di una terza esimia collega.
Ciò che ho visto e ascoltato mi ha fatto rizzare in testa l'unico capello che mi è rimasto.
Devo dire che non è che abbiano detto cosa particolarmente gravi, ma evidentemente il vaso della mia tolleranza era pieno....
La prima (chiamiamola XXX,non farò i nomi neppure sotto tortura) diceva che per recitare i mantra non importa sapere cosa significano né importa curare la pronuncia e la metrica "ciò che è veramente importante è il cuore"
Il secondo (chiamiamolo YYY) diceva che da quando ha scoperto (dopo vent'anni che pratica!!! Ma se c'è scritto anche sul manuale delle giovani marmotte!) ) che negli asana ci si ferma per contare i tempi la sua pratica ha raggiunto livelli impensati, perché ripetere i numeri è come recitare i mantra o pregare....
La terza (chiamiamola ZZZ) parlava del "Primo Sloka(!!!) di Patanjali", Atha yoga anushasanam, e, trasformando patanjali in Eckart Tolle si lanciava in una ardita speculazione sulla parolina Atha dicendo che significa "qui ed ora, l'eterno istante, il flusso del divenire" ecc. ecc.
Il poveretto (il capello) si è innalzato di colpo,poi si è irrigidito, è sbiancato d colpo ed è caduto al suolo "come corpo morto cadde".
Lo yoga di Shankara, di Gorakhnath, di Boghanathar, è la pratica del samadhi. 
Lo yoga è un percorso per realizzare la vicinanza, la presenza, l'unione e in fine l'identità con l'Assoluto, Universo, Dio, Shiva o Brahman che lo si voglia chiamare.
Lo yoga è ciò che è definito in maniera molto chiara in una serie limitata di testi. 
Quando ne parlo, mi è successo un mesetto fa a proposito dei lavori di Gorakhnath, mi guardano come un alieno. 
"Gorakhnath? Chi era costui?"
Cavoli! ma se è stato il primo ad usare la parola Hathayoga!
Il più grande guru del millennio, considerato Mahasiddha o santo da monaci tibetani, guerrieri nepalesi, tantrici buddisti e dervishi roteanti!!!

Forse sono stupido, ma mi chiedo, se uno sta per prendere una medicina, legge le istruzioni o no? 
Tutta questa storia dei testi tradizionali che sono infiniti, che non si possono leggere tutti è un po' una scusa per pigri. 
Il sapere dei mantra, il significato la maniera di pronunciarli, ad esempio, ecc, è scritto in una sezione
(una!) dell'atharvaveda ed è ripreso dai testi del mimansa. 
Avalon (La Ghirlanda delle Lettere) e Coomaraswamy, ne hanno fatto traduzioni in inglese. Mi pare. 
Basta cercare e si trova. 
Mi chiedo: se uno vuole praticare ed insegnare dei mantra perché non si mette a studiare per comprenderne il significato? 
I mantra non sono numeri, YYY, e vanno imparati a memoria, compresi, recitati (in maniera sonora, bofonchiata o mentale). 
Poi si devono mettere in pratica le arti tradizionali dell'ascolto, dell'accordo, dell'accelerazione delle vibrazioni e dell'evocazione. 

Quella dei mantra è una scienza. 
Si chiama Mantra Vidya. 
Perché avvicinarcisi con approssimazione? 
Fin quando non si è ottenuta una "mente informale" non bisogna lasciare dormire la mente raziocinante. 
Altrimenti ci si perde nella sfera della suggestione, della fantasia, della mitologia individuale. 

L'approssimazione new age, quella roba che fa associare agli asana e ai mantra la cristalloterapia, la lettura dei fondi caffè, i racconti delle fate, e le terapie anti-influenzali dello zio Giusva che si massaggiava l'ano con l'urina di cavallo, può darsi che sia utile, ma è Yoga? 

L'approssimazione è utile per mantenere un piacevole fumo, una vaghezza in cui ognuno si possa sentire a casa. 
Ma si corre il rischio che si smetta di studiare ed approfondire. 
Si corre il rischio di perdere il succo, la susta dello yoga. 

E siccome ho un neurone solo mi sto un pochino...perdendo. 
Problemi miei naturalmente. 
Ma, non essendo ancora giunto al sano distacco, non riesco a non stupirmi nel vedere così tanti riferimenti allo yoga in discipline che con lo yoga di cui si legge nella sruti e nella smrti non hanno niente a che vedere. 

nei momenti di solitudine, quando il rimpianto diventa abitudine mi viene voglia di gridare, con sofferenza (ma anche no) a XXX, YYY e ZZZ maddechèaho! 
Perché infilare la parola sloka in una lezione se non sai cosa vuol dire?
Basta andare su wikipedia eleggere che lo śloka (devanāgarī: श्लोक; s.m.; pronunciato ˈɕloːkə; spesso anglicizzato in shloka; "inno", "stanza", "metro epico", dalla radice śru, orecchio[1]) è un termine sanscrito che indica una categoria di versi della metrica vedica detta anche anuṣṭubhRappresenta la base della poesia epica indiana e può essere considerata la forma del verso hindū per eccellenza, dal momento che è quella più frequentemente usata nella poesia classica in lingua sanscrita[1]. Il Mahābhārata e il Rāmāyaṇa, per esempio, sono composti quasi esclusivamente in śloka. 
Sutra sempre da wikipedia, è invece: sūtra (सूत्र, pāli sutta), in sanscrito significa letteralmente filo (dalla radice indoeuropea *syū-, la stessa del latino suere, cucire), nel suo senso originale indica una "breve frase", un "aforisma". Usato nella cultura indiana per significare un insieme di insegnamenti sapienziali espressi in modo breve e sintetico, con i secoli ha ampliato il suo senso sino ad indicare componimenti molto estesi ed articolati, perdendo, in parte, il senso originale di 'componimento breve' o 'aforisma'. Nell'ambito del buddhismo il termine è tradotto in cinese con jīng (TS), in coreano gyeong (?, kyŏngMR), in lingua giapponese con kyō (?) e in tibetano con mdo (མདོ).

E perché ZZZ parli del primo sutra di Patanjali senza sapere quello che dice?
Nella traduzione in livornese Atha yoga anushasanam significa "Boia deh bimbi, ora ve lo di'o io che cos'è lo yoga".
Si tratta di una formula assai comune nei trattati vedantici: "Ora ti dico cosa è lo Yoga", "ora ti dico cosa è il Pranayama" ecc.ecc.
E mi viene voglia di dire: perché visto che c'è questo strumento demoniaco e meraviglioso insieme che è internet, non verificate con un clicckino le cose di cui non siete sicuri prima di dire delle castronerie? 
Perché è vero che sono castronerie veniali, ma a son di ripeterle si fanno verità (vox populi....) e si diventa , senza volere, complici di questa ondata di approssimazione che non sembra finire mai. 

Un clicckino,colleghi.... 
Scrivi sloka su Google e ti vengono millemila definizioni, il 99% corrette. 
Che ci vuole.... 

So che non è importante, e che l'importante, come dice XXX è l'energia, l'importante è il cuore e tutta quella roba lì con cui la Profezia di Celestino, i Cinque Riti Tibetani che nessun tibetano ha mai visto, lo yoga sauna, e le sirenette lycrate di yoga fitness body pumping journal continuano propinare ai quattro angoli dell'universo. 

Ma uno sforzino, un piacerino ad un uomo di mezza età pelato che ha avuto la sventura di occuparsi di yoga sin da bambino e, affetto da senilità precoce o da un inizio di aterosclerosi, ha degli sbalzi di pressione quando legge certe castronerie dette con la sicumera dell'uomo che non deve chiedere mai o della donna che donnaseiinognicosachefai. 
Nessuno vi obbliga, colleghi yogin e yogini, ma in fondo... un clicckino....
che male vi può fare...dai....

mercoledì 11 ottobre 2017

SCRIVIMI ANCORA! L'OBLIO E LA PROIEZIONE DOPO IL RISVEGLIO DI KUNDALINI




Esattamente 10 anni fa, dopo un periodo assai intenso di pratiche, SVR. un mio allievo, visse delle esperienze che lui stesso definì "Risveglio di Kundalini".
Il brano che segue è la trascrizione di un dialogo, anzi di una parte di un dialogo, che avemmo dopo il suo "risveglio".
Fa parte de "Il Teatro della Memoria",il mio ultimo libro, e penso che il leggerlo possa essere utile, oltre che a me ed SVR, a  chi si occupa di Yoga e di Alchimia interiore, sia nel ruolo di aspirante/allievo che nel ruolo di istruttore.
In molti luoghi si parla di Kundalini, di apertura dei Chakra, di "illuminazione", ma non so se si affrontano temi come quelli che , all'epoca, affrontavamo nel nostro gruppo di "ricercatori della Verità", come amavamo, presuntuosamente, definirci.
La fase di evacuazione che precede certe esperienze, con  sgradevolissimi effetti psichici e fisici, e il fenomeno, apparentemente inspiegabile, della proiezione, a causa del quale l'istruttore o il maestro appaiono improvvisamente, all'allievo, come persone pessime, arroganti manipolatori, truffatori o peggio,  non mi pare siano argomenti molto discussi.
In quel gruppo ne parlavamo, e spesso.
Un sorriso,
P. 




Roma, ottobre 2007
Fai attenzione, Svr.....
Fai attenzione a questi momenti.
Fai attenzione a questi stati.
Ti consiglio di scrivere.
Scrivi tutto ciò che ricordi.
Anche ciò che ti sembra irrilevante.
Devi lasciare una testimonianza, e non solo per coloro che verranno dopo di te e percorreranno il medesimo sentiero, ma anche e soprattutto per te.
Vedi Svr, ci sono dei fenomeni, nella filosofia realizzativa di cui non si parla mai.
Uno è l'evacuazione di cui si diceva con Ciclope e Sisifo, un altro è l'oblio.
Questo stato quasi di ebbrezza o di leggera auto-luminosità, questa sensazione, a tratti, di onnipotenza, se non integrata e stabilizzata svanirà come nebbia al sole.
Resterà un vago ricordo ...o forse il nome dell'esperienza ma non vi sarà niente dietro al nome.
Allo stesso modo la gratitudine e direi l'amore che adesso nutri o dai l'idea di nutrire per me si trasformeranno in qualcosa d'altro, indifferenza a volte.
Raramente, ma accade, fai attenzione, in avversione o addirittura odio.
So che ti sembra impossibile...ma è così che avviene.
Questi stati sono legati ad una risoluzione di determinati contenuti psichici.
L'ego, che si nutre di questi contenuti avverte il pericolo... sente il pericolo di scomparire e, nella smania di sopravvivenza, si aggrappa ai residui di contenuti psichici.
La realtà è diversa da come ce la fa apparire l'ego, ma una visione, seppur minima del reale o anche solo di una possibile altra realtà...più sottile, mette a repentaglio la sopravvivenza dell'ego.
L’ego farà di tutto per ristabilire l'ordine.
Userà l'arma del dubbio.
Queste esperienze che hai vissuto... a casa mia l'altra sera come altrove... sono sicuramente reali sono intense, sono emotivamente coinvolgenti....
Improvvisamente, se non stabilizzate, si trasformeranno in altro.
Arriverai a dubitare che siano accadute o non comprenderai più l'importanza.
Non riuscirai più a mettere in relazione il "nome" dell'esperienza con il tuo stato di adesso. Si tratta di un'alterazione ovvio, ma di un'alterazione che potrebbe guidarti in luoghi in cui Ryu no Kokyu e Sadananda potrebbero guidarti.
Svanirà la sensazione dell'esperienza…è la fase dell'oblio.
Ma nell'inconscio rimarrà un qualcosa, un seme, un segnale di pericolo...
L'ego veglierà con più attenzione e cercherà di mostrarti coloro che adesso dici di stimare e per i quali affermi di provare gratitudine ti parranno, magari , persone mediocri... o manipolatori...o anche peggio.
L'ego vuole ancorarsi alla realtà empirica perché al di là di essa scompare.
Coloro che ti mostrano la possibilità di una diversa percezione della realtà ti appariranno…potranno apparirti… come dei nemici.
E in un certo senso sarà vero.
Ma cerca di scrivere, cerca di ricordare ciò che senti in questo momento...devi ricordare non tanto la "coda del pavone" ovvero i suoni che sembrano nascere dal niente, i colori, la sensazione di leggerezza estrema…ma quella sensazione di...vita, sì, di vita, che sembra emergere dall'interno e che traspare dallo sguardo, intenso e bellissimo con il quale sembri, oggi, vedere il mondo per la prima volta...
Sono due piani diversi, il piano di sogno ed il piano di veglia.... Sono due enti diversi...
Chi ha integrato il piano di sogno e cerca di portare il sonno profondo nella veglia o lo ha già integrato...ilpiano di sonno, perde la memoria recente...la memoria del jīva individuato...
Chi vive certe esperienze ma non le stabilizza dimentica l'intensità ed il valore dell'esperienza che rimangono, certo, nell'inconscio…niente sarà come prima, ma scoloreranno...sembreranno l'eco di un sogno sognato nel sogno...
Questo porta ad un'altra considerazione...
Tentare di condurre un aspirante verso il sentiero...il lignaggio cui appartiene, per un istruttore è spesso causa di sofferenza indicibile.
Gioia immensa nel momento del riconoscimento, dolore nel momento dell'oblio....
Pensa a chi ha amato dell'amore che nulla pretende ed improvvisamente vede distrazione o avversione nello sguardo dell'amata...
Nel mondo empirico è normale... uno se ne fa una ragione, e con il tempo, che qua si dice galantuomo, dimentica.
Ma quando il tempo non esiste o quando i lacciuoli del tempo sono allentati l'amore non cessa.
Lo si rivive ad ogni istante.
Ed ogni istante si ringrazia la Vita per aver permesso una simile esperienza e ci si stupisce dell'oblio altrui....
Chi ha vissuto e stabilizzato certe esperienze nella vita empirica non è un qualcosa di più, è un qualcosa di meno.
È un bambino facile alle lacrime, non attrezzato per affrontare la dinamica dell'oblio.
Neti neti…nedam nedam...non questo non questo....
A son di togliere rimane una ferita insanabile.
Ma anche questo ha un senso.
Si imparano le maschere e si trova la forza per osare il balzo supremo, a volo di rondine, nell'abisso della non dualità.
Cerca di ricordarti questi istanti, Svr...
Tienili cari per l'oblio che, prima di quanto credi, arriverà ridando forma al feticcio dell'io empirico.
Si naviga a vista... si torna sempre al punto di partenza ma ogni volta si è meno pesanti.

Alla fine sarà l'io empirico ad essere un lontano ricordo... forse....

lunedì 2 ottobre 2017

IL MISTERO DELLA TERRA PIATTA

In questi giorni sono rimasto bloccato a casa per l'influenza.
Febbre alta e dolori vari che il buon senso mi ha suggerito di curare stando sotto le coperte, al caldo.
Riposo forzato.
Ne ho approfittato per  approfondire due argomenti molto in voga trai miei amici complottisti, di cui, fino ad ora, mi ero interessato poco assai: la teoria della terra piatta e le  famigerate scie chimiche.
Sono rimasto di stucco.
Per ciò che riguarda la terra piatta le "prove indiscutibili" presentate dai fautori del complotto della terra sferica paiono, a me che ho studiato e insegnato chimica e ho un minimo di preparazione scientifica, un pochino deboli.
Non starò qui ad elencarle, ma vi consiglio di vedere il video documentario "La Teoria della Pazzia" e le discussioni, accesissime che ne sono scaturite.
In genere e credenze dei Terrapiattisti sono un tantino bizzarre: si suppone che la Terra sia una piattaforma immobile nello spazio e coperta da una cupola di vetro sulla quale sono attaccate le stelle.Il sole e la Luna, molto più vicini di quanto  possiamo immaginare, sono anch'essi all'interno della cupola e sarebbero illuminati artificialmente.
L'Antartide sarebbe una cintura di ghiacciai protetta dai militari di tutte le nazioni, che circonda il nostro pianeta ad impedire che qualcuno si avventuri ai confini della cupola e scopra il tremendo inganno.
i Terrapiattisti fanno convegni e conferenze, producono libri e documentari basandosi su credenze che farebbero sorridere gli studenti di seconda media (tipo che se la terra ruotasse davvero intorno al sole le acque di fiumi e mari si disperderebbero nello spazio in virtù della forza centrifuga....
Roba strana.

Dopo  aver letto centinaia di blog  e ingoiato una cinquantina di video sull'argomento non sono ancora riuscito a capire chi e cosa ci guadagnerebbe dal nascondere alla popolazione mondiale un simile inganno.
E spero che qualcuno dei miei, molti, amici complottisti possa spiegarmelo.





Per ciò che riguarda la teoria delle scie chimiche devo dire che mi sembra meno campata in aria della credenza della terra piatta.
In pratica le scie di condensazione create dagli aerei nell'atmosfera terrestre non sarebbero formate da vapore acqueo, ma da agenti chimici e biologici che, ricadendo sull'ignara popolazione terrestre, produrrebbero malattie di vario genere e mutazioni del dna.
Le finalità di questo complotto sarebbero chiare e comprensibili da tutti: da un lato si farebbero morire un gran numero di persone per malattie note e ignote (indebolendo le difese immunitarie e introducendo nuove malattie) in modo risolvere il problema della sovrappopolazione (si dice che tra 50 anni non ci sarà più acqua potabile per tutti) e dall'altro si creerebbe una stirpe di inconsapevoli cyberschiavi al servizio dell'élite pluto-giudaico-massonica.
Le scie chimiche sono sotto gli occhi di tutti, dicono i complottisti, basta alzare gli occhi al cielo in una giornata di sole per vedere le strane strisce bianche rilasciate  da aerei civili e militari.



La teoria delle scie chimiche si basa quasi esclusivamente sul fatto che fino alla fine degli anni 90 del secolo scorso nessuno le aveva mai viste.
A dir la verità gli aerei hanno sempre creato scie di condensazione [basta leggere wikipedia che non sempre è il massimo di attendibilità, lo ammetto...): 

"Le scie di condensazione più comuni sono dovute alla rapida condensazione in ghiaccio del vapore acqueo presente nei gas di scarico del velivolo durante la navigazione in alta quota dove la temperatura esterna è molto bassa. La persistenza e l'espansione di tali scie dipende dalla presenza di sufficiente umidità alla quota di volo.[8][9]
Oltre al vapore acqueo le emissioni provocate dagli aerei contengono biossido di carbonioossidi di azotomonossido di carbonioidrocarburi come il metanosolfatiparticolato da combustione"]
Ma i complottisti  giurano sul fatto che prima del 2000 non rimanevano visibili tanto a lungo e non avevano la lunghezza che hanno al giorno d'oggi.

Sarà vero?
Sono andato a cercare delle foto di aerei della seconda guerra mondiale e guardate cosa ho trovato:






I miei amici complottisti ovviamente potrebbero dire che queste foto non provano niente.
Ma il dubbio che le scie chimiche siano normalissime scie di condensazione è forte assai.


Insomma durante questi due giorni di febbricitante riposo mi è venuto da pensare che i profeti della Terra piatta e gli allarmati osservatori di scie chimiche siano attendibili quanto Totò che vende la fontana di Trevi.
Ma, mi chiedo, se Totò  contava balle per mestiere, che cosa ci guadagneranno i miei amici complottisti?
Soldi? Successo? Sesso?
Non credo proprio.
Molti di loro li conosco, e bene.
Sono brave persone, di cultura superiore alla media, e, solitamente in buona fede.
Cosa li spinge a divulgare delle teorie così strampalate? 
Può darsi, mi sono detto, che gli amici complottisti siano in possesso di prove che non possono rendere pubbliche.
Può darsi anche che i miei filtri cognitivi, le mie sovrastrutture culturali, mi impediscono di vedere la "loro" verità.
O magari, semplicemente, come dicono in Francia, "si sono fumati anche la moquette".
Chi sa....qualcuno  ha un'idea in proposito?