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giovedì 24 marzo 2016

LO YOGA E L'UNIVERSO DEI SUONI

"Kamalo, da dove e per quale potere si poté creare un canto così bello?
Né lo Yoga né il Tapas avrebbero potuto creare un canto di così buon auspicio [...];
è per la grazia di Samba Sada Shiva che si vede una luce dove neppure il sole può arrivare[...].
Si può andare facilmente ovunque, ma è molto difficile raggiungere questo luogo, dove Mahakaal è il Guardiano della Porta".
Babaji di Haidhakhan - "Gorakhvani".





L'universo del Sanathana Dharma (la "Filosofia perenne" che sta alla base dello Yoga) è un universo pluridimensionale, 
C'è una dimensione fisica, grossolana [che corrisponde al nostro stato di veglia, e sul piano sottile ai sei chakra principali (perineo, genitali, ombelico, cuore, gola, punto tra le sopracciglia)] e una serie di dimensioni più sottili (8, in genere) sperimentabili dallo yogin dopo la "apertura del chakra dei mille petali", cporta d'accesso alla seconda dimensione, o prima dimensione spirituale.
Le dimensioni sono viste come luoghi diversi( लोक loka, che vuol dire "stanza", "paese" o खण्ड् khaṇḍ, porzione, frazione, continente) in cui regna una diversa forma della divinità, o पुरुष puruṣa,
Per giungere prima a  disciogliersi  e poi a riconoscersi in identità con il divino, l'anima dello yogin deve passare da una dimensione all'altra, sperimentando i diversi suoni e le diverse Luci/colori che caratterizzano i vari luoghi.


Haidakhandeshwari Mataji




La manifestazione nasce da un suono originario da cui, a cascata, discenderebbero le note (svara) e le lettere dell'alfabeto sanscrito.
Le singole note e/o sillabe unendosi in frasi costituirebbero i vari mondi e i vari esseri viventi, sia quelli percettibili che quelli non percettibili a livello ordinario.
Nel viaggio a ritroso verso l'Assoluto, lo yogin, tramite una serie di modificazioni della mente (Mente/Parola/Corpo per essere precisi) chiamate समाधि samādhi, sale di piano in piano, di gradino in gradino, seguendo una particolare "corrente vibrazionale" che, a seconda delle proprie tendenze e delle tecniche che utilizza, percepirà come una serie di diversi "flussi".
I flussi principali sono rappresentati dai bija mantra aiṃ -  śrīṃ . hrīṃ:

1) corrente sonora (la Grande madre "Silenzio" corrispondente a Sarasvati, dea della Conoscenza e della Musica,  bija mantra aiṃ).

2) Corrente luminosa (la Grande Madre "Luce", Lakhsmi dea della Gioia e della Prosperità,  bija mantra śrīṃ).

3) Corrente del vuoto (la Grande "Madre Vuoto", Durga/Uma, la Dea "difficile da Conoscere, bija mantra hrīṃ)



Shri Mahalakshmi yantra


Il viaggio a ritroso parte dalla dimensione terrena detta Pinda e arriva sino al regno senza nome, Anami, passando per 7 tappe intermedie, ognuna delle quali è caratterizzata da suoni e luci/colori particolari.
Il praticante si accorge del momento di passaggio dal mutare del suono interiore, un suono non collegato al respiro né al battito cardiaco, che sembra provenire dall'interno e che si percepisce, allo stato ordinario, semplicemente tappando le orecchie.

Cominciamo dal corpo fisico:
nella yoga si parla di cinque guaine, o कोश kośa, legate a diversi livelli coscienziali.
La prima è la guaina del corpo di carne ed ossa., 
Il raggiungimento della piena consapevolezza di questa "guaina" dovrebbe corrispondere ad un suono simile al rombo del tuono.
Il secondo suono (guaina  delle energie) dovrebbe ricordare il rumore delle onde del mare
Il terzo suono (guaina  mentale) è (dovrebbe essere) simile al tintinnio delle campane.
Il quarto suono (guaina dell'intuito sovraconscio) è simile allo scorrere dell'acqua di un ruscello.
il quinto suono, simile al suono del flauto,  avverte il praticante dell'entrata nella prima dimensione spirituale, legata alla cosiddetta "guaina della beatitudine" e a quella che alcuni definiscono "apertura del chakra dei mille petali".
Il sesto suono (seconda dimensione spirituale, detta Trikuti o Brahmanda, dovrebbe ricordare un vento potente.
Il settimo suono ( che ci avverte dell'entrata nella terza dimensione spirituale, detta Daswan Swar) è simile al ronzio delle api, o al frinire di grilli e cicale..
A questo punto l'anima, nel suo viaggio a ritroso verso la "Sorgente Divina, si ritrova al cospetto di Mahakaal, il Guardiano della Porta".
Il Regno di Mahakaal  è il Deserto Silenzioso,  o il Paese del Vuoto Nero". 
Non c'è nessun suono, nel Regno di Mahakaal, nè alcun stimolo visivo. Bisogna solo aspettare, tentando di sopravvivere all'angoscia ed al terrore.
I pochi riescono a superare il Regno del Silenzio,sentono un suono paradisiaco (è il caso di dirlo....) di mille e mille strumenti a corda: è il segnale dell'accesso a Bhanwar Gupha, la "caverna roteante".




Quindi a grandi linee, per il Sanathana Dharma, il nostro è Universo Musicale, (vedi anche PHURO!) formato da diversi piani, o sfere come direbbe Pitagorica, corrispondenti a diversi livelli vibrazionali.
C'è un centro, una sorgente da cui le vibrazioni hanno origine.
Più ci si allontana dal centro e meno alta è la frequenza delle vibrazioni.
Lo yogin attraverso la pratica del Samadhi può seguire compiere un viaggio a ritroso verso la sorgente, passando di piano in piano.
Ogni piano è caratterizzato da suoni e da luci/colori particolari percepiti, se si può dire così,  all'esterno.
Inoltre, in ogni "passaggio di stato", il praticante percepisce suoni interiori (ed effetti luminosi) particolari) che lo informano del livello coscienziale raggiunto. 

1) Piano fisico, sei chakra - PINDA -  suoni interiori: TUONO, ONDE DEL MARE, CAMPANELLI, ACQUA CHE SCORRE.
2) primo livello spirituale, chakra dei Mille Petali - ANDA - suono interiore:  FLAUTO; suono "esterno": CAMPANE E CONCHIGLIE.
3) Secondo livello spirituale - TRIKUTI (le tre montagne dorate) - suono interiore: VENTO; suono "esterno": TUONI E TAMBURI.
4) Terzo livello spirituale -  DASWAN SWAR (Il lago di nettare) - suono interiore: ronzio di api e frinire di grilli e cicale; suono "esterno": Sarangi (violino) e Sitar (Liuto).
5) MAHA SUNNA - Deserto Silenzioso.
6)Quarto livello spirituale -  BHANWAR GUPHA - suono interiore:  melodie di strumenti a corda; suono "esterno": melodie di Bansuri (Flauti).
7)Quinto livello spirituale - SACH KHAND - musica del Vīṇā (liuto) e del Titti (cornamusa).

Ci sono poi ( PHURO!) altre tre dimensioni, chiamate Alakh o regno del Primo Suono (Adi Shabda), Agam, il regno del "Suono senza Suono" e  Anami, letteralmente Il Senza Nome, il "REGNO DELLA MERAVIGLIA cui corrisponderebbero il Suono originario (HU secondo alcuni, HUM od OM secondo altri) e il "vero nome di Dio".


Mandala di Mahakala


Mi rendo conto che  se non si sono mai sperimentati i suoni interiori, ciò che ho scritto apparirà come una bizzarra teoria o come un divertente, fino a un certo punto, gioco della mente.
Ma sono sicuro che andando a rileggere le parole di maestri indiani come Babaji, Sai Baba o Ramana Maharishi alla luce dell'insegnamento del Sant Mat (Surat Shabda yoga) potremmo, forse, fare delle scoperte interessanti.







Riprendo il testo del Gorakhvani, J.Amba edizioni, pag. 49 e seguenti dell'edizione italiana senza aggiungere commenti, limitandomi a ricordare che: 
1) Mahakal è il Guardiano di Maha Sunna, regno del vuoto, del silenzio e dell'oscurità,
2) Maha Sunna è l'ostacolo da superare per giungere a  Bhanwar Gupha, dove lo yogin vede cinque universi dai colori diversi,
3) Oltre Bhanwar Gupha, c'è Sach khand, la vera dimora di Shiva in cui si ascolta il suono della vīṇā (l'antenato del sitar)

"[...]Guarda attentamente la ruota di Mahakal e le sue strane vie.
Al Signore della Morte non importa della bellezza, della vecchiaia, né della giovinezza o dell'infanzia.
Lui gira la sua ruota e distrugge tutti.[...] Ma quello vicino al centro viene risparmiato.
[...]Chiunque conquista il sonno conquista Mahakal.
[...] Shri Narad è venuto sul palco con la sua vina a cantare per Gorakh.
[...]Guarda Kamalo[...]  Per la mia grazia Kamalo.Ora guarda i colori di tutti.
[...]Kamalo, da dove e per quale potere si poté creare un canto così bello?
Né lo Yoga né il Tapas avrebbero potuto creare un canto di così buon auspicio [...]
[...]E' per la grazia di Samba Sada Shiva che si vede una luce dove neppure il sole può arrivare[...].
Si può andare facilmente ovunque, ma è molto difficile raggiungere questo luogo, dove Mahakaal è il Guardiano della Porta".

venerdì 18 ottobre 2013

LA DEA DEL SONNO - Le parole segrete di Babaji, IIIa parte



La mia fissazione per Babaji e il Gorakhvani ["i segreti di Guru Gorakh"- J.Amba editrice]  è cominciata nel luglio scorso, quando sono entrato per la prima volta nell'Ashram Bhole Baba, a Cisternino (nella Val d'Itria). Appena mi ha visto Rupchand, uno dei discepoli storici di Babaji  di Hairakhan (uno di coloro che ne ha ascoltato direttamente gli insegnamenti per intenderci), mi ha guardato negli occhi e, praticamente senza dire una parola, si è alzato ha preso un libro dallo shop dell'Ashram e me lo ha regalato. II libro era, appunto, il Gorakhvani, resoconto scritto delle istruzioni impartite da Babaji a Shri Shastri Vishnu Datt. Secondo me si tratta di un testo straordinario, che descrive il percorso della realizzazione secondo gli insegnamenti Nath, attraverso una serie di simboli presi dai Veda, dai Purana, dal kundalini yoga, dal tantrismo tibetano... Dopo qualche giorno, Rupchand mi ha presentato Lisetta Carmi, la fondatrice dell'Ashram e poi  insieme a lei, un'altra allieva"anziana" e la mia amica Ivana, mi ha portato nella "stanza del maestro", una cameretta con il suo letto, un paio dei sandali, una fotografia in bianco e nero  che sta misteriosamente virando in oro e argento, e il bastone che Babaji che usava, credo, per passeggiare. Non so perchè Rupchand mi abbia fatto questi doni (penso che non siano moltissimi coloro cui è stato permesso di entrare nella stanza di Babaji), ma so che per me è stata un'esperienza sconvolgente. Niente a che vedere con la devozione o quel senso di pace e amore che aleggia nell'Ashram come in molti altri luoghi di culto. E' stata un esperienza fisica, fatta di percezioni e di "trasformazioni". Soprattutto è stato un esperienza "ripetibile" perchè i fenomeni si sono riprodotti, identici, ogni volta sono tornato all'ashram. Credo che dietro lo Yoga dei Nath ci sia una scienza più antica di quanto possiamo immaginare. E credo che Babaji, in quanto MahaNath (il Grande Nath, che si potrebbe tradurre con "GRANDE SPIRITO PROTETTORE" o "GRANDE MAESTRO CHE PROTEGGE") con le sue parole abbia tentato di aprire uno spiraglio sulle vere origini e i veri scopi dello yoga o per meglio dire sulle vere origini e i veri scopi dell'essere umano.
babaji

Se ho ragione, ovvero se  il Gorakhvani è un testo, tra virgolette, "operativo",  dovrebbe contenere sia le tecniche che  la descrizione degli effetti sperimentabili. Il problema è che è scritto in un linguaggio per addetti ai lavori e fa riferimento a miti simboli così lontani dalla nostra cultura da sembrare indecifrabili. Però, come ho già scritto, se ci armiamo di pazienza e di un buon dizionario possiamo farci un'idea di ciò che Babji  ha voluto trasmetterci. Riprendiamo il brano che avevo citato in precedenza (vedi "LE PAROLE SEGRETE DI BABAJI") e analizziamolo nei dettagli:
[NB. le parentesi quadre sono mie. Ho segnato, con i numeri tra parentesi, alcuni punti secondo me fondamentali che, man mano, cercherò di approfondire]
"[...] I più grandi yogi e le yogini si inchinano giorno e notte. Essi pregano: "Vieni maestro Gorakh(1).
Liberaci per favore dai legami. Tu hai conquistato il sonno [nidrā](2), che per paura di te fu nascosto nell'Oceano di Latte (3) e dato a Vishnù.
Quando il demone Madukaitabb(4) attaccò Brahma, Brahma corse alla porta di Vishnu, pianse e pregò la "Dea del Sonno" [nidrā devi].
Allora lei [nidrā devi] svegliò Vishnù che lottò [...] contro Madhukaitabb.
Gorakhanath ha ottenuto la vittoria sul sonno [nidrā]. Chiunque conquista il sonno conquista Mahakala(5).
I cinquantasei Kalwa e le sessaquattro yogini(6) esclamano: "Jai Jai Guru Gorakhnath. Tu sei il Mahanath dei Nath [...].
Vieni Kamalo, quando hai cominciato a cantare come il Rishi Narada (7), come hai cantato bene!"

vishnu killed madhu kaitabha
Vishnu uccide Madhu-Kaithabha

(1)BABAJI E' GORAKANATH
Babaji e Gorakhanath sono,in un certo senso, le stessa persona. Gorakhanath è un personaggio storico. Conosciuto anche come Goraksha, Gorkha o Korakka Siddhar è il fondatore dello hatha Yoga ed è considerato un maestro illuminato in gran parte dei paesi orientali: i Gurka, i temibili guerrieri nepalesi, ad esempio, si chiamano così in suo onore, ne Kashmir è visto come il padre nobile del Sikhismo e nel Tamil Nadu viene celebrato come uno dei Siddha di Chidambaram, il "gruppo di ricercatori" formato da  Patanjali, Viaghrapada, Tirumular, Boghanathar ecc. che avrebbe dato vita allo Yoga, alla Danza, alla Medicina e alle Arti Marziali indiane. Gorakh ha scritto decine di libri, sulle posizioni, le mudra, le kriya, Kundalini e l'alchimia interiore, le cui stesure originali, in buona parte, sono conservate nel Museo del Rajastan.
gorakh
goraksha

Se l'esistenza di Gorakhanath è testimoniata da una miriade di documenti, la sua data di nascita  è invece dubbia. Secondo alcune fonti è vissuto tremila anni fa, secondo altri  tra il V e il III sec. a.C. e per altri ancora nel X secolo d.C.. La presenza, documentata, di Gorakhanath in epoche così diverse si può spiegare in almeno due modi:
1) E' vissuto migliaia di anni grazie alla capacità di rigenerazione cellulare che i Siddha  affermano di aver sviluppato con il loro Yoga (Tirumular, nel suo libro Tirumantiram afferma di avere tremila anni!).
2) Il suo nome e la sua identità si sono trasmessi di generazione e generazione per ragioni  di "lignaggio".
navnath
I nove immortali del lignaggio Nath

Il lignaggio (in sanscrito "paramparā" o "sampradāya") è una catena ininterrotta di insegnamenti diretti  da insegnante [guru, che significa grande, coraggioso, violento...] ad allievo [śiṣya che significa "rabbia","passione"...]. Quando un discepolo acquisisce lo stato coscienziale [la conoscenza, i poteri, il carisma...] di un maestro del passato ne assume anche l'identità. Per ciò che riguarda il maestro di Gorakhanath alcuni testi si dice sia stato Matsiendranath, " il Pesce", in altri Boghanatar, "l'Alchimista".
boghanatar
Boghanathar

Suppongo che Matsyendranath e Boghanathar siano la stessa persona. E questo potrebbe spiegare il motivo per cui Babaji nel Gorakhvani,"parla con la voce di Gorakhanath": Babaji  è Gorakhanath! Prima di divenire immortale, come vuole la tradizione dei Siddha e dei Nath, Babaji, infatti, era uno yogin chiamato Nagaraji [parola che può significare sia "Re dei Naga/Cobra" sia  "Naga/Cobra del palato molle"] ed era allievo, appunto, di BoghanatharGorakanath e Babaji Nagaraji, quindi o sono la stessa persona o,  sono allievi dello stesso maestro, che per lo yoga è come dire "fratelli di sangue"
babaji nagaraji
babaji nagaraji

(2) LA DEA DEL FIORE CHE SBOCCIA
L'abitudine, non solo italiana, di tradurre Nidrā con "sonno" impedisce la piena comprensione del testo: Nidrā devi non è la Dea del sonno così come yoga nidrā non è lo yoga del sonno. SONNO in sanscrito, di solito si dice supti o svapna. La parola निद्रा nidrā invece indica lo "stato nascente di un fiore", il momento esatto in cui sta per sbocciare. In altre parole è IL MISTERIOSO POTERE CREATIVO DELLA TERRA E DELLA DONNA che permette alla vita di sbocciare nell''oscurità e nel silenzio del VENTRE e dei MONDI SOTTERRANEI. Per allargamento semantico è anche "l'ozio creativo". Nella scienza delle lettere indiana निद्रा nidrā è il nome segreto della lettera भ bha, inscritta nel terzo petalo del cakra dei genitali, che sta per "luce","scintillio","irraggiamento"...Per tornare al nostro testo bisogna considerare che quando Babaji parla di nidra non si riferisce al "dormire", ma allo yoga nidra [una tecnica per indurre quello stato meditativo o premeditativo simile a ciò che i buddisti chiamanosamatā] e quando parla di nidrā devi intende la divinità vedica chiamata ūrmyā.
vishnu
Vishnu in Yoga Nidra

La dea ūrmyā è la gemella della "Signora dell'Alba", uṣā. E qui la faccenda si complica. Babaji e i Nath, sfuggono alle differenze dottrinali, alle chiese, alle distinzioni tra scuole e stili cui siamo abituati. Per loro lo yoga è uno. Il "sistema" dei Nath è impressionante: basta socchiudere una porta per trovare improvvisamente  spiegazioni chiare di simboli e tecniche prima incomprensibili  e per svelare i legami, stupefacenti, tra realtà apparentemente lontane tra loroGli insegnamenti che credo di aver  colto [a volte grazie al caso e, almeno in un caso, al sogno] nel testo di Babaji sono difficili  da comprendere se non ha si ha un minimo di conoscenza della cultura vedica, del tantrismo e del buddismo tibetano, ma proverò ad essere il più chiaro possibile.
Cominciamo dal nome della Dea che Gorakhnath "sconfigge" o "conquista": ūrmyā, letteralmente, è la SIGNORA ONDULATA o la SIGNORA DELL'ONDA. Onda in sanscrito si dice ūrmi, ma nel tantrismo è il NOME MISTICO DELLA LETTERA ū. per molti questo non significherà niente, per chi conosce un pochino la scienza delle lettere [cfr. Giuseppe Tucci - Teoria e Pratica del Mandala - Ubaldini editore] sa che rappresenta una DELLE POTENZE PRIMARIE DELLA CREAZIONE. L'universo dello Yoga è musica allo stato puro. vibrazioni che si danzano nello spazio infinito, si incontrano e creano accordi o disaccordi. Le potenze primarie sono sei, le prime tre vocali o vibrazioni, le potenze "del giorno" a-i-u  e la loro eco, le potenze della notte" ā-ī-ū. Ognuno di loro è l'iniziale di una parola che esprime gli effetti che la potenza ha sulla manifestazione e sull'essere umano.
a=anuttara, la SUPREMA,
i= icchā, il DESIDERIO,
u= unmeṣa, l'ESPANSIONE,
ā= ānanda, la BEATITUDINE,
ī = īṣaṇā, la POTENZA CREATRICE,
ū = ūrmi, l'ONDA.
Queste sei potenze danzano nell'OCEANO DI PRIMA DELL'INIZIO (Oceano di Latte), anzi "SONO" l'Oceano di Latte. Il suono che genera il loro fluire infinito è il pranava ॐ AUM. Quando si RIPOSANO si scontrano e danno vita a tutte le lettere dell'alfabeto sanscrito che rappresentano LE VIBRAZIONI DELLA MATERIA E DI TUTTI I FENOMENI. In altre parole l'alfabeto sanscrito è l'UNIVERSO. Queste vibrazioni sono le divinità del pantheon indiano. La dea ūrmyā, che nella traduzione del testo di Babaji è chiamata DEA DELLA NOTTE è la potenza dell'ONDA [ū = ūrmi], l'ONDA sorella e compagna della Potenza dell'ESPANSIONE [u= unmeṣa].
Nelle varie tradizioni la Potenza dell'ONDA e la Potenza dell'ESPANSIONE assumono nomi diversi, ma sono sempre rappresentate nella stessa maniera: ūrmyā in India anche detta maa kalaratri [una delle nove forme di durgā] e alakṣmī e in Tibet è Palden Lhamola protettrice dei Lama e degli insegnamenti di Buddha.
palden lhamo

La "DEA DEL SONNO" cavalca un mulo magico [ha un terzo occhio che gli permette di vedere attraverso il tempo e lo spazio] che NUOTA IN UN OCEANO DI SANGUE. Nel tantrismo tibetano è la SPOSA DI MAHAKALA, il SIGNORE DEL TEMPO, e a questo punto i versi di Babaji assumono un significato diverso. Rivediamoli un attimo:
"[...] Tu hai conquistato il sonno [nidrā](2), che per paura di te fu nascosto nell'Oceano di Latte (3) e dato a Vishnù[...]
Gorakhanath ha ottenuto la vittoria sul sonno [nidrā]. Chiunque conquista il sonno conquista Mahakala(5)[...]"
Mahākāla, letteralmente "grande nero" è, sia in Tibet che in Giappone,  il guardiano del buddismo. Mi sono chiesto:"Perchè Babaji identifica la realizzazione con la conquista del Guardiano del Buddismo e della sua Sposa?". La risposta, come spesso accade quando si parla di yoga, è venuta dal dizionario: Mahākāla è il GONPO, il protettore, traduzione tibetana della parola sanscrita NāthIn altre parole NATH, MAHAKALA e SHIVA è esattamente la stessa cosa. Nath è colui che si identifica con lo SHIVA SENZA TEMPO, lo śiva che giace cadavere prima che la Dea lo risvegli con la sua danza.
shiva kali

Per identificarsi con śiva, ovvero CONQUISTARE MAHAKALA, bisogna prima conquistare NIDRA DEVI, la dea del "fiore che sboccia", perchè lei è la śakti.
Ma perchè NIDRA DEVI si nasconde nell'Oceano di latte [punto (3)]?
Nel tantrismo per latte si intendono sia il latte materno [strīkṣīra o "acqua della signora] sia il sangue mestruale [jīvarakta o "sangue dell'anima"]. L'OCEANO di LATTE in cui si nasconde il potere creativo della donna [nidrā] è BIANCO e ROSSO come il Latte e il sangue mestruale che  sono legati dal segreto della fecondità: quando esce il LATTE DEL SENO non esce il LATTE DELLA VAGINA e viceversa. Entrambi, sangue e latte, nascondono il segreto della vita. 
Veniamo adesso alla domanda più importante: Come si fa a carpire il segreto della Vita?
Babaji ce lo dice con queste parole:
 " Vieni kamalo [uno dei nomi con cui chiamava il suo allievo Shastri], quando hai cominciato a cantare come il Rishi Narada(7), come hai cantato bene!
Narada, che viene citato nel testo moltissime volte, oltre ad essere il protagonista di molte storie e leggende popolari, è il più grande studioso e interprete indiano di Vedanga, i manuali di applicazione dei Veda. Nel NARADA PURANA insegna a leggere i Veda tenendo conto dei legami che esistono tra danza, musica, recitazione, metro poetico e astronomia. In pratica il Narada Purana è un trattato di scienza delle vibrazioni. I numeri 56 e 64 ad esempio, che vengono ripetuti continuamente da Babaji ( [...] i cinquantasei kalwa e le 64 yogini [...]) fanno riferimento sia a due particolari metri poetici [ cioè al ritmo della recitazione...] sia al numero di raggi creativi cakra del perineo e del cakra della fronte. Bisogna considerare che i cakra, rappresentati come fiori di loto, non hanno solo un certo numero dei petali, ma anche dei raggi di creazione o "risonanze" (nada). In pratica ogni cakra se, stimolato nella maniera giusta, risuona a determinate frequenze. Un gruppo di frequenze crea una melodia, o una stanza poetica, non riproducibile "volontariamente". Ad ognuna di queste melodie, corrisponde una diversa forma della divinità. Per essere più chiari:  OM NAMAH SHIVAYA, se recitato con la giusta intonazione e la giusta metrica, non è il mantra di śiva, "è" śiva!
SHIVA
Prima di approfondire ulteriormente il testo secondo me occorre fissare e tenere a mente alcuni punti:
- Babaji è (in qualche maniera) Gorakhanath (o ne è l'incarnazione o ne ha condiviso l'istruzione come abbiamo chiarito sopra).
- Il lavoro che propone nel Gorakhvani è basato sulla scienza delle vibrazioni (questo lo chiariremo in seguito, per basti notare l'insistenza sul canto e la musica e i continui riferimenti al Rishi Narada che è colui che, nel Narada Purana, spiega l'importanza della musica, del metro poetico e della recitazione nei veda).
- Lo yoga dei Siddha Nath è molto più antico di ciò che crediamo ed è alla base dello hatha Yoga, dell'alchimia taoista e del tantrismo tibetano.



-continua...

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