mercoledì 14 maggio 2014

IL VESAK E LA LEGGE DELL'AMORE

"Amami per ciò che vedi ad occhi chiusi.
Amami per ciò che senti quando sono in silenzio.
Io farò lo stesso camminandoti accanto.
Stai con me:
io ti insegnerò a volare, tu mi insegnerai a restare."
Anonimo indiano


Luna piena in Toro, stanotte.
Si festeggia il Vesak.
Proprio con questa luna, nel 483 a.C., Buddha Shakyamuni passò a miglior vita.
Si incamminò verso la Terra Pura, così vuole la leggenda, dove Dei e Semidei, le Gerarchie Celesti della New Age, gli avevano preparato una gran festa.
Un attimo di prima di varcare per sempre la soglia dell'Oltremondo, Shakyamuni si volta.
Prova nostalgia.
Per la Terra, per le donne e gli uomini.
per la Vita.
A pensarci è strano per uno che insegnava il non attaccamento.....
La nostalgia si muta in dolore: come si fa ad abbandonare nell'ignoranza e nella sofferenza coloro che amiamo?
Di nuovo Gautama, infrange la Legge.
Si, è vero, è alla sua ultima vita... Si, è vero Lui è il Buddha e la sua parola rimarrà per sempre nei cuori degli esseri umani, ma decide comunque di tornare, ogni anno, nella notte di Luna piena di Maggio, per insegnare a donne e uomini "L'ASSONANZA DELLE MENTI".
"Assonanza delle menti", la chiamava così Jinpa, il mio istruttore tibetano.
Credo che potremmo semplicemente chiamarla Amore, ma forse assonanza delle menti rende di più l'idea.
Senza andare troppo a disturbare i neuroscienziati e le loro teorie sul "Campo Morfico" e la "Ragnatela Cosmica", l'Assonanza tra Menti è un fenomeno noto.
Basta essersi innamorati una volta per sapere di che si parla.
Il vero mistero, per me, è la dissonanza.


Nel ripulire la casella di posta elettronica ho trovato un vecchio video, uno dei primi incontri del Gruppo Vedanta, a Borgotaro.
Me l'aveva mandato GB.
Io sono in giardino, gioco a fare il samurai con la spada di Yogasan.
GB mi sta riprendendo e commenta con la solita eleganza da scaricatore di porto livornese.
Alle mie spalle Moon e Silvia se la ridono: mi stanno pigliando in giro per l'aria truce.
Da dentro si sentono le voci di Malcolm, Andrea, credo, e altre che non riconosco.
Sicuramente non la voce di Onofrio....nelle pause si metteva sempre a lavare i piatti.
Forse sono i miei occhiali da sentimentalone, ma mi pare che amore e leggerezza trasudino anche dai muri del casale.
Assonanza di menti.
In qualche modo quelle che all'epoca chiamavo "corde coscienziali" si erano accordate.
Si era creato un gruppo di venti-venticinque persone che dava l'idea di pensare con una testa sola.
In quegli stage succedeva qualcosa, si ritornava ad "essere ciò che si dovrebbe essere".
Poi alcune corde si sono scordate e 'Assonanza è divenuta, non per tutti, dissonanza.
il mio amico/maestro Yogasan dice che è normale.
Che è nell'ordine delle cose.
Secondo me no.
Secondo me c'è qualcosa che rema contro e che appena un attimo dopo aver vissuto eventi rivelatori, ci spinge all'oblio.
Credo che le leggi della Natura, siano poche e semplici.
La stessa magia che fa sposare tra loro le gocce d'acqua per renderle cristalli, fa unire i cuori degli esseri umani e crea degli organismi complessi, i gruppi, che vivono di vita propria.
La potenza di un gruppo (di quel gruppo...) è immensa, venti persone che vivono e condividono solo per amore possono muovere le montagne.
Per me, ma sono pazzo si sa, quel gruppo aveva un compito preciso, da svolgere.
Cerco di farla breve.
Quando i tibetani parlano di reincarnazione lontani da orecchie indiscrete, dicono cose assai diverse da quelle che leggiamo nei libri.
Parlano di un fiume senza fine, Alaya, in cui scorre tutto ciò che è stato, è e sarà.
Per accedere ad Alaya occorre "alzare la frequenza delle vibrazioni", e se si è mossi da AMORE, ci si sintonizza con Ananda, la beatitudine assoluta, natura ultima dell'essere vivente.
In quel gruppo, creato per amore, tutti avevano un loro ruolo.
Un paio, i più fragili forse, e meno attrezzati per la vita quotidiana, sostenuti e protetti dall'energia degli altri funzionavano da antenne riceventi.
Ovvio che ciò che dico, lo ribadisco, è roba da pazzi, ma ho un po' di febbre, e spero mi scuserete.
Quando si sono cominciati a vedere degli effetti, quando questi effetti hanno cominciato ad invadere la sfera del quotidiano, il gruppo si è sfaldato.
La natura dell'essere umano è Ananda e per svelarla ci vuole amore, amore che nulla pretende.
Si era innescato un processo energetico particolare in quel gruppo, e qualcosa si è mosso per arrestarlo.
Non parlo di sette strane, della confraternita Interhimalayana degli adepti o altre faccende da Film Fantasy (beh insomma....c'è gente che ci crede a dir la verità, ma a me non interessa più di tanto....) parlo dell'Ego.
Qualcuno ha pensato che le energie del gruppo fossero utilizzabili dal punto di vista commerciale, altri che nel gruppo ci fosse un Maestro con la M maiuscola da rivendere come Guru o come rappresentate di qualche scuola universale o roba del genere, altri ancora hanno semplicemente avuto paura di svanire.
L'amore genera amore.
Dovevamo alimentare quella fiammella che la Natura ci aveva regalato e invece, tutti, io per primo, abbiamo fatto a gara per spegnerla.
La paura di scomparire, di annullare la propria personalità nel gruppo ha preso il sopravvento.
In qualche modo la cultura ha sconfitto la natura.
La legge naturale è assai semplice, si basa su due serie matematiche accessibili anche ai bambini: la serie del Matra Meru (da noi Fibonacci, 1,1,2,3,5,8 ecc...) e quella del Manduka Mandala e della scacchiera (la Morula, 2,4,8,16,32...)


L'amore si trasmette con la legge della Morula.
L'uno non può niente, due è l'inizio della vita.
Due non è il doppio, è il contrario di uno!
La paura di sciogliersi l'uno nell'altro porta a creare conflitti, ad identificare l'oggetto amato come un nemico.
Nel cristianesimo si dice che il fondamento della società è la famiglia.
Nella società moderna si dice che è l'individuo.
Nella natura è la coppia.
L'unità per l'essere umano è la coppia.
La potenza dell'amore si esprime quando ci si annulla l'uno nell'altro.
Quando si riesce ad annichilire l'ego in un gruppo, poi, la potenza diviene inimmaginabile.
Il raggiungimento dello Stato naturale, la liberazione non è roba difficile, in realtà.
Basta darsi agli altri, con l'amore che nulla pretende, ma come si fa in una società dove ci educano alla realizzazione individuale?
Per non sentirsi schiacciati si schiacciano gli altri.
Per non sentirsi annullati si tenta di annullare gli altri.
Il contrario dell'Amore non è l'odio, ma la Paura.
La paura di donarsi, la paura di perdere quello che perderemo comunque prima o poi.
Chiedete ad un ragazzino se preferirebbe essere Buddha o Steve Jobs.... 

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