venerdì 20 giugno 2014

IL SESSO DEI NATH - HATHAYOGAPRADIPIKA





"[...]Che uomo e donna si esercitino a risucchiare sperma e  liquido vaginale mediante la contrazione dei muscoli sottili del pene e della vagina [...] 

[...] che l'uomo si eserciti a risucchiare lo sperma anche dopo che è stato versato all'interno della vagina[...]

[...] Il vero Yogin aspira con il pene [...] sia lo sperma che i fluidi sessuali femminili[...] 

[...] Dopo aver fatto l'amore, uomo e donna devono ungere i loro corpi con sperma e fluidi vaginali insieme e rimanere seduti in pace godendosi la loro gioia[...] 


[...] il controllo dei fluidi sessuali fa bene anche se c'è l'eiaculazione[....] 



[...] Lo sperma più buono è quello mediano.
Quello iniziale è troppo carico di bile e quello finale è povero di sostanze nutrienti [...]" 



Le frasi che ho citato non le ho rubate dalla delirante iniziazione dell'adolescente Justine immaginata dal Marchese de Sade.

E nemmeno da un manuale ad uso di incappucciati fautori di orge alla "Wide Shoot Eyes".



Sono dei sutra tratti dallo 
Haṭhayoga Pradīpikā (parte terza), uno dei più noti e citati manuali di Hatha Yoga.
La traduzione l'ho fatta io, ma mi pare in linea con quelle più diffuse, anche se spesso si usano perifrasi assai ardite per mescolare un po' le acque e non offendere la sensibilità di chi vive il sesso come una roba peccaminosa e i fluidi genitali come qualcosa di sporco. Ecco qua il testo originale in Devanagari  sanscrito traslitterato : 


मेहनेन शनैः सम्यगूर्ध्वाकुनछनमभ्यसेत | 
पुरुष्हो|अप्यथवा नारी वज्रोली-सिद्धिमाप्नुयात || ८५ || 

mehanena śanaiḥ samyaghūrdhvākuñchanamabhyaset | 
puruṣho|apyathavā nārī vajrolī-siddhimāpnuyāt || 85 || 




नारी-भगे पदद-बिन्दुमभ्यासेनोर्ध्वमाहरेत | 
छलितं छ निजं बिन्दुमूर्ध्वमाकॄष्ह्य रक्ष्हयेत || ८७ || 

nārī-bhaghe padad-bindumabhyāsenordhvamāharet | 
chalitaṃ cha nijaṃ bindumūrdhvamākṝṣhya rakṣhayet || 87 || 




ॠतुमत्या रजो|अप्येवं निजं बिन्दुं छ रक्ष्हयेत | 
मेढ्रेणाकर्ष्हयेदूर्ध्वं सम्यगभ्यास-योग-वित || ९१ || 

ṝtumatyā rajo|apyevaṃ nijaṃ binduṃ cha rakṣhayet |
meḍhreṇākarṣhayedūrdhvaṃ samyaghabhyāsa-yogha-vit || 91 || 




वज्रोली-मैथुनादूर्ध्वं सत्री-पुंसोः सवाङ्ग-लेपनम | 
आसीनयोः सुखेनैव मुक्त-वयापारयोः कष्हणात || ९३ || 

vajrolī-maithunādūrdhvaṃ strī-puṃsoḥ svānggha-lepanam | 
āsīnayoḥ sukhenaiva mukta-vyāpārayoḥ kṣhaṇāt || 93 || 



सहजोलिरियं परोक्ता शरद्धेया योगिभिः सदा | 
अयं शुभकरो योगो भोग-युक्तो|अपि मुक्तिदः || ९४ || 

sahajoliriyaṃ proktā śraddheyā yoghibhiḥ sadā | 
ayaṃ śubhakaro yogho bhogha-yukto|api muktidaḥ || 94 || 


अथ अमरोली 
पित्तोल्बणत्वात्प्रथमाम्बु-धारां 
विहाय निःसारतयान्त्यधाराम | 
निष्हेव्यते शीतल-मध्य-धारा 
कापालिके खण्डमते|अमरोली || ९६ || 

atha amarolī 
pittolbaṇatvātprathamāmbu-dhārāṃ 
vihāya niḥsāratayāntyadhārām | 
niṣhevyate śītala-madhya-dhārā 
kāpālike khaṇḍamate|amarolī || 96 || 




Quando ci sia accinge a studiare i testi fondamentali dello yoga bisogna mondare la mente dai preconcetti.
Solo così può avvicinarsi alla comprensione delle tecniche descritti in testi di 1000 o 2000 anni fa.
Haṭhayoga Pradīpikā è un testo Nath ed è tratto in buona parte dallo Haṭhayoga di Gorakhanath.
A volte mi viene il dubbio che  la maggior parte dei praticanti e degli insegnanti che dicono di averlo letto si siano fermati alle prime pagine, alla descrizione degli asana, tralasciando  la parte alchemica.
Se così fosse sarebbe un errore, perchè perché lo Yoga "è" una pratica alchemica.
La conoscenza anatomica dei Nath è sbalorditiva, ed il loro yoga è "roba pratica", che deve produrre degli effetti oggettivi, ovvero la trasformazione di Corpo, Parola e Mente.
Se non c'è trasformazione alchemica non c'è yoga.
Una trasformazione non solo della psiche e della percezione del mondo fenomenico, ma anche del corpo fisico.
Dice Tsong Ka Pa ("LA GRANDE ESPOSIZIONE DEL MANTRA SEGRETO"):

-"[...]La conoscenza [jñāna] è entrare nella Terra Pura con il corpo fisico"-




Un'altra cosa interessante dello Hathayogapradipika  è che alcuni brani hanno il potere di disciogliere come neve al sole alcuni dei luoghi comuni più in voga, prima tra tutti la infondata credenza che siano necessari un corpo ed un temperamento maschile per raggiungere la condizione di illuminato.
Nello yoga il ruolo della donna, in quanto incarnazione del Femminile, è fondamentale.
Nell'immagine sotto, proveniente dal tempio di Chidambaram, alla destra di uno Shiva danzante vediamo due dei grandi maestri dello yoga e della danza indiani, Patanjali (con la coda di serpente) e Vyagrapada (con le zampe di tigre) in un atteggiamento di devozione.
Dall'altra parte una donna. L'atteggiamento, gli abiti, la statura (superiore a quella dei due yogin) di questa incarnazione della Dea sembrano indicarcela come la maestra del gruppo.





Lo Hatha Yoga Pradipika, per uno yogin può rivelarsi una vera e propria miniera d'oro.

Traduco alcuni sutra della parte terza:

3.1
"Le teste dei naga sono il pilastro del mondo, con le sue montagne e foreste.
Allo stesso modo kundalini è il pilastro del tantra yoga
"



3.99
"La donna che acquisisce abilità nella pratica sessuale, aspira contraendo i muscoli sottili della vagina, lo sperma e trattiene i propri fluidi vaginali, è una yogini"


3.100
"Nel suo corpo non andrà perduta una solo goccia di fluido femminile. nel suo corpo il suono assumerà la forma del seme"


3.101
"Lo sperma e i fluidi vaginali mescolati all'interno del suo corpo, attraverso la pratica di Vajroli (Vajra vuol dire diamante, N.d.r.) portano alla realizzazione finale"


3.102
"E' una yogini colei che risucchia il proprio fluido vaginale verso l'alto.
Conosce il passato e il futuro e danza nel cielo
[cfr. Yoga Sutra 4,42]


3.103
"La perfezione del corpo [cfr. yoga sutra 3, 46] si ottiene con l'aspirazione dei fluidi vaginali e dello sperma.
Questo yoga porta alla realizzazione anche se si gode dell'orgasmo
"



Dunque per i Nath (Hatha Yoga Pradipika è testo della tradizione Nath) la donna che padroneggia le tecniche sessuali e "risucchia i propri fluidi genitali verso l'alto" è una Yogini (che non è il femminile di Yogin, ma significa incarnazione della Dea) ed una danzatrice del cielo (altro nome delle Dakini).





 Un'altra cosa interessante è che per lo Hatha Yoga Pradipika, isvariShakti e kundalini sono la stessa cosa.
Non è vero, come sostengono alcuni, che ci sono vari tipi di Yoga: lo Yoga è uno solo, cambiano i nomi:


3.104
"La tortuosa (Kutilangi), colei che si eleva ( Kundalini), il serpente femmina (Bhujangi), la Shakti, Isvari, Kundali, Arundhati non sono altro che sinonimi



Kundali nei testi tantrici, è spesso definita "la Vedova".

la sua attivazione mediante lo Hatha Yoga prende il nome  "stupro della Vedova" e l'ignoranza, di alcuni, ha portato a fantasticare su pratiche sessuali stravaganti o a credere che nel tantra si permetta o addirittura si consigli la violenza sulle donne.
Niente di più sbagliato: la Vedova è Shakti e il defunto, il mahāpreta è Shiva. 
Per "stupro della Vedova" si intende una tecnica di alchimia interiore che consiste nell'IMPEDIRE A KUNDALINI DI RIDISCENDERE VERSO GLI ORGANI GENITALI DOPO LA SUA ASCESA AL CHAKRA DELL'OMBELICO IN MODO DA FARLA RISALIRE AL CHAKRA DEL CUORE.

3.109
"Tra il Gange e lo Yamuna la giovane vedova è in ritiro.
Bisogna possederla e stuprarla.
Così si rivela il supremo seggio di Visnu




Nelle raffigurazioni tantriche, nel corpo dello yogin si dipinge spesso una spirale sotto l'ombelico e una giovane donna nuda che nuota sotto il plesso solare
Sopra all'altezza del cuore ci sono alcuni fiori di loto della tradizione tantrica (verde, giallo, blu, rosso, bianco a 32, 64, 8, 16 e 32 petali).

La giovane vedova è una modificazione della Kundalini che porta all'apertura dei cakra segreti, apertura conseguente allo scioglimento del nodo del Cuore (Visnu Granti).
Lo Hathayogapradipika è molto chiaro in proposito:


3.110

"Il Gange è Ida, Yamuna è Pingala, la giovane vedova è Kundalini"

Un altro brano molto interessante si trova nel capitolo quarto.
Molto spesso si tende a creare suddivisioni tra lo yogachara buddista, il raja yoga, lo yoga vedantico, lo yoga tantrico ecc. ecc.
Ho sempre avuto l'impressione, anche, e soprattutto, dopo aver avuto a che fare con buddhisti tibetani, yogin shaiva e devoti vaishnava, che si trattasse della stessa roba. Hatha Yoga Pradipica 4.2-4 ci dice che il Vuoto (sunya) dei buddhisti, il "Quarto" dei vedantini, il Sahaja dei tantrici sono parole che indicano esattamente lo stesso stato coscienziale:
Riporto il testo in devanagari e in sanscrito translitterato (IAST)




राज-योगः समाधिश्छ उन्मनी छ मनोन्मनी |

अमरत्वं लयस्तत्त्वं शून्याशून्यं परं पदम || ३ ||

अमनस्कं तथाद्वैतं निरालम्बं निरञ्जनम |

जीवन्मुक्तिश्छ सहजा तुर्या छेत्येक-वाछकाः || ४ || 


rāja-yoghaḥ samādhiścha unmanī cha manonmanī |

amaratvaṃ layastattvaṃ śūnyāśūnyaṃ paraṃ padam || 3 ||

amanaskaṃ tathādvaitaṃ nirālambaṃ nirañjanam |

jīvanmuktiścha sahajā turyā chetyeka-vāchakāḥ || 4 || 




Più o meno la traduzione è questa:


"Raja yoga, samadhi, estinguere il manas, andare oltre il manas, Realtà, Sunya.... stato del jivanmukta, sahaja, turiya... significano tutti la stessa cosa




Esiste un solo yoga.
Siamo noi che creiamo differenze.




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