domenica 28 settembre 2014

L'UNIVERSO MUSICALE - I SUONI INTERIORI

"Kamalo, da dove e per quale potere si poté creare un canto così bello?
Né lo Yoga né il Tapas avrebbero potuto creare un canto di così buon auspicio [...];
è per la grazia di Samba Sada Shiva che si vede una luce dove neppure il sole può arrivare[...].
Si può andare facilmente ovunque, ma è molto difficile raggiungere questo luogo, dove Mahakaal è il Guardiano della Porta".
Babaji di Haidhakhan - "Gorakhvani".




L'universo del Sanathana Dharma (la "Filosofia perenne" che sta alla base dello Yoga) è un universo pluridimensionale, 
C'è una dimensione fisica, grossolana [che corrisponde al nostro stato di veglia, e sul piano sottile ai sei chakra principali (perineo, genitali, ombelico, cuore, gola, punto tra le sopracciglia)] e una serie di dimensioni più sottili (8, in genere) sperimentabili dallo yogin dopo la "apertura del chakra dei mille petali", cporta d'accesso alla seconda dimensione, o prima dimensione spirituale.
Le dimensioni sono viste come luoghi diversi( लोक loka, che vuol dire "stanza", "paese" o खण्ड् khaṇḍ, porzione, frazione, continente) in cui regna una diversa forma della divinità, o पुरुष puruṣa,
Per giungere prima a  disciogliersi  e poi a riconoscersi in identità con il divino, l'anima dello yogin deve passare da una dimensione all'altra, sperimentando i diversi suoni e le diverse Luci/colori che caratterizzano i vari luoghi.

Haidakhandeshwari Mataji




La manifestazione nasce da un suono originario da cui, a cascata, discenderebbero le note (svara) e le lettere dell'alfabeto sanscrito.
Le singole note e/o sillabe unendosi in frasi costituirebbero i vari mondi e i vari esseri viventi, sia quelli percettibili che quelli non percettibili a livello ordinario.
Nel viaggio a ritroso verso l'Assoluto, lo yogin, tramite una serie di modificazioni della mente (Mente/Parola/Corpo per essere precisi) chiamate समाधि samādhi, sale di piano in piano, di gradino in gradino, seguendo una particolare "corrente vibrazionale" che, a seconda delle proprie tendenze e delle tecniche che utilizza, percepirà come una serie di diversi "flussi".
I flussi principali sono rappresentati dai bija mantra aiṃ -  śrīṃ . hrīṃ:

1) corrente sonora (la Grande madre "Silenzio" corrispondente a Sarasvati, dea della Conoscenza e della Musica,  bija mantra aiṃ).

2) Corrente luminosa (la Grande Madre "Luce", Lakhsmi dea della Gioia e della Prosperità,  bija mantra śrīṃ).

3) Corrente del vuoto (la Grande "Madre Vuoto", Durga/Uma, la Dea "difficile da Conoscere, bija mantra hrīṃ)


Shri Mahalakshmi yantra


Il viaggio a ritroso parte dalla dimensione terrena detta Pinda e arriva sino al regno senza nome, Anami, passando per 7 tappe intermedie, ognuna delle quali è caratterizzata da suoni e luci/colori particolari.
Il praticante si accorge del momento di passaggio dal mutare del suono interiore, un suono non collegato al respiro né al battito cardiaco, che sembra provenire dall'interno e che si percepisce, allo stato ordinario, semplicemente tappando le orecchie.

Cominciamo dal corpo fisico:
nella yoga si parla di cinque guaine, o कोश kośa, legate a diversi livelli coscienziali.
La prima è la guaina del corpo di carne ed ossa., 
Il raggiungimento della piena consapevolezza di questa "guaina" dovrebbe corrispondere ad un suono simile al rombo del tuono.
Il secondo suono (guaina  delle energie) dovrebbe ricordare il rumore delle onde del mare
Il terzo suono (guaina  mentale) è (dovrebbe essere) simile al tintinnio delle campane.
Il quarto suono (guaina dell'intuito sovraconscio) è simile allo scorrere dell'acqua di un ruscello.
il quinto suono, simile al suono del flauto,  avverte il praticante dell'entrata nella prima dimensione spirituale, legata alla cosiddetta "guaina della beatitudine" e a quella che alcuni definiscono "apertura del chakra dei mille petali".
Il sesto suono (seconda dimensione spirituale, detta Trikuti o Brahmanda, dovrebbe ricordare un vento potente.
Il settimo suono ( che ci avverte dell'entrata nella terza dimensione spirituale, detta Daswan Swar) è simile al ronzio delle api, o al frinire di grilli e cicale..
A questo punto l'anima, nel suo viaggio a ritroso verso la "Sorgente Divina, si ritrova al cospetto di Mahakaal, il Guardiano della Porta".
Il Regno di Mahakaal  è il Deserto Silenzioso,  o il Paese del Vuoto Nero". 
Non c'è nessun suono, nel Regno di Mahakaal, nè alcun stimolo visivo. Bisogna solo aspettare, tentando di sopravvivere all'angoscia ed al terrore.
I pochi riescono a superare il Regno del Silenzio,sentono un suono paradisiaco (è il caso di dirlo....) di mille e mille strumenti a corda: è il segnale dell'accesso a Bhanwar Gupha, la "caverna roteante".



Quindi a grandi linee, per il Sanathana Dharma, il nostro è Universo Musicale, (vedi anche PHURO!) formato da diversi piani, o sfere come direbbe Pitagorica, corrispondenti a diversi livelli vibrazionali.
C'è un centro, una sorgente da cui le vibrazioni hanno origine.
Più ci si allontana dal centro e meno alta è la frequenza delle vibrazioni.
Lo yogin attraverso la pratica del Samadhi può seguire compiere un viaggio a ritroso verso la sorgente, passando di piano in piano.
Ogni piano è caratterizzato da suoni e da luci/colori particolari percepiti, se si può dire così,  all'esterno.
Inoltre, in ogni "passaggio di stato", il praticante percepisce suoni interiori (ed effetti luminosi) particolari) che lo informano del livello coscienziale raggiunto. 

1) Piano fisico, sei chakra - PINDA -  suoni interiori: TUONO, ONDE DEL MARE, CAMPANELLI, ACQUA CHE SCORRE.
2) primo livello spirituale, chakra dei Mille Petali - ANDA - suono interiore:  FLAUTO; suono "esterno": CAMPANE E CONCHIGLIE.
3) Secondo livello spirituale - TRIKUTI (le tre montagne dorate) - suono interiore: VENTO; suono "esterno": TUONI E TAMBURI.
4) Terzo livello spirituale -  DASWAN SWAR (Il lago di nettare) - suono interiore: ronzio di api e frinire di grilli e cicale; suono "esterno": Sarangi (violino) e Sitar (Liuto).
5) MAHA SUNNA - Deserto Silenzioso.
6)Quarto livello spirituale -  BHANWAR GUPHA - suono interiore:  melodie di strumenti a corda; suono "esterno": melodie di Bansuri (Flauti).
7)Quinto livello spirituale - SACH KHAND - musica del Vīṇā (liuto) e del Titti (cornamusa).

Ci sono poi ( PHURO!) altre tre dimensioni, chiamate Alakh o regno del Primo Suono (Adi Shabda), Agam, il regno del "Suono senza Suono" e  Anami, letteralmente Il Senza Nome, il "REGNO DELLA MERAVIGLIA cui corrisponderebbero il Suono originario (HU secondo alcuni, HUM od OM secondo altri) e il "vero nome di Dio".

Mandala di Mahakala



Mi rendo conto che  se non si sono mai sperimentati i suoni interiori, ciò che ho scritto apparirà come una bizzarra teoria o come un divertente, fino a un certo punto, gioco della mente.
Ma sono sicuro che andando a rileggere le parole di maestri indiani come Babaji, Sai Baba o Ramana Maharishi alla luce dell'insegnamento del Sant Mat (Surat Shabda yoga) potremmo, forse, fare delle scoperte interessanti.






Riprendo il testo del Gorakhvani, J.Amba edizioni, pag. 49 e seguenti dell'edizione italiana senza aggiungere commenti, limitandomi a ricordare che: 
1)Mahakal è il Guardiano di Maha Sunna, regno del vuoto, del silenzio e dell'oscurità,
2) Maha Sunna è l'ostacolo da superare per giungere a  Bhanwar Gupha, dove lo yogin vede cinque universi dai colori diversi,
3) Oltre Bhanwar Gupha, c'è Sach khand, la vera dimora di Shiva in cui si ascolta il suono della vina

"[...]Guarda attentamente la ruota di Mahakal e le sue strane vie.
Al Signore della Morte non importa della bellezza, della vecchiaia, né della giovinezza o dell'infanzia.
Lui gira la sua ruota e distrugge tutti.[...] Ma quello vicino al centro viene risparmiato.
[...]Chiunque conquista il sonno conquista Mahakal.
[...] Shri Narad è venuto sul palco con la sua vina a cantare per Gorakh.
[...]Guarda Kamalo[...]  Per la mia grazia Kamalo.Ora guarda i colori di tutti.
[...]Kamalo, da dove e per quale potere si poté creare un canto così bello?
Né lo Yoga né il Tapas avrebbero potuto creare un canto di così buon auspicio [...]
[...]E' per la grazia di Samba Sada Shiva che si vede una luce dove neppure il sole può arrivare[...].
Si può andare facilmente ovunque, ma è molto difficile raggiungere questo luogo, dove Mahakaal è il Guardiano della Porta".




venerdì 26 settembre 2014

PHURO! IL MANTRA DELLA QUINTA DIMENSIONE

"Non limitarti a praticare l'Arte: scardinane i segreti.
Solo così otterrai la conoscenza per sfiorare il divino".
Ludwig van Beethoven


Baul


Devi scardinare i segreti dell'Arte per avvicinarti al divino, dice Beethovan.
Strano verbo scardinare, mi faceva notare Andrea Pagano,
I segreti  di solito, si svelano, si sussurrano, si confidano.
Scardinare ha qualcosa di violento, di innaturale, quasi.
Mi ha mostrato anche una foto, Andrea, rappresenta gli antichi ideogrammi cinesi per Musica e per Medicina. 
Nel  primo sembra  di riconoscere un uomo che suona due tamburelli, immagine che torna identica nel secondo, con l'aggiunta di due tridenti con la punta in alto:




Interessante, vero? 
Sembra quasi che per i cinesi la medicina derivi dalla musica. anzi sia la musica con un qualcosa che conduce verso l'alto.
O magari volevano intendere che la Medicina è Musica con un attenzione particolare rivolta verso il divino.
Chissà.
Appena ho letto la frase di beethoveen sullo Scardinare i segreti mi è venuto in mente il Phuro mantra della tradizione Nath.
I Phuro sono Mantra "violenti", immediatamente realizzativi.
Anzi Phuro (o Furo!) è di per se un mantra realizzativo, 
Babaji di Haidhakhan lo recitava spesso.
Il Phuro mantra più potente, a detta dell'Acharya Sri Shastrji Vishnu Datt Mishra, è Pinda Kacha Shabda Sacha


Shastriji


Tutto l'insegnamento del Santhana Dharma, la "Filosofia perenne" che sta alla base dello Yoga, sarebbe racchiuso in queste quattro parole che solitamente vengono tradotte così:
"il corpo è perituro, il Verbo è eterno".
L'insegnamento è chiaro, ed in linea con ciò che dicono le maggiori religioni e tradizioni filosofiche.
Ma perché dovrebbe essere un mantra immediatamente realizzativo? Un mantra cioè che ha un effetto immediato sul corpo, la psiche e la percezione della realtà? "Polvere eri e polvere ritornerai", "ricordati che devi morire", "il corpo è Impermanenza".... conosco centinaia di persone che leggono, scrivono e dicono cose simili, ma nessuna di loro mi ha mai parlato di modificazioni della realtà percepita, del corpo o della mente ottenute grazie a quelle parole.
Magari, ho pensato, il mantra ha anche  altri significati e, magari tra virgolette, ha delle"valenze operative"  più o meno nascoste.
Ho cercato, per gioco, di tradurre da solo, cosa meno facile di ciò che sembra perché quando si parla di Nath non si capisce mai se le parole siano scritte e recitate in sanscrito, in hindi, o in qualche strano dialetto del Rajastan e dell'Himalaya.
Cominciamo con  पिण्ड piṇḍa che in sanscrito significa:
 denso, compatto e per analogia, indica la materia, l'uovo, la carne e il corpo fisico.
Quindi Corpo come traduzione ci sta.
Però nello yoga vuol dire anche potere, è un suono particolare  e a quanto so in alcune scuole, come ad esempio la via di Sai Baba di Shirdi e di Guru Nanak, Sant Mat o Surat Shabda Yoga  indica anche l'insieme dei sei chakra e le divinità che li "governano":  Ganesha, Giallo, al primo chakra, Brahma, Blu al secondo, Vishnu Blu al terzo, Shiva Bianco Lunare
  al cuore, e Paramatman al punto in mezzo alla fronte (NB:le divinità associate ai chakra mutano a seconda delle scuole, ma in questo momento penso non sia importante mettere l'accento sulle differenze).
La seconda parola dovrebbe essere कच  kaca che in sanscrito significa cicatrice, "orlo di un vestito", nuvola e suona simile alla parola Hindi कचरा kachara che significa immondizia.
Ho trovato anche  खचर khacara che in sanscrito definisce tutto ciò che è aereo, volatile, impalpabile (le nuvole, le fate, gli spiriti dell'aria, il vento, il librarsi in volo).
Per ciò che riguarda शब्द  śabda, che viene tradotto con "Verbo", so che, a prescindere dal significato letterale, è la "stoffa con cui sono fatti i suoni", la radice di tutte le vibrazioni, Il suono sacro    non udibile, nello stato, cioè, che precede la manifestazione.
L'ultima parola è Sacha  e sviscerare tutti i suoi significati può essere assai interessante.
Potrebbe essere legato al sanscrito शाश्वत śāśvata, traducibile con perpetuo, eterno, ma è anche:
un luogo fisico (la valle montana di Sacha, in Pakistan), un lignaggio shaiva (shivaita), uno dei nomi con cui viene chiamato Shiva (sacha o Sachi) e, secondo me,  è anche, una trascrizione non correttissima della parola सच्चा  sachcha che vuole dire puro, genuino, autentico.


 Il Lingam di ghiaccio della Grotta di Amaranath

Nel Surat Shabda Yoga Sach Khand è "LA VERA CASA", la dimora dell'essere supremo, raggiunta la quale l'anima individuale "si discioglie in Dio come una goccia nell'oceano".
Ricapitoliamo un po':
1)Babaji di Haidhakhan ripeteva spesso "PHURO!" parola che è sia un mantra  sia una categoria di  mantra in grado, si dice, di modificare immediatamente Corpo Parola e Mente.
2)Il Phuro Mantra per eccellenza, essenza del Sanathana Dharma o Filosofia Perenne" sarebbe Pinda Kacha Shabda Sacha, che viene tradotto con "il corpo è perituro, il Verbo è immortale".
3)Per gioco ho cercato delle interpretazioni diverse, cercando i significati delle singole parole e mi sono imbattutto nel "Sant Mat"o "Via dei Santi" o  "Surat Shabda Yoga" lo yoga di Sai Baba di Shirdi e di Guru Nanak basato sulla legge della vibrazione universale,




Nel Surat Shabda Yoga si parla di nove dimensioni di esistenza, ognuna delle quali caratterizzata da una luce e da un suono, particolare, che rappresentano nove tappe del viaggio verso la conoscenza assoluta..

Nella prima dimensione, o livello, chiamato Pinda, troviamo l'essere umano inteso come Corpo, Parola e Mente, l'insieme di corpo fisico e corpo sottile, con i sei chakra maggiori (perineo, genitali, ombelico, cuore, gola, punto tra le sopracciglia) che corrispondono ciascuno ad una delle note della scala indiana (SA-RE-GA-MA-PA-DHA-NI) e, mi pare, al canto di un animale (Pavone, Toro, Capra, Colomba, Cuculo, Cavallo, Elefante).

La seconda dimensione (la prima spirituale) è Anda, il piano astrale corrispondente al "Chakra dei Mille Petali": è  il regno dei Cieli, delle Stelle, e delle Lune,in cui risuonano  Campane e Conchiglie.

La terza dimensione  è Brahmanda, o Trikuti, "residenza della Mente", luogo del Sole nascente (Luce Rossa) e delle montagne dorate (Meru, Kailash...) e qui si odnoo invece tamburi e  rombi di tuono.

La quarta dimensione è Daswan Swar, il regno di Parabrahman, luminoso più di mille lune e corrisponde all Amritsar o  Mansarovar, il Lago di Shiva, dove i risuonano gli strumenti a corda, il Sarangi e il Sitar.



 Qui spesso si interrompe (così mi pare dica Babaji) il cammino degli Yogin, anche dei più grandi, perché si accede al Tibar Khand o Maha Sunna  il regno di Maha Kaal, il "Terribile Guardiano della Porta".
Maha Sunna è il luogo del " VUOTO NERO" e del Silenzio, la dimora delle tenebre. La "Ruota di Maha Kaal" schiaccia tutte le anime, anche le più nobili, e, le rispedisce nel Samsara, la Catena delle rinascite.
Maha kaal è terribile, mangia tutti, dice ancora Babaji, ma è anche un maestro: solo lui può dare le istruzioni necessario per accedere alle dimensioni superiori. istruzioni che non possono essere né dette né scritte.

Al di là dell'Inferno Silenzioso si accede al Regno celeste vero e proprio.
Siamo nella  quinta dimensione ( il quarto piano  spirituale) detta  Bhanwar Gupha o "Caverna Vorticosa". Qui l'anima ascolta quattro diverse melodie suonate da flauti invisibili ed ha la visione di cinque universi a forma d'uovo, ognuno di un colore diverso, rette da quattro diverse divinità.
E' in  Bhanwar Gupha che si realizza veramente l'identità dell'essenza "umana" e dell'essenza divina.

La sesta dimensione (quinto piano spirituale) è Sach Khand, la vera dimora di Shiva,. La musica predominante è quella del Titti, una specie di cornamusa, e del Vina lo strumento a corde con il quale è tradizionalmente rappresentata  Sarasvati, della della Musica e della Conoscenza.



Questo è il luogo del Nirvana, ma il viaggio dell'anima, a quanto pare non si è ancora concluso, ci sono altre tre dimensioni, chiamate Alakh o regno del Primo Suono (Adi Shabda), Agam, il regno del "Suono senza Suono" e  Anami, letteralmente Il Senza Nome, il "REGNO DELLA MERAVIGLIA".....
Interessante, vero?
Per me il mantra di Babaji,.a questo punto, assume un significato un pochino diverso:  
Pinda Kacha Shabda Sacha.
Il corpo fisico (corpo, parola, mente) del praticante (PINDA) per raggiungere la "Vera casa (SACHA) deve volare, viaggiare attraverso le dimensioni  (KACHA) seguendo la musica/vibrazione (SHABDA)"..
Chissà, forse viaggio troppo con la fantasia. mi pare, addirittura, che anche  i due ideogrammi cinesi e la frase di Beethovan che mi ha segnalato il mio amico Andrea, suggeriscano un percorso identico, un viaggio verso il divino ("medicina= guarigione dell'Anima") attraverso la Vibrazione, se si cercano le coincidenze, i segni divini e le analogie  si  finisce, ahimé, per trovarli dappertutto, la verità non dipende mai dalle cose, ma da chi le osserva.

PHURO!





"Non limitarti a praticare l'Arte: scardinane i segreti.
Solo così otterrai la conoscenza per sfiorare il divino".
Ludwig van Beethoven





lunedì 22 settembre 2014

HANUMAN, BABAJI E IL SEGRETO DEL FUOCO

                                              Haidhakhan Baba - foto di Surya Innerlight

Questa statua "particolare" è la Murti (forma) di Haidhakhan Baba, meglio conosciuto come Babaji o Mahamuni. Ha una energia impressionante, palpabile, simile a quella di certi Tangka ( le rappresentazioni pittoriche di Buddha e Bodhisattva realizzate  con sostanze che provocherebbero una qualche reazione "alchemica") tibetani.
Si trova a Cisternino, in Puglia, in un tempietto, sempre deserto, a poche centinaia di metri dall'Ashram Bhole Baba.

foto di Surya Innerlight

Il tempietto è protetto da quattro, cinque statue di Hanuman, che, in posa guerriera, sovrasta,  anche la porta d'ingresso. 
Hanuman è una scimmia guerriera.
Nel Ramayana, cerca di risolvere i problemi di Rama e della sua sposa Sita, anzi di Sita-Rama ( i Nath considerano Sita e Rama come un'unica manifestazione del divino, come Radha e Krishna) e nei templi di Haidhakan Baba e di Babaji  di Haidhakhan (considerato la sua incarnazione più recente) è una presenza costante.



 Negli anni  ho imparato che nell'arte indiana non c'è niente di casuale, la disposizione degli oggetti, la postura delle statue, la scelta dei colori nascondono sempre dei piccoli grandi segreti, dei riferimenti al Sanathan Dharma (la "FILOSOFIA PERENNE" che sta alla base dello Yoga) e delle indicazioni "operative": Babaji è considerato il Maha Nath, il Maestro dei Maestri e se Hanuman appare tanto di frequente nei luoghi e nelle cerimonie legate a lui, significa che i Nath ci stanno dicendo qualcosa, un qualche insegnamento recepibile a diversi livelli.
Cominciamo con il dire che Babaji viene considerato una incarnazione di Sāmba Sadāśiva, ovvero  l'entità benefica (śiva)  che è eternamente (Sadā) in unione con Ambā, Madre dell'Universo (Sāmba).
Già questo può essere fonte di riflessioni interessante.
Sāmba Sadāśiva è una Entità, senza forma, che è UNO con la Dea Madre.
Quando si incarna lo fa in corpi "umani", diversi tra di loro. Cioè in PERSONE DIVERSE.
In altre parole quando si parla, ad esempio, di śiva-śaṅkara o di śiva-śambhu si parla di gente in carne ed ossa  che, nelle varie epoche, avrebbe realizzato l'identità con il divino e/o sarebbe stata riconosciuta come incarnazione della "Entità" śiva.
Babaji di Haidhakhan ad esempio ha assunto il corpo di "Lakulin",colui che tiene il bastone o Lakuta, asceta della foresta e  Signore delle bestie, una "forma" che, secondo alcuni, risalirebbe al periodo pre-vedico.




Vediamo di capire cosa significa "ha assunto il corpo",: Dio, "l'Entita" śiva o comunque vogliamo chiamarlo, decide (?) di incarnarsi in un certo momento, in certe condizioni storiche, e sceglie il "corredo genetico" più adeguato per trasmettere nel migliore dei modi possibili il suo messaggio e i suoi insegnamenti, una specie di tuta spaziale di carne ed ossa (è un po' da fantascienza lo so...).
A volte scende come un "Buon pastore" (Babaji- Lakunin)



Altre come un Guerriero-Cacciatore di Demoni (Rudra).
Questi archetipi si ripresentano in epoche diverse e con nomi diversi.
Quando si parla di Rudra, ad esempio , si parla di 11 (o più  per certe fonti) diverse persone che, in luoghi e tempi diversi, sono state riconosciute come incarnazioni di śiva-guerriero.
L'undicesima incarnazione (Avatara) di śiva-guerriero è, appunto, Hanuman.




Che lo "Scimmiotto", come lo chiamano in Cina, e śiva siano  manifestazioni della stessa "Entità" risulta evidente nell'arte popolare": Hanuman viene raffigurato con cinque teste, e con il tridente in una delle dieci mani:



Esattamente come Sadāśiva, detto anche Panchānana, "colui che domina i cinque elementi".



Le cinque facce sono i cinque elementi "Puri" esattamente come avviene con i cinque Dhyani Buddha del Buddismo mahayana: Spazio, Aria, Fuoco, Acqua e Terra.




Per non perdere il filo rivediamo quanto si è detto sopra:
Con la parola śiva nell'induismo si intendono una serie di persone o "scafandri genetici" in cui si incarna una energia, una "Entità" chiamata Sāmba Sadāśiva, che significa" l'essere benevolo che è da sempre e per sempre unito alla Grande Madre dell'Universo, Ambā".
Questi "scafandri" genetici hanno caratteristiche fisiche e psichiche tali da permettere di trasmettere un determinato messaggio e un determinato insegnamento in una data epoca.
Avremo così degli archetipi, come lo  śiva guerriero (Hanuman ad esempio o Skanda), lo śiva buon pastore (Lakulin), lo śiva alchimista (Goraksha), che periodicamente compaiono sulla terra per svolgere la loro funzione, accompagnati dalle loro "paredre" o Energie o śakti.
Essendo tutte incarnazioni della medesima entità, in ognuna di esse saranno presenti i tratti di tutte le altre, ma spiccheranno le caratteristiche dell'elemento della natura (Spazio, Aria, Fuoco, Acqua, Terra) al quale sono, misteriosamente, collegati.
Hanuman ad esempio è figlio di Vayu, dio del vento, e di Anjana una Apsara, ( le apsara sono semidee legate al Vento e all'Aria), trasformata da una maledizione in una  scimmia (vanara in sanscrito).
Lo so che è un po' confuso, cercherò di essere più chiaro possibile:
Sāmba Sadāśiva si incarna in persone in carne ed ossa che rappresentano, "sono" degli archetipi, il Guerriero, il Maestro, l'Alchimista, ognuno dei quali  agisce sulla terra esprimendo il potere di uno dei cinque elementi.
Avremo così, ad esempio il Guerriero Vento, il Guerriero Fuoco, il Guerriero Acqua...
Tutti sono śiva, ma ognuno di loro avrà caratteristiche e compiti individuali, un po' come fossero danzatori impegnati nella medesima coreografia.




Le incarnazioni, sono persone, in carne ed ossa, che parlano, si muovono, mangiano, agiscono sulla terra esattamente come noi.
La differenza è che  che le loro azioni e le loro parole sono (sarebbero) sempre in linea con gli insegnamenti della Filosofia Perenne o Sanathan Dharma, e, per questo, dovrebbero portare la conoscenza ai comuni mortali.
Una conoscenza, a detta delle scritture, alla quale non è possibile accedere con la mente razionale.
Sarebbe necessaria una mente "informale" o forse "analogica". in grado di comprendere  il linguaggio dei sogni e delle coincidenze significative.
Ma torniamo  ad Hanuman, Guerriero-Vento.




Nel Ramayana si narra di come la Sposa di Rama, Sita, incarnazione della Dea della Luce e della Prosperità, venga rapita dal potentissimo e crudele Ravana e nascosta nell'isola di Ceylon. 
Hanuman si mette alla sua ricerca con un esercito di scimmie, affronta Ravana lo sconfigge, fa appicare il fuoco alla sua coda e incendia la  capitale del tiranno, Nuwara Eliyas.
La Dea della Luce (Lakshmi) emerge simbolicamente, dalle fiamme.
L'allegoria non è difficile da sviscerare: Hanuman è il vento e il vento attizza le fiamme ecc. ecc.
Ci siamo?
Torniamo adesso In Puglia all Ashram di Bhole Baba e cerchiamo di intuire i motivi dell'onnipresenza dello "Scimmiotto".
 Il luogo più importante dell'Ashram, secondo i devoti storici, è il Dhuni ("Senza Dhuni non c'è meditazione") il tempietto del fuoco costruito secondo le indicazioni di Babaji.
Si tratta di una stanza ottagonale, al centro della quale c'è una struttura in muratura, anche questa ottagonale, che rappresenta sia "le otto braccia della dea", sia Hrit Chakra, il Chakra segreto del cuore.
All'interno del "Chakra ad otto petali" c'è il fuoco sacro che, teoricamente, non andrebbe mai spento fino alla fine dei tempi.





Lasciamo perdere per ora i mille e mille simboli che riempiono l'interno del Dhuni, e fermiamoci all'ingresso.
Ai lati della porta ci sono due statuette  che ritraggono Hanuman (a destra) e KalBhairava (a sinistra) , una stravagante forma di Shiva/Guerriero in groppa ad un cane:



Siamo di fronte a due differenti forme di śiva-Guerriero.
Ma se  Hanuman è un Guerriero-Vento, Kal Bhairava a quale elemento sarà assimilato? 
Ho preso un testo di Yoga, il Vijnana Bhairava Tantra (il Tantra della conoscenza di Bhairava) e ho trovato queste frasi (70-71): 

70.Considera la tua essenza come raggi di luce da chakra a chakra  su per le 
vertebre, e così eleva l'energia (kundalini) in te. 
71. negli spazi di mezzo, sentila come fosse un  fulmine. 

Kal Bhairava, legato astromicamente alla stella Sirio (25 volte più calda del Sole) e alla "Costellazione del grande Cane", è un Guerriero-Fuoco e più specificamente ha a che vedere con quella particolare forma di fuoco che è il fulmine e con l'ascesa, repentina, di "Kundalini Fuoco".
Non ci vuole molta fantasia per capire che, in qualche modo, Kal Bhairava/Fulmine fa scoccare la scintilla del Fuoco Sacro  che Hanuman/Vento ha il compito di alimentarlo, distruggendo l'oscurità dell'ignoranza così come ha distrutto la Città di Ravana per liberare la Dea della Luce.
Bello, no? Ma in che modo il sapere questo può portare alla conoscenza?
Qualcuno dice che basta partecipare al rito ed aprire il cuore.
Chissà.
Magari la realtà è diversa, e come si dice spesso, a volte supera la fantasia.
Qua sotto metto, senza commento, un fermo immagine presa da un video privato, che riprende credo, la  prima cerimonia del fuoco al dhuni, di proprietà di un mio caro amico, Rupchand, invito ad osservarlo con attenzione.



 La simbologia dell'Ashram  Bhole Baba,come di tutti gli Ashram  e i templi, legati alla "Tradizione" è così ricca che  si rischia di perdersi.
Qui non ho certo lo spazio necessario per affrontare tutti i dettagli.
In sostanza l'idea che mi sono fatto è che si tratti di un microcosmo, e insieme, in qualche modo un opera Alchemica i cui ingredienti sono i cinque elementi della natura.
 La Murti di Haidhakahan Baba è l'elemento Spazio (Shiva Mahadeva credo), le statue di Hanuman, presenti ovunque, l'elemento Aria, Kal Bhairava l'elemento Fuoco,Ganesha l'elemento Acqua e le Paduka (sandali) e il bastone di  Babaji/Lakunin l'elemento Terra.
Come sia possibile attivare questa Opera (sempre che non sia una mia fantasia) non so dire, né so quali effetti cosmici o microcosmici possa provocare, ma mi piace pensare che sia qualcosa di molto, ma molto più potente di quanto possiamo immaginare..... 








giovedì 11 settembre 2014

SIRIO, MIKHAEL E MAHAKAAL

Che ci sia affinità tra san Michele e Shiva mi sembra fuori discussione, basta guardare con attenzione statue e dipinti che li ritraggono:



tengono, entrambi, un piede sul demone che hanno sconfitto, con i capelli e le vesti mossi dal vento e una specie di foulard intorno al collo (quello di Shiva è un serpente a dir la verità). 


Tutti e due sono "danzatori": Shiva, lo sappiamo è il Nataraja, il re dei ballerini, e   Raffaello avrà pure le sue buone ragioni se ritrae Michele in "Attitude" un  inconfondibile passo di danza tipico anche di Shiva.






In qualche modo Shiva e San Michele sono la stessa "Persona". Stringono in mano armi e strumenti di "misura": Shiva suona un tamburello/clessidra per tenere il ritmo e misurare il tempo.


Mentre Michele ha in mano una bilancia (è il Reggente dell'Equinozio d'autunno, che avviene nel segno della Bilancia) per pesare le anime (Psicostasi) e per insegnarci " a  separare il puro dall'impuro, l'utile dall'inutile, la cosa morta da quella viva" e il "discernimento tra il buono e il cattivo in vista di liberare ciò che è bene e di trasformare ciò che è male"[Mikhaël Aïvanhov]


Si somigliano anche nel  nome, nonostante l'apparenza.
San Michele in ebraico è מיכאל   in caratteri latini MI KA EL o MI KHA EL che significa "Colui che è come Dio" (interrogativo, "Chi è come Dio?" per i teologi cristiani).
Shiva con la spada e il tamburello e il "Distruttore del Tempo" o il "Signore del tempo" che in sanscrito  si chiama  महाकला , mahākala.
MAHA KA AL  e MI KA EL sembrano quasi la pronuncia diversa dello stesso termine....
Tanto per giocare (l'aspetto ludico è sempre importante...): ripetendo di seguito le sillabe MI KA EL, come fosse un mantra, dopo un po' sembra di ascoltare il primo verso del Kadi Mantra: KA E I LA HRIM....
Divertente, anzi, "bizzarro".


Ricapitolando, abbiamo MAHA KA AL e MI KA EL che di solito sono rappresentati nell'atto di  danzare sulla testa di un drago o di un essere antropomorfo, 
Tutti e due hanno la spada (sostituita a volte dalla lancia, altre dal tridente) e uno strumento di misura (del tempo o del peso).
Uno ha quattro o sei braccia, l'altro ne ha due sole, ma in compenso ha le ali. Spesso hanno l'aureola, e, a volte, una corona sulla testa.
Di Shiva si sa che danza sul DEMONE DELL'IGNORANZA.
Di Michele si dice che calpesta il più luminoso degli angeli, LUCIFERO,  poi caduto sulla terra per IGNORANZA.
Mi sembra evidente che si tratta di una stessa Energia, Entità o Persona che culture lontane tra loro hanno vestito con costumi di scena diversi.
Un altra cosa interessante è che Shiva danzante, il Nataraja, in India era una costellazione: Orione, il cacciatore.



Se San Michele e Shiva  Mahakaal  sono nomi diversi di una costellazione non è possibile che le loro gesta, come vengano raccontate dall'iconografia e dai testi sacri, siano in realtà dei movimenti cosmici? Degli "Asterismi"?
Ricordo di aver notato, all'ingresso del Dhuni (il Tempio del Fuoco) dell'Ashram di Bhole Baba, in Puglia, una statua  di Shiva Bhairava, che cavalca un grosso cane.


Si tratta di una forma particolare di Shiva, relativamente poco nota da noi, in Occidente.
Ho fatto una ricerca sull'Arcangelo Michele ed ho scoperto, guarda a volte il caso, che, nel medioevo, era spesso collegato ad un grosso cane, anzi un cane enorme, dalla bocca infuocata, che sembra "mangiarsi le anime"





Coincidenza singolare.
Se le mie ipotesi sono giuste anche  Orione avrà a che vedere con un grosso cane, cosa tutt'altro che sorprendente visto che è un "Cacciatore"
E infatti basta  prendere una mappa del cielo per vedere che ne ha addirittura due di cani: la costellazione del CANE MINORE o PICCOLO CANE e la Costellazione del CANE MAGGIORE, o GRANDE CANE. 


Il GRANDE CANE era una delle costellazioni più importanti per gli antichi Egizi perché una delle sue stelle, detta appunto Stella del Cane o Sirio, era associata ("era") Iside, Madre di Horus. 
Sirio è la stella più luminosa del cielo notturno: in una notte senza luna è in grado, addirittura, di proiettare una leggera ombra degli oggetti.
Ma soprattutto è uno dei vertici del "TRIANGOLO INVERNALE" formato da una stella gigante Blu (SIRIO appartenente alla costellazione del CANE MAGGIORE), una stella  gigante rossa (BETELGEUSE appartenente ad ORIONE) ed una stella multipla bianca (PROCIONE, appartenente al CANE MINORE).


Per gli antichi yogin questo asterismo ( esattamente come quello del triangolo d'Estate, nel quale però il vertice inferiore è rappresentato da una stella rossa), rappresentava le "TRE KUNDALINI".
Sirio è Kundalini LUNA (SHIVA), Betelgeuse Kundalini FUOCO (SHAKTI) e Procione Kundalini di SOLE (KAMA).

Il rapporto tra divinità, energie e movimenti cosmici, è espresso dal Kadi Mantra,il mantra dello Sri Yantra, composta da tre versi (ka e ī la hrīm - ha sa ka ha la hrīm - sa ka la hrīm) ciascuno dei quali è dedicato ("risveglia") una delle tre Kundalini. Credo che valga la pena di Ricordarne la struttura e il significato:

il primo verso dedicato a kuṇḍalinī di Fuoco, viene spiegato così:

ka è śiva/luna;

e è śakti/fuoco;

ī è kāma/sole;

la è k
iti/terra nel senso di casa, patria;

hrīm è Durga nella forma di ku
ṇḍalinī.

Il primo verso indica la meta della pratica: un movimento in direzione oraria del KAMAKALA , una inversione del suo movimento "naturale" per"tornare a casa".

Nel secondo verso, dedicato a ku
ṇḍalinī di Sole, al praticante si suggerisce la maniera di invertire la "rotazione naturale" utilizzando le energie del corpo:

ha è ravi/dio del sole e "nadi di destra"del corpo umano;

sa è śītakira
a/luna, ma anche "colei che irradia fresco", le "nadi di sinistra del corpo umano";

ka è smāra, parola che indica il desiderio di appartenenza al dio dell'Amore;

ha è ha
sa/cigno cosmico che rappresenta i due lati del KAMAKALA: ha (suono del lato "solare", destra) e sa (suono del lato "lunare" sinistra);

la è śakra, altro nome di jye
ṣṭha una delle tre dee del triangolo centrale dello sri yantra corrispondente a LAKSHMI e alla lettera "U" (le altre sono VAMA/SARASVATI , "A", e RAUDRI/PARVATI "I").

L'ultimo verso riguarda lo "sblocco dei tre nodi ("granthi") del corpo umano":

sa è para che sta per parabrahman o adi paraśakti e ci rimanda al nodo delmuladhara cakra, dove risiede la ku
ṇḍalinī dormiente e nel quale, simbolicamente, per il gioco di specchi della manifestazione, è contenuto lo yoni lingam che compare al vertice dello sri yantra;

ka è mara che qui é la forma terrifica di śiva detta rudra e, nel buddismo tibetano, mahākāla, e ci indica il "nodo della fronte", o meglio il palato molle, terzo nodo del corpo e dimora di rudra.

La infine è Hari/vi
ṣṇu ad indicare il cuore, ultima destinazione di kuṇḍalinī
dopo la sua "risalita".


Mi rendo conto che la situazione si fa complessa. L'interpretazione dualista che si dà di solito dell'immagine di San Michele che schiaccia il Drago come lotta tra il bene e il male mi va un pochino stretta.
 Se "Colui che è come Dio" è lì forte ed elegante, con uno spadone in mano e il Male è alla sua mercé a terra, sconfitto, senza forze, perché non la fa finita una volta per tutte tagliandogli la testa? Saremmo tutti più contenti? O no?
Perché Michele non fa fuori Lucifero (che tra parentesi è "il Produttore di Luce", la stella più luminosa)?
    
                                              


E se avessimo male interpretato i simboli?
Se l'Angelo Guerriero e l'Angelo Caduto non fossero veramente in lotta tra loro, ma stessero "lavorando assieme"?
Se, addirittura, fossero le due facce di un'unica medaglia o i due poli di un'unica "PILA"?
Ipotesi sciocca, mi rendo conto, ma come dicevo stiamo giocando e a volte, divertendosi, si scoprono cose singolari.
Secondo me, se osservassimo con attenzione i dettagli delle immagini più antiche, più, tra virgolette"ortodosse" di Mikhail troveremmo degli spunti di riflessione interessanti, molto interessanti.