mercoledì 13 settembre 2017

STORIA DI UNA RELIGIONE INVENTATA


“Per duemila anni la Chiesa ha riversato oppressione e atrocità sul genere umano, ha distrutto sia passioni che idee, tutto in nome del loro Dio incarnato, la prova della mortalità di Gesù può porre fine a tutte queste sofferenze e costringere finalmente la Chiesa in ginocchio. L'erede vivente deve essere svelato, Gesù deve essere mostrato per quello che era, non miracoloso, un semplice... Uomo! L'oscuro inganno sarà svelato! L'umanità può finalmente essere liberata!”
(Leigh Teabing – Il Codice Da Vinci)






Tra pochi giorni uscirà "VESTITA DI SOLE" il mio ultimo libro ( il settimo, dopo "TANTRA LA VIA DEL SESSO" , "LA LINGUA PERDUTA DEI VEGGENTI" , "ESTASI E CONOSCENZA" che ho scritto insieme a Laura Nalin,,.),, "IL SENTIERO DELL'ILLUSIONE",, "LA DIMORA DELL'ACQUA",  "IL SEGRETO DELLA SPADA".

"VESTITA DI SOLE" nasce da una domanda semplice semplice: chi era Maddalena?
Ho esaminato i documenti su cui si è basato Don Brown per "Il Codice da Vinci", il Materiale sul mistero di Rennes-le-Château, le Storie del Graal di Chrétien de Troyes  le pubblicazioni della Chiesa cattolica di Armenia e della comunità ebraica  francese. le ho confrontate con i vangeli (quelli tradizionali, secondo la CEI) e soprattutto le opere dei maestri della pittura italiana (a partire da Leonardo, ovviamente).

L'immagine di Maddalena che emerge dalle mie ricerche è affascinante assai, ma più affascinante ancora è l'idea che mi sono fatto del "Grande Inganno", il complotto che secondo il Codice da Vinci sarebbe stato ordito da duemila anni per nascondere l'umanità di Gesù e la sua storia carnale con Maddalena.

Credo che si tratti di un "doppio inganno", degno dei romanzi di John le Carré, una storia in cui non si sa bene chi sia in buona fede, dove buoni e cattivi si invertono i ruoli di continuo.

Ho fatto delle scoperte, durante le ricerche.
Alcune divertenti. 
Ricordate,ad esempio,  la storia del Giovanni dell'Ultima Cena che sarebbe Maddalena mascherata?
Una balla cosmica!, il Giovanni rappresentato da Leonardo è proprio Giovanni, dipinto sempre come un giovane efebico..

San Giovanni Evangelista -Piero di Cosimo


Leonardo usò lo stesso modello  del Giovanni Battista conservato al Louvre, Gian Giacomo Caprotti, detto “il Salai", suo amante per decenni.



Leonardo, ritratto del Salai


Il Salai fu anche il modello per Monnalisa, tanto che esiste una versione "scherzosa" della Gioconda, dipinta a quattro mani da Leonardo e dal suo pupillo, dove il Salai è raffigurato con un seno prosperoso:



Insomma non esiste nessun "Codice da Vinci", e lo sa chiunque abbia studiato un po' di Storia dell'Arte.
Ma è proprio questo uno dei punti più stravaganti: perché il libro di Don Brown  e il film che ne è stato tratto, hanno suscitato tanto scalpore? E perché i moltissimi che "sanno", hanno taciuto, lasciando intendere che la tesi del romanzo di Don Brown  fosse in qualche modo attendibile?

Particolare dell'Ultima Cena - Leonardo da Vinci


Mi sono fatto un po' di domande e credo di aver trovato delle risposte plausibili.
La storia del Graal e tutte le tesi dei complottisti sono insieme una cortina fumogena, e una serie di segnali indicatori.
Una gigantesca balla con alcuni, pochi, elementi di verità, costruita per nascondere una verità  ben conosciuta da papi e artisti del medioevo e del rinascimento, ma tenuta nascosta per evitare che si mettessero a repentaglio le radici stesse della nostra civiltà..

Maddalena è un personaggio meraviglioso, più grande di quanto ci hanno fatto credere fino ad ora.

La ricerca delle sue tracce e di quello che alcuni chiamano il Graal (i supposti discendenti di Cristo) ha fatto nascere una serie di credenze  che  alla luce dei documenti storici sono delle colossali idiozie.
In realtà per conoscere la verità basterebbe aprire gli occhi, andare per esempio a San Pietro ed osservare con attenzione le statue degli apostoli che, minacciosi, torreggiano sulla basilica.
O leggere le scritte in latino incise sull'obelisco al centro della piazza.

Basterebbe  leggere con attenzione i quattro vangeli sinottici.o osservare con attenzioni le immagini mariane che ci sorridono dalle pareti delle chiese dei paesini di montagna.


Quello di Maddalena e del suo presunto matrimonio con Gesù è un segreto di Pulcinella.
facile da svelare.

Troppo facile.

La realtà è sempre diversa da ciò che ci si aspetta....



Ringrazio Francesca Pagano, per il suo preziosissimo aiuto nella ricerche delle fonti iconografiche.

E ringrazio, naturalmente Laura, la mia yogini,, continua fonte di ispirazione, e modella per la foto di copertina.




sabato 22 luglio 2017

MADDALENA VESTITA DI SOLE



“Per duemila anni la Chiesa ha riversato oppressione e atrocità sul genere umano, ha distrutto sia passioni che idee, tutto in nome del loro Dio incarnato, la prova della mortalità di Gesù può porre fine a tutte queste sofferenze e costringere finalmente la Chiesa in ginocchio. L'erede vivente deve essere svelato, Gesù deve essere mostrato per quello che era, non miracoloso, un semplice... Uomo! L'oscuro inganno sarà svelato! L'umanità può finalmente essere liberata!”
(Leigh Teabing – Il Codice Da Vinci)






Tra pochi giorni uscirà "VESTITA DI SOLE" il mio ultimo libro ( il settimo, dopo "TANTRA LA VIA DEL SESSO" , "LA LINGUA PERDUTA DEI VEGGENTI" , "ESTASI E CONOSCENZA" che ho scritto insieme a Laura Nalin,,.),, "IL SENTIERO DELL'ILLUSIONE",, "LA DIMORA DELL'ACQUA",  "IL SEGRETO DELLA SPADA".

"VESTITA DI SOLE" nasce da una domanda semplice semplice: chi era Maddalena?
Ho esaminato i documenti su cui si è basato Don Brown per "Il Codice da Vinci", il Materiale sul mistero di Rennes-le-Château, le Storie del Graal di Chrétien de Troyes  le pubblicazioni della Chiesa cattolica di Armenia e della comunità ebraica  francese. le ho confrontate con i vangeli (quelli tradizionali, secondo la CEI) e soprattutto le opere dei maestri della pittura italiana (a partire da Leonardo, ovviamente).

L'immagine di Maddalena che emerge dalle mie ricerche è affascinante assai, ma più affascinante ancora è l'idea che mi sono fatto del "Grande Inganno", il complotto che secondo il Codice da Vinci sarebbe stato ordito da duemila anni per nascondere l'umanità di Gesù e la sua storia carnale con Maddalena.

Credo che si tratti di un "doppio inganno", degno dei romanzi di John le Carré, una storia in cui non si sa bene chi sia in buona fede, dove buoni e cattivi si invertono i ruoli di continuo.

Ho fatto delle scoperte, durante le ricerche.
Alcune divertenti. 
Ricordate,ad esempio,  la storia del Giovanni dell'Ultima Cena che sarebbe Maddalena mascherata?
Una balla cosmica!, il Giovanni rappresentato da Leonardo è proprio Giovanni, dipinto sempre come un giovane efebico..


San Giovanni Evangelista -Piero di Cosimo


Leonardo usò lo stesso modello  del Giovanni Battista conservato al Louvre, Gian Giacomo Caprotti, detto “il Salai", suo amante per decenni.



Leonardo, ritratto del Salai


Il Salai fu anche il modello per Monnalisa, tanto che esiste una versione "scherzosa" della Gioconda, dipinta a quattro mani da Leonardo e dal suo pupillo, dove il Salai è raffigurato con un seno prosperoso:




Insomma non esiste nessun "Codice da Vinci", e lo sa chiunque abbia studiato un po' di Storia dell'Arte.
Ma è proprio questo uno dei punti più stravaganti: perché il libro di Don Brown  e il film che ne è stato tratto, hanno suscitato tanto scalpore? E perché i moltissimi che "sanno", hanno taciuto, lasciando intendere che la tesi del romanzo di Don Brown  fosse in qualche modo attendibile?


Particolare dell'Ultima Cena - Leonardo da Vinci


Mi sono fatto un po' di domande e credo di aver trovato delle risposte plausibili.
La storia del Graal e tutte le tesi dei complottisti sono insieme una cortina fumogena, e una serie di segnali indicatori.
Una gigantesca balla con alcuni, pochi, elementi di verità, costruita per nascondere una verità  ben conosciuta da papi e artisti del medioevo e del rinascimento, ma tenuta nascosta per evitare che si mettessero a repentaglio le radici stesse della nostra civiltà..

Maddalena è un personaggio meraviglioso, più grande di quanto ci hanno fatto credere fino ad ora.

La ricerca delle sue tracce e di quello che alcuni chiamano il Graal (i supposti discendenti di Cristo) ha fatto nascere una serie di credenze  che  alla luce dei documenti storici sono delle colossali idiozie.
In realtà per conoscere la verità basterebbe aprire gli occhi, andare per esempio a San Pietro ed osservare con attenzione le statue degli apostoli che, minacciosi, torreggiano sulla basilica.
O leggere le scritte in latino incise sull'obelisco al centro della piazza.

Basterebbe  leggere con attenzione i quattro vangeli sinottici.o osservare con attenzioni le immagini mariane che ci sorridono dalle pareti delle chiese dei paesini di montagna.


Quello di Maddalena e del suo presunto matrimonio con Gesù è un segreto di Pulcinella.
facile da svelare.

Troppo facile.

La realtà è sempre diversa da ciò che ci si aspetta....



Ringrazio Francesca Pagano, per il suo preziosissimo aiuto nella ricerche delle fonti iconografiche.

E ringrazio, naturalmente Laura, la mia yogini,, continua fonte di ispirazione, e modella per la foto di copertina.







venerdì 14 luglio 2017

ESTASI E CONOSCENZA




Oggi é iniziata la promozione di Estasi e Conoscenza, il primo volume della serie "Tantra, la Via dell'Essere che Laura Nalin e io pubblicheremo per Aldenia Edizioni.
Per festeggiare abbiamo deciso di pubblicare una breve anteprima, con la prefazione e il piano dell'Opera.

Si tratta di un libro che abbiamo scritto a quattro mani, Laura ed io, e riguarda eriguarda quella che noi chiamiamo "Bolla", ovvero quella dimensione "al di làdel Tempo e dello Spazio" che secono i Testi tantrici (e secondo la nostra esperienza) è possibile sperimentare nel rapporto di coppia.

Il libro, che parte dalle nostre storie personali e arriva alle "Tecniche di Integrazione del Femminile" che abbiamo sperimentato e proponiamo nei nostri stage, è illustrato con i disegni di Laura.









Ringraziamo tutti color0o che che ci hanno sostenuto e ci hanno aiutato con i loro consigli e suggerimenti: Luca Cecchi, Marzio Vincent Vaglio Bigi, Chiara Mancini, Onofrio Amendola, fabio Cozzi, Gianni Bencista e il Gruppo Vedanta, Alan Favuzzi, Selene Favuzzi, Roberta Matteini, Amelia Taboni, Marisa Marzola, Francesca Novella Susin,, Roberta Matteini,Sara Spolaore, Amelia Taboni. e gli amici  e fratelli di Yoga.it.
Il libro uscirà in autunno ma è già prenotabile su Amazon e nelle librerie.
Autori: Paolo Proietti e Laura Nalin
Titolo: Estasi e Conoscenza
Sottotitolo: Il ruolo della donna nel Tantra
Serie: Secondo volume della serie Tantra. La via dell’Essere
ISBN: 9788894842135


Paolo Proietti e Laura Nalin


ESTASI E CONOSCENZA
Il ruolo della donna nel Tantra

PREFAZIONE
“Coloro che sanno realizzano Amore, 
Solo così la Vita è degna d'esser vissuta […]
Non rifiutare mai l'offerta d'Amore, dice la Legge.”
(Chandogya Upanishad, XIII khanda) 

- “Si passa più tempo a pensare a cosa accadrà dopo la vita che a viverla, la vita”- diceva la coreografa Martha Graham.
Triste, ma vero.
L’Uomo tanto è ossessionato dalla paura della morte e di ciò che dopo la morte l’aspetta, da dimenticarsi di essere nato per danzare la vita.
Prigionieri dell’angoscia cerchiamo, disperatamente, nei preti, nelle chiese e nelle fantasie letterarie, quella risposta facile, facile, che, da sempre, risuona nel nostro cuore, nel sangue, nelle viscere: una volta nato chi può evitare di sparire per sempre?
Se nasci muori.
Lo sappiamo dall’inizio dei tempi, da quando il primo uomo ha aperto la bocca per dire “Io”, eppure la morte continua a terrorizzarci.
E se fosse una scusa? Se ciò che ci spaventa davvero fosse la Vita?


Bhuvanesvari - disegno di Laura Nalin


Non ho provato dolore quando sono morti i miei.  Vuoto, questo sì, ma anche tenerezza, tanta tenerezza.
Quando arriva, la morte, è sempre diversa da come te l’aspetti. L’Amore no, l’Amore tra una donna e un uomo intendo. Quando arriva lo riconosci subito, ha il sapore dei sogni di bambino, della favole a lieto fine, dei brividi che ti vengono d’estate, al tramonto, non sai se per il salmastro che ti graffia la pelle o per lo spettacolo del mare in fiamme.
La vita, dice la Chandogya Upanishad (uno dei libri più antichi del mondo), è degna di essere vissuta solo se si realizza Amore, e rifiutare Amore significa andar contro alla Legge, come se l’Universo stesso si nutrisse della Bellezza che nasce nel cuore degli Amanti.
Il problema è che l’Amore finisce, e il ricordo della gioia perduta rende il passo pesante e il sorriso tirato. Si sa: “le cose belle durano poco”, “niente è eterno”, “l’unica realtà è l’impermanenza”, “l’amore eterno non esiste” ecc. ecc. ecc…
E se così non fosse? Nel tantrismo si parla spesso di una terra misteriosa chiamata Uttarakuru, i cui abitanti vivono, l’uno per l’altra, nella Beatitudine Suprema per diecimila anni. Passano la vita a far l’amore, a cantare e a danzare per ringraziare gli dei della gioia loro concessa.
Poi Garuda, la grande aquila, annunciata dal rombo di mille tuoni, scende dal Cielo più alto, li invita a salire sulla sua schiena poderosa, e li accompagna sulla vetta del Monte Meru.
Una leggenda, come quelle di Shambala o del Paradiso Perduto ma secondo noi dietro ogni mito, ogni leggenda si nasconde un fondamento di verità.
La favola di Uttarakuru, tanto viva nello yoga indo-tibetano, ci suggerisce, forse, che l’Amore degli amanti è una via per la realizzazione, uno dei sentieri che possono portare l’essere umano lontano dall’ansia di incompiutezza che lo affligge.
Quella della Infinita Beatitudine è una terra, irraggiungibile in treno e in aereo, e questo forse vuol mostrarci che la via degli Amanti è difficile da intraprendere. Ma, un momento! Se è così perché ci sentiamo tanto a nostro agio nell’Amore? Perché ci sentiamo a casa?
Non sarà che è la nostra dimora originaria? Non sarà che lo stesso della beatitudine è la nostra condizione naturale?
Se così fosse, non dovremmo andare a cercare luoghi sconosciuti, ma dovremmo capire cosa ci impedisce di sperimentare, qui ed ora, la Gioia infinita di cui narrano i testi tantrici.
 Lo scopo, ambizioso, che Laura ed io ci siamo prefissi quando abbiamo cominciato a scrivere questo libro, il primo di una trilogia sul Tantra e sulla coppia, è proprio questo: trovare e sperimentare un metodo per sciogliere i vincoli che ci impediscono di sperimentare la Felicità senza limiti.
Nella prima parte, LA TERRA DELLA BEATITUDINE, descriveremo le nostre vicende personali, e le coincidenze che ci hanno fatto sperimentare ciò che Laura definisce “la Bolla”, uno stato di grazia che somiglia assai, secondo noi, alla beatitudine di cui si parla nei testi tantrici.

Nella seconda, LA VIA DELLA FELICITÀ - ISTRUZIONI PER L’USO, parleremo invece della teoria della “corda coscienziale”, e delle tecniche Tantriche dell’Ascolto e dell’Accelerazione delle Vibrazioni.

La terza parte, IL SESSO AI TEMPI DELLA BOLLA, sarà invece dedicata alle tecniche sessuali e all’utilizzazione del Piacere, al fine di nutrire e proteggere la Bolla della Beatitudine.

Nella quarta parte, ŚIVA, ŚAKTI E IL MATRIMONIO “VERO”, introdurremo il nostro lavoro sulle “polarità pure”, Śiva e Śakti come archetipi dei principi maschili e femminili.

Nella quinta parte, LA DONNA INTERA, sveleremo, con l’aiuto dei miti tantrici, qual è secondo noi il problema principale, la causa prima del fallimento delle relazioni uomo-donna: l’ignoranza, soprattutto, dell’Uomo, della natura del principio Femminile.

Infine, nella sesta parte, ESERCIZI PER INTEGRAZIONE DEL FEMMINILE, proporremo una serie di pratiche psico–fisiche e di “giochini per la mente” (come li chiama Laura) per prendere confidenza con le Daśa Mahāvidyā, le dieci diverse forme di energia femminile del tantrismo e Laura racconterà le esperienze personali, dieci diverse tappe lungo il cammino per la Consapevolezza.








Un sorriso,
Paolo

mercoledì 14 giugno 2017

LO YOGA È UN ARTE - RIFLESSIONI SULLA VIA DELLA LIBERTÀ E DELLA BELLEZZA

Yoga Teacher Laura Nalin -  "Surya Namaskara"





"Un'opera, una volta terminata, mi deve sorprendere e rimandarmi più energie di quante ne ho impiegate per realizzarla.
L'opera in questo modo è anti-entropica e contraddice il secondo principio della termodinamica, e si riappropria così del
problema della morte e dell'immortalità del corpo senza delegarlo alla scienza".

"Oggi, tra i tanti 'rovesciamenti', si perpetua anche nell'arte una percezione del tempo rovesciata;
l'arte e gli artisti contemporanei infatti si considerano e sono considerati moderni, mentre venendo dopo tutto ciò che li precede
dovrebbero sapere di essere più antichi". 

Gino De Dominicis 




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Lo yoga è un Arte. 
Ce ne dimentichiamo spesso. 
Leggendo le riflessioni di artisti di tutti i tempi  e confrontandole con gli scritti di alcuni maestri di yoga o intellettuali che si occupano di discipline orientali, mi viene da pensare che, per qualche motivo, in occidente la ricerca spirituale sia stata spesso delegata a scultori e pittori. 


Ma non è la cosa più importante, ne ho voglia di dibatterne. 
L'essenziale è che lo Yoga è un'Arte e come tale ha bisogno di una tecnica, ovvero gli strumenti e la capacità di usarli, e di una fase di intuizione, la rivelazione. 

Se non c'è quel momento magico in cui la mente sembra smarrirsi in luoghi lontani, per poi tornare a casa brandendo, come una spada, un frammento di verità, la pratica resta monca, sterile come come una vite di plastica, bella a vedersi ma incapace di dar vino. 



La rivelazione è la fine di un percorso che nell'arte è eguale allo Yoga, lo hatha yoga (inteso come tecnica tantrica). 

Cambiano solo i nomi, le parole. 
In sanscrito sono: 
सहज sahaja,
स्वेच्छाचार svecchācāra,
सम sama,
समरस samarasa.
 


Sahaja è lo stato naturale il corpo/parola/mente libero di scambiare energia con l'universo. 
senza ostacoli, blocchi, remore. 

Svecchācāra
 è lo stato della libertà. 

Libertà di agire senza essere vincolati dalle leggi fisiche e umane. 

Sama è l'identità, essere uno con l'assoluto o, essendo la realtà il sogno sognato dal Dio, essere uno con qualsiasi essere in cui percepiamo il riflesso divino. 

Samarasa è l'orgasmo degli amanti divini, il provare in un istante (o per l'eternità...ma che differenza c'è?) assieme, la beatitudine suprema. 

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L'artista viaggia oltre le consuetudini, le credenze, l'ego stesso. 
Va oltre i limiti e si trova Uno con una porzione della verità. 
Di ritorno dal viaggio nel paese che non c'è, dà forma al divino, al Reale, con un'oggetto o un'idea che racchiude in sé le energie antiche della creazione. 


Lo Yoga è Arte. 

Giotto, Leonardo, Michelangelo son sempre stati Giotto, Leonardo, Michelangelo ma quante ore hanno passato nella bottega dei loro maestri a mescolar colori, pulire pennelli, spazzar via dal pavimento la polvere di marmo? 

Chi come me ha avuto la fortuna immensa di guadagnarsi il pane facendo l'artista, sa che il processo creativo, parte dalla costrizione, dai limiti, dai confini. 

Prima di dipingere bisogna imparare a disegnare, prima di disegnare bisogna imparare a squadrare il foglio, prima di squadrare il foglio bisogna imparare ad usare la matita. 

Quanta fatica fa un danzatore per far sembrare naturale un singolo passo di danza. 

Immagine 

E poi improvvisamente, dopo anni, di sbarra e di sudore, ecco che il gesto sboccia, improvviso. 
Sembra magia. 

Poco importa se il miracolo avviene dinanzi al pubblico, per strada o al chiuso di una stanza, senz'altri spettatori che la pareti bianche. 

Il danzatore comprende e vive come una Grazia divina quel passo nato chissà da dove. 

Lo Yoga è Arte. 
Perché non dovrebbe seguire lo stesso percorso della Musica, della Danza, delle Pitture? 

Come si fa a pensare che la Rivelazione, la capacità di insufflare in un singolo gesto o suono o cellula le indicibili potenze della natura, possa avvenire senza prima imparare i fondamentali, i segreti del mestiere? 

Per conquistare la Libertà bisogna scoprirsi servi fedeli della Dea.

Per cogliere la Bellezza e vivere nella Grazia dell'Istante non si può fare Yoga tre ore alla settimana o un'ora al giorno: Bisogna essere Yoga.


giovedì 25 maggio 2017

IL SOFFIO DEL DRAGO: TANTRA, MANO SINISTRA E ALTRE NEFANDEZZE



Qualche anno fa, in un gruppo che si occupava di Advaita Vedanta e si definiva tradizionale (e credo proprio che lo fosse: chi lo aveva messo su era in contatto con gli Shankaracharya di Kanci e di Sringeri) su richiesta del mio "riferimento" assunsi un po' per gioco "ma anche no" il ruolo  del Bastonatore.

Mi chiamavano Ryu no Kokyu, "Soffio del Drago" che non era un nome che mi ero scelto ma quello che alcuni definirebbero "Nome Spirituale".
Lo aveva scelto lui, il mio "riferimento" in riferimento ad alcune tecniche di circolazione delle energie sottili  di cui, a suo dire, avevo raggiunto la maestria.

La cosa divertente è che anche i maestri cinesi e tibetani  con cui ho avuto a che fare mi hanno affibbiato nomignoli che hanno a che vedere con i Draghi e con le energia sottile, ma questa è un'altra storia...

Dunque, come Ryu no Kokyu avevo il compito di "Bastonare", ovvero di dimostrare   attraverso citazioni e interpretazioni dei testi vedici, l'aderenza o la non aderenza alle scritture vediche delle affermazioni altrui.

Mi divertivo un mondo a interpretare  l'arrogante custode della tradizione - gli altri, devo dire un po' meno - e, oggi, a mente fredda, penso che quegli anni siano stati fondamentali per la mia formazione.

Credo che il mio riferimento, Premadharma, cui va tutta la mia gratitudine, scegliendomi come bastonatore volesse prendere due piccioni con una ( o anche tre...): 

1) dimostrarmi che dietro alla mia facciata di yogin buonista e compassionevole si nascondeva un temperamento guerriero e una mente attratta dal'inutile fuoco della polemica.

2) costringermi a studiare i testi vedici e vedantici con uno zelo che credevo impensabile.

Prima di allora se sentivo parlare dei "venticinque Tanmatra del Samkhya" o  della  differenza tra "Uttara Mimansa  egli altri cinque Darshana vedici" mi slogavo le mascelle dagli sbadigli (-"pappa per  intellettuali  macrocefali"-  mi dicevo), ma con la scusa del gioco polemico e dei "duelli filosofici" mi buttai a capofitto nello studio del Vedanta.

"Ryu no kokyu il Bastonatore" era un personaggio teatrale, inventato da Premadharma ai fini della mia, chiamiamola così, istruzione, nato e sepolto durante la mia lunga parentesi vedantina. Roba del passato.

 A volte, però, ancora oggi, il soffio del drago ricomincia a farsi sentire, e la voglia, inutile se non deleteria, di mettere i puntini sulle "I" mi solletica la lingua e le sinapsi.

Per esempio quando sento parlare, anche da persone che stimo, di Tantra e di Via della Mano Sinistra come di una serie di pratiche stravaganti caratterizzate da vari e fantasiosi accoppiamenti, a Ryu no kokyu quasi parte un embolo.

La parola Tantra, nella cultura indiana, ha solo due possibili interpretazioni:
1) Tanu trayate, ovvero salvare con il corpo, ad indicare tutte le pratiche fisiche finalizzate alla Liberazione. Hatha Yoga ad esempio è Tantra, e pure Nyasa,la pratica di recitare suoni e visualizzare simboli toccando varie parti del corpo è Tantra.

2) Trame di tessitura, ad indicare una serie di testi, chiamati appunto  Tantra, o Agama e Nygama, dedicati agli insegnamenti delle scuole Shaiva, Vaishnava e Shakta.


Per ciò che riguarda la VIa della Mano sinistra, o Vama Marga o insegnamenti di Vama Deva, non è altro che la via dello Hatha Yoga secondo le upanishad Shaiva.
Una via che è progressiva e che ha la caratteristica di evolversi nel corso delle incarnazioni.

In pratica se ho imparato a mettermi a testa in giù nella vita precedente, quando rinasco saprò già mettermi in verticale.

Alla  via progressiva si aggiunge, nelle upanishad shaiva, la cosiddetta "Via dell'Uccello" che alcuni chiamano Ati Yoga, la via dell'illuminazione improvvisa dovuta al caso, all'incontro con un maestro illuminato o all'Upa Guru, un fenomeno atmosferico, un oggetto od altro che provoca nel praticante l'immediata rottura dei livelli dell'Io.

Alcuni poi confondono la Via della Mano Sinistra con la Via a ritroso, o Nivritti marga, che non è altro che la scelta di vita di colui che avendo espletato i compiti  attribuitigli dal proprio Sva Dharma o Dharma Karma (Dharma, Artha e Kama) chiamati Pravritti marga (via a diritto) si allontana dalla società per avviarsi, come samnyasin, alla meta dell'illuminazione.

Già, Ryu no Kokyu leggendo molte  delle cose che si trovano su internet comincerebbe ad agitare il bastone ( o addirittura la spada) con le narici dilatate e gli occhi rossi di rabbia.

Ma è un personaggio del passato.
Oggi non bastono più nessuno (per fortuna...).
Ho pensato però che potrebbe essere utile, un breve sunto della Brahma Vidya, la conoscenza di Brahma, in cui si parla della via diritta e della via a ritroso.

Non credo che chi pensa che la via della mano sinistra sia la pratica del sesso estremo cambierà idea per questo, ma mi auguro che questa breve esposizione  possa far riflettere  e discutere chi studia e pratica questa meravigliosa arte dell'Essere umano che è lo Yoga.


antah-shaktah, vahih-shaivah, sabhayang vaisnavàmatah.

(Vaishnava nella parola, Shaiva nell'aspetto e Shakta nel cuore)
Un sorriso,
Paolo





1) JIVANMUKTA




Jivan mukta letteralmente proviene da जीवन jīvana - esistenza e मुक्त mukta -affrancato dagli obblighi, sciolto.
jivan mukta è colui che è sciolto dagli obblighi dell'esistenza e dalle jivanavrtti ovvero la professione, il ruolo sociale, la famiglia ecc.

Jivan Mukta è anche colui che ha ricevuto la suprema iniziazione (mahapurna diksa) ed ha conseguito la brahmajnana, o conoscenza del Brahman.

jivanmukta
 è chi si identifica in paramahamasa, l'oca cosmica, e può, solo lui, affermare SO'HAM: "Io sono Quello".

2) ACHARYA E QUALIFICAZIONE

La parola आचार्य ācārya significa invece precettore e nella filosofia tradizionale indiana indica colui che avendo portato a termine il percorso di un आचार ācāra (condotta di vita, costume, usanza, comportamento) può insegnare, a coloro che sono al suo stesso livello coscienziale, a portare a compimento il medesimo percorso di quel determinato stadio o livello.

Gli ācāra, sono anche  stati  coscienziali collegati a ciò che talvolta definiamo "qualificazione",  i livelli gli stadi coscienziali "contenuti" in ciò che definiamo talvolta corpo fisico o deha.


Spesso si interpreta deha con corpo grossolano,
Ma non è completamente esatto.
Il corpo grossolano è स्थूल sthūla deha ovvero corpo, aspetto GRASSO-LARGO, ed è il contenitore di सूक्ष्म sūkṣma deha ovvero corpo, aspetto sottile, fine, delicato. 
सूक्ष्म sūkṣma deha è ciò che possiamo, volendo, denominare ācāra
Il primo ācāra è definito vedācāra.


3) DEFINIZIONE DI VEDACHARA

Il sadhana relativo al vedācāra riguarda la conoscenza letterale dei veda e la pratica dei riti o azioni, ovvero ciò che si definisce karma yoga (o kriya o karma marga).

Il fine del sadhana relativo al vedācāra è il riconoscimento ed il rafforzamento del proprio dharma.
Il riconoscimento del proprio dharma conduce allo sviluppo della fede.
Si tratta di una fede inconsapevole, cieca che corrisponde al secondo stadio oVaisnavācāra.



4) DEFINIZIONE DI VAISHNAVACHARA

Il sadhana a questo stadio è bhakti yoga (bhakti marga)
Siamo nel campo della devozione e della scoperta del potere di mantenimento della divinità (visnu).
Bhakti yoga ha il compito di cominciare a distruggere l'A-DHARMA (NON DHARMA ciò che non è in linea con la legge universale) continuando a rafforzare il dharma.


La consapevolezza si unisce alla fede cieca.
L'assoluto è il "mio Signore" o "la Madre".
Lo stadio coscenziale tra virgolette successivo, è quello corrispondente alla consapevolezza di shiva ovvero shaivācāra.



5) DEFINIZIONE DI SHAIVACHARA

La fede cieca sviluppata con karma yoga, unita alla devozione sviluppata con bhakti yoga si unisce alla consapevolezza della discriminazione.
Siamo al sentiero di jnana marga che ci conduce al quarto stadio detto daksinācāra.



6) DEFINIZIONE DI DAKSHINACHARA


दक्षिण dakṣiṇa
 significa sud e per analogia destra (questo perché le mappe indiane erano rovesciate rispetto alle nostre: noi ci rivolgiamo ad ovest-tramonto e ci troviamo il nord a destra, mentre gli indiani si rivolgono ad est-alba e si trovano il sud a destra, sinistra per chi guarda), 


Dakṣiṇācāra non ha quindi a che vedere solo con ciò che è definito nel tantrismo via della mano destra , ma anche e soprattutto con dakṣiṇamurti, shiva con la faccia rivolta a nord che si manifesta come guru

Dakṣiṇācāra è l'inizio del percorso verso la liberazione.
E' qui infatti che si manifesta la volontà o decisione interiore, la prima apparizione del "maestro interiore" o antar laksa.

अन्तर् antar significa dentro, interiore e लक्ष lakṣa è ciò che indica , che da il ritmo e la direzione. 

7) LA VIA A RITROSO, O VIA DELLA MANO SINISTRA

Il sadhana di questo "livello" è detto jñāna mārga.
Qui termina il percorso di conoscenza, rafforzamento e purificazione del dharma e può iniziare il viaggio a ritroso, la distruzione dei contenuti (neti neti) ovvero la rescissione da tutti i legami.
Il processo di rescissione, attuabile solo dopo  quella che nell'alchimia occidentale è detta "rettificazione mercuriale", ha inizio dove finisce jñāna mārga, ed jñāna mārga può essere intrapresa solo da chi è allo stadio (qualificazione) definito dakṣiṇācāra.

Occorre cioè aver "integrato" karma marga e bhakti marga.
Ramakrishna  definisce "jñāni" chi porta a compimento il processo di neti neti e "vijñāni" chi, attraverso "iti iti" (via dell'apporre, ricostruzione della realtà empirica) realizza l'unità del relativo e dell'Assoluto, l'unità fondamentale del Dio e della Madre divina.
Chi è allo stadio di dakṣiṇācāra viene iniziato al gayatri mantra, il che significa che:
1) ha la conoscenza delle tre sakti del brahman (jñāna/conoscenza,kriya/azione, iccha/desiderio).

2) Ha la conoscenza dei tre guna (tamas, rajas, sattva)

3) Riconosce le tre dee (Sarasvati, Lakshmi, Uma) come l''unica dakṣiṇā kalika o adyashakti.





Il potere di chi ha risolto le guaine (koṣa) fino alla consapevolezza del dakṣiṇācāra è immenso.
Se si legge il dakshinamurtistotram di shamkara (opere minori volume secondo-ed. asram vidya) ce ne possiamo fare un 'idea.

Una volta giunti allo stadio di dakṣiṇācāra si può accedere a nivritti, ovvero la via dello scioglimento dei legami.

Questo processo può durare una infinità di vite (secondo la tradizione induista) e passa attraverso tre stadi prima di giungere allo stadio coscienziale del jivan mukta detto anche turīya

 jiva turīya
brahma turīya e 
turīya-turīya.

Tre stati o livelli diversi che rispondono alle caratteristiche del neonato, della levatrice, della misteriosa, ovvero:

 1) jiva turīya =   stato della infinita potenzialità (sarasvati).

2) brahma turīya =  stato del maestro del mondo (lakshmi).

3)  turīya-turīya = stato dell'insondabile (uma/parvati).

Questa è la via a ritroso secondo la Tradizione Indiana! Ed è molto più lunga e faticosa di quanto si creda.



8 SADHANA


Esiste un diverso sadhana per ogni stadio coscienziale.
Shakta, shaiva, vaisnava non sono etichette o credo religiosi, ma sono parole che indicano precisi stadi coscienziali.

Karma yoga, bhakti yoga, jnana yoga non sono discipline da scegliere a seconda dei gusti o delle  suggestioni culturali, ma possono essere considerati/sono dei diversi percorsi che solo chi è ad un determinato "livello" può intraprendere.

L'Assoluto è immutabile, ma il Bhakti lo definisce Bhagavan
lo yogin lo definisce Paramatman (o paramashiva) e l'Jnani lo definisce Brahman.

Le divisioni tra stili e scuole e le etichette sono funzionali al percorso personale e quindi hanno solo un valore soggettivo.
Ramana  Maharishi ad esempio è un bhakti, un jnani o uno yogin a seconda della posizione coscienziale di chi gli si avvicina.


Parlava di vichara e traduceva il vivekacudamani, come gli Jnani

Sedeva su una pelle di tigre e si tracciava tre linee orizzontali sulla fronte, come i siddha del Tamil.


Le sue parole ed il suo sguardo apparivano dolci e misericordiosi come quelle dei preti Vaishnava



antah-shaktah, vahih-shaivah, sabhayang vaisnavàmatah

ovvero:
vaisnava nella parola (मत mata, consiglio,opinione, supposizione,religione),

saiva nell'aspetto esteriore (वह् vah,guidare, portare, condurre)

sakta dentro di sé (अन्तः antaḥ, dentro, interiore).




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