martedì 11 novembre 2014

IL FLUSSO DELLA MEDITAZIONE



Nello yoga si parla spesso di Nirodha. 
Anche perchè è parola presente nel secondo dei sutra di Patanjali , il più famoso, Quello che viene tradotto con : "Lo yoga è la soppressione delle modificazioni della mente" o qualcosa del genere. 
Le traduzioni dal sanscrito di solito si fanno confrontando tra loro altre traduzioni e/o facendo riferimento ad autori riconosciuti come attendibili. 
E' un buon metodo. 
Ma anche cercare di comprendere da soli, parola per parola, può essere interessante 
Leggendo Shankara in più parti ho trovato di riferimenti a Nirukta. 
Nirukta è un libro. 
Ed è un metodo di interpretazione dei testi e delle singole parole abbastanza singolare. 
Una specie di etimologia fantastica. 
Nirodha ad esempio solitamente si fa provenire da un verbo (credo niruddham) che significa frenare, arginare ecc. ecc. 
Corretto. 
Lasciando spazio alla fantasia, però. si fanno strada delle ipotesi che possono essere divertenti

निर nira, ad esempio, sta per condurre, portare. 


निरय niraya sta per inferno e sappiamo che nei mantra la sillaba YA indica il jiva individuato. 

Niraya potrebbe quindi indicare la pretesa dicondurre se stessi e quindi l'inferno inteso come catena delle rinascite. 

उद ud- sta per alzarsi, riferito agli astri da cuiउद- अय् ud- ay sorgere e ऊढ ūḍha guidato condotto. 
In sanscrito, inizialmente esistono solo le vocali A; U; I. 
le altre 11 vocali sarebbero derivazioni di queste tre. 
La O ad esempio è la modificazione di A ed U .
Per questo la AUM si trova spesso come OM. 
Nirodha si potrebbe anche leggere come NIRA UDHA
Un qualcosa, un flusso che conduce un qualcosa a sorgere come un astro o che fa sorgere un astro.... 

Un'altra parola interessante è Dhyana, che sta sia per rito che per meditazione. 
Pare sia un'abbreviazione. 
Il Termine esatto (cfr. Vedantasara di Sadananda) dovrebbe essere nididhyanasana.
Tradurlo con meditazione è limitativo, perchè ciò che la maggior parte di noi occidentali intende per meditazione è manana
La radice di nidhyasanam è dhyo– dhy che significa vedere, osservare ed è tradotto con Chan in cinese e con Zen in giapponese. 
आसन āsana significa postura, ma anche sedia o posizione seduta. 
In giapponese si può tradurre con sei za
Il termine giapponese ZA ZEN è la traduzione letterale di nidyhasanam 
nidi significa "brillare sopra", ma potrebbe essere una maniera per indicare sia il brahman sia (निधि nidhi ) un tesoro. 

Nididhyasanam potrebbe quindi significare "stare seduti ad osservare il tesoro". 
Questo tesoro consiste nel far convergere tutte le energie mentali in un flusso (प्रवाह pravāha o निर्झरी nirjharī 
Un flusso di energia che sorge senza l'intervento della volontà individuale. 
Come il desiderio. 
O un astro. 


NIRA UDHA 



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