Passa ai contenuti principali

MEDITAZIONE - SENZA SCELTA, SENZA TECNICA, SENZA SCOPO


Per molti anni ho meditato su una frase di Chang Tsu.

Una sola frase: "L'uomo saggio respira con i talloni"-

Era una specie di ossessione: risuonava nelle orecchie, improvvisa, nel dormiveglia o nelle attese strategiche alla fermata del bus.

Ci sono mille e mille modi diversi per occupare tempo e mente e il riflettere costantemente su una frase incomprensibile non è certo il più fruttuoso:

 "L'uomo saggio respira con i talloni"…"L'uomo saggio respira con i talloni!"…"L'uomo saggio respira con i talloni?"

A volte ho pensato ad errori di traduzione o a un codice segreto, inaccessibile senza la parola chiave.
Che cosa vuol dire "respirare con i talloni?"
[…] Ascoltare con le orecchie, ascoltare con il cuore, ascoltare con il respiro, non basta: bisogna "Ascoltare senza scelta".
 
L'uomo che respira con i talloni è “l’Essere che ascolta se stesso”.

Non c'è esercizio di respirazione, non c'è Asana che possa condurre all'Essere che ascolta se stesso: è una pratica "senza scelta, senza tecnica, senza scopo". 

Ogni tecnica nello Yoga è considerata solo un appiglio, un artificio per cercare di non cadere nel vuoto.

La mente è movimento, non la si può arrestare e il vuoto è infinita energia creatrice.  

Il vuoto è un foglio bianco. La meditazione è la matita sospesa sul foglio. 

Sul foglio bianco posso disegnare la colomba di Picasso, il cerchio perfetto o uno scarabocchio.

Le tecniche sono scarabocchi.

Non sono inutili, per carità
. A son di disegnarli il foglio bianco si trasforma, piano piano, in un foglio nero, poi basta che qualcuno ci metta in mano una matita bianca e ci spieghi che meditazione non è l'atto volontario del disegnare, ma è mettersi ad osservare la matita nell'attimo in cui comincia a scrivere o disegnare e ascoltare il silenzio nell'istante in cui la matita è sospesa sul foglio.

L'attimo che precede l'atto è
 lo spazio in cui non entra un capello su cui meditavano i samurai.
È il suono di una mano sola su cui meditavano i monaci zen.
 
Mettere la mente nel respiro vuol dire imprigionare la mente nel respiro. 
È meglio che farla girare a vuoto in mille e mille pensieri, storie, rancori e dolori, ma è pur sempre un imprigionarla. 

Mettere la mente nel cakra della fronte vuol dire imprigionare la mente. 

Mettere la mente sulle “energie sottili” vuol dire imprigionare la mente. 

Mettere la mente su un'immagine sacra vuol dire imprigionare la mente.

Quando la mente è libera resta solo l'osservare.

L'osservare è il "ricordarsi di sé".
La mente libera di muoversi senza costrizione la si può solo osservare.

Posso mettere volontariamente le mani nel “gesto” dell'insegnamento ed imitare il Buddha, ma non sarò il Buddha 
Posso volontariamente storcere gli occhi verso il naso e imitare il non sguardo dei samurai, ma non sarò il samurai.

Non posso volontariamente osservare la mente.
 
L’ascolto senza scelta è la mente che osserva se stessa. 

La mente che non è prigioniera si espande in ogni direzione e contemporaneamente si contrae nel punto infinitamente piccolo. 

Il punto infinitamente piccolo e lo spazio infinitamente grande sono la stessa cosa. 

La mente che non è prigioniera è la mente di Buddha.

 
Anzi, è Buddha.

Commenti

Post popolari in questo blog

IL TIZZONE ARDENTE

Mandukyakarika, alatasànti prakarana  45-50, 82 ; traduzione di  Raphael : "E' la coscienza - senza nascita, senza moto e non grossolana e allo stesso modo tranquilla e non duale - che sembra muoversi ed avere qualità Così la mente/coscienza è non nata e le anime sono altre-sì senza nascita. Coloro i quali conoscono ciò non cadono nell'errore/sofferenza. Come il movimento di un tizzone ardente sembra avere una linea dritta o curva così il movimento della coscienza appare essere il conoscitore e il conosciuto. Come il tizzone ardente quando non è in moto diviene libero dalle apparenze e dalla nascita, cosi la coscienza quando non è in movimento rimane libera dalle apparenze e dalla nascita. Quando il tizzone ardente è in moto , le apparenze non gli provengono da nessuna parte. Né esse vanno in altro luogo quando il tizzone ardente è fermo, né ad esso ritornano. Le apparenze non provengono dal tizzone ardente a causa della loro mancanza di sostanzialità. Anche nei...

IL SIGNIFICATO NASCOSTO DEI MANTRA - OM NAMAḤ ŚIVĀYA

Alzi la mano chi non ha mai recitato un mantra indiano o tibetano senza avere la minima idea di cosa significasse. C'è addirittura una scuola di pensiero che invita ad abbandonarsi al suono, alla vibrazione e ad ascoltare con il cuore. Il personale sentire viene considerato un metro di giudizio assai più affidabile della razionalità, e l'atteggiamento più comune, nell'approccio alla "Scienza dei mantra è il " Che mi frega di sapere cosa vuol dire? L'importante è che mi risuoni! ". Devo dire che ci sta. Tutto nell'universo è vibrazione e ovviamente quel che conta è il risultato. Se uno recita 108 volte Om Namaha Shivaya senza sapere che vuol dire e poi si sente in pace con il mondo, va bene così. Anzi va MOLTO bene! Ma bisogna considerare che nei testi "tecnici" dello yoga, non numerosissimi, si parla di una serie di valenze simboliche, modalità di  pronuncia e possibilità di "utilizzo" che, secondo me, la maggi...

TANTRA COME ALCHIMIA - LA SENSIBILIZZAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO

  di Paolo Proietti e Laura Nalin. Ai nostri tempi la tendenza al pensiero magico - ovvero la credenza o la speranza che le energie della mente possano modificare la realtà materiale - sembra attirare più consensi della scienza. Soprattutto nel nostro ambiente, quello dello Yoga e delle discipline psicofisiche orientali, l' affidarsi all'Universo   sembra essere divenuto la norma e a parlare di metodo scientifico si rischia di essere tacciati come eretici. Non abbiamo certo intenzione di giudicare o di mettere in guardia contro l'apparente deriva irrazionale della nostra società, ma crediamo che ad alcuni potrebbe interessare la nostra esperienza di insegnanti di yoga, di coppia tantrica e, soprattutto, di ricercatori. Non pretendiamo che la nostra via sia LA VIA , e che sia giusta per tutto e per tutti - per carità -  ma non possiamo negare che nel corso degli anni abbiamo riscontrato degli effetti positivi sia nel corpo - nel senso di salute psico-fisica - sia nella ma...