venerdì 22 gennaio 2021

YOGA E SCIENZA - IL CICLO NASALE

 


 

 

 Āsana, bandha, mudrā, prāṇāyāma sono tecniche “alchemiche”, finalizzate all’ascolto, all’utilizzazione e, in molti casi, all’alterazione di naturali processi fisiologici. La respirazione a narici alternate, ad esempio, si basa sulla conoscenza e la volontaria alterazione del “ciclo nasale” ovvero la naturale tendenza dell’organismo a “aprire” periodicamente l’una o l’altra narice, attivando uno dei due emisferi cerebrali alla volta.

In occidente[1] le prime osservazioni storicamente documentate sul ciclo nasale vennero compiute alla fine del XIX secolo dal fisiologo tedesco Richard Kayser[2]. Gli studi di Kayser furono ripresi nella seconda metà del XX secolo nell’ambito delle ricerche orientate alle terapia delle “ostruzioni nasali croniche[3]” e si arrivò a collegare l’alternarsi del funzionamento delle narici all’attività delle innervazioni del sistema simpatico e del sistema parasimpatico presenti nelle mucose nasali:

 

Il predominio del simpatico sulla narice destra causa la sua vasocostrizione e la conseguente decongestione, facendo aumentare il flusso d’aria; tale predominio si accompagna al prevalere del parasimpatico nella narice sinistra che ne provoca la congestione[4].

 

Tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80 cominciarono le ricerche per dimostrare il legame tra l’alternanza delle narici nel processo respiratorio e la cosiddetta “dominanza emisferica cerebrale”, ovvero il predominio di un emisfero celebrale rispetto all’altro.

Tra il 1983 e il 1987 un equipe guidata da David S. Shannahoff–Khalsa – un discepolo di Yogi Bhajan, attualmente membro del “Center for Integrative medicine della University of California di San Diego – dimostrò sperimentalmente la possibilità di attivare volontariamente uno o l’altro dei due emisferi cerebrali decongestionando la narice del lato opposto del corpo.

Le modalità degli esperimenti di Shannahoff–Khalsa e del team di ricercatori che lo coadiuvava sono descritte in numerose pubblicazioni scientifiche[5][6][7] e i risultati delle loro ricerche, tutt’oggi considerati attendibili, gettano, tra l’altro, una nuova luce sulle tecniche operative dello Haṭḥayoga medioevale dimostrando come sia possibile, modificando la postura, alterare i “ritmi ultradiani” del corpo umano.

Per “ritmo ultradiano” si intende un ciclo biologico che si ripete regolarmente all’interno del “ritmo circadiano”, ovvero dell’alternarsi di luce e buio nell’arco delle 24 ore, così come per “ritmo infradiano” si intende un ciclo biologico di durata superiore alle 24 ore, come ad esempio, il ciclo mestruale.

Questi tre ritmi – infradiano, circadiano e ultradiano – seguono l’andamento “dell’onda”, nel senso che sono caratterizzati da una fase ascendente – “luminosa”, “attiva”, “Yang” – ed una fase discendente – “oscura”, “ricettiva”, “Yin” – che nascono l’una dall’altra e negli “organi pari” – ovvero quelli formati da due strutture simmetriche come i reni, le gonadi o gli emisferi celebrali – si alternano secondo la logica della lateralizzazione: se la narice destra, ad esempio, è congestionata – fase “yin” –  la sinistra viene decongestionata – fase “yang” – e viceversa.

Questo fenomeno viene definito dominanza nel senso che per un periodo definito di tempo “domina” l’organo pari di sinistra e per un eguale periodo di tempo “domina” invece l’organo pari di destra.

Esempi di ritmi ultradiani sono:

-          Il ciclo di 90– 120 minuti delle fasi del sonno del sonno (REM –  Rapid Eyes Movement –   e non REM;

-          Il ciclo della circolazione sanguigna;

-          Il battito delle ciglia;

-          Il battito del polso;

-          La frequenza cardiaca;

-          La minzione;

-          Le attività intestinali;

-          La secrezione ormonale;

-          Il ciclo nasale.

La cosa interessante, per ciò che riguarda il lavoro fisico dello yoga, è che questi cicli possono essere facilmente alterati con un semplice spostamento di peso e, in genere, con la pressione su determinati punti del corpo; in altre parole l’essere umano ha la possibilità di rendere volontariamente “dominante”, ad esempio, la narice sinistra rispetto alla narice destra per un tempo indefinito.

Provate, ad esempio, a rimanere in equilibrio sulla gamba destra volgendo leggermente lo sguardo a sinistra: immediatamente si decongestionerà la narici sinistra che resterà “dominante fino a quando non cambieremo posizione.

Le implicazioni di questa osservazione – la possibilità di rendere volontariamente dominante una narice rispetto all’altra – sono maggiori di quanto si possa immaginare: il team di Shannahoff–Khalsa ha infatti dimostrato sperimentalmente che alla dominanza della narice sinistra corrisponde una maggior attività dell’emisfero cerebrale destro e, di conseguenza, una probabile una alterazione di tutti i ritmi ultradiani, compreso, quindi il ciclo delle secrezioni ormonali.




[1] Vedi: “IL CICLO NASALE, L’ATTIVITA’ CEREBRALE E IL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO”, adattamento e traduzioni di Andrea Di Chiara, Odontoiatra, Ortopedia Cranio-Cervico-Mandibolare e Terapia Ortopedica Dentale delle Disfunzioni Posturali, www.aipro.info .

[2] Richard Kayser: Die exakte Messung der Luftdurchgängigkeit der Nase. Arch.

Laryng. Rhinol. (Berl.) 8, 101 (1895).

[3] Mirza, N., Kroger, H., Doty, R.L., 1997. Influence of age on the 'nasal cycle'.

Laryngoscope. 107(1), 62-66.

[4] Tratto da “IL CICLO NASALE, L’ATTIVITA’ CEREBRALE E IL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO”, adattamento e traduzioni di Andrea Di Chiara; Op. Cit.

[5] Werntz DA, Bickford RG, Shannhoff-Khalsa DS, “Selective Hemispheric Stimulation by Unilateral Forced Nostril Breathing”, Human Neurobiology (1987),6:165-171.

[6] Werntz DA, Bickford RG, Bloom FE, Shannahoff-Khalsa DS: “Alternating Celebral Hemispheric Activity and the Lateralization of Autonomic Nervous Function”. Human Neurobiology, 1983, 2:39-43.

[7] Shannhoff-Khalsa DS, “Lateralized Rhytms of the Central and Autonomic nervous Systems, International Journal of Psychophysiology, 1991, 11:225-251.

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