HAṬḤAYOGA [1] Una delle prime, se non la prima, descrizione scritta dello Haṭḥayoga si trova in un testo tantrico buddhista, il K ālacakratantra , considerato parte del Canone buddhista tibetano – che ci fornisce delle indicazioni interessanti sulla pratica degli gli yogī del X secolo. Si legge nel Laghu k ālacakratantra (IV, 196-97): Si espone adesso lo yoga del metodo violento (haṭḥayoga). Qui, quando, pur essendo stata vista l’immagine grazie alla ritrazione, ecc. il momento immoto […] non si verifica, non essendo il soffio ben controllato, allora mediante l’esercizio del suono (nādābhyasāt) occorre far spirare violentemente (haṭḥena) il soffio vitale nel canale di mezzo e, ciò fatto, arrestare il bindu del bodhicitta nella gemma del vajra che si troverà, allora nel loto della saggezza. [Grazie a questa pratica lo yogin] realizzerà l’istante immoto, in base alla non vibrazione (niḥspanda). Tale lo yoga dello Haṭḥayoga , o “ metodo violento”. Per poter inter...
Formazione, Promozione e Divulgazione dello Yoga