Aum shrim hrim klim glaum gam gaṇapataye vara varada sarva janamme vashamanaya svaha
Si legge in Haṭhayoga Pradīpikā, il 4.27:
मूर्छ्छितो हरते वयाधीन्मॄतो जीवयति सवयम |
बद्धः खेछरतां धत्ते रसो वायुश्छ पार्वति || २७ ||
mūrchchito harate vyādhīnmṝto jīvayati svayam |
baddhaḥ khecharatāṃ dhatte raso vāyuścha pārvati || 27 ||
In italiano:
Pârvati! Mercurio e il respiro, quando sono stabili, regolari, portano via le malattie ed il morto in sé ritorna in vita. Dal loro controllo si ottiene kechara.
La traduzione si sa è sempre interpretazione, ed interpretare i versetti in sanscrito non è mai facilissimo.
Andando " a braccio" la parola khecharatāṃ viene da ख kha (seconda sillaba del chakra del cuore) che significa vuoto, cielo, etere, ma indica anche cavità del corpo e da चर cara che significa "colui che investiga, che spia, che cammina".
Letteralmente Khecarata sarebbe quindi colui che cammina nel cielo, lo Skywalker, termine che potrebbe indicare l'iniziato o colui che ha determinati poteri psichici.
Andando avanti nella traduzione vedremo che dhatte vuol dire ottenuto, assunto, svayam vuol dire se stesso, jīvayati vuol dire tornare in vita, vyādhī vuol dire malattia, harate vuol dire rubare,
La traduzione si sa è sempre interpretazione, ed interpretare i versetti in sanscrito non è mai facilissimo.
Andando " a braccio" la parola khecharatāṃ viene da ख kha (seconda sillaba del chakra del cuore) che significa vuoto, cielo, etere, ma indica anche cavità del corpo e da चर cara che significa "colui che investiga, che spia, che cammina".
Letteralmente Khecarata sarebbe quindi colui che cammina nel cielo, lo Skywalker, termine che potrebbe indicare l'iniziato o colui che ha determinati poteri psichici.
Andando avanti nella traduzione vedremo che dhatte vuol dire ottenuto, assunto, svayam vuol dire se stesso, jīvayati vuol dire tornare in vita, vyādhī vuol dire malattia, harate vuol dire rubare,
Per ciò che riguarda बद्धः baddhaḥ diciamo che बाध bādha vuol dire ostacolo, guaio ecc. e
Baddha-jiva è il jiva (anima individuale) condizionato dai tattva (principi della manifestazione, gli elementi, ad esempio). मृत mṛta significa morto-defunto मूर्च्छित mūrcchita significa privo di coscienza, e मूर्छित mūrchita significa svenuto, intontito, stupefatto.
रस rasa parola comunemente usata per indicare i sapori, le essenze e i sentimenti, qui indica il mercurio, termine che ci conduce inevitabilmente all'Alchimia.
Mercurio inteso come pianeta in India è Budha बुध , figlio della Luna ed è sposo di Ilā meglio conosciuta come Idā, dea del linguaggio, figlia e istruttrice di Manu il legislatore e questo a chi si intende di esoterismo occidentale, potrebbe dare altre indicazioni interessanti, ma torniamo al versetto:
"Pârvati! Mercurio e il respiro, quando sono stabili, regolari, portano via le malattie ed il morto in sé ritorna in vita. Dal loro controllo si ottiene kechara".
Il Mercurio del versetto è Gaṇeśa letteralmente signore ( iśa) delle schiere (gaṇa).
Il simbolismo è complesso: i Marut, parola che indica contemporaneamente i "venti" e l'oro, sono coloro che compongono la schiera (marutgaṇa di fulmini e monsoni che accompagna Indra, signore delle tempeste, nelle sue innumerevoli battaglie, ma sono da sempre al servizio di Gaṇeśa.
Nei veda se ne trovano a volte 108, altre 60.
Sono dei nanetti orrendi, che gridano in maniera insopportabile,"Forme Pensiero" secondo alcune interpretazioni, responsabili, se lasciate a se stesse, di dolore e malattie, portatrici di realizzazioni e poteri psichici se guidate con saggezza.
In mano hanno la clava di Vayu Dio del vento, e sono adornati da monili d'oro e da un cordone Brahminico fatto di serpenti.
Quando si pone al comando dei Marut, Gaṇeśa viene chiamato Gaṇapathi, colui che conduce le schiere.
Gaṇapathi (गणपति) "Vinayaka" ha due spose, "Siddhi" e "Buddhi", "Potere Psichico" ed "Intuito Sovraconscio"
Gaṇapathi Brahmanaspati
..
Ma veniamo all'interpretazione "alchemica" del versetto
Dalla gola, vishudda chakra normalmente, discende il nettare lunare (ACQUA/MERCURIO/TIGRE)
che viene bruciato dall'energia dell'Ombelico (FUOCO/ZOLFO/DRAGONE).
Il nettare, che è ciò che ci tiene in vita, non è illimitato e quando si è completamente dissolto l'essere umano muore.
Lo yogin tramite asana, mantra, mudra e kriya, cerca di invertire il processo naturale conducendo il nettare, purificato dal Fuoco, di nuovo in alto, alla gola ed alla testa.
Per far questo utilizza varie tecniche tra cui viparita karani mudra , una specie di candela, che non è né un asana né una mudra, ma un processo prima dinamico che parte dalla posizione del cadavere shavasana, l'asana che LIBERA LE SCHIERE DEI MARUT che accompagnano Gaṇapathi (गणपति) verso le sue spose Siddhi e Buddhi.
A questo punto bisogna introdurre altri riferimenti: il Mercurio rappresenta "anche" la mente sensoriale o Manas, che ha una qualche relazione con il chakra della gola e si manifesta pienamente nel secondo chakra (Svadhistana Chakra).
Buddhi, o intuito sovraconscio ha sede in un chakra che porta il suo nome, situato sopra il punto della fronte, ma è in relazione con il chakra dei 10 maestri o nabhi chakra, posto all'ombelico.
Le Siddhi dimorano invece negli otto petali del chakra segreto del cuore, o hrit chakra. detto anche "Diagramma delle perversioni"

Aggiungiamo adesso un altro tassello, indispensabile alla piena comprensione del versetto:
si è detto che rasa è il mercurio in senso di nettare,seme, ambrosia, e questo nettare è il responsabile delle emozioni, dette in sanscrito, guarda caso Rasa.
Le emozioni principali, quelle che possono e devono essere trasmesse e recepite nelle arti della danza e della musica, sono 8, ognuna delle quali collegata ad una forma della divinità e ad un colore:
Śringāram (शृन्गारं) amore, attrazione, Visnu color verde chiaro
Hāsyam (हास्यं) gioia, ilarità, Pramata color bianco.
Raudram (रौद्रं) furia, rabbia, Rudra color rosso.
Kārunyam (करुणं) , compassione, misercordia , Yama color grigio.
Bībhatsam (बीभत्सं) disgusto, avversione, Siva color blu
Bhayānakaram (भयानकं) orrore, terrore, Kala color nero
Vīram (वीरं) coraggio eroismo, Indra, giallastro.
Adbhutam (अद्भुतं) meraviglia, Brahma, color giallo.
śāṃtam (शांतम्) pace tranquillità, Visnu color blu.
Il mercurio mente sensoriale scende dal chakra della gola a quello dell'ombelico e i rasa "impulsati" dalle percezioni sensoriali, vengono trasformati in Bhava (sentimenti, ma sarebbe più indicata la parola inglese mood), che si manifestano al chakra dei genitali o svadhistana chakra,e sono le matrici delle nostre azioni e quindi del karma :
Rati . amore
Hasya . ilarità, riso.
Soka .dolore
Krodha. rabbia
Utsaha . energia
Bhaya . terrore.
Jugupsa . disgusto
Vismaya . stupore, meraviglia.
In termini di alchimia occidentale Mercurio e Zolfo, si sposano e il risultato-figlio-sale si manifesta come forma/stampo in svadisthana chakra (acque inferiori) da cui emerge l'io illusorio agito dalle emozioni.
La rettificazione mercuriale consiste nell'inversione del flusso delle energie, in modo da sostituire all'io illusorio, schiavo dei Marut, l'IO DIVINO, signore dei Marut (Gaṇeśa in quanto figlio di Shiva "é"Shiva).
Mercurio, come si è visto, è anche lo sposo di Ida che altri non è se non il canale in cui circolano tutte le energie della parte sinistra del corpo (emisfero celebrale destro), bianco/argento come la luna.
Lo Zolfo invece corrisponde a Pingala, il canale in cui circolano tutte le energie della parte destra del corpo (emisfero sinistro), rosso e/o giallo/rossiccio.
I due canali si intrecciano in corrispondenza del chakra della fronte, ājñā.
Quando i due flussi sono equilibrati si stabilisce un flusso regolare delle correnti bipolari contenute in sushumna, il canale centrale.
Quando si attua l'inversione, in qualche modo, l'ACQUA (canale di sinistra) sale attivando la cosiddetta MENTE ANALOGICA, e il FUOCO (canale di destra) discende.
Kechari mudra è, infine, la manovra con la quale spostando la lingua sul palato molle si unisce il chakra della Gola vishuddhi, con quello della fronte ājñā con attivazione di talu cakra, il chakra del palato molle).Il risultato è l'apertura di un canale detto shankini nadi, che permette di riportare l'energia "rettificata" al cuore, fine ultimo dello Yoga alchemico.

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