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YESHE TSOGYAL, LA DEA DELLA GIOIA

LA DEA DELLA GIOIA
Ho conosciuto Yeshe Tsogyal molti anni fa. Mia sorella mi aveva portato ad una mostra di "ringsel", quei pallini di materia organica candidi come neve a volte, colorati altre, che secondo i tibetani vengono trovati nei cadaveri degli illuminati. I ringsel di Buddha Shakyamuni erano di un bianco accecante, quelli di Yeshe sembravano fiori di primavera. C'erano anche dei brandelli dei suoi abiti , tutti di seta e di broccato. E dei fogli scuri con la sua calligrafia svolazzante, da ragazzina del liceo classico. Non so perché ma mi venne da piangere. Piangere di gioia.
Per anni, forse per giustificare la felicità che provavo ogni volta che la sentivo anche solo nominare, ho creduto che Laura fosse l'incarnazione di Yeshe. Questa poesia - che ho tradotto e adattato presuntuosamente, ma, vi assicuro, con devozione, è di Yeshe Tsogyal. La dedico alla mia Yogini, con tutto l'amore di cui sono capace:

"[....]Fui lingua, per coloro che non avevano voce, e donai la vita eterna a chi temeva la morte.
Per lenire il calore bruciante e il freddo che gela negli inferi mi feci acqua e fuoco, e fui cibo per fantasmi affamati.
Io sono libertà dall'idiozia.
Io sono regola per le bestie prive di parola,
Io sono Colei che conduce alla gioia[...]
Fui tregua dalla guerra e guerra per i demoni, proteggendo gli dei dalla caduta, e trascinai dalla barbarie alla gioia gli esseri nati nelle terre selvagge.
Ovunque vi sia spazio, ecco i cinque elementi.
Ovunque vi siano cinque elementi, ecco le case degli esseri viventi. Ovunque vi siano esseri viventi, ecco il karma e le impurità.
Ovunque vi siano impurità nasce la mia compassione.
Io sono ovunque vi siano esseri viventi.
Io sono Colei che conduce alla gioia.
Per venti anni meditai nella grande caverna di Lhodrak Kharchu, visibile per alcuni, invisibile per altri."


Yeshe Tsogyal, "Ye-ses-mtsho-rgyal" Oceano della Saggezza Primordiale (757–817)

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