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Kadi Mantra - Il Potere del Mantra Parte Seconda



Come abbiamo detto nella Prima Parte (Vedi "Il Potere del Mantra") Secondo la tradizione tantrica per “attivare” un mantra, ovvero per renderlo in grado , ipoteticamente, di far insorgere nel praticante delle abilità non ordinarie, occorre che siano presenti cinque fattori:

1. Ṛṣi, ovvero l’autore del mantra che fa da tramite tra il praticante e le “energie”che si vogliono “attivare” o “controllare”;

2. Mantra devatā, ovvero una divinità di riferimento;

3. Bīja mantra, ovvero il “seme sonoro” da cui prende origine il mantra;

4. Śakti, che va intesa come una energia con un particolare ritmo ed una particolare direzione, caratteristici della divinità del mantra;

5. kīlaka, letteralmente pilastro, che può essere inteso come la effettiva chiave di accesso al potere del mantra, ovvero la maniera di renderlo “operativo”, ovvero efficace, grazie all’insieme degli insegnamenti orali che riguardano:

- La metrica del mantra;

- La misura, ovvero la durata di ogni verso o sillaba;

- La pronuncia esatta;

- Il ritmo della recitazione;

- I collegamenti con la fisiologia sottile, l’astrologia e la mitologia indiana.

Senza il kīlaka il mantra non è efficace, perché, secondo gli insegnamenti tantrici, non avviene il
processo definito nāḍī bandha, che sarebbe collegato all’insorgere delle siddhi.

Per dare un'idea di cosa stiamo parlando farò un esempio con uno dei mantra più importanti del
tantrismo, il kadi mantra,detto anche kāmarāja mantra, ovvero:

कएईलह्रीं हसक हलह्रीं सक ल ह्रीं .
क ka ए e ई ī ल la ह्रीं hrīṃ
ह ha स sa क ka ह ha ल la ह्रीं hrīṃ
स sa क ka ल la ह्रीं hrīṃ


- Il ṛṣi, ovvero l’autore del mantra nel caso del kadi mantra è Agastya, o secondo alcuni, la sua sposa
Lopāmudrā;
- La divinità di riferimento, o mantra devatā, è Lalitā Tripurasundarī - la “Bella dei Tre Mondi” - epiteto di Durgā;
- Il bīja, ovvero il “seme sonoro” da cui prende origine il mantra, è HRĪṂ;
- La Śakti è Parākuṇḍalinī - detta anche Ādiśakti, o Ānandaśakti, che viene articolata in tre diverse energie: kuṇḍalinī di Fuoco, kuṇḍalinī di Sole e kuṇḍalinī di Luna;

Vediamo adesso in cosa consiste il kīlaka, ovvero il "motore di accensione" del mantra.
Cominciamo dall'osservare che il Kadi mantra è composto da 15 sillabe, per cui viene detto Pañcadaśī, come il 15°giorno di un mese, o la 15a fase lunare (sia Luna piena sia Luna nuova) sia per i suoi legami con l’astronomia.

L'ultima sillaba - il bīja mantra HRĪṂ ह्रीं che viene ripetutro tre volte - va considerata in questo caso
come la "somma" della sillabe ह HA,र RA, ई Ī e म् M con il punto che indica la nasalizzazione della vocale, dove HA rappresenta "Lo Sposo", RA "la Sposa" intesa come "colei che rende colorata la luce bianca del sole", Ī indica qui Mahāmāyā, la "Luna Nuova oltre Śiva" prodotta dall'unione dei due "Sposi", e Ṃ , qui, rappresenta l'orgasmo dei due amanti che dà luogo alla manifestazione.

Le quindici sillabe sono sono disposte in tre gruppi - o linee - chiamati Kūta:

1. Vāgbhava Kūta - क KA ए E ई Ī ल LA ह्रीं HRĪṂ - legato alla kuṇḍalinī di Fuoco;
2. Kāmarāja Kūta o Madhya Kūta - ह HA स SA क KA ह HA ल LA ह्रीं HRĪṂ - legato alla kuṇḍalinī di Sole;
3 Śakti Kūta - स SA क KA ल LA ह्रीं HRĪṂ - legato alla kuṇḍalinī di Luna.



RECITAZIONE DEL MANTRA

Il primo Kūta - KA E Ī LA HRĪṂ - viene recitato in undici mātrā (tempi o misure):

- “KA” viene recitato per un tempo con la “A” che suona quasi come una “O” aperta;

- “E” viene recitato per un tempo e si pronuncia decisamente “E” e non IE o IEY come si sente in alcune versioni;

- “Ī” - sul quale è posto il primo “accento musicale” del primo Kūta – viene recitato per due tempi;

- “LA” viene recitato per un tempo;

- “HRĪṂ” viene recitato considerando un tempo per la H aspirata (bisogna pensare HA mentre si pronuncia “H”), un tempo per la “R” (bisogna pensare “RA” pronunciando “R”) due tempi per la “Ī” – sulla quale è posto il secondo “accento musicale” del Kūta – un tempo per la “M” nasalizzata ed un tempo in silenzio – una pausa musicale - corrispondente al punto (bindu) che serve ad ascoltare le vibrazioni interne prodotte dal mantra (si parla di “nove onde”).

La recitazione del primo Kūta sarà quindi:

“(1)KA / (2)E / (3-4)ÌÌ / (5)LA / (6)H / (7) R / (8-9)ÌÌ / (10)MN / (11)Bindu/pausa”.


Il secondo Kūta – HA SA KA HA LA HRĪṂ - viene recitato in undici mātrā e mezzo:

- “HA” viene recitato per un tempo:

- “SA” viene recitato per un tempo;

- “KA”, sul quale è posto l’accento musicale, viene recitato per un tempo ed è seguito da una “pausa musicale della durata di ½ matra;

- “HA”, viene recitato un tempo;

- “LA” viene recitato per un tempo;

- “HRĪṂ”, con l’accento musicale sulla “Ī”, come per il primo Kūta viene recitato in sei tempi.


La recitazione del secondo Kūta sarà quindi:


“(1)HA / (2)SA / (3)KA / (3½)pausa / (4½)HA / (5½)LA / (6½)H / (7½))R/(8½-9½))ÌÌ / (10½)MN/ (11½)Bindu/pausa”.


Il terzo Kūta - SA KA LA HRĪṂ - viene recitato in otto mātrā e mezzo:

- “SA”, sul quale è posto l’accento musicale, viene recitato per un tempo;

- “KA” viene recitato per un tempo;

- “LA” viene recitato per un tempo, ed è seguito da una pausa musicale della durata di ½ matra;

- HRĪṂ”, con l’accento musicale sulla “Ī”, viene recitato come i primi due Kūta, salvo per la pausa finale che dura ½ matra anziché un matra.

La recitazione del terzo Kūta sarà quindi:


(1)SA / (2)KA / (3)LA / (4)H / (5)R/(6-7)ÌÌ / (8)MN/ (8½)Bindu/pausa”.


VISUALIZZAZIONI

L’insieme del mantra rappresenta innanzitutto il corpo della Dea:

1. Vāgbhava Kūta - क KA ए E ई Ī ल LA ह्रीं HRĪṂ, rappresenta la testa di Lalitā Tripurasundarī, è portatore dell’energia primaria detta “di Fuoco” ed è relato al canale centrale del corpo (“Mente”) nel quale, per lo yoga medioevale scorrono l’energia primaria dell’elemento spazio e della conoscenza;

2. Kāmarāja Kūta o Madhya Kūta -ह HA स SA क KA ह HA ल LA ह्रीं HRĪṂ, rappresenta il busto di Lalitā Tripurasundarī, è portatore dell’energia di “Sole” ed è relato al canale di destra (“Parola”) nel quale per lo yoga medioevale scorrono l’energie primarie dell’elemento fuoco e dell’elemento aria;

3. Śakti Kūta - स SA क KA ल LA ह्रीं HRĪṂ, rappresenta il bacino e le gambe di Lalitā Tripurasundarī, è portatore dell’energia di “Luna” ed è relato al canale di sinistra del corpo (“Corpo”) nel quale per lo yoga medioevale scorrono le energia dell’elemento acqua e dell’elemento terra.


Il primo Kūta viene visualizzato come un "fluido coloro fuoco, ardente", che sale dal glande della clitoride o del pene [N.B. alcuni fanno partire la visualizzazione dal cakra del perineo anziché dal glande] – fino al centro del cuore [piano di anāhata];

Il secondo Kūta viene visualizzato come la “luce di mille soli” che sale dal centro del cuore al centro della fronte [piano di ājñā];

Il terzo Kūta viene visualizzato come la “luce della luna piena” [o come un fluido bianco, fresco e profumato] che sale dal centro del cuore alla fontanella anteriore passando attraverso nove diverse zone o cakra (Cuore, Gola, Ugola, Lingua, Palato, Radice del naso, Punta del Naso, Centro tra le sopracciglia, Centro della fronte

Il ciclo della recitazione, ovvero la ripetizione dal Vāgbhava Kūta KA E Ī LA HRĪṂ allo Śakti Kūta SA KA LA HRĪṂ per tornare al Vāgbhava Kūta e ricominciare, viene rappresentato con un triangolo con il vertice in basso, detto “triangolo della Dea” o “triangolo – o luogo - di Kāma” che simboleggia la vagina – yoni – della “Yoginī”:




ह्रीं HRĪṂ, al centro, rappresenta il cuore;
Il vertice in basso rappresenta il glande;
Il vertice a destra in alto rappresenta il centro della fronte;
Il vertice a sinistra il sincipite.


Il lato a destra rappresenta il "corpo" del Vāgbhava Kūta, क KA ए E ई Ī ल LA;
La base del triangolo, in alto, il "corpo" del Kāmarāja Kūta, ह HA स SA क KA ह HA ल LA;
Il lato a sinistra il corpo dello Śakti Kūta, स SA क KA ल LA.



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